Visualizzazione post con etichetta Chopin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chopin. Mostra tutti i post

domenica 30 settembre 2018

Musica e vita: due storie parallele





Facevo le medie e il maestro di musica, il grande Fosco Corti, per farci rilassare suonò la Marcia Turca di Mozart.

Rimasi sbalordito. Non avevo mai ascoltato una musica così meravigliosa. Dissi in cuor mio: Quando sarò capace di suonare questo brano, sarò un pianista anch'io!

In IV Ginnasio, mentre ero nella biblioteca scolastica dove c'era in un lato un pianoforte verticale al quale era seduto un esperto allievo del Corti, sentì venir fuori da quel semiscordato strumento una musica dolcissima, che mi fece fremere di una indicibile emozione.
Lasciai sul tavolo il libro che leggevo e mi avvicinai al pianista per vedere il titolo del brano. Era intitolato "Per Elisa" e l'autore era Beethoven. In quel momento passò in seconda linea Mozart e le mie forze si concentrarono in quel "foglio d'album" così ammaliante, che chissà quante ragazze come Elisa aveva fatto commuovere e sognare.
Ma ora ero io a subire quel fascino irresistibile di quella musica incantevole e la imparai a memoria in poco tempo. Ne ero rimasto innamorato.

In prima liceo, verso la fine della primavera, e i profumi del maggio odoroso si facevano sentire attraverso la mia finestra aperta dello studio, misi nel giradischi un disco di Chopin, i "Notturni", che avevo acquistato a poco prezzo. Quelle note cristalline come perle, suonate da Rubinstein, così suggestive e affascinanti, nel silenzio di una incantevole notte primaverile, mi fecero trasalire di commozione. Non avrei mai immaginato di trovare un autore che potesse competere con Mozart e Beethoven, con la Marcia Turca e Per Elisa. Ma ora, quei Notturni fascinosi, pieni di chiaroscuri maliardi, mi avevano fatto dimenticare ogni altro autore.

Oggi è facile avvicinarsi alla musica, trovarla e "consumarla", quasi in forma bulimica. Ma negli anni 60 ogni autore era una scoperta, e i mezzi erano scarsi.

Una cosa che mi ha fatto sempre riflettere è che ho trovato nel corso della mia vita, al momento opportuno, un autore musicale che si adattava perfettamente ai miei sentimenti, alla mia personalità.

Alla fine del liceo, una notte, mentre mi preparavo per gli esami di maturità alle prese con greco e col latino, sentì provenire dallo studio di Fosco Corti delle armonie nuove, dei suoni che non corrispondevano ai miei soliti schemi classici e romantici. Fosco stava suonando gli Arabeschi di Debussy, e la Suite Bergamasca, con Clair de lune e Passepied.

Avevo scoperto il mio ultimo "amore". L'impressionismo, ultima fase del romanticismo e anticipo della dissoluzione tonale, giungeva a completare le mie emozioni proprio nel momento degli esami di maturità.

Senza rendermene allora conto, avevo percorso l'evoluzione della musica con il mio progredire nell'età.

Ne sono rimasto sempre meravigliato.




domenica 2 settembre 2018

Una giornata di sfide: una persa e una vinta





La bruciante sconfitta della Ferrari a Monza, e soprattutto la vittoria della Mercedes e dell'antipaticissimo (sportivamente parlando) Hamilton, mi hanno guastato il pomeriggio di questa domenica.
La vittoria sembrava a portata di mano, quasi una formalità, per la Ferrari in doppia pole. Purtroppo la fortuna aiuta gli audaci, e Hamilton lo è stato. Vettel è stato un po' ingenuo e peggio ancora lo è stato il "muretto" del Cavallino, che si è lasciato ingannare dalla finta strategia dei pit stop degli avversari. Così Raikkonen si è trovato a macinare giri su giri distruggendo le gomme, mentre Hamilton ha potuto usufruire di un cambio di gomme fresche al momento giusto e ha potuto vincere tra i fischi dei tifosi italiani.
In compenso però un'altra sfida mi ha risollevato il morale. Nel tardo pomeriggio ad Arezzo oggi si correva la Giostra del Saracino, una sfida storica tra i quattro quartieri della città. Ha vinto a mani basse, anzi, a lancia in resta, il quartiere gialloblu di Santo Spirito, il mio quartiere. Grande festa e bandiere al vento.
C'è anche da dire che tra le due sfide di oggi, una persa e una vinta, c'è anche un certo legame: sia la Ferrari che la città di Arezzo hanno come stemma il Cavallino rampante. Il simbolo di gente battagliera.
Tra molta delusione e un po' di consolazione occorre rifugiarsi nella musica, dove anche lì però troviamo sfide celebri, vere o immaginarie.
Tra quelle immaginarie viene subito in mente il duello pianistico nel film La leggenda del pianista sull'oceano, del 1998, tra "Novecento" e Jelly Roll Morton.
Un'altra grande sfida, questa volta reale, avvenne  a Roma nel 1707 tra  Händel e Domenico Scarlatti, conclusasi in parità, a quanto dicono i cronisti del tempo: Händel più bravo all'organo, Scarlatti al clavicembalo. La sfida tra i due è stata riprodotta anch'essa in un film sulla vita di Händel: God Rot Tunbridge Wells, del 1985, di cui ho già postato la scena cult.
Celeberrima nel 1781 quella tra Mozart e Clementi, al pianoforte (anzi, al "fortepiano"), anch'essa finita in parità secondo l'augusto giudizio dell'imperatore Giuseppe II e dell'imperiale consorte.

