domenica 19 aprile 2015

La Boldrini ci riprova



















Dopo la riforma grammaticale, il presidente della Camera Laura Boldrini (pardon, la presidente) tenta ora la riforma storico-artistica dell’Italia.

Anzitutto, eliminazione dall’obelisco del Foro Italico - di epoca fascista - della scritta  che lo caratterizza: “Mussolini Dux” (tra l’altro, l’unica opera rimasta in Italia con questo nome).

Ohibò! Siamo vicini al 25 aprile 2015 e ancora, dopo 70 anni, non è stata cancellata una simile provocazione?!

Al solito, la sortita storico-artistica boldriniana ha fatto ridere quasi tutti, perfino i più sinistri.

Forse la Boldrini-iconoclasta è stata contagiata dal virus dell’Isis, quello che distrugge statue e città, retaggio di popoli “infedeli”. 
Oppure la Boldrini non sa che Via della Conciliazione, l’Eur, intere città (Latina, Sabaudia, Carbonia, ecc), stadi, stazioni, palazzi pubblici, ecc. ecc. ecc., sono opere di epoca fascista, tra l’altro oggi assai rivalutate dagli studiosi d’arte ("razionalismo italiano").

Madama la Boldrini ovviamente non lo sa. Lei sa una sola cosa: di credersi intelligente, da quando le hanno messo un’ importante, quanto inaspettata, poltrona sotto il sedere.

Da qui, le sue stronzate.



2 commenti:

  1. Un' assoluta mancanza di senso della storia quello della Boldrini. Il fatto che restino ricordi e testimonianze di un'epoca oramai, per fortuna, superata non significa adesione ideologica ad essa. Sono i segni di un percorso dell'uomo di cui prendere comunque atto. Questa "damnatio memoriae" a mio avviso è pericolosa!
    Grazie, Antonio!

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    1. Osservazioni che condivido alla lettera, carissima Annamaria, di cui ti ringrazio.

      Un abbraccio :-)

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