Nel linguaggio musicale la “Siciliana” è una danza dell’epoca barocca, con andamento lento e cadenzato (in genere 6/8 o 12/8, come in questo caso), di carattere appassionato (e come potrebbe essere diversamente?...)
Era uno dei movimenti che costituivano la suite, cioè la successione di brani nella medesima tonalità, in un concerto o in una sonata.
La suite barocca aveva abitualmente questi movimenti: Allemanda, Corrente, Sarabanda e Giga.
Allemanda e Sarabanda sono movimenti lenti, Corrente e Giga veloci. La loro alternanza e la varietà dei ritmi (binari e ternari) dava maggiore vivacità all’insieme.
Spesso però i musicisti arricchivano il concerto o la sonata con ulteriori movimenti, come la Bourrée, la Gavotta, il Minuetto, la Siciliana…
Una delle più belle “Siciliane” è quella del Concerto in Re minore di J. S. Bach, BWV 596, per clavicembalo.
In realtà si tratta della trascrizione del Concerto n. 11, per due violini, violoncello e orchestra, RV 565, dell’ Estro Armonico di Antonio Vivaldi, pubblicato nel 1711.
Bach era rimasto affascinato dalla musica di Vivaldi e trascrisse numerosi suoi concerti, come questo di cui parliamo.
Una Siciliana disegnata da un veneziano e copiata da un tedesco.
Quando si dice che la bellezza non ha frontiere…