giovedì 22 ottobre 2015

Da padre a figlio




Mio padre amava la musica lirica. Aveva una certa cultura e conosceva le arie più note dell’opera, nonché dell’operetta.

A questo riguardo, voglio ricordare un piccolo episodio.

Quando sentiva cantare la canzone “Abat-jour”, che negli anni 60 era trasmessa frequentemente dalla radio e dalla tv (la cantavano  tra gli altri Aurelio Fierro, Nicola Arigliano, Achille Togliani, Milva e soprattutto Henry Wright) mio padre esclamava: “Senti, l’aria di Madama di Tebe”.

Io non capivo. Anzitutto perché non conoscevo quest’operetta,  e poi perché pensavo che si trattasse di una canzone anni 50-60. Era ben nota la scena del film “Ieri-Oggi-Domani” del 1963 con Mastroianni e la Loren “spogliarellista” al suono del disco di Henry Wright (del 1962).

Oggi le clip di YouTube ci permettono di ampliare ad abundantiam le nostre conoscenze musicali. E così, navigando qua e là, mi sono imbattuto per caso nell’operetta Madama di Tebe. Subito ho pensato a mio padre, e così mi sono messo ad ascoltare i video musicali della stessa. 

Nessuna traccia di un’aria che vagamente si potesse ricollegare ad Abat-jour.

Ma mi sembrava impossibile che mio padre avesse potuto scambiare una canzone moderna con un’aria ascoltata in gioventù.

Così ho cercato ancora, e finalmente ho trovato. L’aria in effetti non è in Madama di Tebe.
Si tratta invece di “Salomè”, un’aria composta nel 1920 dall’austriaco Robert Stolz, autore di operette e musiche di successo. Le parole, in tedesco, sono di Arthur Rebner.

Dello stesso anno (1920) è la cover italiana, con tutt’altro titolo e argomento, quello che tutti conosciamo: Abat-jour.

Mio padre aveva allora 18 anni.

Caro babbo, ti sbagliavi nel titolo dell’operetta; ma avevi ragione nel punto fondamentale: quell’aria affascinante l’avevi già ascoltata nella tua giovinezza.

E ora che ho capito, te la dedico.




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