Meno conosciuta forse, perché del tutto improvvisata e salottiera, ma non meno affascinante, quella tra Chopin e Liszt, i più grandi pianisti dell'800, e non solo. Chopin era amico di Liszt e lo considerava giustamente il più grande pianista esistente.
Nel film Chopin,un amor imposible, del 2002, incentrato sull'amore davvero "impossibile" tra il grande musicista e la celebre scrittrice George Sand, si fa riferimento, in una scena davvero geniale, al confronto sulla tastiera tra il virtuosistico Liszt, "dalle lunghe dita", e il più affascinante e delicato, ma non meno abile pianista, Chopin, nel 1837. Sembra che in quella occasione egli abbia detto a Liszt, che aveva suonato musiche di Chopin con abbellimenti improvvisati, di suonare ciò che lui aveva scritto e non altro.
Il film presenta in maniera quasi caricaturale la figura di Liszt, che è invece un genio musicale e non solo il più grande pianista forse mai esistito.
In realtà al regista del film interessa sottolineare l'esprit de finesse di Chopin, con cui affascinò la romantica e femminista ante litteram George Sand, per un amore rivelatosi poi tumultuoso.
Ma al tempo stesso il film continua lo stereotipo, duro a morire, che Liszt sia soprattutto un virtuoso della tastiera, e non il sommo musicista che realmente è stato e rimane.
Proprio da questo film polacco, Chopin: un amor imposible, riporto la scena madre del confronto tra i due amici e "rivali".
Non sto a ricordare i brani suonati da entrambi; sono troppo noti e offenderei chi legge.
Una sola cosa li accomuna: la bellezza sublime di quelle note, che mi hanno fatto dimenticare sfide vinte o perse.

Buon ascolto!







mercoledì 9 maggio 2018

Tasti neri, ma brillanti





Un periodo un po’ travagliato, questo, sia per il tempo atmosferico che per il clima politico.
Sembrano più le note nere che quelle bianche.

Allora è il caso di ascoltare Tasti Neri, un brano pianistico di  Chopin, suonato tutto sui tasti neri del pianoforte. È lo Studio op. 10 n. 5, del 1830, in sol bemolle maggiore (6 bemolli in chiave…).

Una sola volta Chopin mette una nota bianca, esattamente un Fa. Possiamo proprio dire "una mosca bianca".

Ma nonostante tutta la colluvie di tasti neri, la musica è brillante, come anche la brava e bella pianista russo-austriaca Anastasia Huppmann (classe 1988).

Speriamo che il tutto sia di buon auspicio.




giovedì 14 aprile 2016

Stasera sono triste...





Non si può essere sempre in forma.

Per questo stasera sento il bisogno di ascoltare un Preludio di Chopin.

Quello più triste. 

Il 20  Preludio, in Do minore del 1839, è quello che mi ci vuole.


Buona nottata a tutti/e.



mercoledì 18 novembre 2015

Contro l'orrore, una tempesta di bellezza




Nel tragico 13 Novembre parigino il maggior numero di vittime, tra cui la nostra connazionale Valeria Solesin, si è avuto nel teatro Bataclan, durante un concerto di musica rock.

Un’autentica strage soprattutto di giovani, 89 morti e centinaia di feriti, in una sala da concerto tra le più note della capitale francese.

Si sa: il fanatismo islamista vuol mettere a tacere anche la musica. E al Bataclan lo ha fatto con una tempesta di proiettili: ne sono stati contati 5.000.

