Oggi è la giornata dell’Ascensione. I cristiani festeggiano Gesù che sale al cielo e ritorna nella gloria di Dio.
Anche da un punto di vista semplicemente umano il desiderio di salire in alto è sempre stato qualcosa di affascinante e qui vogliamo ricordare alcuni aspetti di questa umana avventura.
Secondo la mitologia, il primo che ha tentato di volare è stato Icaro, con ali di piume tenute insieme dalla cera. Sappiamo come andò a finire.
Archita di Taranto, scienziato e filosofo pitagorico, riuscì a costruire la prima macchina volante (la colomba di Archita).
Leonardo ha volato sulle ali delle sue ricerche. I suoi disegni riproducono gigantesche ali meccaniche, che intendevano imitare il volo degli uccelli.
Ma il primo che realmente si alzò dal suolo con un aeromobile fu il francese Etienne Montgolfier nel 1783, con la ben nota mongolfiera.
Sulle ali della fantasia già nel 1865 era giunto sulla luna Jules Verne, con il romanzo Dalla terra alla luna.
Per la verità, era stato preceduto in questo dall'Ariosto, che aveva fatto arrivare sulla luna Astolfo con l'Ippogrifo a cercare il cervello di Orlando furioso; e Astolfo con grande sopresa ci trovò anche il suo...
La genialità e il coraggio sono stati i due elementi che hanno permesso agli statunitensi fratelli Wright di volare sul primo aeroplano, il 17 dicembre 1903. Dodici secondi, a 40 metri di altezza, ma l’inizio di una nuova era.
Il volo degli aquiloni, uno dei giochi più comuni dei bambini, aveva suggerito la modalità del volo.
Per il nuovo mezzo meccanico occorreva una nuova parola: D’Annunzio coniò il neologismo velivolo.
Anche l’ascesa sul tetto del mondo, l’Everest, da parte di Hillary e Norgay nel 1953, si inserisce in questo percorso ascensionale dell'umanità.
Una nuova sfida: volare nello spazio. Jurij Gagarin è stato il primo astronauta, con la navicella Vostok nel 1961.
Neil Armstrong ha messo per primo i piedi sulla luna, il 20 luglio 1969, nella missione Apollo 11.
La nostra fantasia viaggia oggi su astronavi intergalattiche… desiderosi d'infinito.
Ma esiste un altro percorso verso l’alto, che è stato descritto in modo mirabile dal Petrarca nella lettera 'Ascensione al Monte Ventoso'. Citando S. Agostino dice:
“Gli uomini vanno ad ammirare le vette dei monti e i grossi flutti del mare e l’amplissimo corso dei fiumi e l’immensità dell’oceano e il ruotare degli astri e non curano se medesimi.
Allora, sazio di aver veduto quel monte, rivolsi gli occhi interiori su me stesso”.
Per il grande poeta aretino salire in alto aveva significato ritrovare la sua più profonda interiorità, e in essa la presenza di Dio.
Sono uno che ricerca la verità e che non si accontenta di wikipedia. Se dici che la verità non esiste, sbagli, perché ne hai già affermata una. Se poi dici che la ricerca della verità non ti interessa, allora non te la prendere troppo quando qualcuno ti vuole ingannare.
domenica 4 maggio 2008
sabato 3 maggio 2008
Chi è un angelo
Per i credenti, questi sono i giorni dell'Ascensione e si ricorda Gesù che sale in cielo tra il coro festoso degli angeli.
Ma, a parte le schiere celesti, l’angelo è:
chi riesce a farti sorridere quando hai voglia di mandare tutti al .. diavolo
chi ti dà una mano quando le tue non bastano
chi ti riporta il portafogli smarrito, magari senza soldi, ma con tutti i documenti (compresi le foto e i santini)
chi ti segnala lampeggiando la presenza di un autovelox (è un angelo in contravvenzione, ma…)
ogni bambino, sempre; ma in ordine gerarchico decrescente, quando dorme, quando studia, quando gioca, quando non vuol fare i compiti, quando ti fa perdere la pazienza…
Regola generale per riconoscere un angelo: l’angelo vero appare quando ce n’è bisogno, e scompare quando ha finito la sua opera.
Diffidare delle imitazioni…
Foto in alto: "Angelo" (1501), Raffaello (Pinacoteca Tosio-Martinengo, Brescia)
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humor
venerdì 2 maggio 2008
Lentamente muore... (o serenamente vive?)
La nota poesia ‘Lentamente muore’ è stata per errore attribuita a Neruda, mentre sembra opera della scrittrice brasiliana Martha Medeiros.
Lo scritto ha avuto un grande momento di celebrità quando Clemente Mastella lo ha citato (cadendo anch’egli nella gaffe di attribuirlo a Neruda), durante la sua dichiarazione di voto di sfiducia al governo Prodi.
È una poesia in cui, con frasi un po’ retoriche (ma con qualche spunto interessante), viene criticata la vita abitudinaria ed esaltata una vita all’insegna delle nuove esperienze, della fantasia, della creatività.
In particolare mi hanno colpito alcune frasi, che qui riporto (la poesia può essere letta in Internet):
“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine... chi non cambia la marca o il colore dei vestiti"
“Lentamente muore chi evita una passione, chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i”
“Lentamente muore chi non capovolge il tavolo… chi non rischia la certezza per l’incertezza”
“Evitiamo la morte a piccole dosi”.
Ho voluto rispondere a questa poesia con un elogio dell’abitudine (Erasmo ha scritto l’elogio della pazzia…!) L’abitudine può sembrare una parola fuori moda; dà un senso di noia, di morte lenta, appunto. In realtà gran parte della nostra vita è fatta di abitudini (habitus), che nel bene e nel male ci guidano come una seconda natura. Un habitus positivo (basti pensare a chi non fuma…) non è un condizionamento, ma una liberazione. Per questo, senza rinunciare a momenti creativi e a voli pindarici, non cadiamo nella retorica della novità ad ogni costo.
Lo scritto ha avuto un grande momento di celebrità quando Clemente Mastella lo ha citato (cadendo anch’egli nella gaffe di attribuirlo a Neruda), durante la sua dichiarazione di voto di sfiducia al governo Prodi.
È una poesia in cui, con frasi un po’ retoriche (ma con qualche spunto interessante), viene criticata la vita abitudinaria ed esaltata una vita all’insegna delle nuove esperienze, della fantasia, della creatività.
In particolare mi hanno colpito alcune frasi, che qui riporto (la poesia può essere letta in Internet):
“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine... chi non cambia la marca o il colore dei vestiti"
“Lentamente muore chi evita una passione, chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i”
“Lentamente muore chi non capovolge il tavolo… chi non rischia la certezza per l’incertezza”
“Evitiamo la morte a piccole dosi”.
Ho voluto rispondere a questa poesia con un elogio dell’abitudine (Erasmo ha scritto l’elogio della pazzia…!) L’abitudine può sembrare una parola fuori moda; dà un senso di noia, di morte lenta, appunto. In realtà gran parte della nostra vita è fatta di abitudini (habitus), che nel bene e nel male ci guidano come una seconda natura. Un habitus positivo (basti pensare a chi non fuma…) non è un condizionamento, ma una liberazione. Per questo, senza rinunciare a momenti creativi e a voli pindarici, non cadiamo nella retorica della novità ad ogni costo.
Serenamente vive
Serenamente vive
chi ha appreso delle buone abitudini
e cerca di non perderle.
Serenamente vive
chi ha imparato le regole della grammatica
e sa mettere i punti e le virgole dove occorrono
per non essere frainteso.
Serenamente vive
chi custodisce nel suo cuore sentimenti così grandi
che vincono sempre la concorrenza
dei sentimenti meschini.
Serenamente vive
chi ha trovato un solido tavolo
da lavoro
e non lo abbandona
per un tavolino traballante.
Serenamente vive
chi indossa un vestito qualunque
ma che profumi di bucato.
Serenamente vive
chi sa che l’eccezione conferma la regola;
ma tu cerca di sostenere la regola
e la regola ti sosterrà.
La vita va gustata a piccole dosi
giorno per giorno;
ma come in ogni ricetta
bisogna saper rispettare
gli orari.
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poesie humor
giovedì 1 maggio 2008
1° Maggio. Il lavoro nella dialettica servo-padrone (Hegel e Marx)

Ci sono vari modi per festeggiare il 1° Maggio. Una bella scampagnata, una corsa a piedi o in bicicletta, una giornata oziosa…
Io lo voglio festeggiare facendovi spremere le meningi, ricordando due grandi pensatori, Hegel e Marx, che hanno dato un contributo rilevante per la comprensione del significato del lavoro.
Hegel, nella Fenomenologia dello spirito, analizza la contrapposizione dialettica servo-padrone.
Questa contrapposizione nasce nella lotta mortale per la sopravvivenza. Il servo (e nell’epoca antica lo schiavo) è colui che in questa lotta ha avuto paura di morire e si è sottomesso al vincitore, che diventa così il suo padrone.
Il padrone impone al servo la fatica del lavoro, ricavandone i mezzi per soddisfare i suoi bisogni e vivere di sfruttamento.
Il servo, attraverso il lavoro, comprende però che il padrone dipende ormai da ciò che egli produce. In questo modo diventa padrone del suo padrone; e il padrone, servo del suo servo.
Le parti si sono dunque rovesciate. Ora è il padrone che ha paura di morire, perché dipende totalmente dal lavoro del servo, mentre il servo si è emancipato attraverso il lavoro.
Ed ecco la soluzione finale della dialettica servo-padrone secondo Hegel, e poi secondo Marx.
Per Hegel non si devono semplicemente capovolgere le parti, perché altrimenti si ritornerebbe ad una situazione simile a quella da cui si era partiti, e la lotta continuerebbe senza fine.
“Nell’anima del servo si nasconde l’anima del padrone”. In altri termini, se si rovescia semplicemente la situazione, avremo nuovi padroni e nuovi servi.
Hegel vede il superamento di questa divisione quando si giunge alla consapevolezza della insostenibilità delle figure servo-padrone; solo allora si passa necessariamente a una nuova società di persone libere nelle loro azioni. È una nuova coscienza sociale, che viene acquisita attraverso il valore del lavoro.
Marx lesse questa opera di Hegel e ne rimase molto colpito. Ma egli propose una soluzione totalmente diversa. La parte sottomessa, e cioè il proletariato, con la lotta di classe doveva abbattere la minoritaria parte dominante, e instaurare una breve dittatura del proletariato, per giungere infine ad una società senza classi; né sfruttatori, né sfruttati.
“Ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”.
La storia ha dimostrato nel corso del XX secolo che non è bastata la dittatura del proletariato per portare ad una società senza sfruttatori, né sfruttati.
D’altra parte, difficilmente si sarebbe raggiunta l’attuale coscienza sociale senza le dure battaglie della classe operaia e contadina.
In una cosa, sia Hegel che Marx, hanno avuto ragione: attraverso il lavoro l’uomo prende coscienza della sua dignità.
Aggiungo, come cristiano, che nella Sacra Scrittura, l’uomo che lavora è immagine di Dio creatore e continua l’opera della sua creazione.
Foto in alto: "Il Quarto Stato" (1901), Giuseppe Pellizza da Volpedo (Galleria d'Arte Moderna, Milano)
mercoledì 30 aprile 2008
Il decalogo dell'utente di Oknotizie
Io sono Oknotizie!
1. Non sono il Signore Dio tuo. Cercane un altro al di fuori di me.
2. Critica ogni tanto il mio nome. C’è un apposito pulsante (feedbacks), usalo! Sono un algoritmo umano, e quindi imperfetto.
3. Non stare sempre in adorazione davanti a me. Ricordati di alzarti ogni tanto e di sgranchirti le gambe. Fai qualche festa; prendi un po’ d’aria.
4. Onora gli amministratori Antirez e Trent. Sono i miei genitori. Non dimenticarlo, quando viene il momento della defaillance.
5. Non uccidere gli altrui post senza un vero motivo con i tuoi No. La pena di morte è in mora quasi ovunque.
6. Non tradirmi con altri aggregatori. Rimani aggregato/a solo a me, (amore!)
7. Ruba notizie più che puoi, fresche come mozzarelle di bufala; ma che non siano bufale.
8. Non usare nick falsi. Dio perdona. L’algoritmo no.
9. Non desiderare l’Home Page degli altri più bravi di te; (di quelli meno bravi, sì).
10. Non desiderare il karma degli altri; (se il tuo karma è zero, sì).
1. Non sono il Signore Dio tuo. Cercane un altro al di fuori di me.
2. Critica ogni tanto il mio nome. C’è un apposito pulsante (feedbacks), usalo! Sono un algoritmo umano, e quindi imperfetto.
3. Non stare sempre in adorazione davanti a me. Ricordati di alzarti ogni tanto e di sgranchirti le gambe. Fai qualche festa; prendi un po’ d’aria.
4. Onora gli amministratori Antirez e Trent. Sono i miei genitori. Non dimenticarlo, quando viene il momento della defaillance.
5. Non uccidere gli altrui post senza un vero motivo con i tuoi No. La pena di morte è in mora quasi ovunque.
6. Non tradirmi con altri aggregatori. Rimani aggregato/a solo a me, (amore!)
7. Ruba notizie più che puoi, fresche come mozzarelle di bufala; ma che non siano bufale.
8. Non usare nick falsi. Dio perdona. L’algoritmo no.
9. Non desiderare l’Home Page degli altri più bravi di te; (di quelli meno bravi, sì).
10. Non desiderare il karma degli altri; (se il tuo karma è zero, sì).
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humor
martedì 29 aprile 2008
Ben venga maggio...!
Maggio è certamente uno dei mesi più belli dell’anno.
Ha ispirato la musa dei poeti: basterà ricordare Leopardi (A Silvia), che con un solo aggettivo riesce a descriverlo perfettamente:
* Era il maggio odoroso…
Più prosaicamente, è il mese in cui finalmente si può tirare un sospiro di sollievo, per essere riusciti a superare i rigori dell’inverno:
* Le pecore si contano a maggio.
Per questo è il mese della speranza, che non si deve mai perdere:
* Coraggio!… che dopo l’aprile viene il maggio!
Il tepore primaverile e qualche opportuna pioggia portano gradite sorprese:
* Maggio: un fungo per assaggio.
L’inizio del mese (calendimaggio) era una volta dedicato all’allegria e alla gioia. C’era l’usanza di attaccare un ramoscello di pianta selvatica (gonfalon selvaggio) alle porte delle case e di ‘cantar maggio’, cioè canti in rima.
* Ben venga maggio e il gonfalon selvaggio!
Può sembrare a prima vista incredibile, ma con il mese di maggio, cioè con la buona stagione, riprendeva anche un’attività purtroppo molto frequente: la guerra. Le varie città armavano i loro eserciti e andavano a guadagnarsi la pagnotta e qualcosa di più combattendosi tra di loro e portando a casa la preda degli sconfitti.
Per questo nelle allegorie medievali dei dodici mesi, il mese di maggio è spesso raffigurato con un cavaliere con la lancia in resta.

