È morto D. Andrea Gallo, il fondatore della Comunità di S. Benedetto al Porto, a Genova.
Ho letto dichiarazioni e commenti di esponenti del mondo
politico, sindacale, artistico e di altra varia umanità.
Solo elogi (meno male!). Ma questi elogi per don Gallo spesso
vanno di pari passo con le critiche agli altri preti, alla gerarchia ecclesiastica,
alla Chiesa in generale.
Come a dire: don Gallo era uno in gamba, perché non seguiva
le direttive canoniche, disobbediva ai vescovi... Insomma, era bravo perché era
un’eccezione.
Certo, non si può dire che egli fosse un prete da sacrestia.
Non si può dire che non abbia preso a volte delle posizioni in contrasto con le
direttive ufficiali della Chiesa.
Eppure nessuno dei suoi vescovi l’ha mai sospeso. Né il Card.
Bagnasco (presidente della Conferenza Episcopale), né ai tempi del Concilio il Card.
Siri, noto per il suo “tradizionalismo”. Non parliamo poi di Bertone e Tettamanzi...
Il fatto è che don Gallo è stato un vero sacerdote di
Cristo, come tanti altri preti che magari lo hanno criticato. Quando uno, come D. Gallo, sceglie di stare con i poveri e gli
emarginati non fa un dispetto alla Chiesa, ma la realizza concretamente, così
come quello che dà tutto se stesso per mandare avanti una comunità parrocchiale
“normale”, o un gruppo giovanile qualunque, o un’associazione devota.
Don Gallo ha dato tutto se stesso, proprio perché aveva un
animo sacerdotale; perché era figlio della Chiesa, dalla quale ha ricevuto il
sacramento dell’Ordine sacro, al quale è stato sempre fedele, per sua stessa
ammissione.
Quelli che vogliono tirarlo per la giacca dalla loro parte,
fuori della Chiesa, non lo hanno conosciuto bene.
Alla fine, rimarrebbero delusi. Anche don Gallo direbbe a
questi signori, “impegnati” solo nel loro piccolo interesse materiale, quello
che diceva D. Milani a Pipetta (ve lo ricordate, il giovane comunista di
Calenzano, che pensava solo alla giustizia sociale): “Stai attento Pipetta,
alla fine io ti tradirò!”
D. Gallo ora è in Paradiso, quel Paradiso in cui ha sperato
e creduto, e che molti di quelli che oggi lo osannano, lo ritengono un’invenzione
dei preti.
Come era D. Andrea Gallo.
in tuo adventu suscipiant te martyres
et perducant te in civitatem sanctam Jerusalem.
Chorus angelorum te suscipiat,
et cum Lazaro quondam paupere
aeternam habeas requiem.
In Paradiso ti accompagnino gli Angeli,
al tuo arrivo
ti accolgano i martiri
e ti conducano nella santa Gerusalemme.
Ti accolga il coro degli Angeli,
e con Lazzaro povero in terra
tu possa godere il
riposo eterno
nel cielo.