giovedì 4 marzo 2010

Il genio di Vivaldi



“Vivaldi? Quello che ha scritto mille volte lo stesso concerto!”

Con questa infelice battuta Igor Stravinskij voleva criticare le composizioni di Antonio Vivaldi, il genio italiano della musica barocca.

Ma chi critica, compera, si dice in Toscana.

Molto più intelligente e umile il grande J. S. Bach, che davanti alla musica di Vivaldi si mise a trascriverla in memorabili concerti per clavicembalo, per carpirne i segreti...

Solo chi aveva negli occhi lo splendore di Venezia poteva concepire una musica così affascinante e armoniosa. Solo chi aveva visto le magnifiche e coloratissisme tele del Tiziano poteva dipingere suoni così luminosi.

Google ci ha ricordato con un suo logo delle Quattro Stagioni che oggi è il giorno anniversario della nascita del “Prete Rosso” (Venezia 4 marzo 1688- Vienna 28 luglio 1741).

Cosa posso postare dei suoi mille concerti “tutti uguali”, secondo la penosa battuta di Stravinskij?

Siamo di notte.

Ascoltiamo allora dal Concerto in Sol minore per Flauto, “La Notte”, del 1731, opera 10, n. 2, RV 439, l’Allegro finale.

Il fascino misterioso della notte, affidato ad un flauto sbarazzino...

Il genio di Vivaldi!

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