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giovedì 10 ottobre 2013

L'altra notte in fondo al mare...




A Lampedusa ieri è arrivata finalmente l’Europa, con il presidente Barroso.

Qualcosa sembra muoversi nei meccanismi dell’Unione.

L’Europa dei banchieri e dei burocrati questa volta non ha potuto far finta di niente.
Troppo grande è stata la tragedia; e tutti se ne stanno accorgendo, via via che i poveri corpi dei dispersi dal fondo del mare vengono riportati a riva e allineati in una delle interminabili file di casse da morto.

“L’altra notte in fondo al mare”...

Vengono subito in mente, anche se in altro contesto, le drammatiche parole e le note angosciose del “Mefistofele” di Arrigo Boito (che fu anche il grande librettista degli ultimi due grandi capolavori di Giuseppe Verdi, "Otello" e "Falstaff"; e oggi è il 200° della nascita di Verdi).

Le voglio qui riportare, con la voce sublime di Maria Callas.

Nulla lega a prima vista le vicende descritte nel Mefistofele, che sono poi quelle del Faust di Goethe (con qualche libertà letteraria di Boito), con la tragedia di Lampedusa.

Eppure qualcosa a mio parere le unisce. Sia nella fantasia di Boito/Goethe che nella vicenda del naufragio non è mancata di certo l’opera di Mefistofele, di Satana.

Ma siamo certi che, come nel Mefistofele, così anche nell'orribile fatto di Lampedusa non sarà Satana ad avere l’ultima parola.

Nonostante tutto, sarà il bene alla fine a vincere.



mercoledì 20 febbraio 2013

Il diavolo, naturalmente!



Siamo nel tempo di Quaresima, tempo di penitenza, di preghiera e di riflessione.

Il Mercoledì delle Ceneri ci ha ricordato che siamo polvere e in polvere torneremo. Non è un bel ritornello, ma purtroppo è la nuda verità. Sarà bene tenerne conto.

Il Vangelo di Domenica scorsa ci ha presentato le tentazioni di Gesù.

Chi è il tentatore? Il diavolo, naturalmente, l’angelo che si è ribellato al suo Creatore e cerca di portare alla rovina ogni altro essere.

C’è chi non crede al diavolo e ai suoi accoliti. Purtroppo lo spettacolo che ogni giorno viene offerto nel teatro del mondo presenta delle scene così drammatiche e truci che non possono essere spiegate senza la presenza di qualche attore “tenebroso”.

Perciò al diavolo ci credo.

Ma so con certezza che Dio è il Creatore, e dunque nessuna creatura, quantunque astuta, potente e malvagia potrà mai vincerLo.

Dunque, mi affido a Dio, e sono certo che la Sua onnipotenza supplisce alla mia povera fragilità.

Per questo sono sereno, nonostante questo temibile avversario.

Mi pare interessante presentare la figura di Satana così come l’ha immaginata Arrigo Boito nella sua grande opera “Mefistofele” (1868). 

Boito, famoso componente della “Scapigliatura” milanese, librettista anche di Verdi e altri ancora, prese il tema del suo melodramma dal “Faust” di Goethe.  

Ben nota la trama: il dottor Faust vende l’anima al diavolo (Mefistofele) pur di ottenere la felicità. Alla fine sarà la felicità eterna ad affascinarlo, e così riscatterà la sua anima. 

Nella videoclip, Mefistofele annuncia il suo programma nichilista.

Straordinaria la performance del basso-baritono gallese Bryn Terfel, un Mefistofele “perfetto”.


Atto I, Sc. II. Mefistofele (basso)

Son lo Spirito che nega

Son lo Spirito che nega sempre, tutto; l'astro, il fior.
Il mio ghigno e la mia bega turban gli ozi al Creator.
Voglio il Nulla e del Creato la ruina universal.
E' atmosfera mia, è atmostera mia vital,
ciò che chiamasi peccato, morte e mal.
Rido e avvento questa sillaba:
"No!" Struggo, tento, ruggo, sibilo:
"No!" Mordo, invischio, struggo,
tento, ruggo, sibilo: Fischio! Fischio! Fischio! Eh!

[Fischia violentemente colle dita fra le labbra. ]

Parte son d'una latebra del gran tutto: Oscurità.
Son figliuol della Tenebra che Tenebra tornerà.
S'or la luce usurpa e afferra il mio scettro a ribellion,
poco andrà la sua tenzon:
v'è sul sol, v'è sul sole e sulla terra, distruzion!
Rido e avvento questa sillaba:
"No!" (ecc.).

[Fischia violentemente colle dita fra le labbra. ]

A. Boito