sabato 30 aprile 2011

Giovanni Paolo II il Grande






















"Santo subito!" ha gridato la gente alle esequie di Giovanni Paolo II, l'8 aprile 2005.

Vox populi, vox Dei, la voce del popolo è la voce di Dio, almeno in questo caso.
E appena sei anni dopo ecco che Giovanni Paolo II (18 maggio 1920 - 2 aprile 2005) sale dalle grotte vaticane nella Basilica di S. Pietro alla gloria degli altari, nel suo primo gradino di Beato.

Il popolo ha capito immediatamente la sua santità. E insieme ad essa la sua straordinaria umanità.
Le due cose, in effetti, viaggiano sempre insieme.

Cerco perciò di riassumere in pochi tratti la figura di un uomo e di un pontefice che ha segnato un'intera epoca, da quel 16 ottobre 1978 quando il quasi sconosciuto Karol Woitiła divenne Giovanni Paolo II.

Ha difeso la libertà dei popoli, lui che veniva da un popolo oppresso, la Polonia.
E il suo popolo ha dato il colpo mortale al regime comunista, che con effetto domino, è crollato nelle sue stesse contraddizioni.
Proprio quel regime, dove si insegnava che la religione è l’oppio dei popoli, è stato abbattuto da un popolo che ha avuto nella fede e nel papa la spinta decisiva.
“Il marxismo aveva promesso di sradicare il bisogno di Dio dal cuore dell'uomo, ma i risultati hanno dimostrato che non è possibile riuscirci senza sconvolgere il cuore” (Enciclica “Centesimus annus”, 24).

L’uomo ridotto a “una sola dimensione”, quella materiale, non può sussistere.
Ciò vale anche per il sistema capitalistico, che ha in sé modelli di vita alienanti.
“Quando l'uomo è visto più come un produttore o un consumatore di beni che come un soggetto che produce e consuma per vivere, allora perde la sua necessaria relazione con la persona umana e finisce con l'alienarla ed opprimerla” (Centesimus annus, 39). 

Ha difeso la vita umana, dal concepimento fino all’ultimo respiro.
L’essere umano è tale per tutto l’arco della sua esistenza, oppure non lo è mai.
Non esiste un momento nel processo della vita umana in cui siamo un po’ più o un po’ meno uomini...
“Proprio in un'epoca in cui si proclamano solennemente i diritti inviolabili della persona e si afferma pubblicamente il valore della vita, lo stesso diritto alla vita viene praticamente negato e conculcato, in particolare nei momenti più emblematici dell'esistenza, quali sono il nascere e il morire”. La vita umana è sempre un bene “indisponibile”(Enciclica “Evangelium vitae”, 18-19).

Ha difeso il valore della famiglia fondata sul matrimonio.
Contro la banalizzazione dei rapporti affettivi, ha ribadito che solo nella stabilità della coppia si può fondare una società stabile, oltre alla realizzazione dell’amore nella sua più autentica espressione di donazione reciproca, aperta alla vita.
“Contro la cosiddetta cultura della morte, la famiglia costituisce la sede della cultura della vita” (Centesimus annus, 39).

Ha difeso i valori e gli ideali più autentici del mondo giovanile.
Contro i cattivi maestri che hanno profetizzato paradisi artificiali (quelli sì, ilusori), contro la banalizzazione del sesso ridotto a preservativo e pillole abortive, e contro ogni visione della vita fondata sull’effimero, con le conseguenze devastanti che sono davanti agli occhi di tutti, Giovanni Paolo II ha indicato il vero senso della vita. “Sentinelle del mattino”, i giovani sono stati chiamati a riscoprire la fede in Cristo, vero Dio e vero uomo. E dall’esempio di Cristo, l’impegno gioioso per un mondo moralmente più pulito e più sano.
Le Giornate Mondiali della Gioventù, "inventate" proprio da Giovanni Paolo II, ne sono una straordinaria testimonianza.

Ha parlato con tutti, ha incontrato tutti, per portare il lieto annuncio di liberazione, che deriva dalla fede in Cristo, liberatore dell’uomo. Ha incontrato i campesinos e le teste coronate, gli oppressi e gli oppressori, neri e rossi; Pinochet e Fidel Castro, per ricordare loro i diritti dell’uomo. Ha parlato al Central Park di New York e in piccole città come la mia, ovunque attirando l’attenzione e lasciando un segno indelebile in tutti coloro che lo hanno visto e ascoltato.

Ha valorizzato ogni esperienza religiosa, promuovendo l’incontro e pregando con i capi delle religioni nel mondo. Per ricordare a tutti che nel nome di Dio non si possono fare guerre. E ha cercato sempre di promuovere la pace tra le nazioni.

Ha amato la vita, in tutti i suoi aspetti; e lo ha dimostrato come uomo di preghiera, artista, letterato, operaio, sportivo; ma pure uomo che non è stato risparmiato da sofferenze di ogni tipo, e che si è appoggiato alla Croce di Cristo, per portarla con Lui fino alla fine.

Un gigante della storia, che ha dato un’impronta decisiva alla fine del II e all’inizio del III millennio, e che noi abbiamo avuto il privilegio di conoscere.

Contro la barbarie del mondo post-moderno, che tende a scardinare ogni valore morale, che proclama “tutto lecito ciò che piace”, che vuole costruire un mondo di superuomini senza Dio, anzi, contro Dio, sperimentando invece gli abissi di un nichilismo disumano, Giovanni Paolo II ha tenuto ferma la barra della ragione che insieme alla fede cristiana ricorda i valori insopprimibili della coscienza universale e del senso religioso.
“La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso” (Enciclica “Fides et ratio”, inizio).

Egli ha indicato in Gesù Cristo, Redentore dell’uomo, colui nel quale ogni popolo, cristiano o meno, credente o no, può trovare le risposte appaganti alle domande di verità e di senso sulla vita umana.

È nell’umanità di Cristo che ogni uomo può ritrovare il valore della propria esistenza.

Ed è in Cristo Dio, il quale si manifesta in modo reale nella comunità dei credenti, la Chiesa, che l’umanità trova il punto di riferimento ineludibile per non diventare una Babele di lingue, in cui ogni dialogo diventa impossibile e che ha come destino la dispersione e l’annientamento.

E oggi, la più concreta testimonianza che nella Chiesa si incontra Cristo, vero Dio e vero uomo, è proprio Giovanni Paolo II, con la sua vita luminosa e con i segni straordinari che Dio ha compiuto attraverso di lui.

Sì, Beato Giovanni Paolo II, il Grande!

4 commenti:

  1. Lo chiamavo e lo chiamo Papà!

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  2. In effetti è stato (ed è) per tutti noi un vero padre spirituale :-)

    E continuerà a proteggere i suoi figli dal cielo :-))

    Un affettuoso abbraccio, carissima Gianna!

    Antonio

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  3. Le parole di Stella sono anche le mie !

    Un abbraccio, Antonio...
    ... che sia una domenica di gioia piena, anche e soprattutto in virtù della consapevolezza della Divina Misericordia a cui la prima domenica dopo Pasqua è dedicata per espresso volere di nostro Signore :-)

    Maddy

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  4. Una grande domenica, questa, dove tutto è grande :-) La santità di Giovanni Paolo II, la nostra gioia per questo campione di fede, la partecipazione popolare, e soprattutto la Divina Misericordia :-)

    Per essere precisi, questa (la Divina Misericordia)non è solo grande, ma infinita :-)

    E allora, buona domenica, Maddy!

    Antonio

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