mercoledì 20 gennaio 2016

Glenn Frey ha lasciato Hotel California




Tra le band leggendarie che hanno costituito la colonna sonora dei miei anni fiorenti, un posto particolare lo hanno avuto gli americani Eagles.

Certo, non potevano competere con i più celebri gruppi dell’epoca, come i Bee Gees, i Queen, i Pink Floyd, per citare quelli a me più cari; ma hanno saputo di tanto in tanto “sfornare” delle canzoni che hanno lasciato il segno nella memoria collettiva e nella mia vita personale.

Take it easy (1972), Hotel California (1976), I can’t tell you why (1979) sono quelle che per me definiscono il valore indiscutibile di questo gruppo.

In particolare ovviamente Hotel California, che costituisce un punto di riferimento fondamentale nella storia della musica rock. La sua affascinante atmosfera musicale, nonché il suo esoterico messaggio che tanto ha fatto discutere, ma che certamente allude all’esperienza della droga vissuta allora dal gruppo, costituiscono una testimonianza “esemplare” di un intero periodo e di un’intera generazione.

Glenn Frey, fondatore e principale esponente del gruppo statunitense, che ha scritto la maggior parte delle canzoni, compresa Hotel California, due giorni fa, il 18 gennaio, se n’è andato per sempre, all’età di 67 anni.

Se n’è andato senza clamore, a differenza del più celebre e quasi coetaneo David Bowie. Se n'è andato, chiudendo definitivamente la porta di quella stanza d'hotel dalla quale, come aveva scritto nel finale della canzone, "te ne puoi andare quando vuoi, ma non potrai mai lasciarla". 

Un altro grande che se ne va, in questo mese di gennaio 2016.

E un altro pezzo della nostra giovinezza che si spegne.



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