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venerdì 14 aprile 2017

Venerdì Santo. La Croce di Cristo





Venerdì Santo. La morte di Dio.

Ma è solo il seme che, caduto in terra, porta frutto. Dalla morte e sepoltura di Cristo viene la nostra salvezza.

Quella morte porta alla Risurrezione, alla glorificazione di Gesù, e con Lui, anche alla nostra glorificazione.

La morte non è più la fine di tutto, ma principio di vita nuova.
Una vita nuova che inizia fin da ora, fin da questo momento che scrivo. Non siamo più esseri senza speranza, ma uomini e donne salvati.

Fin da ora sperimentiamo la salvezza di Cristo, in tutto ciò che facciamo e in tutto ciò che ci accade. Anche nei momenti più bui della nostra vita.

Mi unisco alla comunità di Taizé per esprimere col bellissimo canto di Berthier questi sentimenti.


Per crucem et passionem tuam 
libera nos Domine, libera nos Domine, 
libera nos Domine, Domine.

Per la tua croce  e per la tua passione
liberaci Signore, liberaci Signore,
liberaci Signore!





sabato 20 febbraio 2016

Quaresima. Tornare umani (e cristiani)




In questo periodo, per tanti aspetti disastroso, la preghiera è l'espressione più adeguata per non cadere nello scoraggiamento.

Siamo nel tempo sacro della Quaresima. A parte le assurde sfilate, in varie luoghi, di carri carnevaleschi fuori tempo massimo, c'è ben poco da stare allegri...

Molto meglio un po' di penitenza, per rientrare in noi stessi e riappropriarci della nostra identità umana, e possibilmente cristiana.

Mi piace pregare con un bel canto di Taizé.



O Lord, hear my prayer,
hear my prayer.
When I call answer me.
O Lord, hear my prayer,
hear my prayer.
Come and listen to me.


O Signore, ascolta la mia preghiera,
ascolta la mia preghiera.
Quando ti chiamo, rispondimi.
O Signore, ascolta la mia preghiera,
ascolta la mia preghiera.
Vieni e ascoltami.






lunedì 14 settembre 2015

Nel segno della Croce (Taizé)




Oggi, 14 settembre, è la Festa della Santa Croce.

Strumento di morte e di ignominia per gli antichi, è diventato il simbolo della nostra salvezza.
Anche di quelli che non ci credono e che perfino la combattono.

Senza la Croce di Cristo il mondo sarebbe ancora nella mentalità schiavista, bellicista, razzista, imperialista del mondo romano, che pure era la più alta espressione della civiltà dei suoi tempi.

Anche oggi purtroppo ci sono di quelli che mettono in croce i cristiani (nel senso vero e proprio del termine), o li uccidono in altri modi non meno barbari, li torturano, li perseguitano, li vogliono cancellare dai loro luoghi di origine, per imporre modelli di ideologie peggiori di quelli del tempo romano.

Per questi carnefici c’è la condanna di Dio e della storia.

Ma la Croce di Cristo è vessillo di salvezza. Come dimostra anche la fuga verso l’Europa di tanti disperati. 
Quell’Europa che ha nel Cristianesimo le sue radici e che porta in molte delle proprie bandiere nazionali il segno della Santa Croce.

Esprimo la mia gioia nella salvezza portata da Cristo, con un canto di Taizé  del grande Jacques Berthier: “Crucem tuam”.

Crucem tuam adoramus Domine, Resurrectionem tuam laudamus Domine.
Laudamus et glorificamus.
Resurrectionem tuam laudamus Domine.

Adoriamo, Signore, la tua Croce; lodiamo la tua Resurrezione.
Lodiamo e glorifichiamo. 
Lodiamo, Signore, la tua Resurrezione. 



venerdì 28 agosto 2015

S. Agostino, e dintorni


 


“La vita è determinata da ciò che si ama, non da ciò che non si deve fare”.

Non è una frase di S. Agostino, di cui oggi celebriamo la festa, ma rispecchia certamente il suo pensiero.
Basti citare una sua celebre affermazione: “Ama e fa’ ciò vuoi!” (Dilige et quod vis fac).

