sabato 25 aprile 2009

Non dimentichiamo la festa di S. Marco!











La festa della Liberazione in Italia non deve far dimenticare la festa di S. Marco, che si celebra proprio il 25 aprile.

S. Marco è l’autore del secondo Vangelo, il più breve di tutti (16 capitoli).

Ma il Vangelo secondo Marco ha un’importanza del tutto particolare.

• È stato il primo in ordine di tempo, scritto intorno all’anno 70, all’epoca della distruzione del tempio di Gerusalemme. Marco ha avuto la geniale idea di lasciare la testimonianza scritta della vita di Gesù, punto di riferimento di tutta la storia umana:"Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio" (Mc 1, 1).

• È stato il Vangelo a cui si sono ispirati anche Matteo e Luca, che hanno scritto poco dopo. Questi tre Vangeli sono perciò detti "sinottici" (cioè, "confrontabili con un'occhiata"). Il Vangelo di Giovanni è l’ultimo, scritto intorno all’anno 100.

Marco era discepolo di S. Pietro, come ricorda Pietro stesso nella sua prima Lettera (1 Pt. 5, 13), e mise per scritto a Roma le parole del capo degli apostoli riguardanti Gesù.

Marco scriveva per i pagani, soprattutto romani e romanizzati, gente pratica e sbrigativa. Il suo vangelo è perciò breve ed efficace. Egli mette in risalto i miracoli di Gesù, per mostrare la divinità del Cristo, il Figlio di Dio.

Il leone è il simbolo di questo evangelista, forse per ricordare che il suo vangelo inizia con la descrizione del deserto della Giudea, luogo di animali selvatici, in cui predicava Giovanni Battista.

S. Marco è anche il patrono di innumerevoli comunità.
Prima di tutte Venezia, l’antica e gloriosa Repubblica di S. Marco, che fece trafugare le sue reliquie da Alessandria d’Egitto, nascoste in una nave carica di carne suina (salami e prosciutti). Così la nave passò indenne dai controlli musulmani; nessuno osò mettere il naso dentro le stive. Era l’anno 828.
In onore di S. Marco fu poi costruita la celebre Basilica, con la Pala d’oro.

Anche la piccola, ma stupenda, città di Cortona ha come patrono S. Marco. E un grande artista cortonese, Gino Severini, uno dei fondatori del Futurismo, ha voluto onorare la sua città con una grande opera musiva che lo rappresenta, quella che vediamo nella foto in alto.

Il mosaico, del 1951, è posto nella parte absidale esterna della Chiesa di S. Marco.

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