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sabato 27 agosto 2011

Dopo una settimana di fuoco, una musica ristoratrice



In questa settimana, non solo nel mondo, ma anche a me (nel mio piccolo) è capitato un po’ di tutto.

Non starò a scrivere la “historia calamitatum mearum”, la storia delle mie disavventure, sia perché quel libro è già stato scritto da Abelardo, e poi perché mi è capitato di tutto, sì, ma non quello che toccò al povero Abelardo...

Tra l’altro, scrivo  a fatica, perché ho una mano fasciata dal pronto soccorso... pronto per modo di dire.

Scriverei ugualmente con due dita, anche senza la mano sinistra fasciata; ma di certo sarei più veloce e meno impacciato. Il dolore ora è passato...

Mi ci vuole un po’ di buona musica, rasserenatrice.

Posterò Shostakovich; sì, il sovietico Dmitri Dmitrievich Shostakovich (1906-1975), quello serioso, che piaceva a Stalin e a tutto il Politburo (non sempre, però).

Al Politburo lascio le sue musiche di regime. 

Io mi accontento della “borghese” Jazz Suite No. 2, e precisamente il VI movimento, il secondo Valzer, del 1938.

Il valzer ballabile è associato comunemente al nome di J. Strauss; ma non bisogna dimenticare la grande tradizione russa; basti pensare a Tchaikovskij.

E così, anche nella tetra Unione Sovietica questo leggero passo di danza è riuscito a spuntare fuori, e proprio per opera del più “sovietico” dei musicisti.

Puoi soffocare un uomo, ma non i suoi sentimenti...

Musica, prego!

martedì 12 aprile 2011

Il primo uomo nello spazio. Iniziano le guerre stellari!



Il logo di Google ci ricorda oggi la storica impresa del sovietico Yuri Gagarin, che, a bordo della navicella spaziale Vostok, il 12 aprile 1961 venne lanciato nello spazio e compì un’orbita intorno alla Terra, con un apogeo di 302 km e un perigeo di 175 km, a una velocità di 27.400 km/h.

Fu il primo uomo a volare nello spazio. Un’impresa memorabile, e una sfida agli Stati Uniti d’America.

La guerra fredda stellare tra Urss e Usa era iniziata il 4 ottobre 1957, quando i sovietici lanciarono per primi in orbita un satellite artificiale, il famoso Sputnik, che rimase nello spazio circa tre mesi e poi si disintegrò nel rientro in atmosfera, dopo aver compiuto 1400 orbite e 70 milioni di Km.

La guerra stellare tra le due superpotenze si concluse praticamente il 20 luglio 1969, quando con la missione Apollo 11 l’americano Neil Armstrong mise per primo i piedi sulla luna.

Avvenimenti che ho ben presenti nella mia mente, e che hanno trasformato la fantascienza in realtà vissuta.

Voglio festeggiare alla grande queste imprese, e oggi in particolare, a distanza di 50 anni, quella di Gagarin, con una musica “sovietica”, il III Movimento, “Scherzo-Allegretto”, del formidabile “Quintetto per pianoforte e archi”, in Sol minore, op. 57 (1940), di Dimitri Shostakovich (1906-1975).

Basta un po’ di attenzione per capire subito da dove John Williams ha tratto il suo celeberrimo leitmotiv per Star Wars (Guerre Stellari)…

Stellari non sono soltanto le guerre, ma anche gli artisti che eseguono il brano: Martha Argerich al piano, Mischa Maisky al violoncello, Joshua Bell al violino, Yuri Bashmet alla viola, Henning Kraggerud al secondo violino.