A questo orrore disumano intendo oppormi con un’altra tempesta, quella delle note del 24° Preludio di Chopin, in Re minore, l’ultimo della celebre raccolta di composizioni in ogni tonalità, maggiore e minore, Op. 28, anno 1839.

I preludi di Chopin esprimono “impressioni”, stati d’animo, emozioni, rapidi pensieri. 
Il 24° è stato denominato dai critici “La tempesta”, per il pathos e la forza espressiva che lo caratterizzano.

Una tempesta di note appassionate, contro il lugubre crepitare dei kalashnikov, in una sala da concerto di Parigi, una tristissima sera di novembre del 2015.



domenica 25 ottobre 2015

Il giorno più lungo e la musica più corta (Chopin)





Per il giorno più lungo (un'ora in più), il brano musicale più corto.

Non si tratta però di un brano insignificante, ma del celebre Preludio n. 7 in La maggiore di Fryderyk Chopin.

Sono solo sedici battute in  3/4, che egli scrisse - a richiesta - sull’album di una sua  compatriota (e forse allieva) Delfina Potocka, affascinante aristocratica.

La brevissima composizione, la più breve del periodo romantico e una delle più brevi in assoluto (eseguibile tra i 40 secondi e il minuto), è una graziosa mazurka e fa parte dei 24 Preludi, uno per ogni tonalità, op. 28, pubblicati a Parigi nel 1839.

Evidente l’ispirazione al Clavicembalo ben temperato di Bach, reinterpretato però con una sensibilità tutta nuova, e per molti aspetti anticipatrice della modernità.

Il tempo segnato del Preludio n. 7  è “Andantino”.

Non essendoci indicazioni di metronomo, ogni pianista lo intende a suo modo. Per limitarsi ai pesi massimi,  Cortot per primo lo suonò in 37 secondi, Rubinstein in 51, Arrau in 54, Martha Argerich lo esegue in 45, Pollini in 1,16, Ashkenazy in 1, 31...

Trattandosi di un passo di mazurka, anche se solo virtuale, e il tempo Andantino, non si può superare di troppo il minuto, anche volendo dare al breve Preludio un senso di dolce nostalgia per la patria lontana. La mazurka, come noto, è un ballo di origine polacca.

Ma è anche noto che Mozart dirigeva le sue opere battendo il tempo con una mazza, come era abitudine allora per i direttori d’orchestra, oggi c’è chi dirige con uno stuzzicadenti...

Benché ritenga l'esecuzione di Alfred Cortot troppo veloce, presento la videoclip della sua performance, per due motivi: perché egli è stato il primo grande interprete di Chopin dell'epoca moderna, e perché nella clip si può vedere la partitura del brano, il più breve come tempo di esecuzione (il Preludio n. 9 ha quattro battute in meno!, ma è un "Largo") della storia della musica, nel giorno più lungo dell'anno.

Un giorno di 25 ore...

Buona domenica! 


sabato 30 maggio 2015

Una fine di maggio, con Chopin





Era una fine di maggio di molti anni fa.  Ero uno studente liceale, alla fine del corso, in vista della maturità.

La notte stava calando e io me ne stavo appoggiato alla finestra del mio studio guardando le luci della città, mentre i miei sogni giovanili si liberavano dal mio inconscio come da una gabbia aperta.

Un odore di glicine e di rosa portato da una dolce brezza primaverile mi inebriava, mentre le note dei Notturni di Chopin suonati da Rubinstein inondavano la stanza e mi facevano fremere di emozione.

Di quella serata così particolare potrei dire la data esatta, tanto è rimasta viva nella mia memoria, e tanto ha determinato la mia esistenza.

Non sempre è facile dare libero spazio ai nostri sentimenti più profondi; magari ci accontentiamo di quelli immediati e più superficiali.

In un mondo chiassoso e rumoroso, non sempre è facile capire le suggestive note di Chopin o della musica classica, se non c'è nessuno che te le faccia apprezzare.

E non sempre il maggio è “odoroso”, o il suo clima accettabile. Quest’anno, per esempio, ha lasciato molto a desiderare.

Ma ciò che è irripetibile di quella esperienza è la data.
L’età giovanile, con i suoi sogni ad occhi aperti, è data una volta per sempre.

Importante non perderne la memoria. 


Di rigore, il 1 Notturno (op. 9) di Fryderyk Chopin in Si bemolle minore, suonato ovviamente da Arthur Rubinstein.

Meminisse iuvabit...




lunedì 8 settembre 2014

La luna più bella




Una luna così bella non la vedrò mai più, forse.

