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mercoledì 15 agosto 2018

Lo strazio di Genova





Tutte le volte che sono passato sul Ponte Morandi di Genova, ho sempre scherzato sul suo possibile crollo, e allora, addio Amicusplato...

Era un'ipotetica di terzo tipo, ovviamente; ma quando arrivavo alla fine del lunghissimo tratto, con la città di Genova sotto le ruote della mia auto, mi sentivo comunque più tranquillo.

Quello che mi sembrava solo uno scherzo, ieri è incredibilmente accaduto.

Una tragedia immane, un orrendo destino per coloro che in quel momento, dieci minuti prima di mezzogiorno, transitavano nel mezzo del ponte. Almeno 31 i morti, ed è un bilancio destinato a salire.

Poteva esserci ciascuno di noi, perché infinite volte abbiamo attraversato quel viadotto, magnifico a vedersi, ma così fragile nelle sue strutture.

Una delle più belle feste dell'anno, la Madonna Assunta e il ferragosto, uno dei periodi più spensierati, si sono trasformati in un terribile incubo.

In questo momento sento solo il bisogno di pregare per le vittime e per i loro familiari.

Voglio pregare Maria Santissima Assunta in cielo, perché le innocenti vittime siano tutte sotto il suo manto materno.

  


lunedì 16 luglio 2012

Il fiore del Carmelo





Tra le feste in onore della Madonna non si può tralasciare quella del 16 luglio: la Madonna del Carmelo.

È la patrona dell’Ordine Carmelitano, che tanta importanza ha avuto ed ha nella storia e nella vita della Chiesa.

Basterà ricordare S. Simone Stock, S. Teresa d’Avila, S. Giovanni della Croce, le 16 monache di Compiègne ghigliottinate dai giacobini (tanto per ricordare l'altra faccia della Rivoluzione francese), S. Teresa del Bambino Gesù, S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), filosofa e martire ad Auschwitz.

Mi piace anche ricordare l’aretina S. Teresa Margherita Redi, pronipote del famoso scienziato e letterato Francesco Redi, la santa canonizzata più giovane dell’ordine carmelitano: 22 anni.

La Madonna del Carmelo è venerata anche con il nome di Madonna del Carmine e nelle terre di lingua spagnola Virgen del Carmen.

Il suo culto è diffuso ovunque, come il suo nome: Carmen, Carmela, Carmelo, e simili.

A tutti coloro che portano il suo nome, buon onomastico!

La Madonna del Carmine, o anche Gesù che ha in braccio, tiene in mano uno scapolare.

Era abitudine una volta di portarlo al collo sotto i vestiti.

Oggi molti/molte non portano neppure i vestiti...

In compenso, i segni di protezione sacra sono sostituiti da piercing, tatuaggi spesso di pessimo gusto, e comunque sempre dannosi.

Con lo scapolare o senza, con altri segni religiosi o meno indosso, se non ci affidiamo alla protezione di Maria Santissima, Madre di Dio e Madre nostra, sarà difficile vincere le nostre quotidiane battaglie contro il nemico del genere umano.

Il signor Belzebù, ovviamente.

Che il "fiore del Carmelo", Maria Santissima, ci protegga!


Il canto che esegue splendidamente Cecilia Bartoli è la bellissima Ave Maria (ca. 1970) del compositore russo Vladimir Vavilov (1925-1973), attribuita erroneamente al musicista rinascimentale Giulio Caccini.






giovedì 13 maggio 2010

Ave Maria di Caccini (anzi, di Vavilov)




In occasione del pellegrinaggio di Papa Benedetto XVI al Santuario della Madonna di Fatima, mi pare opportuno onorare la Madre di Dio con la preghiera dell’Ave Maria.

Non c’è musicista che non ne abbia fornito una sua interpretazione, dal gregoriano fino all’epoca nostra.

Tutti abbiamo in mente quelle più celebri.

Voglio riproporre un brano non da tutti conosciuto, ma particolarmente bello, anche per la stupenda intepretazione che ne ha dato il soprano sud-coreano Sumi Jo.

La musica è stata attribuita fino a qualche anno fa a Giulio Caccini, il noto compositore rinascimentale, (1550-1618), uno degli iniziatori del melodramma.

In realtà si tratta di una composizione contemporanea, del russo Vladimir Fedorovic Vavilov (1925-1973), da lui pubblicata come opera di “Anonimo” nel 1972.

La falsa attribuzione a Caccini avvenne dopo la morte di Vavilov, da parte dell'organista Mark Szachin.

Lo stupendo brano viene ancora denominato “Ave Maria di Caccini”, mentre invece si dovrebbe chiamare “Ave Maria di Vavilov”.

A parte il clamoroso errore di attribuzione, immutata rimane ovviamente la bellezza del canto.