Anche S. Giovanni della Croce riprende questo concetto fondamentale, quando scrive: “Al tramonto della vita saremo esaminati sull’amore”.

È il cuore del messaggio di Cristo, che dà pienezza a ciò che ogni essere umano porta certamente nel suo cuore: il sentimento dell’amore.

Solo l’amore realizza la vita, perché Dio è Amore.

La frase con cui ho aperto il post è di don Luigi Giussani. L’ho ascoltata (e appuntata ) in un corso da lui tenuto a Collevalenza nel 1979.

Una di quelle frasi che ti cambiano la vita.



Uniamoci alla comunità di Taizé con una invocazione allo Spirito Santo, Spirito di Amore. 
E di vero amore ce n'è proprio bisogno, oggi.


Holy Spirit, come to us.
Kindle in us the fire of your love.
Holy Spirit, come to us,
Holy Spirit, come to us!

Santo Spirito vieni a noi.
Accendi in noi il fuoco del tuo amore.
Santo Spirito, vieni a noi ,
Santo Spirito, vieni a noi!




domenica 24 maggio 2015

Pentecoste! Lo Spirito di verità





Pentecoste! La Pasqua Rosa. 

La discesa dello Spirito Santo, in lingue di fuoco, sopra gli Apostoli (Atti degli Apostoli, 2, 1-11).

Gli Apostoli sono ricolmi di Spirito Santo e iniziano la loro missione: portare il lieto annunzio di Cristo Risorto a tutti i popoli.

Il lieto annunzio della salvezza per tutti, e non per pochi. Il lieto annunzio della giustizia, e non della sopraffazione. Il lieto annunzio della pace, e non della guerra. Il lieto annunzio dell'unità del genere umano, e non delle discriminazioni razziali.

Il lieto annunzio che l'uomo è figlio di Dio, destinato a incontrare il suo Creatore e Padre, e non un personaggio in cerca d'autore.

C'è chi, come nell'Areopago di Atene dopo il discorso di Paolo, non crede nella Risurrezione e ci ride sopra. C'è chi rimane perplesso e la sua vita rimane nel dubbio. C'è chi invece, come Dionigi l'Areopagita ed altri con lui, rimane affascinato da questo annuncio, e illuminato dallo Spirito Santo, diventa cristiano (Atti degli Apostoli, 17, 22-34).

Anche nell'Areopago del mondo di oggi si tratta di fare una scelta decisiva. 
O Dio o gli idoli, o Cristo Risorto o il nulla dopo la morte, o lo Spirito di verità o il caso cieco.

Ognuno se la vedrà con la propria coscienza.

Un bellissimo canto di Taizé, in inglese (lo Spirito Santo è uno Spirito poliglotta...), ci aiuterà nel fare la scelta giusta. 

Holy Spirit, come to us,
kindle in us the fire of your love.
Holy Spirit, come to us,
Holy Spirit, come to us.

In origine il canto è in latino: 

Veni, Sancte Spiritus, 
tui amoris in nobis (in eis) ignem accende.
Veni, Sancte Spiritus.

Vieni Santo Spirito,
accendi in noi (in essi) il fuoco del tuo amore.
Vieni, Santo Spirito! 

La musica è del grande Jacques Berthier, of course.


Buona Pentecoste a tutti!



martedì 16 dicembre 2014

Nove giorni prima




Siamo ormai in prossimità del Natale, nei nove giorni che lo precedono.

Più il mondo cerca di cancellare la memoria della presenza di Gesù Cristo dalla storia, più la sua luce risplende luminosa.

Non possiamo fare a meno di Cristo, né del suo "lieto annunzio" di salvezza.
Senza Cristo, la barbarie avanza e ci sommerge.

Per questo c'è bisogno che lo Spirito Santo ci aiuti a capire realmente il messaggio del Natale, messaggio di speranza e di vita nuova.

Anche per coloro che non amano il presepe...

Avviciniamoci alla capanna di Betlemme con un bel canto di Taizé: "Tui amoris ignem".

Le parole sono della liturgia della Pentecoste, la musica porta l'impronta inconfondibile di Jacques Berthier.