(Allegoria del mese di Maggio. Museo del Duomo di Fidenza)
La guerra era una “attività” che si doveva fare col tempo buono, altrimenti si rischiavano altri pericolosi e non retribuiti malanni.
* Meglio morir in guerra di ferite, che nel letto per una polmonite!
(Ma quest’ultimo detto è di un antico scrittore toscano o di un anonimo attuale?)
Il mese di maggio è per i credenti il mese mariano. E il primo maggio è per tutti la festa dei lavoratori.
Ben venga maggio, dunque!
Ha ispirato la musa dei poeti: basterà ricordare Leopardi (A Silvia), che con un solo aggettivo riesce a descriverlo perfettamente:
* Era il maggio odoroso…
Più prosaicamente, è il mese in cui finalmente si può tirare un sospiro di sollievo, per essere riusciti a superare i rigori dell’inverno:
* Le pecore si contano a maggio.
Per questo è il mese della speranza, che non si deve mai perdere:
* Coraggio!… che dopo l’aprile viene il maggio!
Il tepore primaverile e qualche opportuna pioggia portano gradite sorprese:
* Maggio: un fungo per assaggio.
L’inizio del mese (calendimaggio) era una volta dedicato all’allegria e alla gioia. C’era l’usanza di attaccare un ramoscello di pianta selvatica (gonfalon selvaggio) alle porte delle case e di ‘cantar maggio’, cioè canti in rima.
* Ben venga maggio e il gonfalon selvaggio!
Può sembrare a prima vista incredibile, ma con il mese di maggio, cioè con la buona stagione, riprendeva anche un’attività purtroppo molto frequente: la guerra. Le varie città armavano i loro eserciti e andavano a guadagnarsi la pagnotta e qualcosa di più combattendosi tra di loro e portando a casa la preda degli sconfitti.
Per questo nelle allegorie medievali dei dodici mesi, il mese di maggio è spesso raffigurato con un cavaliere con la lancia in resta.

(Allegoria del mese di Maggio. Museo del Duomo di Fidenza)
La guerra era una “attività” che si doveva fare col tempo buono, altrimenti si rischiavano altri pericolosi e non retribuiti malanni.
* Meglio morir in guerra di ferite, che nel letto per una polmonite!
(Ma quest’ultimo detto è di un antico scrittore toscano o di un anonimo attuale?)
Il mese di maggio è per i credenti il mese mariano. E il primo maggio è per tutti la festa dei lavoratori.
Ben venga maggio, dunque!
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calendari humor
giovedì 24 aprile 2008
Padre Pio da Pietrelcina. Un santo tra di noi.

