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mercoledì 9 gennaio 2013

Intramontabile Adriano (e Chopin)!



Siamo agli esordi dell’anno 2013.

Se si vuole postare un bel brano di musica, mi viene da pensare al Preludio. È la forma musicale che prepara un’azione; in questo caso, un’annata che si prevede assai impegnativa.

Quando parliamo di “Preludio” viene subito in mente J. S. Bach. È lui che ha reso celebre questo tipo di composizione. Esemplare la monumentale duplice raccolta di 24 Preludi (e Fughe) del “Clavicembalo ben temperato”, uno per ogni tonalità, maggiore e minore.

Dopo Bach il numero 24 ha ispirato tutti i più grandi musicisti, dai 24 “Capricci” di Paganini, ai 12+12 “Préludes” di Debussy, ai 24 Preludi di Rachmaninov.

In particolare vogliamo ora ricordare i 24 "Préludes" di F. Chopin, op. 28,  pubblicati nel 1839. Il modello formale era Bach: i preludi coprono infatti tutta la gamma delle tonalità.
 
Diversa è ovviamente l’ispirazione: con Chopin siamo nel peridodo romantico, e si sente...

Uno di questi 24 preludi ha ispirato anche i moderni compositori di musica leggera: il Preludio n. 20 in Do minore.

Ho già postato “Could It be magic”, di Barry Manilow (1973), portato al successo da Donna Summer nel 1976.

Recentemente (2011-2012) Adriano Celentano ha ottenuto straordinari consensi con “Ti penso e cambia il mondo”. La base musicale è lo stesso Preludio n. 20 di Chopin, come si può chiaramente notare nell’introduzione orchestrata e nel finale.

Complimenti al grandissimo Celentano, che non finisce di stupire per la sua eterna giovinezza di 75 anni (compiuti il 6 gennaio).

E di Chopin cosa si dovrebbe dire? Lui che ne ha 174 anni, da quando pubblicò il suo Preludio... Questo il riferimento: 


Che devo dire? Buon ascolto, e auguri all'intramontabile Adriano!
 
 

mercoledì 11 luglio 2012

Un po’ di fresco? Una canzone di Celentano (quello vero)




Tutti cerchiamo un po’ di fresco, in questi giorni di caldo torrido. 

Un modo per rinfrescarsi è per me tornare indietro negli anni, agli anni freschi dell’adolescenza, con una bella canzone degli anni 60 (e di quando, se no?)

Una canzone di Celentano, di quelle che ci fecero sognare.

Il caldo? C’era anche allora, ma non era avvertito...

“Nata per me”, del 1961.


venerdì 17 febbraio 2012

L'Adriano che conosco. Ma forse il sole si è spento




Questo è l’Adriano Celentano che conosco, quello che ci ha fatto sognare con le sue canzoni, come questa, del 1963.

Diffidare dei sosia, quelli senza musica, e senza più poesia.

Purtroppo in questi giorni si è spento un sole...


giovedì 17 febbraio 2011

Il festival di Mina e Celentano, 50 anni dopo



Mina e Celentano. Due vite parallele. Due grandissimi artisti.

Hanno dato una svolta decisiva alla canzone italiana, con il modo di cantare da “urlatori”, che si contrapponeva a quello tradizionale melodico (con qualche eccezione, come il geniale Modugno).

Nel ’59 Celentano diviene famoso con “Il tuo bacio è come un rock”, e Mina fa altrettanto con “Tintarella di luna”.

Ambedue parteciparono al Festival di Sanremo del 1961, senza vincerlo e scandalizzando pubblico e critica.

Celentano cantò “24.000 baci”. Già il ritmo e il linguaggio della canzone erano quanto mai inusuali per gli orecchi della giuria. In più il “molleggiato” nella sua esibizione non si peritò di volgere le spalle al pubblico, cosa fino ad allora mai accaduta.
Dovette accontentarsi del secondo posto, dietro Betty Curtis e Luciano Tajoli.

Peggio toccò a Mina, che si presentava con due canzoni: “Io amo, tu ami” e “Le mille bolle blu”.
Brano troppo scanzonato, il secondo; in più la cantante aggiunse il gesto delle dita che battono sulle labbra, per dare ulteriore vivacità alle “bolle blu”, ma che il pubblicò interpretò come quasi uno sberleffo. 
Con grande disappunto si classificò al quarto e quinto posto.

Allo smacco subito nel festival, cosa che poi è diventata abituale per le canzoni più innovative, si contrappose il successo di vendite di dischi e di ascolti nei juke-box.

Presento un filmato di "Studio Uno" del 1965, nel quale i due grandi artisti duettano: Celentano canta (gigioneggia, per la verità) due successi di Mina, e la “Tigre di Cremona” canta (con la sua voce stupenda, nonostante tutto), due successi di Celentano.

È passato mezzo secolo da quel memorabile festival del 1961.

Celentano partecipò anche a quello del 1966, con “Il ragazzo della Via Gluck”. Naturalmente, la canzone non fu capita; non arrivò neppure in finale…

Mina non vi partecipò più.

Ma è bastata quell’unica presenza per lasciare un segno indelebile.

lunedì 28 dicembre 2009

E intanto il tempo se ne va...




Anche l'anno 2009 sta per essere archiviato nella memoria dell’ hard disk della nostra vita.

Non voglio fare considerazioni socio-politiche su ciò che è accaduto durante l'annata.

A questo ci penseranno i giornali, e sicuramente altri blogger.

A me interessa il fatto in se stesso. Il tempo se ne va...

Diceva Martin Heidegger, con grande realismo esistenzialista: Sein und Zeit, l’essere dell’uomo è tempo, cioè un andare verso la fine.

Ma anche gli antichi non scherzavano: Fugit irreparabile tempus (Virgilio).

E i medievali non erano da meno: La vita fugge e non s’arresta un’ora (Petrarca).

Lo possiamo cantare anche in musica, con Adriano Celentano, ritornato ora improvvisamente e giustamente di moda: Il tempo se ne va (1980).

Di tempo ne è passato, dallo scatenato rockettaro de “Il tuo bacio è come un rock” del 1959; esattamente, mezzo secolo fa…

Lasciamoci andare a un po’ di amarcord...


martedì 22 dicembre 2009

Celentano nella leggenda




Il merito è tutto del blog statunitense Boing Boing, che ha individuato tra le innumerevoli canzoni di Celentano un brano del 1972, per la verità non tra i più noti: "Prisencolinensinainciusol".

Fu un brano di rottura, una canzone-non sense, di un solo accordo in Mi bemolle e i fiati che ripetono un ritornello di dieci note. Un vero e proprio rap ante litteram.

Ma forse arrivò troppo presto; poi è stato pressoché dimenticato.

Ci ha pensato ieri il blog americano a riscoprirlo, ed è stato un successo strepitoso.

Commenti entusiastici da ogni parte: si parla del primo rap della storia della musica, di un brano geniale, che anticipa tutti i generi progressivi, e che supera quelli delle rockstars più celebrate, compreso Elvis Presley...

Adriano Celentano sta meritatamente entrando nella leggenda.

Forse quando meno se lo aspettava...