È nel suo pieno fulgore ed è giunta nel mezzo di un cielo senza nubi. Mentre scrivo posso contemplarla dalla finestra del mio studio, aperta "a una gran serenità d'estate", per ricordare un bellissimo verso del Pascoli (Suor Virginia).

Venti gradi di estate settembrina, un dolcissimo regalo di una stagione indecifrabile.

Gli antichi hanno sempre raffigurato la luna come una divinità femminile. Del resto è noto che il mese lunare ha una stretta relazione con il mese muliebre.

Per la verità gli antichi mettevano in relazione la luna anche con il carattere della donna, "semper variabilis", come le fasi del satellite...

A questo non ci credo. Ci sono donne che hanno una fermezza d'animo e un carattere così determinato, che smentiscono ogni sciocca credenza al riguardo.

In modo particolare, proprio oggi, 8 settembre, noi ricordiamo la creatura più bella del creato, una donna, nella cui vita c'è stato solo il sì: Maria, la Madre di Dio.

Non donna volubile, ma donna "stabile in eterno", come dice il Petrarca nella stupenda "Canzone alla Vergine", che conclude il Canzoniere:

"Vergine chiara et stabile in eterno,
di questo tempestoso mare stella,
d’ogni fedel nocchier fidata guida,
pon’ mente in che terribile procella
io mi ritrovo sol, senza governo." (vv. 66-70).

Prima di lui lo aveva fatto Dante, che nell'ultimo canto del Paradiso aveva lodato Maria con le celebri parole:

"Vergine Madre, figlia del tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio.

Tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura." (vv. 1-6).


Per questa Donna straordinaria, che ha reso così onore al genio femminile, e alla stupenda luna che ci ha dato occasione per ricordarla, dedico uno struggente Notturno di Chopin (Op. 48, n. 1).

Esegue Valentina Igoshina, pianista russa tanta brava quanto bella.



domenica 31 agosto 2014

Finire agosto in bellezza





È stato un agosto “horribilis” sotto molti punti di vista.

Del tempo è meglio non parlare, specialmente con i vacanzieri e gli albergatori. Speriamo nel settembre.

L’economia, stando ai dati, sembra fare acqua da tutte le parti. In linea con il tempo. Speriamo nello "sblocca Italia".

Drammatica la situazione in Ucraina, e tra l’Ucraina e la Russia. Nazionalismi sopiti con la forza dall’ex Unione Sovietica, ora vengono a galla. Speriamo che prevalga la diplomazia e tacciano le armi. Cedant arma togae, direbbe Cicerone (e il Manzoni). Riuscirà la Mogherini, nuova Lady Pesc, nell’impresa? Ce lo auguriamo tutti di cuore.

È riesplosa in tutta la sua crudezza la lotta tra Israele e la Palestina, ma che ora sembra aver trovato l’ennesima tregua. Speriamo che duri.

Ma ciò che più ha caratterizzato in peggio questo mese è il terrorismo islamista in Iraq, con la proclamazione addirittura di un “califfato”. Se non fosse una cosa tragica, sarebbe comica. Voler riportare l’orologio della storia indietro di oltre un millennio è come voler tornare a viaggiare col cammello e con il mulo.

Massacri in massa, “pulizia” etnica e religiosa, conversioni forzate, esecuzioni capitali pubbliche e trasmesse in diretta. Nemmeno nei film dell’orrore si è mai vista tanta barbarie.

Particolarmente orrenda la sorte delle donne. Già di per sé nel mondo musulmano hanno un “trattamento di sfavore” da parte dei signori maschi, e non starò qui a fare la litanie delle umiliazioni che il mondo femminile deve subire. Basterà dire che il vicepremier turco (!) ha perfino “invitato” le donne a non ridere in pubblico (?).  Egli ha fatto poi marcia indietro, ma solo “la pensata” è illuminante... E siamo nella ex laica Turchia, quella che dovrebbe entrare a far parte della Comunità Europea.
Le donne turche (in gran numero) hanno risposto twittando scarpe femminili, come risposta alla provocazione maschilista: una “rivolta delle scarpe”, quasi a dire: state attenti, cari uomini, che alla fine ve le tiriamo in faccia.

Penso proprio che il fanatismo islamista finirà, o almeno perderà la sua battaglia, non solo con l’orrore che suscita in tutte le menti sane, ma soprattutto quando il mondo femminile islamico prenderà piena coscienza della propria condizione sociale e comincerà a tirare le scarpe, non solo in senso virtuale. 