Ancora una volta si vede la distanza che c'è tra la gente del popolo e quelli che dovrebbero capirla e rappresentarla. I post dedicati alla figura di Padre Pio a Oknotizie ne sono una chiara testimonianza.
P. Pio era piccolo di statura, ma rimane una figura gigantesca del XX secolo. Ha operato un’infinità di bene in un’epoca segnata da un’infinità di male.
Moltissimi segni prodigiosi sono avvenuti per sua intercessione, testimoniati da persone ancora viventi, e refertati da perizie mediche e scientifiche.
Moltissime persone hanno ritrovato la pace e la serenità nell’incontro con questo umile frate, brusco nei modi, ma sapiente e ispirato nel guidare le coscienze.
Milioni di persone in Italia e in tutto il mondo lo invocano per avere un segno di speranza e di consolazione. E i gruppi di preghiera a lui dedicati, presenti un po’ ovunque, sono punti di riferimento di pace e di bene per la società, e non solo per la chiesa.
La ricognizione sulla salma di Padre Pio, a 40 anni dalla sua morte, è una normale prassi ecclesiastica. Per ogni santo, dopo un certo periodo di tempo, viene fatta una ricognizione scientifica; devono essere esaminate le spoglie mortali, per documentarne l’autenticità ed eventuali fatti prodigiosi.
Che poi l'imponente afflusso dei fedeli per la grande devozione e il grande amore a S. Pio da Pietrelcina abbia anche dei risvolti economici a S. Giovanni Rotondo e zone limitrofe, questo è nella natura delle cose. Non dobbiamo dimenticare inoltre che il grande ospedale di S. Giovanni Rotondo, voluto da P. Pio, è frutto della carità del popolo.
Se non si riesce a capire perché milioni di persone si muovono verso questo umile frate, sarà difficile capire che cosa muove realmente il cuore della gente.
Ho scritto questo post perché P. Pio sia accolto anche nel mondo degli internauti.
Foto in alto: Chiesa di S. Pio da Pietrelcina (1994-2004), Renzo Piano (S. Giovanni Rotondo, Foggia)
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P. Pio
Il bello di Oknotizie
Il mondo è bello perché è vario. Così anche il mondo di Oknotizie.
Ecco alcune cose che mi hanno colpito.
* Immaginarsi Kuros come un satirello scatenato. Trovarselo invece davanti con una faccia da bravo ragazzo educato. Ciro, ma eri tu nel video, o il tuo secondo account?
* Parlare teneramente con Paloma in un lungo thread, e accorgersi alla fine che è un uomo.
* Postare una notizia, lunga una pagina, e dopo un microsecondo trovarsi addosso 4 NO. 4 super strong, o 4 super stronz?
* Discutere animatamente su Dio con Dio (nick) che non crede in Dio.
* Chiamarsi Good_Luck e avere come karma 33. Buona fortuna!
* Veder stazionare in Home Page dei post da suppost.
* Fare un post sul Nano di Arcore e trovarsi subito in Home. Fare un post su Silvio Berlusconi e finire subito a ramengo (semplice nota apolitica).
* Fare un post sui bugiardi e venire colti con le mani nel sacco altrui (eheheheh, Amicus…)
* Postare nel blog “Nella mutanda di Miranda”. Ma postare… che cosa?
* Chiedere a No_Ratzinger cosa pensa del papa attuale.
Ecco alcune cose che mi hanno colpito.
* Immaginarsi Kuros come un satirello scatenato. Trovarselo invece davanti con una faccia da bravo ragazzo educato. Ciro, ma eri tu nel video, o il tuo secondo account?
* Parlare teneramente con Paloma in un lungo thread, e accorgersi alla fine che è un uomo.
* Postare una notizia, lunga una pagina, e dopo un microsecondo trovarsi addosso 4 NO. 4 super strong, o 4 super stronz?
* Discutere animatamente su Dio con Dio (nick) che non crede in Dio.
* Chiamarsi Good_Luck e avere come karma 33. Buona fortuna!
* Veder stazionare in Home Page dei post da suppost.
* Fare un post sul Nano di Arcore e trovarsi subito in Home. Fare un post su Silvio Berlusconi e finire subito a ramengo (semplice nota apolitica).
* Fare un post sui bugiardi e venire colti con le mani nel sacco altrui (eheheheh, Amicus…)
* Postare nel blog “Nella mutanda di Miranda”. Ma postare… che cosa?
* Chiedere a No_Ratzinger cosa pensa del papa attuale.
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blog humor
Lapalissiano!
Tutti sappiamo che il termine ‘lapalissiano’ è sinonimo di ‘ovvio’, ‘evidente’, ‘scontato’.
Come noto, l’aggettivo deriva dal signor Jacques de Lapalisse, militare e nobiluomo francese, morto nel 1525 nella battaglia di Pavia.
In una canzone composta in sua memoria, vennero scritte frasi così ovvie, da divenire proverbiali. Eccone tre che si riferiscono alla sua morte:
* Il signor de Lapalisse un quarto d’ora prima di morire era ancora vivo.
* Il giorno della sua morte fu l’ultimo della sua vita.
* Morì per una ferita mortale.
Nella canzone non compaiono però due altre celebri frasi, che gli vengono attribuite:
* Il signor de Lapalisse, guardandosi di dietro, lo vedeva nettamente diviso in due parti.
* Io ho le mie idee, e le condivido.
Non gli si può dar torto… proprio lapalissiane!
Come noto, l’aggettivo deriva dal signor Jacques de Lapalisse, militare e nobiluomo francese, morto nel 1525 nella battaglia di Pavia.
In una canzone composta in sua memoria, vennero scritte frasi così ovvie, da divenire proverbiali. Eccone tre che si riferiscono alla sua morte:
* Il signor de Lapalisse un quarto d’ora prima di morire era ancora vivo.
* Il giorno della sua morte fu l’ultimo della sua vita.
* Morì per una ferita mortale.
Nella canzone non compaiono però due altre celebri frasi, che gli vengono attribuite:
* Il signor de Lapalisse, guardandosi di dietro, lo vedeva nettamente diviso in due parti.
* Io ho le mie idee, e le condivido.
Non gli si può dar torto… proprio lapalissiane!
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Che cos'è la scuola?
“La scuola deve essere selettiva. Largo al merito!” “No, scolarizzazione di massa. Avanti tutti!”… Tra questi due estremi, ci sono poi le posizioni intermedie.
I problemi della scuola non sono solo questi (di cui parleremo in un altro post conclusivo, sulla valutazione). Ce ne sono molti altri, come ben sappiamo. Sia dal punto di vista, diciamo così, del software (cioè dei programmi, dei contenuti, della disciplina), sia dell’hardware (edifici inadatti, talvolta obsoleti e perfino fatiscenti).
Ma il problema di fondo, a mio parere, è indicato da questa semplice domanda: che cos’è la scuola oggi? Dalla risposta che viene data a questo interrogativo, dipende in buona parte la riuscita del curricolo di studi.
Cinquant’anni fa la domanda neppure si poneva: quasi tutto veniva appreso a scuola. La scuola era sostanzialmente trasmissione del sapere. Oggi le cose sono profondamente cambiate. Si apprende in infiniti modi. In casa la tv è sempre accesa, il pc è alla portata di tutti, con ciò che rappresenta il mondo del web; c’è abbondanza di materiale didattico tradizionale e informatico; ci sono giornali, giornalini, riviste; numerose le attività extrascolastiche; facilità negli spostamenti, con ogni mezzo e in ogni luogo… A questo riguardo, e per fare solo un esempio, fino a poco tempo fa quasi nessuno sapeva dove fosse la Moldavia; oggi magari abbiamo una badante (o una moglie, o una mamma) che viene da lì.
Bombardati come siamo da una infinità di informazioni, la scuola sembra così perdere la sua specificità di trasmissione del sapere. Per ovviare a ciò, si pensa che nella scuola debba entrare tutto, e le viene così demandato ogni compito: la scuola dovrebbe fare, la scuola dovrebbe dire, la scuola dovrebbe insegnare…
Ma non si può pensare solo ad aumentare le materie e le ‘educazioni’; le ore sono sempre quelle, per cui l’apprendimento risulta spesso generico e superficiale. I ragazzi non conoscono più la grammatica, non sanno le tabelline, non distinguono un equinozio da un solstizio…
Si capisce perciò che il punto fondamentale non è quanto, ma come deve operare la scuola. È qui che rimane il suo specifico e insostituibile ruolo.
Oggi perciò la scuola dovrebbe essere anzitutto, secondo una bella definizione di Bruner, il luogo della strutturazione del sapere. Le informazioni provenienti dalla realtà che ci circonda sono molteplici, ma disorganizzate. La scuola ha il compito di individuare e selezionare le strutture di fondo dei vari saperi, i loro punti essenziali e coerenti; questi devono costituire l’indispensabile bagaglio culturale di ogni studente, che potrà poi arricchire secondo le proprie capacità e inclinazioni.
Questo compito lo può svolgere solo la scuola, perché solo chi conosce in modo approfondito un sapere, come è il docente, lo può a sua volta insegnare, individuando proprio gli aspetti essenziali e qualificanti, organizzati in strutture significative. In questo modo potranno essere dati più facilmente a tutti gli indispensabili strumenti per orientarsi in un mondo che si evolve rapidamente.
Si risparmiano inoltre tempo e fatica, ed è uno sforzo gratificante perché segue le capacità di apprendimento dell’uomo, fin dai suoi inizi; infatti non si apprende principalmente per somma di stimoli, ma per strutture coerenti. Per fare solo un esempio, quando parliamo noi non siamo colpiti da una successione di sillabe, ma dal significato delle parole. E se un’espressione è senza senso, rimaniamo sconcertati.
Alla scuola il compito di far scoprire, attraverso le tecniche più varie, tradizionali o meno, i principi regolatori di ogni sapere, affinché, quando uno apre bocca o scrive qualcosa, non ci lasci davvero sconcertati.
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scuola
lunedì 21 aprile 2008
È tornato Amicusplato (dedicato a Audrey)
Dopo una volontaria penitenza
con cilizio, digiuni e con flagelli,
e femminil durissima astinenza,
sono tornato a rompervi i corbelli.
Il peccato era piccolo, ma c’era:
un error di tastiera in un commènt;
risero tutti nella blogosfera,
hanno riso perfino Antirez-Trent.
Perciò ho dovuto mettermi a studiare
e mi ha insegnato Swa con Gorgonzola;
mi hanno spiegato account e ogni altro affare:
ma loro sono due, o una cosa sola?
Sono tornato perché questo sito
è diventato, pare, un po’ più triste:
da quando me ne sono dipartito
è in mano a forze clerico-fasciste.
Ora invece ritorna più normale
e si potrà con tutte le ragioni
del papa e del governo parlar male
e mandar a ffan*giro Berlusconi.
Sono tornato poi perché gli utenti
mi han commosso il ventricolo sinistro:
han lasciato duecento e più commenti:
più raccomandazioni che a un ministro!
“Rimani qui con noi!” “Non te ne andare!”
“Se te ne vai io faccio una follia!”
(ma, Lacrimedipioggia, non la fare!)
ed altri ancora, in prosa e in poesia.
Mistersegnalator, con un bel ritmo
in siciliano, mi invitò a restare;
e Antirez ha lasciato l’algoritmo
e si è messo improvviso a poetare.
Perfino Swa ha composto un poemetto,
lui che già inciampa col prosaico scritto;
Dinanzi a tal dimostrazion d’affetto
son tornato nel luogo del delitto.
Vedo una donna con un ermellino,
che sorride col suo limpido sguardo;
riconosco Valeria, da vicino;
ma sembra una pittura di Leonardo!
Non sento in aria odor di caffeina:
la porta di Violaine rimane chiusa.
Spero che torni presto, con Ritina;
senza il caffè la mente mia è confusa!
Lieti rumori e autentici schiamazzi
dalla casa provengono di Lisa,
che è alle prese col blog e coi ragazzi;
ed entro anch’io, ché sono giunto a Pisa.
Vedo pronta una torta al cioccolato;
mi viene offerta questa leccornìa,
una delizia per ogni palato,
opera fine di Abagnomaria
che con Pinkopallina è straordinaria
nell’arte culinaria e in ricettari.
Quando sente parla di cul-in-aria
Kuros alza le antenne e accende i fari.
Vedo Maria Teresa sorridente
dall’alto del suo karma meritato;
Fiammifero è rimasta ancora a niente,
ma verrà il suo momento fortunato!
Mi viene incontro Mstatus, che saluto.
So che ha seguito il papa giù negli USA,
sui pedofili molto lo ha spremuto;
per questo il papa ha chiesto a tutti scusa!
A centro destra vedo alcuni utenti,
che festeggiano ancora le elezioni;
hanno vinto e sorridono contenti
e ringraziano Silvio Berlusconi.
Periclitor, GoodLuck, e Quandoposso
LordBrummel e Simona la leghista
brindano con lambrusco e chianti rosso
una vittoria a Okno un po’ imprevista…
Sulla sinistra invece vedo molti
che mi sembrano tristi, anzi abbacchiati;
han visto scomparir, come dissolti,
partiti, senatori e deputati.
Altri han seguito il dio bifronte Giano;
account doppio, alla Camera e al Senato.
Così una faccia ride, e non invano,
ma l’altra dice: “Qua ci hanno fregato!”
Ma lasciamo i politici lì a Roma
e torniamo a parlar di nostra vita.
Vedo Ganglio, con Riciard e Paloma;
Marisa, Annuska, Lillyth, Morosita.
Ecco Mikelo e Prostata. E poi Gero,
che nel vedermi si è pure commosso;
giunge Rossaura. Ma, non sembra vero,
invece di Audrey c’è Utente Rimosso.
Audrey, perché ogni traccia hai cancellato
della tua opra fine e intelligente?
Questo sito, che tanto hai frequentato,
ha bisogno di te; torna a tua gente!
Sei andata via senza nessun clamore
quasi in punta di piedi, in grande stile,
come solo san fare le signore,
abbandonando un luogo in parte ostile.
Ma la gran maggioranza ha grande stima
delle tue doti e della tua persona.
Ed io ti ho dedicato questa rima
e col tuo nome chiudo la canzona.
Foto in alto: "La Rinascente. Novità di stagione" (1934), Marcello Dudovich (Museo Bailo, Treviso)
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poesie humor
venerdì 18 aprile 2008
Il mito della caverna (ovvero Platone a Okno). Dedicato a Audrey.
Platone nei suoi dialoghi si serve spesso dei miti, cioè di racconti immaginifici, per illustrare in modo efficace delle verità talvolta astratte o difficili da capire.
Il mito più celebre è quello della caverna, che si trova nel dialogo "La Repubblica”.
Alcuni schiavi sono incatenati, faccia al muro, nella parete di fondo di una caverna oscura, mentre davanti all’ingresso passano le persone. La luce del sole proietta nel fondo della caverna le ombre dei passanti e gli schiavi vedono nel muro questi simulacri. I loro occhi sono così abituati alle tenebre che riescono a percepire le varie differenze tra un’ombra e l’altra; sorgono spesso discussioni e litigi per dimostrare chi sia il più abile nell’individuare le varie caratteristiche di quella che credono essere l’unica realtà esistente: il mondo delle ombre.
Un giorno però uno schiavo riesce a liberarsi dalle catene ed esce dalla caverna. Così si accorge che la realtà non è quella vissuta fino ad allora, nel buio di una grotta, ma quella esterna, alla luce del sole. Lentamente si abitua alla splendente luminosità del giorno e arriva infine a scoprire la causa delle ombre, cioè cose, animali e persone, e la loro origine, cioè la luce del sole.
Felice della sua scoperta, ritorna nella caverna per annunciare la verità ai suoi vecchi compagni di prigionia; ma non viene creduto; poi, a causa della sua insistenza, viene ucciso.
Platone si riferiva a Socrate, of course, che districatosi dai lacci degli argomenti sofistici è riuscito a raggiungere la luce della verità, che trascende questo mondo. Ma il tribunale di Atene ne decretò la morte, mediante veleno (la cicuta). Era l’anno 399 avanti Cristo.
L'amica blogger Audrey, in un bellissimo post ,ha paragonato Oknotizie a una fishbowl, alla vaschetta dei pesci rossi, il cui mondo è tutto racchiuso in quella sfera di vetro; all’interno ci sono lotte per la supremazia, mentre fuori ferve un’altra vita, quella reale.
Il mito della caverna può insegnare molto anche ai blogger, nel 2008 dopo Cristo.
Attenti a non confondere la realtà con il mondo delle apparenze; o per meglio dire, il mondo reale con quello virtuale.
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mercoledì 16 aprile 2008
Perché è scomparso il comunismo
Molti blogger sono ancora increduli per la scomparsa della sinistra massimalista dal parlamento italiano e si affannano a dimostrare che il comunismo è vivo, che bisogna ripartire da zero, rifondare la rifondazione…
Sarà bene allora fare due riflessioni, una storica e l’altra filosofica. Le conseguenze politiche le traggano coloro che vogliono.
Il comunismo era già caduto fragorosamente nel 1989, con il crollo del muro di Berlino. Con un effetto domino, come birilli, sono caduti i regimi dell’Est europeo, compreso quello dell’URSS, all’epoca la seconda potenza mondiale. Tutto ciò è accaduto in modo inarrestabile, rapido e fatale. Tanto sembrava potente esteriormente l’organizzazione di quegli stati, tanto si è rivelato fragile il loro contenuto ideologico. Sono stati perfino modificati nomi di luoghi, di città, di stati…
E qui veniamo alla motivazione filosofica. Il marxismo-leninismo, a cui questi regimi facevano riferimento, riduce l’essere umano essenzialmente ad un’unica dimensione: quella economica, nella forma del collettivismo.
La sistematica repressione della libera iniziativa, come anche della libertà religiosa, di quella filosofica, letteraria e artistica, ha profondamente depauperato lo spirito di quei popoli e alla fine, poiché la menzogna non può che rivelarsi disgregatrice, ha segnato il fallimento di quella ideologia, in poco più di 70 anni di realizzazione.
Non si possono applicare i rigidi ed elementari schemi ottocenteschi alla complessa realtà post-moderna (si pensi solo alla pura contrapposizione ‘servo-padrone’, o alla sciocca teoria della ‘religione, oppio dei popoli’).
È stata proprio la fede cattolica, in modo particolare con l'elezione di Papa Giovanni Paolo II nel 1978, che ha dato un’anima alla rivolta della Polonia contro il regime di Mosca (altro che ‘oppio’!)
Ed è stato il desiderio di poter esprimere la libertà in modo compiuto e in ogni ambito dell’agire umano che ha fatto scrollare di dosso a quel popolo un regime e un’ideologia insopportabili.
Non con questo si vuol dire che il capitalismo sia la forma adeguata di una società e di uno stato. Ci sono molte storture che lo rendono disumano. Ma su questo torneremo in un altro post.
Ciò che ora si vuol far notare è semplicemente questo: il comunismo è caduto per la debolezza intrinseca della sua ideologia, che la storia ha già amaramente verificato.
Meravigliarsi, con un ritardo di decenni, di quello che è già avvenuto ovunque sotto gli occhi di tutti, significa non essere più in contatto con la realtà.
Foto in alto: "Che Guevara" (1968), Andy Warhol (dalla foto di Alberto Korda del 1960)
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martedì 15 aprile 2008
Popolo bue? (a proposito di elezioni politiche)

"Italia" (dal Fregio dell'Aula della Camera dei Deputati, 1908-1912), Giulio Aristide Sartorio
Ciò che colpisce in questa tornata elettorale politica 2008 è la chiarezza delle scelte degli elettori.
* Hanno dato una netta vittoria al centro destra.
* Hanno fatto sparire dal parlamento la sinistra massimalista.
* Hanno fatto sparire dal parlamento la destra estrema.
* Hanno dato un evidente segnale di politica moderata.
Anzitutto va preso atto della volontà dei cittadini. La democrazia consiste proprio in questo.
È logico che chi ha subito una bruciante (e magari inaspettata) sconfitta sia profondamente rattristato. Ma il rammarico non deve trasformarsi in rabbia o in disprezzo per chi ha vinto.
Non si può dire ‘popolo bue’, perché questo non ha seguito le indicazioni politiche di qualche blog.
Deve essere invece fatta una seria riflessione per capire come mai molti blogger non sono stati in grado di accorgersi di uno tsunami ampiamente prevedibile.
Non sarà perché il mondo non è solo quello virtuale?
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sabato 12 aprile 2008
Che cos'è la verità? (3)

