domenica 8 agosto 2010

Rock progressivo? "Canto di Osanna"




Gli anni 70 sono stati un’autentica esplosione di generi musicali: rock, hard rock, heavy metal, psichedelico, folk, pop, country, disco, e le loro ibridazioni.

Tutti hanno origine però nella rivoluzione rock e beat del precedente decennio; compreso il genere melodico, che non è più quello di Claudio Villa, ma ormai quello di Celentano, per citare il cantante più noto.

I ritmi, le voci, gli strumenti sono ormai quelli rockettari.

Si comprende la ricchezza e la varietà dei generi citando il rock cosiddetto "progressivo", che in Italia ebbe un bel seguito, con ottimi gruppi, come la PFM e prima ancora i Delirium.

È una musica che cerca di unire il rock con la musica colta e temi sostenuti; i brani hanno un andamento quasi sinfonico. Spesso sono lunghi, molto più dei classici tre minuti (un brano dei Genesis dura 20 minuti e uno dei Pink Floyd ben 23 minuti!) e hanno una “pretesa” di arte, e non solo di cassetta.

Come si addice ad un rock sperimentale, gli strumenti sono i più moderni, compreso il sintetizzatore, ma associati ad altri strumenti classici, come il flauto traverso, l’organo (Hammond), gli archi, il piano e perfino il clavicembalo.

Forse il termine “rock progressivo” è fuorviante, ma ormai è entrato nel linguaggio comune.

I grandi esempi venivano dall’Inghilterra; i gruppi più celebri erano ovviamente i Genesis e i Pink Floyd; ma fondamentali sono stati i Procul Harum e i Jethro Tull, che affascinarono con i loro riferimenti alla musica di Bach (l'Aria sulla quarta corda e la Bourrée in Mi minore).

In Italia furono i Delirium di Ivano Fossati a fornire il primo esempio di rock progressivo con “Canto di Osanna”, del 1971. Un grande successo, cui seguì l’anno dopo  il celebre “Jezahel”.

Ho preferito postare Canto di Osanna per due motivi. Perché è il primo esempio di rock progressivo italiano, e perché oggi è domenica.

Il luminoso Canto di Osanna, scritto da Ivano Fossati, mi pare perciò molto opportuno.



Osanna
Osanna
Osanna
Jerusalem.

Dormi Regina, notte farà
Gerusalemme non morirà.

Osanna
Osanna
Osanna
Jerusalem.

Povero amico, sai che verrà
chi in Galilea ti porterà.

Osanna
Osanna
Osanna
Jerusalem.

Canta il suo nome finché potrai,
Gerusalemme ritroverai.

Osanna
Osanna
Osanna
Jerusalem.

Dormi Regina, giorno farà
Gerusalemme non morirà.

Osanna
Osanna
Osanna
Jerusalem.

Osanna
Osanna
Osanna
Jerusalem…

4 commenti:

  1. Dal Rock Progressivo, mantenendo lo stesso tema, ti faccio fare un salto al dub, frontiera della musica che ha come punta i Massive Attack (qualcuno si ostina a catalogarli come trip hop), questo brano è di Raiz degli Almamegretta in una inedita versione "Unplugged"

    http://www.youtube.com/watch?v=ch22d6LteXM


    se hai tempo ascolta pure questa:

    http://www.youtube.com/watch?v=7dk0XKUJft0

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  2. Ti ringrazio di queste stimolanti segnalazioni :-))

    So che sei un estimatore dei Massive Attack e dei nostri Almamegretta (lo vedo dal tuo "profilo").

    Fai bene, carissimo Gero, ad aggiornarmi... ;-)

    Comunque gli Almamegretta li ho ascoltati dal vivo ai loro esordi in un concerto nella mia città (che per molti anni è stata la patria del rock italiano più "progressivo", nel senso letterale del termine).

    "Arezzo Wave", un'autentica onda sonora, che faceva stare sveglia la città per una settimana... ;-)

    Tutti gli aretini si son fatti una "cultura" rock, volenti o nolenti... :-D

    Ciao!

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  3. Mantogrigiosindar25 marzo 2015 21:51

    La prima musica del genere di cui parli è "Il sole nascerà" , non notare i New Trolls non mi pare molto generoso, oltre tutto il canto di Osanna è firmato da Nico di Palo

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    1. Mi scuso, carissimo Mantogrigiosindar, per l'imperdonabile "dimenticanza" dei New Trolls, che sono stati in effetti i primi e tra i più significativi complessi del rock progressivo in Italia. "Concerto Grosso" è una delle cose più belle della musica di quei favolosi anni 70, della band di Di Palo e De Scalzi.

      La mia dimenticanza è dipesa dal fatto che ho ancora (dopo tanti anni!) nelle orecchie la canzone dei Delirium, che nel 1971 alla radio, nei jukebox e nelle sale da ballo era diventata quasi un "tormentone".

      Ti ringrazio per aver integrato questo post con questo tuo opportuno commento.

      Quando ho letto il tuo commento, mi sono sentito un po' come Irish, "quello che non ha la bicicletta"... ;-)

      Grandi New Trolls!

      Ciao!

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