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venerdì 25 febbraio 2011

È nata una Stella!





La carissima amica blogger Stella (Ferri Gianna) oggi compie gli anni.
Auguri visissimi!

Ovviamente non è di buon gusto chiedere l'età ad una signora, che comunque in questo caso è  fiorente.

Ciò che conta è la giovinezza dello spirito, la voglia di mettersi sempre in gioco; e Stella riesce a farlo con una vivacità e serenità che mi lascia stupefatto.

In un mondo virtuale, in cui i toni sono spesso esasperati e le discussioni si trasformano  purtroppo in insulti continuati e aggravati, il blog di Stella è un esempio di correttezza e un'oasi di pace.

Voglio perciò offrire alla cara amica, in questo suo giorno natalizio, un piccolo omaggio poetico.

Per l'accompagnamento musicale ci serviamo di un bel brano organistico di Johannes Brahms, "È spuntata una rosa" (non è una stella, ma va bene lo stesso), delicatissimo "Preludio" all'omonimo corale.



È nata una Stella!

In questa notte limpida invernale
nel cielo brilla vivida una stella.
Il fatto mi è sembrato inusuale:
ieri non c’era, ed ora splende bella.

Oggi ho capito il caso misterioso;
è il 25 di febbraio; osanna!
In questo giorno fausto e luminoso
nasce una Stella; è nata Ferri Gianna!


Amicusplato 
 


sabato 8 gennaio 2011

Vivacità e bellezza allo stato puro




Il Concerto per Violino e Orchestra in Re maggiore, op. 77, di Johannes Brahms (1833-1897), è uno dei simboli stessi della musica per violino.

Strutturato nella classica tripartizione di movimenti, Allegro-Adagio-Allegro, risulta una delle opere più originali e geniali del musicista tedesco.

Tre movimenti del tutto diversi tra di loro, non solo nel ritmo, ovviamente: il primo (Allegro non troppo) alterna momenti di intima liricità ad ariose atmosfere sinfoniche; il secondo (Adagio), amabile nella sua purezza melodica, fa cantare il tema principale con la voce dell’oboe; il terzo (Allegro giocoso, ma non troppo vivace - Poco più presto), vivace e quasi zingaresco, è di una brillantezza trascinante.

Brahms lo compose nel 1878.

Propongo all’ascolto l’Allegro giocoso, cioè l’ultimo movimento, il più celebre.

Avevamo iniziato l’anno con l’Ouverture Tragica, del medesimo autore, a causa dell’orrendo crimine di Alessandria d’Egitto.

Ora, passato il furore dei barbari, possiamo concederci un momento di serenità e di gioia allo stato puro.

Tutto tedesco e di eccezionale valore l'organico degli esecutori: Anne-Sophie Mutter, i Berliner Philarmonicher, Herbert Von Karajan. Tedesca e prestigiosa anche l'etichetta,  la Deutsche Grammophon.

Ma in questo concerto è presente anche un italiano d'eccezione: uno Stradivari del 1710, il violino suonato dalla Mutter.

E non c'è musica senza un po' d'italiano...


sabato 1 gennaio 2011

Ouverture Tragica, purtroppo!



Dobbiamo subito cambiare musica per l’apertura dell’anno appena iniziato: non più la gioiosa Ouverture del Guglielmo Tell di Rossini, ma purtroppo l’Ouverture Tragica di Brahms.

Sono stati massacrati all’uscita della Messa di Mezzanotte nella Chiesa dei Santi in Alessandria d’Egitto, con un’autobomba (o da un kamikaze), almeno 21 cristiani copti; molto altri sono rimasti feriti.

Un vero bagno di sangue, da parte di estremisti islamici, che hanno un concetto della religione simile a quella che il lupo ha dell’agnello.

Una vergogna, che l’umanità non può più tollerare.

Difendere i valori cristiani significa difendere anche i valori laici e civili, di distinzione tra fede e politica, che il Corano dimostra di non saper coniugare.

Mi associo al dolore dei familiari delle vittime e della comunità cristiana d’Egitto; faccio mie le parole del Papa Benedetto XVI e del Presidente Napolitano, di indignazione e di ferma condanna dell’attentato, che sconvolge la pace, e non solo in Egitto.

Si muova l’opinione pubblica mondiale contro questi continui attentati contro i cristiani.

E le organizzazioni internazionali facciano sentire la loro autorevole voce, per la difesa del diritto alla libertà religiosa.

Non si protesti solo per Sakineh; ma anche per le moltitudini di cristiani ovunque vessate dove sono minoranza.

E si tratta di milioni di persone in varie parti del mondo, soprattutto nei paesi a maggioranza islamica. 


lunedì 22 febbraio 2010

Vi piace Brahms?



Dopo l’Allegretto di Beethoven non si può tralasciare il “Poco Allegretto” di Johannes Brahms (1833-1897), III Movimento della sua III Sinfonia (1883).

Molte cose legano i due brani musicali.

Anzitutto il nome: tempo “Allegretto” il primo, “Poco Allegretto” (cioè, quasi Allegretto) il secondo. Ma i nomi si richiamano, e spesso infatti anche questa stupenda composizione di Brahms è chiamata semplicemente “Allegretto”, come l’altra.

Li accomuna soprattutto il valore artistico. Qui Brahms riesce nell’impresa di eguagliare (quasi) il Maestro stesso della sinfonia. Non a caso già la I sinfonia di Brahms fu definita la X di Beethoven....

Il suo Poco Allegretto comunque ha raggiunto una fama straordinaria e ha ispirato anche il romanzo di Françoise Sagan, “Aimez-Vous Brahms?” (1959), da cui è stato tratto il noto e omonimo film di Anatole Litvak, del 1961 (in Italia, “Le piace Brahms?”).
Il titolo si spiega perché con questa frase, e sullo sfondo della suadente musica del Poco Allegretto di Brahms, nasce una tormentata storia sentimentale, interpretata da Ingrid Bergman ed Anthony Perkins, con Yves Montand nella parte di uno scialbo e infedele marito.

Innumerevoli sono stati gli artisti che hanno preso spunto e addirittura copiato questo celeberrimo brano, da Serge Gainsbourg ("Baby alone in Babylone"), a Carlos Santana ("Love of My Life"), alla band The Mermen (nell’album "A Glorious Lethal Euphoria")…

Ma i due brani, simili nel nome e nella fama, sono diversissimi nel significato.

L’Allegretto di Beethoven esprime un cammino di liberazione ed è inserito in una sinfonia che è un inno alla vita.

Il Poco Allegretto di Brahms è uno sguardo ammaliato sul mistero dell’esistenza, e in questo senso è stato avvicinato alla Marcia Funebre della III sinfonia di Beethoven, l’Eroica.

Ma ha un fascino irresistibile.

Buon ascolto!

sabato 16 gennaio 2010

Solo una grande sinfonia...




Solo la musica riesce a esprimere il dolore, l’angoscia e qualche filo di speranza che la tragedia di Haiti ci presenta giorno dopo giorno.

Morte e devastazione ovunque, insieme ad atti di sciacallaggio per fame e disperazione, e una bambina di 18 mesi estratta viva dalle macerie dopo tre giorni...

Aiuti che arrivano da ogni parte del mondo e difficoltà enormi per poterli poi distribuire capillarmente alla popolazione.

Una moltitudine di sentimenti contrastanti, che solo una grande sinfonia può esprimere, come il 3° movimento della III Sinfonia di Johannes Brahms.