L’uomo non può fare a meno della verità; ogni giorno ne fa esperienza. “Possiamo ingannare gli altri, ma nessuno vorrebbe essere ingannato”, dice S. Agostino.
In ogni rapporto, con se stessi, con gli altri, con la realtà che ci circonda, ciò che desideriamo è un rapporto vero. Magari non ci riusciamo, ma questo è almeno il nostro desiderio.
L’amore alla verità inizia con la vita dell’essere umano, che è soddisfatto solo da ciò che risponde pienamente alle sue domande. Ogni genitore conosce bene le raffiche di perché del bambino (l’età dei perché) che già verso tre o quattro anni vuol conoscere, vuol sapere, vuole indagare... e non si acquieta finché non viene data una risposta soddisfacente.
Questa ricerca assume la forma di un vero e proprio amore per la verità. La persona umana ama quando trova nell’altro la piena rispondenza a ciò che cercava.
Platone nel dialogo il Simposio ha raffigurato l’amore come una divinità, figlio di povertà e ricchezza: ricchezza perché chi ama ha la più grande gioia della vita, povertà perché l’amore è un inesauribile desiderio, e quindi continuo bisogno.
L’amore verso le persone care è per Platone una grande manifestazione di quell’amore verso la verità totale che l’uomo porta dentro di sé. Infatti anche le persone più care non sono la verità assoluta; ne sono però una visibile e tangibile incarnazione.
Con un cammino dietro le orme di Platone, Agostino giungerà alla scoperta della verità nella fede cristiana: “Sero te amavi!” (tardi ti ho amato!), dirà rivolto a Dio.
Ma ognuno naturalmente ha un cammino proprio; importante non fermarsi, finché non abbiamo trovato ciò che risponde alle nostre domande più profonde…
La più bella definizione di verità è stata data, a mio parere, da Tommaso d’Aquino: la fede è “adaequatio rei et intellectus”, e cioè “corrispondenza tra intelletto e realtà”.
Bisogna distinguere senso e intelletto. I sensi ci danno la realtà immediata, il qui ed ora (hic et nunc). L’intelletto invece riesce ad astrarre dall’immediato, che è sempre particolare (legato al tempo e allo spazio), l’universale. Per fare un esempio, oggi esco senza ombrello perché non piove; ma domani vedremo. Invece io oggi, domani e postdomani non rubo perché è un’azione che va contro un valore che il mio intelletto ritiene universale, valido sempre, che piova o il sole splenda.
Già la corrispondenza tra realtà immediata e sensazione è una verità; che comunque va sempre confrontata con l’intelletto. Tutto il nostro essere, tutte le nostre capacità, partecipano a questa analisi critica. Anche il tempo che passa (perché noi siamo anche tempo e spazio) verifica la solidità di una affermazione o negazione. Il vero a lungo andare si conferma, il falso mostra la sua contraddittorietà e la sua negatività.
Il vero è l’essere, la realtà; il falso è il non essere, il non esistente, e ciò che distrugge.
I nostri sensi e il nostro intelletto tendono a scoprire la realtà, l’essere che ci sta davanti. Questa capacità di ‘colpire’ la realtà e di scoprirne il significato è una dote dell’intelletto (intus-legere): si chiama ‘intenzionalità del conoscere’.
Dopo ‘la sbornia’ dell’idealismo ottocentesco (secondo cui è il nostro io che genera la realtà), e ‘l’anoressia’ del pensiero debole post-moderno (secondo cui la realtà non può essere conosciuta), si ritorna a valorizzare la forza della ragione, che non genera la realtà, né le sta di fronte muta e balbettante, ma ha la capacità di capirla nei suoi più profondi significati. Un contributo a questa riscoperta dell’intenzionalità del conoscere è di Husserl e di tutta la fenomenologia contemporanea.
Ecco perché è quanto mai attuale la definizione di Tommaso d’Aquino: la verità non è manipolazione arbitraria della realtà, ma una rispettosa presa d’atto di ciò che ci sta davanti.
La forza della ragione implica anche la forza dell’amore. Non si può conoscere la verità se la ragione è solo un’asettica osservatrice; senza l’amore appassionato per ciò (o per chi) ci sta davanti, nessuno sarebbe spinto ad andare incontro alla realtà, qualunque essa sia.
Sarebbe la fine di ogni vero rapporto umano.
Foto in alto: "La disputa del SS. Sacramento" (1508-1509), Raffaello, Stanze Vaticane
In ogni rapporto, con se stessi, con gli altri, con la realtà che ci circonda, ciò che desideriamo è un rapporto vero. Magari non ci riusciamo, ma questo è almeno il nostro desiderio.
L’amore alla verità inizia con la vita dell’essere umano, che è soddisfatto solo da ciò che risponde pienamente alle sue domande. Ogni genitore conosce bene le raffiche di perché del bambino (l’età dei perché) che già verso tre o quattro anni vuol conoscere, vuol sapere, vuole indagare... e non si acquieta finché non viene data una risposta soddisfacente.
Questa ricerca assume la forma di un vero e proprio amore per la verità. La persona umana ama quando trova nell’altro la piena rispondenza a ciò che cercava.
Platone nel dialogo il Simposio ha raffigurato l’amore come una divinità, figlio di povertà e ricchezza: ricchezza perché chi ama ha la più grande gioia della vita, povertà perché l’amore è un inesauribile desiderio, e quindi continuo bisogno.
L’amore verso le persone care è per Platone una grande manifestazione di quell’amore verso la verità totale che l’uomo porta dentro di sé. Infatti anche le persone più care non sono la verità assoluta; ne sono però una visibile e tangibile incarnazione.
Con un cammino dietro le orme di Platone, Agostino giungerà alla scoperta della verità nella fede cristiana: “Sero te amavi!” (tardi ti ho amato!), dirà rivolto a Dio.
Ma ognuno naturalmente ha un cammino proprio; importante non fermarsi, finché non abbiamo trovato ciò che risponde alle nostre domande più profonde…
La più bella definizione di verità è stata data, a mio parere, da Tommaso d’Aquino: la fede è “adaequatio rei et intellectus”, e cioè “corrispondenza tra intelletto e realtà”.
Bisogna distinguere senso e intelletto. I sensi ci danno la realtà immediata, il qui ed ora (hic et nunc). L’intelletto invece riesce ad astrarre dall’immediato, che è sempre particolare (legato al tempo e allo spazio), l’universale. Per fare un esempio, oggi esco senza ombrello perché non piove; ma domani vedremo. Invece io oggi, domani e postdomani non rubo perché è un’azione che va contro un valore che il mio intelletto ritiene universale, valido sempre, che piova o il sole splenda.
Già la corrispondenza tra realtà immediata e sensazione è una verità; che comunque va sempre confrontata con l’intelletto. Tutto il nostro essere, tutte le nostre capacità, partecipano a questa analisi critica. Anche il tempo che passa (perché noi siamo anche tempo e spazio) verifica la solidità di una affermazione o negazione. Il vero a lungo andare si conferma, il falso mostra la sua contraddittorietà e la sua negatività.
Il vero è l’essere, la realtà; il falso è il non essere, il non esistente, e ciò che distrugge.
I nostri sensi e il nostro intelletto tendono a scoprire la realtà, l’essere che ci sta davanti. Questa capacità di ‘colpire’ la realtà e di scoprirne il significato è una dote dell’intelletto (intus-legere): si chiama ‘intenzionalità del conoscere’.
Dopo ‘la sbornia’ dell’idealismo ottocentesco (secondo cui è il nostro io che genera la realtà), e ‘l’anoressia’ del pensiero debole post-moderno (secondo cui la realtà non può essere conosciuta), si ritorna a valorizzare la forza della ragione, che non genera la realtà, né le sta di fronte muta e balbettante, ma ha la capacità di capirla nei suoi più profondi significati. Un contributo a questa riscoperta dell’intenzionalità del conoscere è di Husserl e di tutta la fenomenologia contemporanea.
Ecco perché è quanto mai attuale la definizione di Tommaso d’Aquino: la verità non è manipolazione arbitraria della realtà, ma una rispettosa presa d’atto di ciò che ci sta davanti.
La forza della ragione implica anche la forza dell’amore. Non si può conoscere la verità se la ragione è solo un’asettica osservatrice; senza l’amore appassionato per ciò (o per chi) ci sta davanti, nessuno sarebbe spinto ad andare incontro alla realtà, qualunque essa sia.
Sarebbe la fine di ogni vero rapporto umano.
Foto in alto: "La disputa del SS. Sacramento" (1508-1509), Raffaello, Stanze Vaticane
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verità
giovedì 10 aprile 2008
Che cos'è la verità? (2)
Tra i grandi ricercatori della verità, Socrate è certamente l’esempio più famoso.
Egli si trovò a discutere nell’Atene del V secolo a. C. (morì nel 399, una data che si ricorda bene!) soprattutto con i Sofisti, alcuni dei quali sostenevano che ognuno ha la sua verità (soggettivismo), altri la ritenevano inesistente o impossibile da trovare (scetticismo).
Il massimo esponente del soggettivismo fu Protagora il quale affermava: “l’uomo è la misura di tutte le cose”. Con questa notissima frase egli intendeva dire che ogni singolo uomo è il criterio del vero e del falso. Perciò ogni uomo ha la ‘sua’ verità.
Questa posizione porta inevitabilmente ad una deriva scettica: non esiste una verità valida per tutti; quindi, non esiste la verità. Esistono solo opinioni, che non tendono alla realtà delle cose, ma alla convenienza e all’utilità del momento. Un mondo chiuso nell’individualismo e nell’utilitarismo.
Il più noto sostenitore di questa teoria fu Gorgia, il quale diceva: “la verità (l’essere) non esiste; anche se esistesse, non si potrebbe conoscere; anche se si conoscesse, non si potrebbe comunicare”.
Scetticismo assoluto. A Gorgia perciò non interessava la ricerca del vero, ma convincere l’uditorio di qualunque cosa con l’abilità discorsiva.
Socrate supera la sofistica con la scoperta del concetto, la più grande scoperta del pensiero umano, paragonabile alle più grandi scoperte scientifiche…
Il concetto è la definizione universale e necessaria di una cosa. Universale, perché deve cogliere gli aspetti comuni, generali, dell'essere di cui si parla; necessaria, perché questi devono costituirne anche gli aspetti essenziali, fondamentali. Ad esempio, possiamo definire l’uomo come ‘animale razionale’. Questo è il concetto di uomo.
Con la scoperta del concetto è possibile comunicare con tutti, perché le parole acquistano un significato univoco; è possibile insegnare, perché le parole del docente si incontrano con la capacità logica del discente; è possibile procedere verso ulteriori ricerche sulle solide basi di conoscenze acquisite. Senza l’uso dei concetti invece non sarebbe possibile la comunicazione.
Socrate arriva alla scoperta del concetto costringendo il sofista, con opportune domande, a rivedere le sue tesi soggettivistiche e scettiche e facendogli ‘partorire la verità’ dal suo intimo essere (arte maieutica). Ciò significa che la verità è insita in ogni essere umano.
Il dialogo di Socrate con Protagora, scritto da Platone, è uno degli esempi più perfetti. Si discute se sia possibile insegnare la virtù, cioè educare. All’inizio Protagora afferma con baldanza che questo è proprio il suo mestiere: egli fa l’educatore, il professore, e la sua arte è quella di insegnare ad essere virtuosi. Ma Socrate gli fa notare che, con le sue affermazioni soggettivistiche (l’uomo è la misura di tutte le cose), non può insegnare niente a nessuno, ma al massimo può indicare quali convenzioni sociali esistano in una società o in un’altra, e cioè una morale relativista. A questo punto le parti si capovolgono. Protagora mette in dubbio che l’educazione sia possibile, mentre Socrate lo porta a scoprire che esistono alcuni principi validi per tutti e in ogni società. E il principio fondamentale è questo: che ogni virtù sia riconosciuta come vera, che sia ‘conoscenza’ per tutti. Solo quando una virtù è conosciuta come vera, allora può essere insegnata.
La crisi della scuola e della società di oggi sta tutta qui: molti non sanno cosa sia una virtù, cioè la verità nell’agire. Quindi non è possibile insegnarla.
Concludo questo post con l’accenno all’altro grande dialogo con Gorgia. Socrate fa notare che la sola abilità dialettica può essere paragonata all’arte culinaria; Gorgia è come un cuoco, che prepara ottimi e piccanti manicaretti; ma a lungo andare guastano la salute. Il filosofo, il ricercatore della verità, è invece come il medico, che dà medicine amare; lì per lì sono dure da mandare giù, ma a lungo andare ridonano la salute.
Foto in alto: "La morte di Socrate", Jacques-Louis David (1787), Metropolitan Museum, New York
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verità
mercoledì 9 aprile 2008
Che cos'è la verità? (1)

