Quando ero ragazzo rimanevo colpito dalla bella sede centrale della BMPA, cioè della Banca Mutua Popolare Aretina, in Corso Italia e angolo Via Crispi, nel centro di Arezzo.
Campeggiava nella
facciata la dicitura: Fondata nel 1882.
Non era paragonabile al Monte dei
Paschi di Siena, fondato nel 1472, ma per noi aretini la “Popolare” era un bel
vanto e ci accontentavamo di avere la “nostra” banca.
Col passare degli anni la
Popolare è cresciuta molto, soprattutto in seguito allo sviluppo economico della “città dell’oro”, la prima in Europa per numero di aziende orafe.
Provai la prima delusione quando
la Banca Mutua Popolare Aretina cambiò nome e divenne BPE, Banca Popolare dell’Etruria
(1971). Era sparito il riferimento alla città, per motivi di marketing: la
banca si stava estendendo in Toscana.
Con l’acquisizione di altre
banche, soprattutto in Centro Italia, alla fine del 1988 divenne Banca Popolare
dell’Etruria e del Lazio. Gli affari prosperavano per la “banca dell’oro”.
Ormai era pronta per entrare in
Borsa (1998), e l’anno successivo inaugurò la nuova sede centrale: non
più in città, ma in periferia; un grandioso e anonimo quadrato “palazzo di
vetro”. Anche l’ultimo riferimento alla vecchia e cara “Popolare” scomparve: ormai
era solo Banca Etruria.
Gli ultimi anni di Banca Etruria
sono di dominio pubblico: la crisi del settore orafo, la cattiva gestione, i (probabili)
affari illeciti, e quant’altro, hanno portato la banca al disastro di questi ultimi
anni e di questi giorni.
Si può perfino stabilire il
giorno della morte: il 22 Novembre 2015 ha cessato di vivere Banca Etruria, per
decreto legge n. 183.
Il giorno dopo, sulle sue spoglie, è nata un'altra banca: la “Nuova Banca Etruria”, che ha lasciato sul lastrico migliaia di risparmiatori
e azionisti della vecchia e non più esistente banca.
11 giugno 1882-22 novembre 2015. In
queste due date si riassume la vita della Popolare Aretina.
Finché è stata “popolare” ha avuto il giusto e meritato successo. Da quando è diventata un’impresa d’affari, magari loschi, ha fatto una triste fine.
Oltretutto con il morto, senza parlare
delle migliaia di clienti disperati.
Cosa dovrebbe fare il governo? A
mio parere dovrebbe risarcire “in toto” i risparmiatori, che non hanno la
minima colpa di questo disastro. E la magistratura dovrebbe mettere in galera i responsabili che hanno tradito la loro fiducia e, se non fosse l'Anno Santo della Misericordia, buttare via la chiave.
Per quanto mi riguarda, devo dire
che un paio di anni fa, quando ad Arezzo si cominciò a sentir parlare delle difficoltà
della banca, mi feci coraggio e tolsi i miei risparmi.
Fu un’impresa non
facile, psicologicamente: gente che conosci da anni, che lavora, che
apprezzi, a cui chiedi di cancellare il tuo conto.
Qualcuno aveva gli occhi lucidi...
Ma oggi è un'intera città ad avere gli
occhi lucidi di pianto.
A commento di questo drammatico crack finanziario e umano mi pare appropriato il brano polifonico a 4 voci (TT I-II, Bar-B) di Tommaso Ludovico da Victoria (1585), "Judas mercator pessimus". Ancora una volta qualcuno ha tradito la fiducia di vittime innocenti.
Judas mercator pessimus
osculo petiit Dominum.
Ille ut agnus innocens
non negavit Judae osculum.
Denariorum numero
Christum Judaeis tradidit.
Melius illi erat
si natus non fuisset.
Denariorum numero
Christum Judaeis tradidit.
Giuda, pessimo mercante,
con un bacio si rivolse al Signore.
Egli, come agnello innocente,
non negò il bacio a Giuda.
Per una somma di denari
consegnò Cristo ai Giudei.
Era meglio per lui
se non fosse nato.
Per una somma di denari
consegnò Cristo ai Giudei.
A commento di questo drammatico crack finanziario e umano mi pare appropriato il brano polifonico a 4 voci (TT I-II, Bar-B) di Tommaso Ludovico da Victoria (1585), "Judas mercator pessimus". Ancora una volta qualcuno ha tradito la fiducia di vittime innocenti.
Judas mercator pessimus
osculo petiit Dominum.
Ille ut agnus innocens
non negavit Judae osculum.
Denariorum numero
Christum Judaeis tradidit.
Melius illi erat
si natus non fuisset.
Denariorum numero
Christum Judaeis tradidit.
Giuda, pessimo mercante,
con un bacio si rivolse al Signore.
Egli, come agnello innocente,
non negò il bacio a Giuda.
Per una somma di denari
consegnò Cristo ai Giudei.
Era meglio per lui
se non fosse nato.
Per una somma di denari
consegnò Cristo ai Giudei.

