domenica 3 aprile 2011

Un rondò che fa primavera!



Il rondò è una delle forme musicali più importanti della musica classica.

Nato nel Medioevo come canto polifonico, divenne musica strumentale nel periodo barocco e romantico.

Celebri rondò sono stati composti da J. S. Bach, Mozart, Beethoven, Mendelssohn, Chopin, …

Il rondò ha una struttura ben definita e consiste in un tema principale che si ripete più volte, in forma di ritornello più o meno completo, inframezzato da episodi musicali di carattere e di tonalità diversi.
La compattezza della sua struttura, il ritmo brillante e in genere binario, lo resero quanto mai adatto per concludere sonate, concerti e sinfonie.

Per fare solo alcuni esempi, sono dei rondò i movimenti finali della Sonata per pianoforte n. 11, K. 331, di Mozart (la famosa “Marcia Turca”), della Sonata n. 8 di Beethoven (“Patetica”) e della Sonata op. 58 di Chopin.

Per orchestra, uno dei rondò più belli è stato scritto da Mozart. Si tratta del Concerto per pianoforte e orchestra n. 20, K 466, in Re minore.

Dei 25 concerti di questo genere, il n. 20 è quello oggi maggiormente eseguito. E il motivo è semplice. 

È il più bello in assoluto.

Anzi, si tratta di una di quelle opere che non solo costituiscono il vertice di un artista, ma aprono nuove prospettive e anticipano sensibilità e scenari nuovi.

Si noterà ad esempio come tutta l'orchestra sia coinvolta e valorizzata in ciascuna delle sue sezioni (archi, fiati, ottoni, percussioni), in una costruzione unitaria e variegata che ha del prodigioso; e come al tema proposto dal pianoforte rispondano in un dialogo serrato i vari strumenti con una serie di episodi musicali, nel procedere incalzante verso la magnifica e corale conclusione.

L’unico punto in cui il pianista si concede un lungo assolo (min. 5.04-6.28) è la cosiddetta “cadenza”, un artifcio musicale che l’autore (in questo caso Mozart) non scriveva, ma lasciava al virtuosismo e all’improvvisazione dell’esecutore.

La cadenza che viene eseguita da Gulda è stata scritta nientemeno che da Beethoven, il quale ammirava in modo particolare questo concerto; ne scrisse un’altra per il I Movimento, “Allegro”, che ho già postato in questo blog.

Un’ultima parola per Friedrich Gulda, il pianista-direttore (1930-2000).
Non posso nascondere la mia ammirazione per questo geniale interprete di Beethoven e di Mozart, un esecutore fuori dai soliti schemi paludati; grandissimo nella tecnica ed ancor più nella espressività.

I suoi concerti sono sempre una lezione indimenticabile.

Un genio del pianoforte, di cui il compatriota Mozart può essere fiero.

9 commenti:

  1. Voglio essere la prima a commentare questo splendido post, e per la musica (il mio Mozart....) e per la meravigliosa competenza della tua analisi.
    Complimenti e buona domenica!!!

    Annamaria
    p.s. ....ma pechè non vieni anche tu all'incontro di blogger organizzato da Ambra per il 22 maggio? Bologna non è lontana...

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  2. Dai, fai uno strappo, Antonio...
    Vieni a Bologna.

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  3. Non ho parole...solo ascolto.
    Grande esecuzione..mi ha emozionato.
    grazie
    luisa

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  4. Grazie del tuo commento Annamaria :-)

    E dell'invito all'incontro dei blogger. Ma non potrò partecipare, purtroppo :-(

    Un affettuoso saluto :-))

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  5. Carissima Gianna,

    ti ringrazio del pressante invito all'incontro dei blogger; ma non posso partecipare.

    Ma sarò vicino a tutti voi con affetto ;-)

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  6. Ho voluto festeggiare in modo adeguato la bellezza della primavera.

    E di questa domenica ;-)

    Grazie, carissima Luisa :-))

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  7. Capisco...appoggiavo Annamaria.

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  8. Grazie, Gianna per la tua comprensione :-))

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  9. Questo concerto mi tocca l'anima, da quando l'ho ascoltato e iniziato a suonare fa ormai parte della mia vita.

    Non conoscendolo ho impiegato mesi per arrivare a capire di chi fosse ma c'è ancora una parte in particolare che non riesco a capire da chi è interpretata.

    Difatti tale concerto (conosciuto tramite video su youtube riferito ai giocattoli degli anni 80) è stato inserito come musica di accompagnamento e ciò che lo rende particolarmente gradevole sono proprio le CADENZE inquanto scritte alla GERSHWIN ma purtroppo non conosco chi è l'esecutore ne lo scrittore stesso.

    Se qualcuno potesse aiutarmi ne sarei grato.
    Il video in questione è questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=AprBiulh0k0

    Se qualcuno riuscisse a farmi capire chi è l'esecutore o meglio lo scrittore della cadenza ne sarei grato.

    Saluti
    Livio
    valenna@tin.it

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