Ora che ho lasciato (almeno per un po’ di tempo) Oknotizie, vorrei dedicarmi a questo mio blog.
Un argomento che mi sta a cuore è la ricerca della verità.
Importante è il punto di partenza. Infatti qualcuno dice: non esiste la verità. Colui che dice così, cade in contraddizione perché ne afferma subito una: che non esiste la verità. La sua posizione è perciò insostenibile: mentre nega la verità, ne afferma una.
Coloro poi che affermano che ognuno ha la sua
verità, anch’essi cadono in contraddizione. Infatti non è possibile che su di un solo argomento si possano fare affermazioni contrarie: una persona non può essere dichiarata contemporaneamente colpevole e innocente sullo stesso crimine, né si può dire che Dio esista o non esista contemporanemente. Per cui se Dio esiste, è falso che non esiste, se Dio non esiste, è falso che esiste; le due affermazioni non possono essere vere entrambe, perché si escludono a vicenda. Perciò non possono esistere verità in tutto contrarie rispetto alla stessa cosa.
verità, anch’essi cadono in contraddizione. Infatti non è possibile che su di un solo argomento si possano fare affermazioni contrarie: una persona non può essere dichiarata contemporaneamente colpevole e innocente sullo stesso crimine, né si può dire che Dio esista o non esista contemporanemente. Per cui se Dio esiste, è falso che non esiste, se Dio non esiste, è falso che esiste; le due affermazioni non possono essere vere entrambe, perché si escludono a vicenda. Perciò non possono esistere verità in tutto contrarie rispetto alla stessa cosa.
Arististotele per primo ha spiegato il motivo: la verità è una, perché la realtà (o la questione) di cui si parla è una.
Così ha potuto formulare il principio di non contraddizione, che è il fondamento di tutto il nostro pensare ed agire: “su di una realtà, e riguardo allo stesso aspetto, non si può contemporaneamente affermare e negare la stessa cosa”.
Coloro che dicono che ognuno ha la sua verità vanno contro il principio di non contraddizione.
Si può dire invece: ognuno ha la sua opinione, cioè un’idea personale; ma dicendo questo, si ammette di non avere ancora trovato la verità oggettiva, valida per tutti.
Ma esiste una verità valida per tutti? Certamente, poiché la realtà è una sola.
Non si può ad esempio dire che Berlusconi è Veltroni (anche se qualcuno ironicamente lo dice, Veltrusconi!), né che vinceranno le elezioni entrambi (se mai pareggiano!)
Ma intanto fermiamoci a discutere queste premesse fondamentali, perché molte volte sono proprio queste premesse che alcuni non accettano, o forse non hanno mai approfondito.
Foto in alto: Ragazza davanti allo specchio (1932), Pablo Picasso (Museo d'Arte Moderna, New York)
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verità
Il saluto di Amicusplato a Oknotizie
Sono entrato in Okno con lo scopo di rendere servizio alla verità. Il mio nick è: Amico è Platone, ma più amica è la verità.
Dopo il post di ieri, ‘il paradosso del bugiardo’ (e poi dicono che Dio non esiste!), e le polemiche che ha sollevato, ho deciso di ritirarmi a vita privata e tornare a coltivare i campi…
Volevo andarmene in silenzio come sono entrato. Ma siccome ora il mio nome è più conosciuto e anch’io ho avuto modo di conoscere tanti di voi, e fare amicizia, mi sembrerebbe scortese, andandomene, non salutare.
Voglio ancora ribadire che io e Filosganga siamo due persone distinte (non siamo parenti, solo amici), due account distinti.
Ma nel post di ieri ho certamente sbagliato e chiedo scusa a tutti, poiché qualcosa per colpa mia ha turbato la limpidezza della verità. Me ne dispiace profondamente.
Saluto tutti con affetto. Mi mancherete molto.
Dopo il post di ieri, ‘il paradosso del bugiardo’ (e poi dicono che Dio non esiste!), e le polemiche che ha sollevato, ho deciso di ritirarmi a vita privata e tornare a coltivare i campi…
Volevo andarmene in silenzio come sono entrato. Ma siccome ora il mio nome è più conosciuto e anch’io ho avuto modo di conoscere tanti di voi, e fare amicizia, mi sembrerebbe scortese, andandomene, non salutare.
Voglio ancora ribadire che io e Filosganga siamo due persone distinte (non siamo parenti, solo amici), due account distinti.
Ma nel post di ieri ho certamente sbagliato e chiedo scusa a tutti, poiché qualcosa per colpa mia ha turbato la limpidezza della verità. Me ne dispiace profondamente.
Saluto tutti con affetto. Mi mancherete molto.
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Il paradosso del bugiardo

Per far capire a un bugiardo che la sua situazione è insostenibile, basta proporgli l’insolubile questione che lo riguarda.
IO SONO UN BUGIARDO
Avete mai pensato che questa frase è in realtà incomprensibile?
* Infatti, se chi la pronunzia dice la verità (cioè, che sta mentendo), allora non è bugiardo (ma lui È bugiardo).
* Se invece egli dice come sempre una bugia, allora sta affermando una cosa vera, mentre egli sostiene il contrario.
La frase è perciò insolubile: dicendo il falso, il bugiardo afferma contemporaneamente il vero e se afferma il vero, contemporanemante dice il falso.
Non è solo un paradosso, è anche la realtà. Rimane difficile infatti credere a chi dice spesso le bugie…
Da questo si capisce che solo la verità ha senso compiuto.
IO SONO UN BUGIARDO
Avete mai pensato che questa frase è in realtà incomprensibile?
* Infatti, se chi la pronunzia dice la verità (cioè, che sta mentendo), allora non è bugiardo (ma lui È bugiardo).
* Se invece egli dice come sempre una bugia, allora sta affermando una cosa vera, mentre egli sostiene il contrario.
La frase è perciò insolubile: dicendo il falso, il bugiardo afferma contemporaneamente il vero e se afferma il vero, contemporanemante dice il falso.
Non è solo un paradosso, è anche la realtà. Rimane difficile infatti credere a chi dice spesso le bugie…
Da questo si capisce che solo la verità ha senso compiuto.
Foto in alto: "Gonconde" (1953), René Magritte, The Menil Collection, Houston, Texas (cliccare sulla foto per ingrandire)
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mercoledì 2 aprile 2008
Oknotizie è impazzita. Risposta al pesce d'aprile
Il simpatico pesce d'aprile postato da Swa è riuscito, con la complicità degli Admin. Ha messo in ansia i blogger, i quali si sono lasciati andare a commenti increduli o disperati (quando si tratta di pagare...)! Così ho voluto fare un pesce di regalo per ogni commentatore (mi scuso se ne ho tralasciato qualcuno).
* a Swa 5 euro di elemosina per pagare le spese del suo post farlocco.
* ad Antirez 5 anni di lager per le sue espressioni inneggianti al Fuhrer.
* a Trent come sopra. Ubi Caius ibi Caia: Auschwitz (o Guantanamo, ha inneggiato al capitalismo)
* a Loska: la rivoluzione è rimandata al 1 aprile 2009 (ricordatene, però!)
* a Mistersegnalatore multa per aver segnalato in ritardo il passaggio del pesce.
* a Danilemd un viaggio a piedi in Sicilia, alle falde dell’Etna (o del Kilimangiaro), per omaggiare i capi dei capi (ma non sono in galera?)
* a Ganglio un tappo di sughero per aver resistito a pressioni da tergo non meglio precisate (e da non precisare).
* a Mikelo un aumento di karma fino a 200, perché possa pagare anche lui il pizzo.
* a Anecoico finalmente la lettura dell’algoritmo di Okno, scritto in sanscrito.
* a Kuros che ha fatto da beta tester: un test… di catz … (lui non si offende)
* a Bagnomaria una leggera bollitura per aver confuso Faq con Fuck (chissà perché?)
* a SammyB un pesce illustrato (ancora non se n’è accorta)
* a Fabietto un NO per aver appoggiato la nuova linea tassinara del governo di OKNO
* a Quandoposso: Coraggio, paga! ché questa è l’ultima tassa di Prodi (chissà?)
* a Definitivo che non sa come pagare i 5 euro. Fare un bonifico alla Chiesa Cattolica (va bene anche a me)
* a Parsifal che guadagna 0,02 dollari giornalieri di adsense. Visitate il suo sito, per favore…
* a Doxaliber che la dà al miglior offerente, anche a rate (la sua postazione nel web...).
* a Pcdazero: con lui non provateci neppure, euro zero!
* a Fuorilemura che ha sentito da lontano odor di pesce. Certo, puzzava forte.
* a Spikespike che ha visto un pesce matematico. Dunque, un rombo.
* Yocoandra non solo ha creduto nel pesce, ma l’ha anche bevuto… (come avrà fatto?)
* Merlinox dopo 100 commenti avverte tutti che è un pesce; un mago un po’ … lentinox
* a Periclitor che vuole insultare gli Admin. Oggi niente banni: insulto libero…
* Comicomix il pesce non l’ha gradito: è diventato serio, gli ha fatto perdere la Comicità.
* Slasch: anche a lui il pesce è andato di traverso. Ma le lische non le togli?
(Altri commenti li aggiungo stasera...).
(Non ci avrete creduto, spero... È un pesce anche questo!)
* a Swa 5 euro di elemosina per pagare le spese del suo post farlocco.
* ad Antirez 5 anni di lager per le sue espressioni inneggianti al Fuhrer.
* a Trent come sopra. Ubi Caius ibi Caia: Auschwitz (o Guantanamo, ha inneggiato al capitalismo)
* a Loska: la rivoluzione è rimandata al 1 aprile 2009 (ricordatene, però!)
* a Mistersegnalatore multa per aver segnalato in ritardo il passaggio del pesce.
* a Danilemd un viaggio a piedi in Sicilia, alle falde dell’Etna (o del Kilimangiaro), per omaggiare i capi dei capi (ma non sono in galera?)
* a Ganglio un tappo di sughero per aver resistito a pressioni da tergo non meglio precisate (e da non precisare).
* a Mikelo un aumento di karma fino a 200, perché possa pagare anche lui il pizzo.
* a Anecoico finalmente la lettura dell’algoritmo di Okno, scritto in sanscrito.
* a Kuros che ha fatto da beta tester: un test… di catz … (lui non si offende)
* a Bagnomaria una leggera bollitura per aver confuso Faq con Fuck (chissà perché?)
* a SammyB un pesce illustrato (ancora non se n’è accorta)
* a Fabietto un NO per aver appoggiato la nuova linea tassinara del governo di OKNO
* a Quandoposso: Coraggio, paga! ché questa è l’ultima tassa di Prodi (chissà?)
* a Definitivo che non sa come pagare i 5 euro. Fare un bonifico alla Chiesa Cattolica (va bene anche a me)
* a Parsifal che guadagna 0,02 dollari giornalieri di adsense. Visitate il suo sito, per favore…
* a Doxaliber che la dà al miglior offerente, anche a rate (la sua postazione nel web...).
* a Pcdazero: con lui non provateci neppure, euro zero!
* a Fuorilemura che ha sentito da lontano odor di pesce. Certo, puzzava forte.
* a Spikespike che ha visto un pesce matematico. Dunque, un rombo.
* Yocoandra non solo ha creduto nel pesce, ma l’ha anche bevuto… (come avrà fatto?)
* Merlinox dopo 100 commenti avverte tutti che è un pesce; un mago un po’ … lentinox
* a Periclitor che vuole insultare gli Admin. Oggi niente banni: insulto libero…
* Comicomix il pesce non l’ha gradito: è diventato serio, gli ha fatto perdere la Comicità.
* Slasch: anche a lui il pesce è andato di traverso. Ma le lische non le togli?
(Altri commenti li aggiungo stasera...).
(Non ci avrete creduto, spero... È un pesce anche questo!)
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domenica 30 marzo 2008
La scuola e il metodo d'insegnamento

