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giovedì 3 febbraio 2011

Il canto del cigno



Nel “Carnevale degli Animali” (1887) di Saint-Saëns, il quadro musicale dedicato al Cigno è il penultimo, prima del finale, e si differenzia nettamente dagli altri per il suo carattere dolcemente melodico.

Secondo un’antica leggenda, ricordata da Platone nel dialogo il “Fedone”, i cigni prima di morire intonano un canto meraviglioso. Platone intende fare una similitudine tra il canto del cigno e il ragionamento finale di Socrate, che sta per essere ucciso mediante cicuta.
Socrate, in quel memorabile dialogo, dimostra l’immortalità dell’anima; per questo motivo la morte non deve far paura, ma deve essere affrontata con serenità e perfino con gioia da coloro che hanno agito secondo verità e giustizia. Questo è il suo canto del cigno. Era l’anno 399 avanti Cristo.

È la bellezza del cigno, la sua eleganza nelle movenze, il candore del piumaggio, la maestosa leggerezza, che ha sempre colpito la fantasia popolare.

Per questo, secondo la mitologia, Giove conquistò la bellissima Leda trasformandosi in cigno, dando argomento agli artisti per sbizzarrirsi in splendide opere. La “Leda e il Cigno” del Tintoretto (1578), agli Uffizi, a mio parere batte tutta la concorrenza, compresi Leonardo e Michelangelo (copia di Rubens).

La letteratura non poteva mancare di dire la sua; e la fiaba “Il brutto anatroccolo” di Andersen (1843) è un vero e proprio capolavoro.

In epoca romantica e moderna sono stati soprattutto i musicisti a trarre ispirazione dal cigno, benché si tratti notoriamente di un animale praticamente senza voce.

E invece si parla del Cigno di Pesaro, per indicare Rossini, del Cigno di Busseto per Verdi, del Cigno di Catania per Bellini, e così via.

Certamente il Cigno di Saint-Saëns ha preso ispirazione da “Il lago dei cigni” di Tschaikovskij (1877). Alla fine del balletto, nella “Scena finale”, la morte del cigno è una delle pagine immortali della musica. Proprio un canto del cigno!

Ma ascoltiamo invece il geniale quadro musicato da Saint-Saëns, nel Carnevale degli Animali.
Per dare voce al Cigno ci sono le note del violoncello, mentre due pianoforti accompagnano con arpeggi, come movimenti nell’acqua.

Anche gli animali si divertono!




Anche gli animali si divertono. Specialmente da piccoli, madre natura li ha dotati di un forte senso ludico, necessario per lo sviluppo di tutte le loro potenzialità e abilità.

Anche per loro, dunque, è tempo di carnevale. E quando si parla di carnevale e di animali, viene subito in mente, per associazione d’idee, il famoso Carnevale degli Animali (Le Carnaval des Animaux), del francese Camille Saint-Saëns (1835-1921).

Venne composto per il carnevale del 1887. Sono quattordici brani di musica d’orchestra, ognuno dedicato ad una categoria di animali, ed il finale.
Sfilano così davanti alla nostra fantasia il re leone, galline e galli, tartarughe, elefante, canguri, animali fossili e perfino la razza umana dei "pianisti"...

Brillantissimo il finale, divenuto ancor più famoso con le scene del film disneyano “Fantasia 2000”, che proponiamo.

Un trionfo di vitalità!



martedì 9 febbraio 2010

È carnevale. Anche per gli animali!




Siamo in pieno carnevale, e noi intendiamo festeggiarlo con la musica di Camille Saint-Saëns (1835-1921). Un carnevale che ha come protagonisti i nostri amici a quattro o a due zampe.

È evidente che sto parlando de Le Carnaval des Animaux (Il Carnevale degli Animali), la geniale Suite musicale che passa in rassegna e descrive in 14 brevissime sequenze un vero e proprio zoo, dal superbo leone al dolcissimo cigno, senza dimenticare gli animali “con le orecchie lunghe”…

Fu composto in occasione del martedì grasso del 1886; ma considerandolo una bagattella, Saint-Saëns non volle che fosse mai eseguito in pubblico prima della sua morte.

Come spesso accade, gli autori sono i peggiori giudici del proprio operato. Infatti il Carnevale degli Animali è l’opera più celebre del grande compositore francese.

Noi postiamo il Finale, che riassume un po’ tutta la suite.

La Disney se ne è servita per il suo film di animazione “Fantasia 2000”, per presentare i fenicotteri.

L'opera è scritta originariamente per orchestra con due pianoforti; ma, trattandosi di carnevale, per cui ogni scherzo vale, la presentiamo nella trascrizione pianistica a quattro mani.

Veramente sembrano quattro zampe… E c’è anche chi gira le pagine della partitura.

E pensare che Saint-Saëns già a dieci anni poteva permettersi il lusso di suonare a memoria tutte le 32 Sonate per pianoforte di Beethoven!

Ecco invece il link per la Fantasia 2000 disneyana, in cui compare questo brano.

http://www.youtube.com/watch?v=x4H3icCCiXY

Buon carnevale a tutti, animali compresi!