Quando vedremo una pianista araba suonare il piano alla stazione ferroviaria di Saint Pancras di Londra musiche di Liszt, Chopin, Beethoven, come ha fatto Valentina Lisitsa il 12 marzo 2013 in attesa del treno in ritardo per neve, allora sarà difficile che venga in mente a qualcuno di fare attentati.
La bellezza della musica e la bravura della pianista fanno passare ogni cattivo pensiero.

Per la precisione, la grande pianista ucraina esegue nel video El Contrabandista di Liszt (parte iniziale), il 2 Notturno di Chopin (op. 9), un brano dal 1 mov. dell’Appassionata di Beethoven (Sonata 23), uno dalla Totentanz di Liszt e la parte finale del Contrabandista. 

In realtà la Lisitsa ha eseguito i brani completi, come si può vedere in You Tube, ed altri brani ancora, di Liszt e Rachmaninov). Un vero e proprio “Street Concert” su di un pianoforte sgangherato (oltre all’accordatura, manca nel terzo Sol perfino la copertura!), che solo i grandi e veri artisti hanno l’intelligenza e l’umiltà di fare.

Buon mese di Settembre!


giovedì 13 marzo 2014

Un papa in Si maggiore!



È passato un anno dalla elezione di Papa Francesco e un dolce vento di primavera ha spazzato via freddo, nubi e nebbie invernali.

Con un “Fratelli e sorelle, buona sera” del 13 marzo 2013 ha conquistato da subito il cuore della gente.
Quel “Buona sera!” così informale per un sommo pontefice appena eletto si è dimostrato un gran bel giorno per la Chiesa di Dio e per il mondo intero.

Via ogni retorica, via ogni inutile orpello, via ogni parvenza di maestà principesca: il papa ritorna anche esteriormente ad essere il “servo dei servi di Dio”.

Un papa che viene dalla periferia del mondo e ci sta facendo capire che esistono anche le periferie della vita e da lì bisogna ripartire per rendere il mondo più umano.

Un papa che conquista la gente con i suoi gesti semplici, umili, “francescani”. Un papa “ricco di misericordia”, secondo il cuore di Cristo, che sa sorridere e dire sì più volentieri del no.

Un papa sì (con l’accento)!

E lo voglio festeggiare con la dolcezza di un Notturno di Chopin, come quel "Buona sera!" di un anno fa.

Uno dei più belli, eseguito da Rubinstein...

In Si maggiore, ovviamente!


)




mercoledì 9 gennaio 2013

Intramontabile Adriano (e Chopin)!



Siamo agli esordi dell’anno 2013.

Se si vuole postare un bel brano di musica, mi viene da pensare al Preludio. È la forma musicale che prepara un’azione; in questo caso, un’annata che si prevede assai impegnativa.

Quando parliamo di “Preludio” viene subito in mente J. S. Bach. È lui che ha reso celebre questo tipo di composizione. Esemplare la monumentale duplice raccolta di 24 Preludi (e Fughe) del “Clavicembalo ben temperato”, uno per ogni tonalità, maggiore e minore.

Dopo Bach il numero 24 ha ispirato tutti i più grandi musicisti, dai 24 “Capricci” di Paganini, ai 12+12 “Préludes” di Debussy, ai 24 Preludi di Rachmaninov.

In particolare vogliamo ora ricordare i 24 "Préludes" di F. Chopin, op. 28,  pubblicati nel 1839. Il modello formale era Bach: i preludi coprono infatti tutta la gamma delle tonalità.
 
Diversa è ovviamente l’ispirazione: con Chopin siamo nel peridodo romantico, e si sente...

Uno di questi 24 preludi ha ispirato anche i moderni compositori di musica leggera: il Preludio n. 20 in Do minore.

Ho già postato “Could It be magic”, di Barry Manilow (1973), portato al successo da Donna Summer nel 1976.

Recentemente (2011-2012) Adriano Celentano ha ottenuto straordinari consensi con “Ti penso e cambia il mondo”. La base musicale è lo stesso Preludio n. 20 di Chopin, come si può chiaramente notare nell’introduzione orchestrata e nel finale.

Complimenti al grandissimo Celentano, che non finisce di stupire per la sua eterna giovinezza di 75 anni (compiuti il 6 gennaio).

E di Chopin cosa si dovrebbe dire? Lui che ne ha 174 anni, da quando pubblicò il suo Preludio... Questo il riferimento: 


Che devo dire? Buon ascolto, e auguri all'intramontabile Adriano!
 