“Il professore conosce la materia, ma non la sa spiegare!” “Quella materia non mi piace!”… È l’altra faccia della medaglia dell’apprendimento. Ad un buon metodo di studio dell’alunno, di cui abbiamo parlato in un altro post, dovrebbe corrispondere un buon metodo d’insegnamento da parte del docente.
Molti insegnanti conducono la loro delicata e importante professione armati pressoché unicamente delle specifiche conoscenze della propria disciplina; il resto è affidato alla loro buona volontà. Proviamo perciò ad indicare, in base alla psicologia, alla pedagogia e alla didattica, e con un po’ di esperienza sul campo, alcuni punti fondamentali per un accettabile metodo d’insegnamento.
* È ben nota l’affermazione di Dewey: “Per insegnare la matematica a John, bisogna anzitutto conoscere John”.
Non basta sapere la materia che si insegna. Bisogna conoscere chi si ha davanti. La materia è la stessa, ma coloro che ascoltano, no. Ognuno ha il suo ritmo di apprendimento, le sue caratteristiche psicologiche (estroversione, introversione, timidezza…), il suo vissuto scolastico e familiare. La programmazione deve tener conto della classe che si ha davanti, affinché si raggiunga almeno un minimo accettabile. Così pure il metodo di studio va adattato ai singoli alunni. I più lenti si affideranno ad uno studio più schematico ed essenziale; per i più bravi si giungerà ad un apprendimento maggiormente creativo e rielaborato. Importante cercare di non perdere i pezzi per la via… ed arrivare possibilmente tutti al traguardo finale.
* Occorre suscitare l’interesse per lo studio. È la chiave del successo di tutto l’insegnamento. Alla pedagogia dello sforzo (che non può mancare in nessuna attività umana!) bisogna associare la pedagogia dell’interesse. Quando l’alunno parte già motivato, il compito dell’insegnante è assai più semplice. Il problema sorge quando siamo davanti a ragazzi svogliati.
Diceva Aristotele: “La conoscenza nasce dalla meraviglia”. Ogni disciplina è in sé affascinante; ma il primo ad esserne convinto deve essere chi la insegna. Il modo stesso di proporre gli argomenti lo rivela. E la forza comunicativa viene immediatamente recepita dall’alunno, che facilmente tende a identificare la materia con l’insegnante. Ci sono poi nelle pieghe di ogni disciplina caratteristiche, aspetti singolari, curiosità, che il docente al momento opportuno farà notare, per tener desta l’attenzione. Inoltre, una breve pausa, un break di cinque minuti, quando l’attenzione cade, sono opportuni per evitare interferenze retro e proattive; di quelle retroattive abbiamo già parlato; quelle proattive interferiscono nella ricezione di nuovi stimoli; quella principale è proprio la stanchezza. Ci sono poi tecniche e strumenti per presentare l’argomento in una forma originale, problematica, dialogica; in quest’ultimo caso, non si deve liquidare mai come sciocca una tesi, ma proporne un’altra che faccia comprendere magari l’errore della precedente. Talvolta una battuta di spirito e una sana risata ridestano l’attenzione per l’argomento che viene svolto.
* “Tutto può essere insegnato a tutti, tranne l’errore”. Questa frase di Bruner, che riprende un analogo concetto di Comenio, fa capire che non esistono materie o argomenti ‘difficili’. Difficile, anzi, impossibile è spiegare ciò che non ha senso, l’errore appunto (un cerchio quadrato!). Se l’insegnante conosce a fondo la sua materia (come dovrebbe accadere sempre), saprà anche individuare quali sono i punti fondamentali e le strutture essenziali che la caratterizzano. Per portare l’alunno a possedere la disciplina oggetto di studio, il docente deve far acquisire questi punti-forza e queste strutture fondamentali, dotate di coerenza logica. Si apprende solo ciò che è logico e chiaro. Per ottenere questo, anche l’insegnante dovrebbe sempre preparare la lezione, cercando di individuare il percorso più accessibile per i suoi studenti. Spesso anche la scelta di un termine o di un’espressione appropriata è decisiva per illuminare tutto l’argomento.
* La dinamica di gruppo. Una classe non è composta da individui, ma da persone che interagiscono anche emotivamente. L’insegnante è colui che per primo deve creare le condizioni per un guppo collaborativo e affiatato. Deve perciò evitare simpatie e antipatie, e dare spazio e attenzione a ciascuno, favorendo così dinamiche positive. L’emergere di figure-leader e di gregari è inevitabile, data la differenza di doti e di capacità tra gli alunni; ma questo può essere usato dal docente per ottenere un effetto trascinamento, o meccanismi di identificazione, imitazione e sana competizione, positivi per il lavoro scolastico.
Un gruppo con dinamiche positive è di grande aiuto per l’apprendimento ed è il modo più bello di vivere gli anni della scuola.
Ognuno di noi ricorda quali sono stati gli insegnanti che più hanno inciso nella nostra formazione e nella nostra vita… Tra i grandi educatori da portare come esempi mi viene in mente Socrate, per la sua capacità di dialogo; Tommaso d’Aquino, per la sua chiarezza espositiva; Comenio, per la grande fiducia che riponeva nell’insegnamento. Più vicino a noi D. Lorenzo Milani, per la dedizione verso gli alunni più in difficoltà. Ha lasciato scritto nel suo testamento: “Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze”.
Foto in alto: "L'asino a scuola", di Bruegel il Vecchio (stampa del 1556)
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La scuola e il metodo di studio

“Il ragazzo/a non ha un metodo di studio!”. È una frase che i genitori si sentono ripetere spesso ai colloqui con gli insegnanti. Alcune volte però forse neppure gli insegnanti sanno indicare qual è il miglior metodo di studio. In realtà con questa frase spesso si vuol dire che il ragazzo non studia a sufficienza… Eppure è vero che un buon metodo di studio è fondamentale, e acquisirlo porta a raggiungere migliori risultati e a semplificare il lavoro.
C’è tutta una parte della psicologia che si dedica all’apprendimento: imparare ad imparare! I metodi e i 'trucchi' per apprendere sono molti. Basterà citare il caso dei numeri telefonici: dirli (o ricordarli) cifra per cifra è un’impresa eroica, dividerli in gruppi coerenti di cifre facilita sia l’apprendimento che la memoria.
* Anzitutto valorizzare la memoria. Platone diceva: 'conoscere significa ricordare'. La memoria nel periodo scolare è formidabile: quindi deve essere usata. È uno strumento fondamentale quanto il ragionamento. Non date retta a chi dice: studiare a memoria non serve. Errore clamoroso!… Vedi la scuola italiana di oggi…
* Leggere una prima volta il capitolo o l’argomento da studiare, per cercare di capirne il senso generale. Farsi cioè l’idea di che cosa si ha davanti, e riassumerlo con poche parole (o mentalmente o a voce). Questo serve per orientarsi sulla questione e per coglierne subito gli aspetti più significativi.
* Ripetere poi la lettura, dividendo l’argomento in parti (tre o quattro parti, oppure una pagina per volta), ma ogni parte con significato concluso. La mente trattiene solo le cose che hanno una logica interna e dimentica le altre. Quante volte leggere? Fino a quando ogni parte non è stata compresa (una volta non basta!)
* A questo punto, fare uno schema mentale, o scritto, delle cose apprese. Tre o quattro punti essenziali, quanto le parti studiate, (brevissimi riassunti, di pochi periodi), collegati tra di loro, di modo che, detto il primo, ne consegua il secondo, quindi il terzo…
* Annotare (evidenziare, sottolineare) le parole-chiave, cioè le parole più importanti dell’argomento, e imprimerle bene nella mente (o segnarle; ma non segnare tutto il libro!). Sono le boe per non perdersi quando si viene interrogati. In queste parole-chiave, se la materia è storia, ci devono essere i nomi dei personaggi e le date più importanti.
* A questo punto si ripete (mentalmente o a voce) l’argomento così strutturato. Verrà fuori un breve ragionamento articolato, che però è l’ossatura di tutto il discorso che verrà fatto quando si è interrogati.
Tenere fermo questo schema, specialmente nei passaggi tra un punto e l’altro; provare poi eventualmente a farci qualche riflessione personale, e/o aggiungere particolari, che sicuramente la memoria del giovane sentirà affiorare durante l’esposizione. Importante lo schema strutturato logicamente: una cosa dopo l’altra e concatenata. Gli antichi diceva: "Rem tene, verba sequentur": se possiedi l’argomento, le parole verranno da sé.
Due annotazioni psicologiche importanti.
* Siccome si dimentica nello stesso modo in cui si apprende, se uno apprende ‘lentamente’, cioè studiando un po’ per volta e tutti i giorni, dimenticherà lentamente. Se si apprende rapidamente (tipica la sgroppata in vista dell’interrogazione!), si dimenticherà rapidamente.
Quindi meglio studiare un poco tutti i giorni, che tutto in pochi giorni!
* Tra lo studio di un argomento e l’altro, o tra una materia e l’altra, occorre fare una breve pausa; è bene distrarsi un po’ (cinque o dieci minuti). In questo modo si dà il tempo alla memoria a breve termine di consolidarsi, e si evitano le interferenze retroattive.
Le interferenze retroattive cancellano, con lo studio dei nuovi argomenti, quelli passati; se la memoria non si è consolidata, i nuovi argomenti interferiscono negativamente all’indietro, cancellando quelli che sono stati appresi poco prima.
Tutto quello che abbiamo detto non vale ovviamente per studenti come Pico della Mirandola, che quando aveva letto un libro lo ripeteva a memoria; o come Pascal, che, partendo dai primi postulati di Euclide, senza bisogno di maestri, scrisse a 16 anni un trattato sulle sezioni coniche; o Mozart, che all’età di 14 anni, udito due volte a Roma nella Cappella Sistina il Miserere a nove voci di Gregorio Allegri, ne trascrisse a memoria interamente la partitura.
C’è tutta una parte della psicologia che si dedica all’apprendimento: imparare ad imparare! I metodi e i 'trucchi' per apprendere sono molti. Basterà citare il caso dei numeri telefonici: dirli (o ricordarli) cifra per cifra è un’impresa eroica, dividerli in gruppi coerenti di cifre facilita sia l’apprendimento che la memoria.
* Anzitutto valorizzare la memoria. Platone diceva: 'conoscere significa ricordare'. La memoria nel periodo scolare è formidabile: quindi deve essere usata. È uno strumento fondamentale quanto il ragionamento. Non date retta a chi dice: studiare a memoria non serve. Errore clamoroso!… Vedi la scuola italiana di oggi…
* Leggere una prima volta il capitolo o l’argomento da studiare, per cercare di capirne il senso generale. Farsi cioè l’idea di che cosa si ha davanti, e riassumerlo con poche parole (o mentalmente o a voce). Questo serve per orientarsi sulla questione e per coglierne subito gli aspetti più significativi.
* Ripetere poi la lettura, dividendo l’argomento in parti (tre o quattro parti, oppure una pagina per volta), ma ogni parte con significato concluso. La mente trattiene solo le cose che hanno una logica interna e dimentica le altre. Quante volte leggere? Fino a quando ogni parte non è stata compresa (una volta non basta!)
* A questo punto, fare uno schema mentale, o scritto, delle cose apprese. Tre o quattro punti essenziali, quanto le parti studiate, (brevissimi riassunti, di pochi periodi), collegati tra di loro, di modo che, detto il primo, ne consegua il secondo, quindi il terzo…
* Annotare (evidenziare, sottolineare) le parole-chiave, cioè le parole più importanti dell’argomento, e imprimerle bene nella mente (o segnarle; ma non segnare tutto il libro!). Sono le boe per non perdersi quando si viene interrogati. In queste parole-chiave, se la materia è storia, ci devono essere i nomi dei personaggi e le date più importanti.
* A questo punto si ripete (mentalmente o a voce) l’argomento così strutturato. Verrà fuori un breve ragionamento articolato, che però è l’ossatura di tutto il discorso che verrà fatto quando si è interrogati.
Tenere fermo questo schema, specialmente nei passaggi tra un punto e l’altro; provare poi eventualmente a farci qualche riflessione personale, e/o aggiungere particolari, che sicuramente la memoria del giovane sentirà affiorare durante l’esposizione. Importante lo schema strutturato logicamente: una cosa dopo l’altra e concatenata. Gli antichi diceva: "Rem tene, verba sequentur": se possiedi l’argomento, le parole verranno da sé.
Due annotazioni psicologiche importanti.
* Siccome si dimentica nello stesso modo in cui si apprende, se uno apprende ‘lentamente’, cioè studiando un po’ per volta e tutti i giorni, dimenticherà lentamente. Se si apprende rapidamente (tipica la sgroppata in vista dell’interrogazione!), si dimenticherà rapidamente.
Quindi meglio studiare un poco tutti i giorni, che tutto in pochi giorni!
* Tra lo studio di un argomento e l’altro, o tra una materia e l’altra, occorre fare una breve pausa; è bene distrarsi un po’ (cinque o dieci minuti). In questo modo si dà il tempo alla memoria a breve termine di consolidarsi, e si evitano le interferenze retroattive.
Le interferenze retroattive cancellano, con lo studio dei nuovi argomenti, quelli passati; se la memoria non si è consolidata, i nuovi argomenti interferiscono negativamente all’indietro, cancellando quelli che sono stati appresi poco prima.
Tutto quello che abbiamo detto non vale ovviamente per studenti come Pico della Mirandola, che quando aveva letto un libro lo ripeteva a memoria; o come Pascal, che, partendo dai primi postulati di Euclide, senza bisogno di maestri, scrisse a 16 anni un trattato sulle sezioni coniche; o Mozart, che all’età di 14 anni, udito due volte a Roma nella Cappella Sistina il Miserere a nove voci di Gregorio Allegri, ne trascrisse a memoria interamente la partitura.
Foto in alto: "Pueri cantores" (Cantoria S. Maria del Fiore, 1431-38), Luca della Robbia (Museo dell'Opera del Duomo di Firenze)
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mercoledì 26 marzo 2008
Chi è un angelo

Oggi è il Lunedì dell’Angelo. A parte le schiere celesti, l’angelo è:
* chi riesce a farti sorridere quando hai voglia di mandare tutti al .. diavolo
* chi ti dà una mano quando le tue non bastano
* chi ti riporta il portafogli smarrito, magari senza soldi, ma con tutti i documenti (compresi le foto e i santini)
* chi ti segnala lampeggiando la presenza di un autovelox (è un angelo in contravvenzione, ma…)
* ogni bambino, sempre; ma soprattutto quando dorme
* Regola generale per riconoscere un angelo: l’angelo vero appare quando ce n’è bisogno, e scompare quando ha finito la sua opera.
Diffidare delle imitazioni….
* chi riesce a farti sorridere quando hai voglia di mandare tutti al .. diavolo
* chi ti dà una mano quando le tue non bastano
* chi ti riporta il portafogli smarrito, magari senza soldi, ma con tutti i documenti (compresi le foto e i santini)
* chi ti segnala lampeggiando la presenza di un autovelox (è un angelo in contravvenzione, ma…)
* ogni bambino, sempre; ma soprattutto quando dorme
* Regola generale per riconoscere un angelo: l’angelo vero appare quando ce n’è bisogno, e scompare quando ha finito la sua opera.
Diffidare delle imitazioni….
Foto in alto: "Angeli" (La Madonna Sistina, part.), 1514, Raffaello (Gemaldegalerie, Dresda)
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domenica 23 marzo 2008
Auguri di Pasqua (personalizzati) !