Veni Sancte Spiritus, tui amoris ignem accende.
Veni Sancte Spiritus, veni Sancte Spiritus.


Vieni Santo Spirito, accendi il fuoco del tuo amore!
Vieni Santo Spirito, vieni Santo Spirito!




martedì 12 marzo 2013

Extra omnes. Inizia il Conclave



Mentre sto scrivendo questo post sta per iniziare il Conclave per l’elezione del successore di  Benedetto XVI.

I Cardinali, al canto delle Litanie dei Santi, sono entrati processionalmente nella Cappella Sistina sotto le mirabili volte michelangiolesche e con lo sfondo del Giudizio Universale, di fronte al quale hanno fatto solenne e personale giuramento di una coscienziosa votazione, secondo la volontà di Dio, toccando i Santi Vangeli.

Sono 115 i Cardinali che con il loro voto eleggeranno il 266° successore di S. Pietro, con una maggioranza qualificata di almeno 77 voti.

Inutile domandarsi chi sarà il nuovo Papa. Qui c’è rappresentata davvero l’universalità della Chiesa (Europa, America, Africa, Asia, Oceania). E poi sappiamo che non saranno solo i 115 Cardinali a scegliere. Con loro c'è il vero Grande Elettore.

Sarà lo Spirito Santo ad avere l’ultima parola; e, come Gesù ha detto, lo Spirito “soffia dove vuole” (Gv 3, 8).

Non rimane perciò che pregare lo Spirito Santo, affinché illumini la mente e il cuore dei Cardinali e attraverso il loro voto ci doni la persona più adatta per guidare la Chiesa nel mondo attuale.

Alle 17 e 30 il Cerimoniere Mons. Guido Marini ha ordinato: "Extra omnes", fuori tutti!
Tutti gli estranei al voto escono. Alle 17 e 35 il portone della Sistina è chiuso "con la chiave" (cum-clave): è iniziato il Conclave.
Ora è il momento della preghiera.
Mi piace farlo con un canto di Taizé (musica di J. Berthier): Veni sancte Spiritus (Tui Amoris Ignem).

Anche a  Taizé si respira aria di universalità, anche nel linguaggio.
Veni Sancte Spiritus,
Tui Amoris Ignem Accende.
Veni Sancte Spiritus,
Veni Sancte Spiritus.

Vieni Santo Spirito,
accendi il fuoco del tuo Amore!
Vieni Santo Spirito,
Vieni Santo Spirito!

giovedì 17 gennaio 2013

S. Antonio Abate. Un’eredità che non tramonta




Nella festa di S. Antonio Abate ascoltiamo uno dei più bei canti di Taizé: Bless the Lord my soul, benedici il Signore anima mia!

Che cos’è che unisce Antonio, vissuto nel IV secolo dopo Cristo nel deserto egiziano della Tebaide, con l’attuale comunità di Taizé, in Borgogna?

Lo spirito monastico.

Antonio è stato l’iniziatore del monachesimo, uno stile di vita che partendo dall'incontro con Dio riscopre il valore e il significato della vita umana e di tutta la creazione, animali e cose compresi.

Taizé ripropone in forma moderna il valore prioritario di Dio, riscoprendo così al tempo stesso l’inestimabile dono della vita. Non a caso a Taizé affluisce gente da ogni parte del mondo.

E non a caso Taizé sorge presso ciò che resta dell’Abbazia di Cluny, la più grande abbazia d’Europa fino alla Rivoluzione francese. La Chiesa era a cinque navate, lunga 187 metri, seconda solo alla Basilica di S. Pietro in Roma. I rivoluzionari la distrussero perché la ritenevano inutile...

Oltre che un inestimabile valore religioso e artistico, Cluny era stata un faro di civiltà, con una delle più grandi biblioteche del tempo.

Non sono stati i monaci a bruciare le biblioteche, come si legge in qualche libro di fantareligione, ma i "rivoluzionari" di ogni colore.

I monaci le biblioteche le hanno costruite. Insieme a scuole, farmacie e ospedali.

A maggior gloria di Dio, e dell’uomo.