 

venerdì 27 luglio 2012

Una tempesta di freschezza




La leggera brezza ristoratrice di questa notte d’estate invita all’ascolto di una musica che sia altrettanto gradevole.
Siamo in piena notte. Ci vuole Chopin.

Non uno dei suoi notturni, però. Chopin non è solo l’autore dei Notturni.

Facciamo ricorso ad uno dei suoi "24 Préludes", op. 28, pubblicati nel 1839.

L’opera è composta da 24 brani, brevi e brevissimi (l’esecuzione completa si aggira intorno ai 40 minuti!), scritti ognuno in una tonalità diversa, così da comprendere tutta la gamma delle tonalità: 12 maggiori e 12 minori.

È evidente che Chopin ha voluto rifarsi a Bach, che un secolo prima con il “Clavicembalo ben temperato” aveva compiuto un’impresa colossale: comporre in ognuna delle 24 tonalità un preludio e una fuga, e per ben due volte.

Ma a parte questa esteriore imitazione, i Preludi di Chopin sono una cosa del tutto diversa.
Anzitutto non sono seguiti da alcuna fuga; in secondo luogo hanno una struttura inconsueta. Si tratta di brevi componimenti che esprimono sensazioni, stati d’animo, “frammenti” di un mondo interiore che nella varietà del loro susseguirsi ci danno alla fine la complessa visione dell’animo dell'artista.

Ci sono tra questi Preludi alcuni autentici capolavori, come il n. 15 (Goccia d’acqua) in Re bemolle maggiore, il n. 20 (Marcia funebre) in Do minore, il n. 7 in La maggiore (celeberrimo), il n. 9 in Mi maggiore, una composizione di sole 12 battute...

Non a caso ai funerali di Chopin, nella Chiesa de La Madeleine di Parigi, il 30 0ttobre 1849, il famoso organista L. J. Alfred Lefébure-Wély eseguì due stupendi preludi di quest’opera: il n. 4 in Mi minore e il n. 6 in Si minore.

Tutti i più grandi pianisti hanno avuto ed hanno nel loro repertorio i 24 Préludes, a partire dalle memorabili registrazioni di Ferruccio Busoni, del 1920, e di Alfred Cortot, del 1926.
Propongo all'attenzione il giovane pianista polacco  Rafał Blechacz (classe 1985), ormai concertista affermato, che esegue l’ultimo dei 24 preludi, in Re minore, “Allegro appassionato”, denominato comunemente “La tempesta”.

Una tempesta di freschezza.




venerdì 18 maggio 2012

Da Chopin per Donna Summer


Si è spenta ieri la bellissima voce di Donna Summer. La cantante americana è stata una delle protagoniste della musica degli anni 70, regina della disco, e non solo.
Tutti la ricordiamo almeno per Hot Stuff (1979), la sua canzone di maggior successo e che in certo senso ha rappresentato un’epoca: ha costituito il sottofondo sonoro di film, serial televisivi, spot pubblicitari ed altro ancora, senza parlare delle numerose cover.
Il mio omaggio è però con un brano di Chopin: il Preludio op. 38, n. 20, in Do minore, del 1839; una marcia funebre, che ha ispirato molti celebri musicisti, tra i quali Rachmaninoff con le sue  "22 Variazioni".

Su questo appassionato Preludio nel 1973 più modestamente Barry Manilow compose il song “Could It be magic”, che ebbe come formidabile interprete nel 1976 Donna Summer.

Da Chopin per Donna Summer. 

La grande musica non muore mai.

Per chi volesse ascoltare (e confrontare) il brano cantato da Donna Summer, ecco il link:



mercoledì 10 agosto 2011

Notte magica...



La magia della notte di S. Lorenzo!

Piena estate, stelle che cadono (almeno così dovrebbe essere), sogni che si avverano, romanticismo e poesia...

La luna, con oltre metà dei suoi kilowatt, sta illuminando un cielo limpido e terso, senza nubi, che una leggera brezza ha già spazzato via.

Un notturno di Chopin è d’obbligo. Il più bello, quello in Do diesis minore, che non piaceva a Chopin, ma che piace tanto a noi.

Un torto doppio. Lo facciamo suonare con il violino. Quello di Sarah Chang, però.

Anche Chopin dovrà rassegnarsi e ammettere che la sua non pubblicata opera è bella, e Sarah Chang pure, oltre che brava.

La bellezza della notte di S. Lorenzo...

mercoledì 15 giugno 2011

Plenilunio, eclissi e Chopin. Un notturno che incanta!



