giovedì 1 dicembre 2016

Tempo di Avvento




Siamo in Avvento, il tempo della preparazione al Natale.

Forse qualcuno riesce a rimanere indifferente di fronte alla nascita di Cristo.

Non io, come il miliardo e passa di persone che vedono nel Messia il Salvatore del mondo.

Per questo  mi piace ascoltare un antico canto di Avvento: "Veni, Veni Emmanuel", eseguito in lingua inglese.

È un modo per far giungere un po' ovunque le bellissime e struggenti invocazioni del canto, che nel testo risale all'VIII secolo (non al XII, come riporta il video). La musica è del XV secolo.

Vieni, Emmanuel, Dio con noi. Anche nel XXI secolo abbiamo bisogno della tua presenza.

O come, desire of nations! Vieni, desiderio delle nazioni!




martedì 22 novembre 2016

Santa Cecilia, ovvero la musica




Una delle regole fondamentali dei nostri cori polifonici è cantare da fermi, quasi "sull'attenti", per non compromettere l'armonia delle sezioni con stonature, distrazioni e incertezze varie.

Una delle regole dei cori africani e di altri continenti è esattamente il contrario: i cantori devono muoversi con il corpo, quasi danzare, e comunque compiere gesti e movimenti che rinforzino il significato delle parole cantate.

Due modi di intendere la musica, due mondi apparentemente distanti.

Certo, non si può cantare un corale di Bach, un madrigale di Monteverdi o un mottetto di Palestrina muovendosi a destra o a sinistra, gesticolando o battendo le mani. La bellezza del brano e il valore delle parole risaltano dalla perfetta esecuzione delle singole parti che si devono unire e fondere tra di loro senza alcuna smagliatura. Come una cattedrale che ha nella sua formidabile struttura architettonica il pregio più grande.

Ma se la realtà è ridotta all'essenziale, se non sono state elevate cattedrali o complessi monumentali, e se la vita è il manifestarsi dei bisogni più semplici, ecco che la voce si accompagna alla gestualità quotidiana, al movimento, al susseguirsi delle azioni. In questo caso il canto riproduce la vita nella sua struttura fondamentale, che non è mai staticità.

Due mondi inconciliabili? Una musica più elevata e un'altra più elementare? Non direi.

Il fatto che ogni popolo senta il bisogno di cantare ci fa capire che la musica è un linguaggio universale. Un linguaggio che ha ovviamente nei vari luoghi una grammatica e una sintassi propria.

Ma la bellezza della musica consiste proprio in questo: nella varietà dei linguaggi, e nel saper accogliere ciò che ognuno di essi può insegnarci.

Nella festa di S. Cecilia, patrona della musica, ascoltiamo (e ammiriamo) il "Coro Santa Cecilia" di Nairobi (Kenia). 

Di certo ha molto da insegnarci. Se non altro la gioia di cantare.

Il titolo del canto "Amkeni, Amkeni!" significa "Svégliati, Svégliati!"

Un invito opportuno per tanti nostri cori. 






lunedì 21 novembre 2016

La misericordia non chiude i suoi battenti




Ieri, Solennità di Cristo Re dell'Universo, Papa Francesco ha chiuso la Porta Santa  della Basilica di S. Pietro portando così a termine il Giubileo Straordinario della Misericordia, iniziato ufficialmente l'8 dicembre 2015, ma anticipato il 29 novembre con l'apertura della Porta Santa della Cattedrale di Bangui, nella Repubblica Centro-Africana. 
Tra l'altro l'arcivescovo di quella poverissima Chiesa è stato fatto cardinale nel concistoro di  due giorni fa, con altri 16 confratelli, uno solo italiano. Il Papa è andato a scegliere i nuovi porporati dai luoghi più diversi e taluni impensati: Bangladesh, Isole Mauritius, Papua Nuova Guinea, Venezuela, Messico, Stati Uniti, Brasile, Siria, Albania... Una chiesa sempre più universale, sempre meno eurocentrica, sempre più vicina ai poveri. Come è giusto che sia.

Il messaggio che Papa Francesco ci ha voluto lasciare con questo giubileo è stato ribadito dalla sua mirabile omelia, di fronte a un'immensa folla in Piazza S. Pietro: "Si chiude la porta santa, ma rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo".

Nonostante tutto, nonostante le nostre miserie, Dio è sempre pronto ad accoglierci: "Dio non ha memoria del peccatoha detto con forte espressionema di noi, di ciascuno di noi, suoi figli amati. E crede che è sempre possibile ricominciare, rialzarsi".

Un messaggio che ci dona serenità interiore, e ci dà forza per andare incontro ai problemi  del mondo attuale con grande apertura di cuore.

Come degna conclusione musicale di questo Anno Santo della Misericordia, mi pare opportuno ascoltare dal "Magnificat" di J. S. Bach,  l'incantevole versetto "Et misericordia eius", BWV 243, per contralto, tenore e orchestra. 



