Sono uno che ricerca la verità e che non si accontenta di wikipedia.
Se dici che la verità non esiste, sbagli, perché ne hai già affermata una.
Se poi dici che la ricerca della verità non ti interessa, allora non te la prendere troppo quando qualcuno ti vuole ingannare.
Non è certo dal calendario di Google che ci aspettiamo di vedere festeggiata, il 13 Maggio, la Madonna di Fatima.
No problem. È utile sapere anche che in questo giorno nel
1888 nacque la geofisica danese Inge Lehmann, colei che fece rilevanti studi riguardo al nucleo terrestre, ipotizzando che fosse composto da due parti distinte.
A me, come a infiniti altri, il 13 Maggio fa venire in mente la Madonna di Fatima, nonché l’attentato di Alì Agca a Papa Giovanni Paolo II in Piazza
S. Pietro, nel 1981. Un giorno indimenticabile per la storia umana; e forse
anche Google prima o poi lo ricorderà, si spera.
Quella pallottola che sfiorò l’aorta addominale di S. Giovanni
Paolo II il Grande è stata incastonata nella corona della statua della Madonna
di Fatima. Il Santo Pontefice infatti attribuì la sua salvezza fisica proprio alla
mano protettrice di Maria Santissima.
Il mio personale doodle (il villancico animato di Youtube) è dedicato perciò alla
Madonna di Fatima e ai tre veggenti, Giacinta, Francesco e Lucia, ai quali in
questo giorno, nel 1917, apparve la “Bella Signora” che poi rivelò essere la
Madonna.
Uno dei fatti più straordinari del XX secolo, che fa sentire
la sua misteriosa ed efficace presenza anche oggi.
L’Epifania conclude il tempo natalizio e lo completa, con la piena manifestazione di Gesù Figlio di Dio, Re dei re e Signore dei signori.
Con l'incarnazione del Figlio tutti gli esseri umani sono ormai famiglia di Dio, “divinae consortes naturae”, partecipi della natura divina, secondo la potente espressione di S. Pietro (2 Pt 1, 4).
Dopo aver postato nei giorni precedenti due brani virtuosistici di Liszt, oggi torno alla musica più tipicamente natalizia: quella di origine popolare.
E poiché l'Epifania è la vera festa dei popoli, mi pare opportuno postare un canto in lingua spagnola, una lingua diffusa in tutto il mondo.
I canti popolari natalizi in lingua spagnola sono chiamati, come noto, “villancicos”; in Toscana si direbbe “villerecci”.
Tra i villancicos più belli e commoventi, per semplicità di immagini e di linguaggio, oltre che per freschezza musicale, rimane l’antico canto “Los peces en el río”.
Anche i pesci del fiume si fermano a bocca aperta, per vedere la nascita del Salvatore...
Buona Epifania!
(Los peces en el río)
La Virgen se está peinando
entre cortina y cortina,
los cabellos son de oro
y el peine de plata fina.
Pero mira cómo beben
los peces en el río,
pero mira como beben
por ver a Dios naci[d]o.
Beben y beben y vuelven a beber,
los peces en el río,
por ver a Dios nacer.
La Virgen está lavando,
y tendiendo en el romero
los angelitos cantando
y el romero floreciendo.
Pero mira cómo beben
los peces en el río,
pero mira como beben
por ver a Dios naci[d]o.
Beben y beben y vuelven a beber...
La Virgen está lavando
con un poquito jabón,
se le secaron las manos,
manos de mi corazón.
Pero mira cómo beben
los peces en el río,
pero mira como beben
por ver a Dios naci[d]o.
Beben y beben y vuelven a beber...
(I pesci nel fiume)
La Vergine Maria si sta pettinando,
tra tenda e tenda,
La prima espressione di musica liturgica contemporanea non è - come talvolta si pensa - la “Messa Beat” (più esattamente “La Messa dei Giovani”) di Marcello Giombini, del 1966, ma la “Misa Criolla” (Messa Creola) del musicista argentino Ariel Ramírez (1921-2010), pubblicata nel 1964 per l’etichetta Philips.
Si trattò di un’opera “rivoluzionaria”, perché inseriva nella liturgia della Messa strumenti e ritmi della tradizione latino-americana, nonché una lingua nazionale al posto del latino (lo spagnolo).
Quando venne pubblicata, il responsabile della Philips domandò preoccupato a Ramírez: "Maestro, ci sarà qualcuno che acquisterà questa Misa Criolla?" Fu un successo planetario; furono venduti più di 12 milioni di dischi.
Nel Lato B del long playing, Ramírez inserì la composizione “Navidad Nuestra”, una serie di sei canti natalizi (villancicos) su testi di Félix Luna (1925-2009). Non fanno parte ovviamente della Misa Criolla, ma per il fatto di essere stati collocati nello stesso LP, talvolta si trovano indicati come parte integrante di essa.
Tra i sei villancicos, il più noto è quello dell’Epifania: "Los Reyes Magos". Una Epifania tutta sudamericana, anche nei semplici e commoventi doni dei Re Magi (che nella tradizione spagnola portano regali ai bambini, al posto della Befana).
Lo proponiamo nell’esecuzione di Mercedes Sosa, mitica voce dell’Argentina popolare.
Los Reyes Magos
Llegaron ya los reyes y eran tres,
Melchor, Gaspar y el negro Baltasar
arrope y miel le llevarán
y un poncho blanco de alpaca real.
Changos y chinitas duermansé
que ya Melchor, Gaspar y Baltasar
todos los regalos les darán
para jugar mañana al despertar.
El Niño Dios muy bien lo agradeció
comió la miel y el poncho lo abrigó
y fue después que sonrió
y a medianoche el sol relumbró.
I Re Magi
Arrivarono già i re ed erano tre,
Melchiorre, Gasparre e il negro Baldassarre;
sciroppo di more e miele gli porteranno
ed un poncho bianco d'alpaca reale.
Bambini e bambine, addormentatevi,
così Melchiorre, Gasparre e Baldassarre
tutti i regali lasceranno
per giocare domani al risveglio.
Il Bambino Dio ringraziò moltissimo,
mangiò il miele e il poncho lo coprì,
e fu allora che sorrise
e a mezzanotte il sole brillò.