Il quartetto d’archi acquista la sua forma definitiva nel XVIII secolo con Franz Joseph Haydn (1732-1809), autore di ben 83 quartetti.
Due violini (violino I e II), una viola e un violoncello: il minimo indispensabile per avere un’estensione sonora completa, dal soprano al basso; al tempo stesso, la possibilità di un vero dialogo tra le parti, con una ricchezza di soluzioni che il genio di Haydn riesce a sfruttare alla perfezione.
Perfezione. È questa la parola più adatta per definire i quartetti di Haydn. Sia Mozart che Beethoven ne rimarrano conquistati, e muoveranno i loro passi sulla strada da lui indicata.
Un ottimo quartetto femminile di Filadelfia esegue di Haydn il Quartetto op. 76 n. 2, in Re minore, primo movimento, Allegro. L’opera 76 è stata pubblicata nel 1799. Siamo nella piena maturità dell'artista. Al n. 3 troviamo il quartetto dal quale è stato ricavato l'inno nazionale tedesco (da un compositore austriaco!).
Il quartetto 76 n. 2 è conosciuto con il nome “Le Quinte” (Quinten Quartet) perché, come si potrà subito notare, il tema iniziale espresso dal violino I è caratterizzato da due belle quinte discendenti: La-Re, Mi-La.
Le quinte sono ripetute all’ottava superiore ancora dal Violino I, poi dalla viola, dal violino II e infine dal violoncello. Tutto il primo movimento ne è caratterizzato.
La festa della donna è passata. Ma noi la festeggiamo ora con questo magnifico concerto.
Auguri e buon ascolto!