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domenica 22 novembre 2015

Cristo, Re di pace




La Chiesa Cattolica festeggia oggi Cristo Re di pace.

Ce n'è bisogno. Di fronte a coloro che predicano e praticano la morte, Cristo porta all'umanità il messaggio di pace.

"Gloria a Dio nell'alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà".
Chi crede in Dio non può che annunciare la pace.

Oggi è anche la festa di S. Cecilia, patrona della musica, e non può essere tralasciata in questo blog, che ama le dodici note. 

Unisco le due feste con l'inizio del grandioso "Gloria" di Francis Poulenc (1961).

Ho scelto questo brano, oltre che per la sua moderna bellezza, anche perché l'autore è francese, con origini belghe. Non credo ci sia bisogno di ulteriori parole...

Voglio ricordare un piccolo fatto che riguarda la pronuncia del cognome Poulenc. 
Agli esami di storia della musica il Prof. Mario Fabbri del Conservatorio di Firenze, grande musicologo, tra le altre cose mi domandò i componenti del "Gruppo dei Sei" in Francia.
Feci per bene l'elenco, e nominai ovviamente anche Poulenc, pronunziandolo alla francese (Poulànc). Il Prof. Fabbri mi guardò sorridendo e mi disse: "Si pronunzia Poulènc". Io rimasi un po' interdetto (il francese lo conosco benino), e lui aggiunse: "Lo sa chi me lo ha detto? Poulènc! Ieri sera ero a cena con lui". Poi mi spiegò che quel cognome era di origini belghe-fiamminghe.

Grandissimo Prof. Fabbri, esigentissimo docente di storia della musica e straordinario musicologo!

Anche a lui, morto troppo presto, è dedicato con affetto questo brano.




giovedì 14 novembre 2013

Per le Filippine un aiuto "corale"





Le isole Filippine sono prostrate dal terrificante tifone  Haiyan che il 7 novembre scorso ha fatto più di tre mila morti e ha raso al suolo intere località.

Il mondo si sta mobilitando per portare aiuto alle popolazioni colpite; al flagello dell’uragano si aggiungono ora problemi di ogni genere nell’organizzazione dei soccorsi e nell’ordine pubblico.

Il popolo filippino è un popolo coraggioso e tenace, abituato a sacrifici di ogni genere. Ma questa volta la prova è davvero superiore alle sue forze. Senza la solidarietà e l’aiuto di tutti, non può risollevarsi.

È anche un popolo profondamente religioso, di fede cattolica nella quasi totalità.

Il mio aiuto consiste qui in una invocazione a Dio, con un mottetto di Francis Poulenc (1899-1963) a quattro (e fino a otto) voci miste (SCTB): “Timor et tremor” (1939).

Le parole sono prese dai Salmi 54 (55) e 30 (31). 

La musica del grande Poulenc unisce alla tradizione polifonica a cappella il fascino dell’armonia moderna francese, di cui egli è stato uno dei maggiori rappresentanti (il Gruppo dei Sei). L'andamento del brano è poliritmico (6/4, 3/4, 4/4 e perfino 5/4).

Il Coro che canta è un coro giovanile giapponese di Koriyama. Non è un coro filippino, ma in certo senso in questa circostanza può essere considerato tale. La città di Koriyama è nel distretto di Fukushima.

E sappiamo bene cosa accadde l’11 marzo 2011 in quella zona...

Un bellissimo aiuto “corale” anche questo.



Timor et tremor venerunt super me,
et caligo cecidit super me:
miserere mei Domine, miserere mei,
quoniam in te confidit anima mea.

Exaudi Deus deprecationem meam
quia refugium meum es
tu adjutor fortis.
Domine, invocavi te, non confundar.


Timore e tremore mi hanno assalito
e l’oscurità è scesa sopra di me.
Abbi pietà di me, Signore, abbi pietà di me,
poiché in te confida l'anima mia.

Esaudisci Dio la mia supplica,
poiché mio rifugio sei tu 
forte sostegno.
Signore, ti ho invocato, che io non sia deluso.






mercoledì 17 marzo 2010

La Chiesa? Una lunga storia di santità




Voglio dedicare questo post a tanti amici atei e laicisti, che attaccano la Chiesa Cattolica per i suoi crimini veri o presunti e che ricordano ad ogni piè sospinto Giordano Bruno e Galileo.