Nel giorno di Pasqua desidero fare gli auguri a tutta la community di Oknotizie; in particolare a coloro che seguono con interesse i miei post.
Così ho preso l’elenco di quelli che hanno seguito il mio ultimo intervento e per ciascuno di essi ho fatto un augurio speciale.
Speriamo che sia gradito.
* MTMURA Oggi non postare… le poste sono chiuse!
* ABAGNOMARIA Oggi facciamo festa. Ti porto al ristorante. Su, esci dalla pentola…
* UNBLOGINDUE Problema finanziari?...
* QUANDOPOSSO… cosa fai? (non ce lo dire, l’abbiamo capito…)
* GOOD_LUCK Thank _you!
* NONSOLOPANE Starei a vedere, almeno oggi. Buon appetito!
* SPIKESPIKE Gemelli monoovulari?
* PEPS Oggi un favore alla concorrenza: ci beviamo una Coca!
* VIOLAINE Un profumo di primavera è entrato nella mia stanza…
* KUROSBANNATO Oggi, alla S. Messa (e non fare filmati!)
* AIRDAVE Sei nella cordata per acquistare Alitalia?
* MISTERSEGNALATORE Oggi sii buono! spegni gli autovelox…
* MAKMIK Signor girasole, ma un po’ di sole oggi, niente?
* GANGLIO Oggi prometti: niente parolacce…
* RIGURGITO Ti ho fatto ministro degli interni; che fai, vomiti?
* MIKELO Arcangelo?
* PERICLITOR Scusi, mi hanno detto che lei è mancino…
* LARASSA Lo so che sei un uomo; non fare il furbo…
* TURBOBLOG Diesel o benzina?
* MIRANDA Ho visto la tua foto nel blog. Il mio cellulare è 338…..
* PCDAZERO Non fare il modesto!
* UDCAIELLO Ragazzi, per un giorno, niente politica!
* OKWEBLOGIN Oggi è meglio una camminata. La bici lasciala in garage (o nell’avatar)
* LISA Quando torni a scuola, ti interrogo a filosofia… e niente giustificazioni!
* CAB64 Oggi non mi fare un’altra proposta… indecente.
* LAMEDUCKQ G-R-A-Z-I-E- !!!
* PROKOFIEV Oggi ci ascoltiamo La grande Pasqua Russa (però di Rimskij-Korsakov!)
* GOOGLEFAN Sui gusti non si discute…
* KARAT45 Io ero rimasto a 24… ma oggi aumenta tutto…
* PARSIFAL Sedersi oggi a pranzo a una tavola… rotonda
* MANU66 Invece dell’acqua oligominerale, oggi a pranzo usare il blog di Manu. C’è scritto: ‘aiuta la diuresi’.
* SPES Mi segui con costanza / carissima Speranza
ed io ti ho ripagata / con rima che è baciata
* ELDO piacere… Rado.
* UYULALA Dici che i miei post ti rilassano. Ecco la mia dose quotidiana di ‘rilassativo’…
* TETTE_GIGANTI Attenta agli OGM
* HIGHVOLTAGEQUEEN Se non ti ricordavo, mi fulminavi con una scarica di high voltage…
* ANECOICO Sono un po’ rintronato…Me lo presti il tuo nick antirimbombo?
* MSTATUS Almeno per oggi, una moratoria sui preti pedofili; se no, chiamo P. Livio…
* OLOAP Sempre il solito distratto. Anche oggi ti sei messo il nome al rovescio!...
Foto in alto: "Risurrezione di Cristo" (1460 ca), Piero della Francesca (Museo Civico, Sansepolcro)
sabato 22 marzo 2008
La bellezza salverà il mondo (la scuola di Atene di Raffaello)

La Scuola di Atene è un celebre affresco di Raffaello che si trova nelle Stanze Vaticane. Sono raffigurati tutti i più celebri filosofi e scienziati del mondo classico.
Al centro dell'affresco si stagliano le figure di Platone e Aristotele, i due più grandi filosofi dell'antichità. Stanno discutendo.
Platone, raffigurato col volto di Leonardo da Vinci, ha l'indice destro rivolto verso l'alto, per significare che la vera realtà va ricercata in un mondo ideale.
Aristotele, con il volto più giovane, stende la mano destra verso il basso, per indicare che la verità è presente nel mondo concreto.
Aristotele fu discepolo di Platone, ma proprio per il contrasto sulle idee, se ne distaccò, pronunziando la frase: Amico è Platone, ma più amica è la verita. (Amicus Plato, sed magis amica veritas).
Questa frase è contenuta nel libro che Aristotele tiene nella mano sinistra (Etica), e ci insegna l'amore e il coraggio per la verità.
Io ho scelto l'inizio di questa frase di Aristotele come nick, e i due filosofi che discutono come avatar.
Raffaello riesce, con pochi e magistrali tratti pittorici, a illustrare profonde riflessioni filosofiche.
Davanti ad un simile capolavoro, la persona rimane affascinata e arricchita interiormente.
Per questo la bellezza salverà il mondo...
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venerdì 21 marzo 2008
Crocifissione

Dai Vangeli.
“Pilato aveva fatto scrivere la motivazione della condanna, ed era scritta in ebraico, in greco e in latino. Molti la lessero, perché il luogo era vicino alla città…
All’improvviso si fece buio su tutta la terra, mentre crocifiggevano Gesù…
Ed egli, dopo un forte grido, reclinato il capo, spirò…
Un soldato gli trafisse il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua”.
Oggi si ricorda nel mondo cristiano la morte di Gesù.
La voglio ricordare con una mia breve composizione, dedicata ad un altro tragico avvenimento che ha aperto il terzo millennio: l’abbattimento del World Trade Center di New York.
Alcuni aspetti mi hanno fatto pensare alla morte in croce del Figlio di Dio.
W. T. C.
D’improvviso
tenebre di sgomento su tutta la terra
mentre conficcavano
sulle tue membra maestose
levate al cielo
vibranti chiodi di disperazione.
Dai fianchi squarciati
sangue ed acqua
e fuoco sterminatore.
Abbiamo udito la tua condanna
diffusa in ogni lingua.
Abbiamo visto la tua agonia
poiché il luogo del supplizio
era nel centro del mondo.
Poi le tue membra divine
si sono piegate fino a terra
tra silenziose grida
di morte.
Foto in alto: "Via Crucis" (1950), Henri Matisse (Cappella del Rosario di Vence, Nizza)
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poesie
Formato il nuovo Governo a Oknotizie (vedere per credere)!
Dopo un apprezzato comizio, a Oknotizie si sono svolte anche le votazioni. La maggioranza uscita dalle urne ha permesso di formare rapidamente un nuovo governo. Questo è l’elenco dei nick-ministri.
* Primo Ministro KAESAR
* Pubblica Istruzione CIUCHINO
* Difesa TROTZKY
* Interni RIGURGITO
* Pari Opportunità MINOPAUSA
* Finanze TUTTOMISERIA (Viceministro SCARSOS)
* Grazia e Giustizia GHIGLIOTTINA (Viceministro HARAKIRI)
* Sanità VACCINATO (Viceministro KOMA; delega alla legge 180, LOBOTOMIA)
* Spettacolo SCUSTUMATO (Viceministro MANONTIVERGOGNI)
* Ricerca Scientifica ARCHIMEDE
* Esteri PRATICOMONDO
* Politiche Agricole PARCOBUOI (Viceministro WAKKO)
* Fonti Energetiche ELETTRICISTA (Viceministro FIAMMIFERO)
* Energie Alternative H1dR0GeN0 (Viceministro OVOMALTINA)
* Tesoro PIAZZAAFFARI (Viceministro TUTTOMIO)
* Trasporti e Viabilità CATARIFRANGENTE (Viceministro DOPPIAFILA)
* Marina Mercantile VENTODAMARE
* Lavori Pubblici QUANDOPOSSO
* Poste e Telecomunicazioni CHIOCCIOLA (Viceministro ILMEGAFONO).
* Primo Ministro KAESAR
* Pubblica Istruzione CIUCHINO
* Difesa TROTZKY
* Interni RIGURGITO
* Pari Opportunità MINOPAUSA
* Finanze TUTTOMISERIA (Viceministro SCARSOS)
* Grazia e Giustizia GHIGLIOTTINA (Viceministro HARAKIRI)
* Sanità VACCINATO (Viceministro KOMA; delega alla legge 180, LOBOTOMIA)
* Spettacolo SCUSTUMATO (Viceministro MANONTIVERGOGNI)
* Ricerca Scientifica ARCHIMEDE
* Esteri PRATICOMONDO
* Politiche Agricole PARCOBUOI (Viceministro WAKKO)
* Fonti Energetiche ELETTRICISTA (Viceministro FIAMMIFERO)
* Energie Alternative H1dR0GeN0 (Viceministro OVOMALTINA)
* Tesoro PIAZZAAFFARI (Viceministro TUTTOMIO)
* Trasporti e Viabilità CATARIFRANGENTE (Viceministro DOPPIAFILA)
* Marina Mercantile VENTODAMARE
* Lavori Pubblici QUANDOPOSSO
* Poste e Telecomunicazioni CHIOCCIOLA (Viceministro ILMEGAFONO).
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blog humor
martedì 18 marzo 2008
Il comizio elettorale dei nick di Oknotizie (quasi serio)
Siamo in periodo di elezioni. Anche alcuni nick di Oknotizie hanno deciso di partecipare alla campagna elettorale con un comizio collettivo. Il nick-pensiero è affidato alla voce di un Ok anonimo.
Il comizio si svolge in Casadelpopolo di Oknotizie.
“Lo Statistavero si affida unicamente alla VolontàPopolare; solo da questa può venire una RinascitaNazionale! In questi Tempimoderni invece Giovanidubbiosi non fanno più Le_Barricate di una volta, né Guerrilla, né Lineagotica; ma vanno Ascuoladibugie, e sono diventati Teneraerbetta, che vanno a portare il Fagottinodellazia e il Dadoliebig alla nonna, e tutto finisce a Magnaromagna.
Sono molte le Cosechenonvanno; andiamo subito alle Essenze del problema: è un’Italia Markettara, con una Stamparassegnata, non c’è più una Vocelibera, ma solo qualcuno che Gracchia.
E non c’è bisogno di fare nomi: Ilnomenonconta; ma se proprio ne dobbiamo fare qualcuno, ecco i nostri giovani: Gorgonzola, Formaggino, Pummarola, Panzerottino, Pinkopallina, Stupidopikkio, Quiquoqua, Paperogasidroga…
L’unica rivoluzione rimasta è quella dei Ruttiliberi. Una volta invece c’era Furiaceka e Toroscatenato, si dava Cloroalclero e si uccideva a Sanguefreddo.
Ma ci sono corsi e ricorsi storici; questo è un Factum, e Historicus lo può confermare: le cose Avolteritornano!...
(Si sente sparare; Cab64 si mette a gridare alla gente, che fugge impaurita)
Attenti! Gli Sparisoprasonopervoi!!!... Mi raccomando però: Vedereprimadivotare; non lasciatevi ingannare da chi dice: Wlachiesacristiana, o Mortadellavaiacasa! Noi siamo per una Nuovamusica; la nostra è un’Officinademocratica! WItalia!”
Il comizio si svolge in Casadelpopolo di Oknotizie.
“Lo Statistavero si affida unicamente alla VolontàPopolare; solo da questa può venire una RinascitaNazionale! In questi Tempimoderni invece Giovanidubbiosi non fanno più Le_Barricate di una volta, né Guerrilla, né Lineagotica; ma vanno Ascuoladibugie, e sono diventati Teneraerbetta, che vanno a portare il Fagottinodellazia e il Dadoliebig alla nonna, e tutto finisce a Magnaromagna.
Sono molte le Cosechenonvanno; andiamo subito alle Essenze del problema: è un’Italia Markettara, con una Stamparassegnata, non c’è più una Vocelibera, ma solo qualcuno che Gracchia.
E non c’è bisogno di fare nomi: Ilnomenonconta; ma se proprio ne dobbiamo fare qualcuno, ecco i nostri giovani: Gorgonzola, Formaggino, Pummarola, Panzerottino, Pinkopallina, Stupidopikkio, Quiquoqua, Paperogasidroga…
L’unica rivoluzione rimasta è quella dei Ruttiliberi. Una volta invece c’era Furiaceka e Toroscatenato, si dava Cloroalclero e si uccideva a Sanguefreddo.
Ma ci sono corsi e ricorsi storici; questo è un Factum, e Historicus lo può confermare: le cose Avolteritornano!...
(Si sente sparare; Cab64 si mette a gridare alla gente, che fugge impaurita)
Attenti! Gli Sparisoprasonopervoi!!!... Mi raccomando però: Vedereprimadivotare; non lasciatevi ingannare da chi dice: Wlachiesacristiana, o Mortadellavaiacasa! Noi siamo per una Nuovamusica; la nostra è un’Officinademocratica! WItalia!”
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blog humor
lunedì 17 marzo 2008
Auguri di Pasqua (in terza rima), ovvero la Divina Commedia a Oknotizie
Dante immaginò il suo viaggio nell’aldilà durante la settimana santa prima di Pasqua.
Nel mio piccolo, ho cercato di imitare il divino poeta nel periodo di tempo e nelle terzine.
Diverso ovviamente il risultato artistico.
Diversi anche i personaggi…
Chiedo scusa a coloro che eventualmente si sentissero offesi da questi miei versi. Ma è solo un augurio scherzoso.
Nel mio piccolo, ho cercato di imitare il divino poeta nel periodo di tempo e nelle terzine.
Diverso ovviamente il risultato artistico.
Diversi anche i personaggi…
Chiedo scusa a coloro che eventualmente si sentissero offesi da questi miei versi. Ma è solo un augurio scherzoso.
Era già l’ora che volge il desio,
e del PC spegnevo ormai i motori
dopo una lunga discussion su Dio
con Webboy, con Axela e con Splendori;
quando improvviso il monitor si accende
di mille luci e mille altri colori,
ed una voce favellar s’intende:
“Non lasciar questo sito, Amicusplato,
ché una sorpresa qui dentro ti attende!”.
“Chi sei che parli?”, dico frastornato.
“Io son Virgilio, ma non il poeta,
io son Virglio.it, cui sei loggato;
ti mostrerò quel mondo ove s’acquieta
ogni umano voler; quel mondo vero,
cui non crede qualch’anima irrequieta:
Swa, Ganglio, Cheg, Negroski, Cloroalclero,
ed altri ancor”. Ed iniziò a volare
e in Paradiso mi portò leggero.
Vecchi e bimbi credevo di trovare;
e invece vi trovai belle signore…
Maria Teresa stava per postare,
come farfalla che di fiore in fiore
vola e il meglio essa prende ove si posa;
ecco perché il suo karma è un ascensore!
E Lisa, dal gran cuore e generosa,
vidi attorniata da molte persone:
formava un altro gruppo, premurosa.
Un po’ più avanti, sopra un nuvolone
garriva al vento una bandiera rossa;
Ross insegnava al Figlio del Padrone.
Nonsolopane un ermellino indossa;
Violaine è con Giussani, e ascolta e dice;
Primlug chiama la plebe alla riscossa.
Audrey mi appare e sembra Beatrice
(chissà perché…); Spes scrive una poesia;
e Morosita, inquieta, ora è felice.
In una nube di periferia
Claudia dentro una vasca guarda il cielo
immersa in acqua, a bagnomaria.
Intento a passeggiar, Solovangelo
vedo raggiante con Konami accanto:
il giusto premio dopo tanto zelo!
Tisbe e Rosalba son sorprese alquanto
di trovarsi in quest’area misteriosa;
ma il loro video al Capo piacque tanto…
Camminan su una nube di mimosa
Anne, Lame, Yocoandra ed Uyulala,
Lillith, Marisa… la valanga rosa.
Poco discosto, quanto un batter d’ala,
Comicomix con genio e con talento
scarabocchia coi bimbi in una sala,
e Boromir difende, sempre attento,
il valor della vita in ogni istante;
due modi di veder, ma un solo intento.
“Ed or che hai visto queste zone sante
- dice Virglio.it – andiam di sotto
in Purgatorio e ne vedrai altrettante”.
E abbiam trovato un luogo malridotto,
come anche i nomi di chi vi è alloggiato:
Morticia, Vulvia, Darla, Buzzicotto,
Sensualman, Passerina, Scustumato,
Noncicredo, Rigurgito, Corvacci…
e notissimo infin Kurosbannato.
Come si lava i panni e gli altri stracci,
il peccator qui viene ripulito:
con giuste pene è sciolto dai suoi lacci.
Vidi Good Luck, con animo contrito,
ascoltare un comizio di Veltroni;
e Swa dovea postare nel suo sito
due volte al dì le lodi a Berlusconi.
Ho visto poi Fiammifero baciare
l’immagine del papa, in ginocchioni.
Periclitor costretto era a portare
la borsa e gli occhialini a Bertinotti,
e Aghost a Ceppaloni a piedi andare.
Cibi gustosi, crudi ed anche cotti,
facea da cuoca Sanguesiciliano
a Giuliano Ferrara, e anche i biscotti.
Ganglio teneva un bel rosario in mano,
e tante preci stava a recitare
quante volte il suo dire fu profano.
Mi misi a destra e a manca ad osservare,
e c’erano anche gli Amministratori,
e al mio maestro presi a domandare:
“Pensavo di trovare quei signori
in Paradiso, accanto al Principale,
e invece sono qui in mezzo ai dolori!”
“Son qui di sotto per una seriale
votazione di No in anonimato;
purtroppo nel segreto c’è anche il male.
Ma vedi che hanno già risistemato
l’algoritmo ed ogni altro marchingegno,
e tornano lassù nel ciel stellato!
Ed ora discendiam nel terzo regno,
quello senza speranza, nell’Inferno,
e qui ci va a finir l’essere indegno”.
Era un pozzo profondo e dall’esterno
mi affacciai per guardare timoroso
ma non vidi nessuno nel suo interno.
“Maestro – dissi- è vuoto questo coso!”
“Guarda meglio, con vista più sicura:
in fondo c’è qualcuno, un poco ascoso”.
E vidi in fondo al pozzo una figura
che mi sembrava molto familiare,
e qui mi prese una mortal paura.
Nel fondo dell’Inferno, giù a bruciare,
c’era finito proprio Amicusplato,
lui che voleva gli altri giudicare…
Ed avevo commesso altro peccato;
in questa poesia molte persone
colpevolmente avevo trascurato:
Virtualblog, che nel karma ha uno stellone;
Rickgav, penna che graffia e lascia il segno;
Fabietto: la politica è passione;
Giuseppe Nicosia, scienza ed ingegno;
Makmik, Cab, Doc, Malelf, Irdsat, Airdave...
mettere in versi i nick è un grande impegno!
E trascurar le donne è cosa grave:
Loska, Lefty, Miranda, Elisabella,
Terry abbruzzese, e tutte le altre brave.
Ed ho lasciato sopra qualche stella
Mstatus, Prokofiev, Traffyk e Maranza,
Geromarsala ed altra gente bella;
LordBrummel, arbitro dell’eleganza,
OKWebLògin, con la bicicletta,
Danilemd, gran dottore e di prestanza,
Pinkopallina, esperta di ricetta,
e Napolux e Karat e Mikelo,
ed altri diecimila… oh, che disdetta!
Colpevole di simile sfacelo,
in fondo a Malebolge ero affondato
e non speravo più veder lo cielo….
Ma all’improvviso mi trovai sloggato;
Virgilio.it sparì dalla visione
ed io mi ritrovai sano e salvato.
E Buona Pasqua a tutte le persone!
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poesie humor
mercoledì 12 marzo 2008
Dialogo virtuale. Dedicato ai nick più simpatici di Oknotizie