L'esecuzione di Sumi Jo, del 2006, è perfetta.

martedì 29 settembre 2009

Ave Maria! nella festa dell'arcangelo Gabriele



Dopo aver ricordato il Concilio di Efeso, che ha messo in piena luce il ruolo della Vergine Maria nella storia della salvezza, riconoscendola Madre del Figlio di Dio, mi pare opportuno offrirle la preghiera a lei più gradita, e cioè il saluto dell’Arcangelo Gabriele, di cui oggi si ricorda la festa (insieme a S. Michele e S. Raffaele): Ave Maria.

Nel campo della musica non c’è autore che non abbia voluto misurarsi con questa preghiera, dagli anonimi del canto gregoriano, ad Arcadelt, Victoria, Palestrina, Caccini… fino a Mozart, Schubert, Gounod, Verdi, Mascagni, Rachmaninov, Kodaly, Poulenc, per ricordare solo alcuni dei più noti.

Celeberrime le melodie di Schubert e di Gounod.

Io però voglio presentare l’Ave Maria di Giulio Caccini (1550-1618), - si tratta per la verità di una moderna rielaborazione di Vladimir Vavilov - perché meno conosciuta ma non meno bella. E voglio scegliere non un’esecuzione perfetta (come quelle di Sumi Jo, di Bocelli, e via dicendo), ma un video imperfetto sotto tutti i punti di vista.

Un coro di dilettanti quasi "allo sbaraglio" (di un college della California), un operatore che "taglia" le teste, un video "ballerino"…

Eppure, secondo me, questa esecuzione ha un fascino particolare.

Anzitutto l’arrangiamento. Un canto solistico è stato trasformato in un canto corale, e con un andamento ritmico molto serrato e coinvolgente. Decisivo al riguardo l’apporto del pianoforte.

Inoltre i coristi. Sono, è vero, molto alla buona (per usare un eufemismo), ma hanno la freschezza della gioventù e la serietà dell’Accademia Chigiana.

Cantano con convinzione. E alla fine, convincono.

mercoledì 25 marzo 2009

Ave Maria!




Ave Maria!

Queste parole con le quali l’Arcangelo Gabriele portò l’annuncio a Maria sono diventate una preghiera conosciuta da tutti.

Ci ricordano l’inizio della salvezza: nove mesi prima del Natale (25 marzo-25 dicembre) il Figlio di Dio viene concepito per opera dello Spirito Santo nel grembo della Vergine Maria.

Stupende sono le raffigurazioni artistiche di questo evento: Simone Martini, Beato Angelico, Piero della Francesca, Antonello da Messina, Botticelli, Andrea della Robbia, Leonardo…

E anche nel campo della musica non c’è autore che non abbia voluto misurarsi con questa preghiera, dagli anonimi del canto gregoriano, ad Arcadelt, Victoria, Palestrina, Caccini… fino a Schubert, Gounod, Verdi, Mascagni, Rachmaninov, Kodaly, Poulenc, per ricordare solo alcuni dei più noti.

Celeberrime le melodie di Schubert e di Gounod.

Io però voglio presentare l’Ave Maria di Giulio Caccini (1550-1618) - in realtà una rielaborazione di Vladimir Vavilov - perché meno conosciuta ma non meno bella. E voglio scegliere non un’esecuzione perfetta (come quelle di Sumi Jo, di Bocelli, e via dicendo), ma un video imperfetto sotto tutti i punti di vista.

Un coro di dilettanti quasi "allo sbaraglio" (di un college della California), un operatore che "taglia" le teste, un video "ballerino"…

Eppure, secondo me, questa esecuzione ha un fascino particolare.

Anzitutto l’arrangiamento. Un canto solistico è stato trasformato in un canto corale, e con un andamento ritmico molto serrato e coinvolgente. Decisivo al riguardo l’apporto del pianoforte.

Inoltre i coristi. Sono, è vero, molto alla buona (per usare un eufemismo), ma hanno la freschezza della gioventù e la serietà dell’Accademia Chigiana.

Cantano con convinzione. E alla fine, convincono.

Una bella preghiera attualizzata.

domenica 2 novembre 2008

Nel giorno dedicato ai defunti




Nel giorno che ricorda tutti i defunti, voglio dedicare loro una preghiera.

È la preghiera che ogni persona conosce, rivolta alla Madonna: Ave Maria.

La musica è una delle più belle melodie che siano state mai scritte, di Giulio Caccini, degli inizi del 1600, e solo recentemente riscoperta (composta?) dal musicista russo Vladimir Vavilov.

La voce è quella stupenda del grande soprano coreano Jo Sumi.


Il commosso ricordo dei nostri cari con la dolcezza dell'Ave Maria di Caccini (o di Vavilov)...