Si tratta dell’opera di Francis Poulenc “Les Dialogues des Carmélites” (I Dialoghi delle Carmelitane) (1956), dall’omonimo dramma di Georges Bernanos.

La vicenda narrata è un fatto storico. Al tempo della Rivoluzione francese le 16 suore del Monastero Carmelitano di Compiègne, protagoniste della vicenda, vennero a forza esclaustrate dai rivoluzionari e infine condannate a morte per la loro pertinace volontà di rimanere fedeli a Cristo e alla Chiesa, il 17/07/1794.

Solo una, Blanche, per timore della ghigliottina, si separò da loro.
Quando però le vide salire il patibolo cantando il "Veni Creator Spiritus" (nell’opera di Poulenc, la “Salve Regina”), uscì dalla folla che assisteva all’esecuzione e si unì alle altre, terminando lei l’inno allo Spirito Santo, prima di essere decapitata.

Le 16 monache carmelitane sono state beatificate da S. Pio X nel 1906.

Il dramma di Bernanos è un capolavoro; e solo un genio della vocalità come Poulenc poteva rendere giustizia con la musica ad un testo così mirabile.

Per quanto riguarda la scena finale postata, credo che raramente sia dato vedere e sentire in teatro tanta drammatica commozione con sì pochi mezzi. La ghigliottina viene resa con un lugubre e violento sibilo.

Agli amici laicisti e atei ricordo che fece più vittime la Rivoluzione francese in pochi anni, che cinque secoli di Inquisizione.

Rotolarono teste celebri, come quella del poeta Andrea Chénier e quella del più grande scienziato del tempo, il padre della chimica moderna, Antoine Lavoisier. “La Rivoluzione non ha bisogno di scienziati”, disse il giudice che lo condannò.
Fu abolita perfino l’Académie Française, orgoglio e vanto della Francia fin dal tempo del Re Sole.

La storia va conosciuta bene, perché sia veramente “maestra di vita” per tutti.


martedì 8 dicembre 2009

Ave Maria, con la voce del futuro



È la festa dell’Immacolata.

In onore di Maria Santissima, “piena di grazia”, la preghiera più appropriata è l’Ave Maria.

Ho già presentato molte volte questa preghiera musicata, dal canto gregoriano fino alla polifonia moderna di Kodàly.

Avevo in mente quest’anno di fare ascoltare la stupenda Ave Maria di Francis Poulenc (1899 –1963) tratta dall’opera I Dialoghi delle Carmelitane (1957).

Purtroppo nel web non c’è nulla di soddisfacente al riguardo.

Ma non volendo rinunciare a far conoscere questo bellissimo brano, lo presento eseguito dal sintetizzatore Vocaloid (Yamaha), con l'applicativo della Crypton denominato Hatsune Miku, cioè La voce del futuro.

A prima vista può sembrare una cosa assurda. Ma, nonostante le voci synth (quella solista proviene dalla campionatura della voce della cantante Saki Fujita), il brano nelle sue linee essenziali risulta chiaro e tutto sommato apprezzabile, magari dopo un po’ di disorientamento.

D’altra parte siamo già nel futuro. Bisogna usare anche strumenti musicali futuribili…

A margine di questo brano di Poulenc, voglio citare un fatto personale, anche per commemorare una persona carissima, il grande musicologo fiorentino Mario Fabbri, prematuramente scomparso (1931-1983).

Ho seguito il suo corso di storia della musica nell’ateneo fiorentino ed era preparatissimo, e molto esigente.
All’esame mi fece una domanda sul “Gruppo dei Sei” in Francia. Io ricordai con precisone i sei musicisti, tra cui ovviamente Poulenc, e pronunciai il cognome alla francese: Pulànc. Lui mi guardò, mi sorrise e disse: “Si dice Pulènc!” Io rimasi piuttosto imbarazzato (il francese lo conosco bene), e lui continuò così: “Lo sa chi me lo ha detto ? Pulènc!”
In effetti il nome (mi spiegò) era di origine fiamminga.

Davvero grande, Mario Fabbri, scopritore della “Passione di Christo secondo Giovanni” (1527), di Francesco Corteccia, una delle partiture più belle della musica polifonica cinquecentesca.

Chissà cosa dirà, sentendo questa musica di Pulènc al sintetizzatore…

Mi boccia di certo!

Mettiamola così allora: anche le voci di mondi sconosciuti cantano il nome di Maria...