Una delle cose che più colpisce i frequentatori dei blog è certamente il nick. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i gusti.
Io ne ho usati alcuni tra i più appariscenti per immaginare un dialogo.
Mi scuso in anticipo per l’uso improprio di questi nick e per qualche espressione.
Volevo solo scherzare.
Il dialogo si svolge Inpiazzaitalia di Oknotizie
- Ciao Tette_giganti!
- Ciao Prostata! come ti va?
- Tuttomiseria! in questi Tempimoderni, son finiti gli Splendori di una volta; ora ci sono solo Moltitudini di Corvacci che non promettono niente di buono.
- Tuttogiusto quello che dici! io, però Quandoposso, faccio la Markettara Fuorilemura di casa.
- Vuoi dirmi che fai la Lucciola?!
- Ma cosa hai capito!? faccio da Segretariadelpresidente, così posso permettermi qualche versamento volontario, lavorando Inpuntadipenna , e in nero.
- Scusa, ma mi sento un po’ Sballato, oggi; sarà la fame; andiamo qui al ristorante… da Pizzicone.
(Entrano e si siedono)
- Webboy, portaci qualcosa… Nonsolopane, eh, ma anche un brunello Doc63...
- A me invece Peps, per favore!
- Ma guarda che cosa si deve vedere in tv; ma Basta_video_stupidi! la spenga subito!
- Hai notato? qui cucinano solo Abagnomaria…
- E allora fumo; hai un Fiammifero?
- Ma non si può! mastica una Morosita, piuttosto…
- L’ambiente è per fumatori, e poi è anche Anecoico, posso pure urlare di piacere; oggi vado Aruotalibera; sospendo Intensaterapia! ascolta, hanno messo una bella musica di Prokofiev.
- Mah! a me sembra una Lullaby; mi fa venire sonno… sai cosa facciamo? si va a mangiare a casa mia; Saludamus!
- Sì a casa tua è meglio; Saludamus! Home sweet home…
Io ne ho usati alcuni tra i più appariscenti per immaginare un dialogo.
Mi scuso in anticipo per l’uso improprio di questi nick e per qualche espressione.
Volevo solo scherzare.
Il dialogo si svolge Inpiazzaitalia di Oknotizie
- Ciao Tette_giganti!
- Ciao Prostata! come ti va?
- Tuttomiseria! in questi Tempimoderni, son finiti gli Splendori di una volta; ora ci sono solo Moltitudini di Corvacci che non promettono niente di buono.
- Tuttogiusto quello che dici! io, però Quandoposso, faccio la Markettara Fuorilemura di casa.
- Vuoi dirmi che fai la Lucciola?!
- Ma cosa hai capito!? faccio da Segretariadelpresidente, così posso permettermi qualche versamento volontario, lavorando Inpuntadipenna , e in nero.
- Scusa, ma mi sento un po’ Sballato, oggi; sarà la fame; andiamo qui al ristorante… da Pizzicone.
(Entrano e si siedono)
- Webboy, portaci qualcosa… Nonsolopane, eh, ma anche un brunello Doc63...
- A me invece Peps, per favore!
- Ma guarda che cosa si deve vedere in tv; ma Basta_video_stupidi! la spenga subito!
- Hai notato? qui cucinano solo Abagnomaria…
- E allora fumo; hai un Fiammifero?
- Ma non si può! mastica una Morosita, piuttosto…
- L’ambiente è per fumatori, e poi è anche Anecoico, posso pure urlare di piacere; oggi vado Aruotalibera; sospendo Intensaterapia! ascolta, hanno messo una bella musica di Prokofiev.
- Mah! a me sembra una Lullaby; mi fa venire sonno… sai cosa facciamo? si va a mangiare a casa mia; Saludamus!
- Sì a casa tua è meglio; Saludamus! Home sweet home…
Foto in alto: Nudo Blu IV (1952), Henri Matisse (Museo Matisse, Nizza)
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Vorrei fare un bilancio consuntivo e presentarlo alla vostra attenzione di insindacabili revisori.
Questo il bilancio in dettaglio.
1. Il 29 febbraio, e per di più venerdì, non mi ha portato male.
2. Il mio karma ha superato 100.
3. Sono salito in cima all’Home Page.
4. Mi sono arrivate in diretta offerte di lavoro.
5. Sono riuscito a far sorridere Prostata.
6. Ho rattristato un po’ Napolux, Periclitor, Lisa72, ElisaBella, HighVoltageQueen, e altri, per non averli inseriti nel dialogo. Me ne scuso, ma rimedierò quanto prima. Ringrazio Swa che è riuscito a infilare nel dialogo anche il mio nick. Periclitor poi ha provveduto da sé ad aggiungere il dopocena, a luci (quasi) rosse.
7. Ho fatto arrabbiare Splendori, che mi ha richiamato al dovere di affrontare questioni più serie e importanti, come Dio, Chiesa e famiglia.
8. Ho trovato un lavoro a Webboy, come cameriere; così non mi impegnerà più in kilometriche discussioni sui temi di cui sopra.
9. Ho fatto il pieno di prenotazioni per il prossimo post di Pasqua. Non so come farò a rendere poetici alcuni nick, che sembrano sigle di conti cifrati in Liechtenstein.
10. Ho avuto un’offerta di matrimonio, seduta stante, da una conturbante bellezza bruna, per la giornata di oggi.
Se questo post ha avuto risultati così efficaci (a parte qualche indesiderato effetto collaterale), prometto di applicarmi da ora in poi ai nick, agli avatar, ai profili, ai blog, alle e-mail e alle password di tutti i 10.000 utenti di Oknotizie.
Il minimo risultato previsto è il seguente:
- un harem
- una molteplicità di lavori; necessari del resto per mantenere l’harem
Ps. Ma ora che ci penso….
Lo Stato non permette secondi lavori per i suoi dipendenti, e la Chiesa proibisce la poligamia…
Come non detto!