Il giorno 8 settembre forse ad alcuni fa ricordare l'armistizio dell'Italia con gli Anglo-Americani nel 1943, durante la II guerra mondiale. Una giornata amara per le sorti della nostra nazione, che, imbarcatasi in un'orribile guerra insieme alla Germania nazista, ne pagò tutte le tragiche conseguenze.
Ma a noi interessa festeggiare un altro 8 Settembre; e questa volta si tratta di una festa, e non di una sconfitta: la Nascita di Maria Santissima, la Madre di Gesù.
Con Maria la creatura umana ha saputo dire di sì al bene, e no al male. "Eccomi, sono la serva del Signore. Si faccia di me secondo la tua parola".
Serva del Signore, e di nessun altro.
Esattamente all'opposto di coloro che presumono di fare a meno di Dio e diventano schiavi di tutto; principalmente del loro egoismo.
Per questo Maria rimane l'esempio più bello e più amabile degli esseri umani. Come dice Dante in una stupenda terzina del XXXIII Canto del Paradiso, rivolto alla Vergine Madre:
"In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate".
Festeggiamo dunque questa nascita con una lode che sia degna dell'avvenimento. La musica di Pietro Mascagni e la voce di Sissel mi sembrano sufficientemente adeguate.
L'Ave Maria, che il soprano norvegese canta, è stata ricavata dall' "Intermezzo" di "Cavalleria Rusticana".
Una licenza poetica, ma pienamente giustificata. L'Ave Maria riprende infatti anche il tema musicale del Regina Caeli presente nell'opera.