Non so se avete visto lo splendido plenilunio di stanotte...
Solo un Notturno di Chopin può adeguatamente descrivere l'emozione che si prova di fronte allo spettacolo che il nostro satellite sta offrendo a noi poveri mortali.
Un Notturno di Chopin; oppure "Claire de Lune" di Debussy, o "Al Chiaro di Luna" di Beethoven...
Se poi questo non basta, ci aiuta una poesia di Leopardi, un frammento poetico di Saffo, o un racconto di Pirandello.
Già, Luigi Pirandello.
Chi non ricorda, "Ciàula scopre la luna"? Il racconto del povero caruso che passa la sua gioventù lavorando come un animale in una miniera di zolfo, disprezzato da tutti e senza alcuna stima di sé stesso.
Ma quella notte Ciàula, risalendo dal ventre della montagna col suo carico di zolfo...
"Restò – appena sbucato all’aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprí le mani nere in quella chiarità d’argento. Grande, placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la luna.
Sí, egli sapeva, sapeva che cos’era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è data mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la luna? Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva.
Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola, eccola là, la una… C’era la luna! La luna!
E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo, la luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva piú paura, né si sentiva piú stanco, nella notte ora piena del suo stupore." (Novelle per un anno).
Sí, egli sapeva, sapeva che cos’era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è data mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la luna? Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva.
Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola, eccola là, la una… C’era la luna! La luna!
E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo, la luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva piú paura, né si sentiva piú stanco, nella notte ora piena del suo stupore." (Novelle per un anno).
Non meravigliamoci troppo di Ciàula.
Anche i blogger troppo spesso vivono rinchiusi nella loro tana, sapendo che c'è la luna; ma forse non l'hanno mai vista...










