Sono uno che ricerca la verità e che non si accontenta di wikipedia.
Se dici che la verità non esiste, sbagli, perché ne hai già affermata una.
Se poi dici che la ricerca della verità non ti interessa, allora non te la prendere troppo quando qualcuno ti vuole ingannare.
Consoliamoci
per la sconfitta cocente (mai aggettivo fu più appropriato di questi tempi...) della nostra
nazionale con la Spagna ai Campionati Europei di Calcio a Kiev, e rendiamo i
meritati onori alle Furie Rosse, ascoltando la “Danza Española n. 1” di Manuel de Falla (1876-1946), tratta dall’opera “La Vida Breve” (1905).
Per me è un
brano consolatorio. La freschezza inventiva, il ritmo incalzante, i momenti di intenso
pathos che inframezzano quelli più lirici e suadenti, fanno
di questo flamenco un vero godimento dello spirito, oltre che autentica opera d’arte.
Per altri questa
danza incalzante in 3/8 farà venire in mente quella imbastita da Iniesta, Xavi,
Fabregas e soci. E quegli scoppiettanti colpi di nacchere, anzi castañuelas, così abilmente ottenuti
da Lucero Tena, forse faranno pensare alla sonante gragnola di
reti subite.
Il nostro
sogno finale è durato 14 minuti, fino alla rete di Silva. Una vita proprio
breve...