"Et misericordia eius a progenie in progenies timentibus eum" (Lc 1, 50).

Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. 




Dio non ha memoria del peccato, ma di noi, di ciascuno di noi, suoi figli amati. E crede che è sempre possibile ricominciare, rialzarsi"
Potrebbe interessarti:http://www.today.it/cronaca/giubileo-2016-papa-francesco-chiude-la-porta-santa.html
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Dio non ha memoria del peccato, ma di noi, di ciascuno di noi, suoi figli amati. E crede che è sempre possibile ricominciare, rialzarsi"

lunedì 14 novembre 2016

La super-luna!


















La super-luna sta dando spettacolo, in questa limpida notte quasi invernale. È al  perigeo, cioè nel punto più vicino alla terra (356.410 km) ed è luna piena; combinazione che non si verificava dal 1948 e non si verificherà fino al 2034.  Una luna luminosissima, quasi accecante. E  più grande del solito, anche se questo aspetto appare meno vistoso.
Nel ritornare a casa in auto di notte, mi sono fermato per guardare lo spettacolo. Con un imprevisto.




Bella la super luna in mezzo al cielo!
Per contemplarla in tutto il suo splendore,
nel limpido notturno e con il gelo,
l’auto ho fermato e ho spento anche il motore.

Dalla piazzola dove ho parcheggiato
ho ammirato quel tondo  abbacinante,
e mi pareva d’esser Saffo o Arato
o Leopardi o Beethoven musicante.

Ma ormai dove ti fermi per la via,
una lucciola spunta anche autunnale;
e mentre io pensavo alla poesia,
ho sentito un linguaggio più venale.

Volevo ripartir; ma che sfortuna:
ho girato la chiave d' accensione,
e  forse per il freddo o per la luna
l’auto è rimasta lì in contemplazione.

Prova e riprova, mi ero fatto scuro...
ma alla fine il motore ha preso il via.
Il plenilunio prossimo venturo
lo vedrò dal balcon di casa mia.





mercoledì 9 novembre 2016

Er calcio de Trump (pasquinata)







In America ieri, bboni bboni,
li Stati Uniti han fatto l’elezioni.
Tutti dicevon, con er Renzi in testa,
che la Clinton avrebbe fatto festa.

E ‘nvece l’elettori per dispetto
han fatto vince Trump er maledetto;
la ggente, dei politici s’è rotta
e gli ha dato ner culo 'na gran botta.

Er nostro Renzi c’è rimasto male,
perché l’Itaja è come uno stivale.
Mo' pure lui con queste votazioni
ha paura d’un calcio ne cojoni.













martedì 1 novembre 2016

I Santi, una festa distensiva




Nella giornata in cui si festeggiano i Santi occorre una musica "divina".

Ma non si può passare sotto silenzio l'incontro tra la Chiesa Cattolica e quella Luterana a Malmö nel 500° anniversario della Riforma di Martin  Lutero.

Non starò qui a parlare dei rapporti passati tra cattolici e protestanti. Occorrerebbe un libro.  Certo, sono stati sempre, o quasi, conflittuali.

Oggi, ha detto Papa Francesco tra gli applausi dei presenti, è il momento di ricercare l'unità, perché è più quello che unisce, che ciò che divide.

Il commento musicale non può essere che di J. S. Bach, genio della musica e fedele luterano.
La sua fede religiosa non gli ha impedito di scrivere capolavori musicali su testi cattolici, come la Messa in Si Minore, più volte da noi postata. Non solo un genio della musica, ma un antesignano dei tempi nuovi.

Mi piace ascoltare oggi un lavoro meno impegnativo: il Preludio  BWV 855a, originariamente in Mi minore, trascritto in Si minore (e un po' rielaborato) da Alexandr Siloti.
Perfetta l'esecuzione di Emil Gilels.

Una musica distensiva, per augurare la riconciliazione tra cristiani; e per  i nostri nervi, tesi da questo interminabile e devastante terremoto.

Buona Festa di Ognissanti! 


PS. Quest'anno ho visto meno zucche vuote al giro e nei negozi. Speriamo bene...








lunedì 31 ottobre 2016

'Na festa de zucche vote (Pasquinata)

Poche cose mi danno fastidio quanto  la festa della zucca vuota (Halloween). Non si tratta di una carnevalata, ma di una sagra dell' horrror e del diabolico. Invece di festeggiare i santi e i morti, questi vengono sbeffeggiati e offesi, anche solo con i vestiti (non parliamo di tutto il resto).
E finiamola con il dolcetto o scherzetto. Lasciamolo ai bambini americani, se trovano ancora qualcuno che apra loro la porta senza una pistola carica in mano.







      


Ammazza oh, che festa c’è stasera:
‘na zucca vota e ‘na candela sciapa,
ggente vestita a diavolo e versiera,
‘mbriaca, fatta, e tutta for de capa.

