sabato 14 novembre 2009

Quando a copiare è Mozart




Il Flauto Magico (1791) è l’opera che suggella la vita artistica e umana di Mozart (1756-1791).

Un’opera affascinante sotto tutti i punti di vista. Vi si mescolano la fiaba e il razionalismo, il sublime e il popolaresco, la lotta tra il bene il male, tra il dispotismo e la democrazia. E il linguaggio musicale unisce la geniale inventiva alla maturità compositiva.

Un grande capolavoro.

Tra i brani più celebri c’è l’Ouverture. È su questa che voglio fermarmi.

Dopo i tre potenti accordi iniziali, che ricordano la simbologia massonica, inizia un brevissimo interludio che porta all’esposizione del tema principale, trattato in forma di fuga; il tema cioè passa da una sezione all’altra dell’orchestra in maniera imitativa.
Dopo altri tre potenti accordi “massonici” e un altro interludio, il tema torna a farsi sentire e a dominare la scena, chiudendo in bellezza il brano.

Un’ouverture meravigliosa, non c’è che dire, degna di Mozart.

Se non che il tema principale è letteralmente copiato da una composizione di Muzio Clementi, la Sonata in Si bemolle maggiore, op. 24, n. 2, I movimento, Allegro con brio.

È nota l’antipatia che Mozart nutriva per il grande compositore italiano, genio della tecnica pianistica. Lo definiva autore “meccanico”, senza ispirazione, e via (mal)dicendo.

Però gli ruba una sonata e ne fa una grande ouverture orchestrale.

Clementi si lamentò dicendo che quell’ouverture era stata scritta da lui dieci anni prima; era stata suonata a Vienna davanti all'imperatore Giuseppe II, nella competizione pianistica con Mozart, finita alla pari secondo l'imperiale giudizio.

Per farsi un’idea del plagio, ecco il link all’Ouverture del Flauto Magico.

http://www.youtube.com/watch?v=WVwvW1FppfU

Si confronti il brano di Mozart dopo aver ascoltato la bellissima Sonata di Clementi riportata nel video.

Altri poi hanno notato che nell’ouverture mozartiana ci sono altre copiature, da Pergolesi.

Ma insomma, Herr Mozart!

7 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione. Anche io pensavo che il plagio fosse limitato ai nomi dei cantanti leggeri, o dei compositori meno conosciuti che non sono dei geni, invece è da un po' che mi interessa questo argomento. Su Mozart in particolare e sulla gara con Clementi hanno scritto in tanti. Di recente è uscito un libro di due musicologi Bianchini e Trombetta che si intitola Mozart la caduta degli dei. L'ho letto ed è molto dettagliato per quello che riguarda i plagi che Mozart ha commesso, compresi i furti da musiche di Clementi. Ho letto anche un libro in inglese su Beethoven, di De Nora, che si intitola Beethoven la costruzione di un genio. Questo è più vecchio di alcuni anni. Nel volume italiano e in quello inglese non si parla solo di plagi, ma anche del contesto storico e dei motivi politici che sono alla base delle fortune di quei musicisti, Mozart e Beethoven, che hanno pure copiato e molto durante la loro carriera.

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    1. Grazie, cara Anna Mastrovich, del preciso commento e delle preziose notizie bibliografiche.

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    2. Copiavano tutti, però si vendono più copie quando si infanga un nome eccellente
      https://youtu.be/upZnZC5ESSA

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    3. "Infangare un nome eccellente" non mi sembra una giustificazione. Mozart, che certamente è il genio che sappiamo, mortificava Clementi (che è certamente un genio della didattica, se non altro), dandogli della "testa di legno" e offese del genere. Però non si vergogna di copiarlo spudoratamente.
      E non solo in questa circostanza, e non solo nei confronti di Clementi.
      Non è da geni... :-(

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  2. La scortesia di Mozart era palese e ingiustificabile, ma io mi riferivo a chi ne sfrutta (e infanga, appunto) il nome per vendere libri, vedi il commento scritto sopra il mio. E poi un inciso uguale (come nel caso in questione) non è un plagio e non lo è neppure una semifrase, se lo sviluppo procede diversamente. Nel libro "Mozart, la caduta degli dei", gli autori vedono plagi dappertutto, ma basta saper leggere una partitura per capire che sono in massima parte delle scemenzuole insignificanti.

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    1. Pardon, nel caso in questione si tratta di semifrase, chiedo venia.

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    2. Clementi non era solo un genio della didattica, era un grandissimo compositore e meriterebbe assolutamente di essere rivalutato, senza per questo screditare nessuno.

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