Sono uno che ricerca la verità e che non si accontenta di wikipedia.
Se dici che la verità non esiste, sbagli, perché ne hai già affermata una.
Se poi dici che la ricerca della verità non ti interessa, allora non te la prendere troppo quando qualcuno ti vuole ingannare.
Per i nottambuli come me una musica adatta alle ore
piccole.
Naturalmente la voce dello strumento non può che essere
leggera e dolce.
Niente di meglio della chitarra classica, e di una
composizione alle radici della musica classica.
L’autore è il grande Gerolamo Frescobaldi (1583-1643),
innovatore delle armonie e della tecnica organistica.
Il pezzo musicale è l’aria con variazioni denominata “La
Frescobalda” (1627), nell’adattamento per chitarra di Andrés Segovia (il brano originariamente è scritto per organo).
In questi giorni assistiamo a continui cambiamenti di tempo. È l'autunno; anche la natura ha i suoi sbalzi d'umore.
Non possiamo farci niente, ovviamente. Possiamo solo adeguarci nel miglior modo possibile.
E per adeguarmi a quest'atmosfera variabile, mi piace riascoltare la bellissima "Aria con variazioni" di Girolamo Frescobaldi (1583-1643), uno dei padri fondatori della musica organistica.
Il brano è scritto per organo, ovviamente. La presento però in una bella trascrizione di Andrés Segovia (1893-1987).
Tutti ci
stiamo mobilitando per dare il nostro contributo economico alle popolazioni
emiliane colpita dal sisma.
Non bisogna
però dimenticare un altro tipo di patrimonio, quello culturale. Non ci può
essere vera ripresa economica, senza una ripresa della propria identità
storica.
E storia
significa arte in ogni suo aspetto, che la terra emiliana nel corso dei secoli
ha saputo creare in maniera eccellente. Modena e Ferrara e i loro territori non
producono solo insaccati, lambrusco e grana padano; ma hanno saputo innalzare
monumenti di raffinata bellezza, ora purtroppo deturpati o distrutti.
Anch’essi
devono risorgere dalle loro macerie, perché la
regione Emilia, recuperando il suo glorioso passato, possa guardare con
fierezza al proprio futuro.
C’è qualcosa
comunque che il terremoto non può distruggere: la musica.
E allora
presentiamo un brano del più grande musicista di queste terre oggi devastate: Girolamo Frescobaldi (1583-1643),
di Ferrara.
Formatosi
alla corte degli Estensi, dove operarono imaggiori musicisti dell'epoca, egli non solo divenne il più grande
virtuoso di organo e clavicembalo, chiamato a Roma nella Basilica di S. Pietro, ma con le sue innovazioni
portò l’organo da strumento di supporto delle voci a quella centralità e
tipicità che troverà in Bach il vero e massimo erede.
Ascoltiamo
la “Toccata”, rielaborata per organo e violoncello dal cellista e compositore
catalano Gaspar Cassadò nel 1925.
In realtà si
tratta di un collage di tre Toccate frescobaldiane, genere nel quale il grande
musicista ferrarese fu autentico maestro, superato un secolo dopo solo da Bach.
Che l'Emilia si riappropri anche del suo glorioso passato!
In questo mondo attuale, dove la razionalità e il senso della misura stanno cedendo il passo a ogni genere di eccessi, sento il bisogno di rifugiarmi là dove sentimento e ragione andavano ancora insieme, e si presentavano con il fascino della bellezza artistica, rimasta insuperata.
Parlo in particolare della musica rinascimentale e di quella barocca che uniscono alla vivezza dei sentimenti l’ordine e la misura dei tempi e delle forme.
Una musica che è, per usare una celebre espressione pascaliana, “spirito geometrico e spirito di finezza”, specchio fedele dell’animo umano.
Qualcuno si ostina nel pensare che il passato sia un periodo di ignoranza e di inciviltà.
Basta questa semplice “Aria con Variazioni” (1627) del sommo organista Girolamo Frescobaldi (1583-1643), per smentire le rozze quanto presuntuose affermazioni dei nuovi barbari del XXI secolo.
Di coloro cioè che non sanno neppure chi era Girolamo Frescobaldi.
Dovranno fare ricorso a Wikipedia. Ma rimarrà solo un nome, che si perde nello spazio di un momento, e si confonderà con quello di un vino (di grande qualità anche quello!).
Il brano, per organo, è eseguito alla chitarra, nella trascrizione di Andrés Segovia.