La carissima amica blogger Gianna mi ha voluto assegnare il
premio “Simplicity”, insieme ad altri 11 amici blogger.
http://stella-premi.blogspot.it/
http://stella-premi.blogspot.it/
Me lo devo però guadagnare rispondendo alla domanda: “Che
cos’è la semplicità?” e dedicando un’immagine a chi mi ha assegnato il
premio, cioè a Gianna.
Mentre cercherò di rispondere a questi due quesiti, non riuscirò invece a soddisfare la terza richiesta, di passare cioè ad altri 12 blogger il medesimo riconoscimento. Non ho così tanti amici nel web...
Dare una definizione di semplicità è per me la cosa più complicata che
ci sia.
Anzitutto perché oggi non esistono più cose semplici. Per fare
solo un esempio di stagione, entriamo in una gelateria. Una volta i gusti erano
due: crema e cioccolato. Oggi si vede uscire la gente con coni dai mille
colori.
In secondo luogo, se per miracolo esistono ancora cose
semplici, facciamo di tutto per complicarle. Un esempio? Un condominio. Una
volta si diceva che il parente più prossimo era il vicino di casa. Oggi ci si
parla tramite avvocato e ci si scambiano gli auguri in carta bollata.
In terzo luogo, siamo diventati tutti più complicati, a partire
dal linguaggio, che ormai è anglo-amerindo-asio-africo-italiano. “Ok, hallo, hasta
la vista, bye bye; cool, lol, wow! Raga, facciamoci un kebab; io preferisco
mangiare al wok-sushi; la prof ti ha sgamato mentre facevi un tiro”... Se poi gli interlocutori sono maniaci di
tecnologia e informatica, allora siamo al top (appunto), quello degli Ipod,
Iphone, Android, touch screen, smartphone, Tablet... Se infine ascolti due bambini di cinque o sei anni parlare dei loro giochi (anzi, games) preferiti, mentre smanettano sopra un
videogame della Nintendo, ti sembrerà di ascoltare il linguaggio di due
alieni.
In ultimo, la semplicità per me è la cosa più complicata, perché
sono abbastanza complicato di mio.
Ma la semplicità mi affascina.
Perché solo quando divento semplice, allora riesco a capirmi
e a farmi capire.
Grazie, Gianna!