Stasera la luna sarà protagonista incontrastata: plenilunio con eclissi totale.

Lo spettacolo partirà alla grande: la luna sorgerà all’orizzonte alle 21,10 circa, poco dopo il tramonto del sole, già in fase di completa eclissi.

Il cono d’ombra, che la terra proietterà sul suo satellite naturale, continuerà ad oscurarlo fino alle 23; poi gli lascerà di nuovo libero il campo stellato.

Ma solo intorno alle 24 la luna tornerà ad illuminarci con tutti i watt della sua potenza.

Se il tempo è quello di questa notte in cui sto scrivendo, con una luna che vedo splendere luminosa in mezzo al cielo, ignara dello scherzetto che la terra sta per farle, allora ne vedremo delle belle.

La faccia della luna, sempre così pallida, avrà un nuovo make up: rosso, nero, forse violaceo…

I colori non saranno allegri, ma di certo la regina della notte non mancherà di stupirci.

Quasi d’obbligo prepararsi a questo spettacolare evento con un notturno di Chopin.
Pochi hanno saputo cogliere il fascino misterioso della notte come il “Poeta del pianoforte”. 
Se poi la notte è così invitante...

Tra i 18 Notturni pubblicati da Chopin scelgo il numero 8, in Re bemolle maggiore, op. 27 n.2, del 1836.

Ho avuto modo di dire altre volte che, in anni passati, ero attirato dai primi Notturni (quelli delle op. 9 e 15), per la loro limpidezza; se non fossero “notturni”, direi per la loro solarità…

Da tempo invece mi attraggono maggiormente questi notturni più chiaroscurali, che iniziano proprio dall' op. 27.

Il fascino del mistero.

Devo anche dire che, visitando il bellissimo blog della cara amica Annamaria, ho visto come logo nella HP proprio l’incipit di questa partitura.


E così, tra plenilunio, eclissi, e notturni, non ho potuto fare a meno di postare questa pagina sublime, eseguita magistralmente e alla perfezione da Maurizio Pollini.

Un grazie doveroso anche alla carissima Annamaria.


giovedì 20 gennaio 2011

Ogni scherzo vale. Se poi è di Chopin...



Per carnevale ogni scherzo vale!

Ma se lo Scherzo è firmato da Chopin, allora il suo valore è inestimabile.

Qualcuno si può meravigliare che il romantico poeta del pianoforte abbia avuto la voglia e l’ispirazione per scrivere degli scherzi.

Ne ha scritti quattro.

Non aspettiamoci però degli scherzi carnevaleschi.
Gli Scherzi di Chopin sono composizioni imponenti nelle dimensioni, libere nella struttura, brillanti nella forma, estrose, virtuosistiche, e con momenti di intensa liricità.

Lo Scherzo n. 2, in Si bemolle minore, op. 31, del 1837, è il più famoso e forse il più bello.

Il carattere “scherzoso” si nota fin dal tema iniziale, che ritorna più volte nel corso del brano, quasi a interrompere altri momenti più drammatici o discorsivi, e a ribadire il significato catartico della composizione.

Notevole la performance del giovane pianista cinese Yundi Li, classe 1982, come il suo più celebre compatriota Lang Lang (non mi pronunzio sul valore di quest’ultimo).

Anche il mondo della musica deve fare i conti ormai con il gigante asiatico.

Ben venga in questo caso la concorrenza “made in China”. 

Qui non si può barare...

martedì 28 settembre 2010

Chopin-Gould: la strana coppia



Fryderyk Chopin (di cui quest'anno ricorre il 200° anniversario della nascita) non è solo il geniale e inimitabile compositore dei Notturni, ma anche il “rivoluzionario” della tecnica pianistica, con i suoi 24 Studi.
Ma anche in questi Studi egli sa trasformare un’arida materia didattica in straordinaria opera d’arte, dove sentimenti e pathos rimangono i veri protagonisti, sotto un diluvio di note e di funambolici artifici.

Glenn Gould (1932-1982) è l’impareggiabile interprete della musica clavicembalistica di J. S. Bach.
Nessuno come Gould ha saputo carpirne i segreti e proporli, con esecuzioni memorande. Basterà citare le Variazioni Goldberg. È stato detto, con efficace iperbole, che Gould non suonava Bach, ma “era” Bach.

Bach e Chopin, due autori a prima vista distantissimi: il mondo barocco e razionale, la musica passionale e romantica.