Accusì oggi va ‘r monno moderno,
festeggiano le streghe e li demoni;
ma nun te lamentare, me cojoni,
se diventamo, anvedi te, un inferno.





sabato 29 ottobre 2016

Fiori scoloriti





Giorni non proprio sereni. Il terremoto ha ripreso a devastare il Centro Italia, e popolazioni intere sono costrette a lasciare le proprie case e i luoghi dei loro affetti.

Accompagno  questi avvenimenti postando un brano di polifonia pura, a cappella. Non è il momento delle grandi sonorità strumentali. Basta la voce umana e un delicato sonetto di Matteo Maria Boiardo (XV secolo), musicato da Zoltàn Kodàly: "Fior scoloriti".

È il secondo dei "Quattro Madrigali Italiani",  pubblicati dal grande artista magiaro nel 1932; il più bello, sia dal punto di vista letterario che musicale.

Si tratta di un dialogo tra il poeta e alcuni fiori che hanno perduto la loro "madonna" che li accudiva; un po' come i fiori (e tutte le cose più belle) nelle abitazioni dei Monti Sibillini e di Camerino colpite dal sisma. 

Il brano è a 4 voci femminili: soprani I, soprani II, soprani III, contralti (la Boldrini avrà da ridire con tutte queste desinenze maschili?) 

Un madrigale dolcissimo e insieme tristissimo. La prima volta che lo ascoltai, cantato al Concorso Polifonico aretino da un coro ungherese (i cori femminili ungheresi erano i migliori), rimasi incantato.

Anche il coro qui postato è ungherese, il Coro femminile della città di Győr, diretto da Miklòs Szabò. Molto bravo.

Che i fiori sibillini tornino a risplendere!




Fior scoloriti

– Fior scoloriti e pallide viole,
che sì suavemente il vento move,
vostra Madonna dove è gita? e dove
è gito il Sol che aluminar vi sole? –

– Nostra Madonna se ne gì co il Sole
che ognor ce apriva di belleze nove,
e poiché tanto bene è gito altrove,
mostramo aperto quanto ce ne dole. –

– Fior sfortunati e viole infelice,
abandonati dal divino ardore
che vi infondeva vista sì serena! –

– Tu dici il vero, e nui ne le radice
sentiamo el danno, e tu senti nel core
la perdita che nosco al fin te mena. –


(Matteo Maria Boiardo)





giovedì 20 ottobre 2016

Enti inutili? Non solo Equitalia





In questi giorni si parla di Enti inutili o dannosi da eliminare.

Tra di essi spiccano il Cnel ed Equitalia: il primo inutile, il secondo dannoso.

Possiamo metterci però anche l'Unesco, dopo l'incredibile risoluzione su Gerusalemme, in cui (a parte le indebite intromissioni politiche sulla diatriba tra Israele e Palestina) i luoghi santi della città vecchia sono denominati con terminologia araba: non solo la Moschea di Al-Aqsa, ma anche il Tempio di Gerusalemme (detto Haram al-Sharif) e il Muro del pianto   chiamato Buraq Plaza.

In pratica si cancella la storia, la Bibbia e la realtà più ovvia.

Ma questi signori, che dovrebbero essere i difensori dei valori storici (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) non sanno che il Tempio di Gerusalemme è più antico di circa 1600 anni delle moschee della spianata di Al Aqsa, e che il Muro del pianto è una triste eredità della distruzione del Tempio operata dai romani di Tito nell'anno 70 d. C., cioè circa 600 anni prima dell'invasione araba?

L'ente inutile e al tempo stesso dannoso dell'Unesco non mi meraviglia poi più di tanto, pensandoci bene: tutto dipende dal suo superiore: l'Onu.

C'è oggi al mondo un ente più insignificante e costoso dell'Onu? Quello sì che andrebbe abolito!

Per sottolineare questo teatrino dell'assurdo internazionale (in cui i paesi arabi hanno sempre più buon gioco), propongo lo Scherzo fantastique (alla francese) "Ronde de lutins" (Ridda dei folletti) di Antonio Bazzini (1852), suonato da uno dei più grandi violinisti  dei nostri tempi: Yehudi Menuhin, di origine ebraica.

Già, proprio uno scherzo fantastico, e suonato con uno Stradivari.
Ma l'Unesco lo saprà cos'è uno Stradivari?








martedì 18 ottobre 2016

Voglio iniziare il nuovo giorno con un'altra pasquinata. Questa volta sulla Chiesa.









Er papa e 'r cardinale


Er Cardinal Bertone, anvedi te,
s'è fatto fare un attico da re.

Francesco, papa de la Chiesa santa,
ha scelto un bilocale de cinquanta.

Io me domanno: sbaja er Cardinale,
o fa bbene Francè col bilocale?