Per questo S. Antonio è ancora nel cuore di molti. Perché ha amato Dio e le sue creature.

Chi ama veramente Dio, non può non amare le sue creature.
Bless the Lord, my soul, and bless God's holy name.
Bless the Lord, my soul, who leads me into life.
(Cfr. Ps 104,1)

Benedici il Signore, anima mia, e benedici il nome santo di Dio.
Benedici il Signore, anima mia, che mi guida nella vita (Cfr. Salmo 104, 1).

Inutile dire che la musica è del grande Jacques Berthier (1923-1994).


mercoledì 30 maggio 2012

D. Ivan, "un prete in gamba"


Tra le 17 vittime del sisma che ha devastato la terra emiliana c’è anche un sacerdote, D. Ivan Martini, 65 anni da compiere il prossimo 28 giugno, parroco di Rovereto sul Secchia, diocesi di Carpi.
È morto sotto il crollo della sua chiesa, nella scossa delle 9, 07 di ieri, nel tentativo di portare in salvo una statua della Madonna, molto venerata in paese.
Era un sacerdote di animo generoso, un vero pastore. Oltre alla sua piccola comunità di 500 anime, si dedicava ai malati dell’ospedale di Carpi e ai detenuti del carcere di Modena.
“Un prete in gamba” dicono i suoi parrocchiani; e detto da gente emiliana, più che un complimento è un certificato per il Regno di Dio.
D. Ivan era nato a Cremona, ma era di origini aretine; i suoi genitori infatti provenivano dal Casentino, dove lui tornava volentieri, quando poteva. I suoi cari sono sepolti nel cimitero di Salutìo (Rassina).

I parenti desideravano che anch'egli facesse ritorno al suo paese di origine, per l'estrema dimora; ma D. Ivan aveva lasciato detto loro che voleva rimanere nella parrocchia dove avesse prestato servizio, con il popolo a lui affidato.

Un gesto, anche questo, di grande generosità.
In Paradiso ti accompagnino gli Angeli...


En Ti, Señor, reposa todo mi ser. He sido amado por Ti.
Sí, sólo en Ti se alumbra la esperanza. En Ti sólo, Señor.
In Te, Signore, riposa tutto il mio essere. Sono stato amato da Te.
Sì, solo in Te si illumina la speranza. In Te solo, Signore.

(J. Berthier, Canti di Taizé)





lunedì 25 aprile 2011

Il gioioso ritorno da Taizé. Magnificat!



Lunedì di Pasqua. 

Torniamo a casa dopo aver trascorso virtualmente la Settimana Santa a Taizé. Un’esperienza indimenticabile!

Un ritorno nella gioia, con lo zaino sulle spalle fino alla stazione più vicina, e poi il treno.

Qualcuno ha una chitarra, e nello scompartimento la sfodera e si mette a suonare i semplici accordi di quei bei canti che in questi giorni ci hanno fatto compagnia.

Il suono della chitarra attira subito intorno all'improvvisato menestrello altre persone, giovani e meno giovani, che tentano di canticchiare i canti più noti, magari facendo anche la seconda voce...

C’è un canto però dove le voci si fanno più sicure, sia perché il motivo è notissimo, sia perché le parole sono solo quattro:

“Magnificat anima mea Dominum!”.

Penso che sia il canto più noto, più bello e più geniale di Taizé.
Un doppio cànone di struttura semplicissima, quindi facile da imparare e da eseguire, che si presta ad una molteplicità di interventi (fino a quattro+quattro), tali da costituire una bella costruzione polifonica (anche a otto voci).

Ascoltiamo perciò, con la partitura davanti, il notissimo "Magnificat di Taizé".

Lo spartito del video riporta solo il primo canone. Ma basta un po’ di attenzione per seguire anche il secondo, che interviene dopo il completamento del primo da parte della voce solista maschile e poi, via via, si fa più marcato.

Un piccolo-grande capolavoro di Jacques Berthier, del 1976.

Il modo adeguato per prolungare la gioia della Risurrezione in questo Lunedì di Pasqua, con le parole della Madre di Dio: 

"L’anima mia magnifica il Signore!"