Gould ha suonato pochissimo la musica di Chopin. Non era certo il suo autore preferito…

Ma c’è una composizione che non si è lasciato sfuggire: la Sonata per Pianoforte n. 3, in Si minore, op. 58, del 1844.

In effetti ci sono alcune caratteristiche che la avvicinano alla musica di Bach; la limpidezza espositiva, la struttura contrappuntistica e il ritmo ben scandito fanno apparire questo IV e ultimo movimento della Sonata (“Presto, non tanto. Agitato”) quasi come un Preludio bachiano.

E Gould fa di tutto per farlo apparire tale.

Qualcuno potrà arricciare il naso, nel sentire una sonata di Chopin eseguita come un preludio di Bach. Se ascoltiamo lo stesso brano nell’interpretazione della Argerich o di Ashkenazy o di altri grandi interpreti, sentiamo quanto diverso sia l’approccio.

Ma a me personalmente l’esecuzione di Glenn Gould entusiasma più di ogni altra.
È proprio la limpidezza espressiva, senza tanti chiaroscuri, che francamente non emergono da questa partitura, a convincermi appieno.

Il pathos va saputo cogliere ascoltando attentamente, sotto quel profluvio di note cristalline, la linea tematica portante.

Ovviamente Gould fa apparire semplice un brano quasi “impossibile” da eseguire.

Cinque minuti di musica perfetta, che lascia stupefatti.

sabato 12 giugno 2010

Il primo amore...



Stanotte, rientrando a casa, ho avvertito lungo i viali un intenso profumo di tigli in fiore.

Ho respirato a pieni polmoni, poiché è un profumo che amo particolarmente. So che ad alcuni invece non è gradito. E me ne dispiace. È un profumo che mi inebria.

Inoltre, mi fa sempre venire in mente il momento più bello dell'anno: la fine della scuola, le belle serate a finestre aperte sulla "gran serenità d'estate".

E mi fa venire in mente la musica di Chopin del  mio primo disco di vinile di questo grande musicista, che acquistai tanti anni fa (negli anni 60).

Erano i Notturni, suonati da Arthur Rubinstein.

Nessun altro pianista è riuscito in seguito a eguagliare quella perfetta esecuzione: limpidezza ed espressività insieme. Due aspetti che sembrano confliggere, un vero ossimoro musicale; ma non per Rubinstein.

Da giovane amavo soprattutto i primi due notturni (quelli dell'opera 9). In particolare il primo.

Il mio cruccio era che nel web finora il primo Notturno, suonato da Rubinstein, non esisteva.

Stanotte invece, con il profumo dei tigli, è comparso anche il primo Notturno, in Si bemole minore, op. 9, suonato dal grande pianista.

Il primo amore non si scorda mai... Tanto più se è un amore ben riposto.

Ognuno giudichi da sé...

domenica 18 aprile 2010

Finis Poloniae...



Il Preludio in Mi minore, op. 28 n. 4, di Fryderyk Chopin ha un significato tutto particolare, che forse molti non conoscono.

Questo breve ma intenso Preludio venne suonato, con l’altro Preludio n. 6 in Si minore, al monumentale organo della Chiesa della Madeleine di Parigi dall’insigne organista Louis Lefébure-Wély proprio durante i funerali di Chopin, il 30 ottobre 1849.

Dopo Lefébure-Wély hanno ottenuto il prestigioso incarico di organisti alla Madeleine, Camille Saint-Saëns e Gabriel Fauré, per citarne solo due.

Mi pare opportuno postare questo commovente e storico Preludio nel giorno delle esequie del Presidente della Polonia Lech Kaczyński, di sua moglie Maria e degli altri dirigenti e vittime della sciagura aerea di Smolensk, del 10 aprile scorso.

Un velo di tristezza, resa ancor più palpabile dalle ceneri che hanno chiuso i cieli d’Europa per l’eruzione del vulcano islandese dal nome impossibile.

mercoledì 14 aprile 2010

Ci vuole fantasia, quella di Chopin



Solo la musica di Chopin mi pare appropriata, in questi giorni di dolore e di lutto per la nazione polacca.

Scopriamo così che infinita è la gamma dei sentimenti che il sommo artista del pianoforte riesce a far vibrare, con una tastiera a disposizione.

Nella Fantaisie-Impromptu, in Do diesis minore, op. 66, del 1834, ne abbiamo una prova esemplare.

Il virtuosismo proprio dell' "improvviso" (impromptu) fa emergere con maggiore intensità i momenti di pathos e di commossa ispirazione.

Una stupenda Fantasia; e non è da meno la pianista russa Valentina Igoshina...