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venerdì 11 maggio 2018

Nomen omen





Nomen omen, il nome è un auspicio.

È un simpatico gioco di parole latine (leggere tutto attaccato, prego!) che veniva e viene detto quando un nome (o cognome) sembra indicare, oltre la persona, anche il suo futuro, la sua missione.

Limitandoci al settore politico, se uno si chiama Sgarbi è probabile che nel cognome si celi anche il suo destino: quello di essere spesso “sgarbato”.

Se invece una si chiama Bongiorno, può darsi che nel suo DNA ci siano le buone maniere del galateo.

Siamo in attesa di un nuovo governo. Finora sembrava un’impresa impossibile, finché il pressing di Salvini, a destra e a manca, sembra aver dato buoni frutti.

Salvini, salvator della patria, o almeno del governo? Può darsi.

A meno che il presidente Mattarella non gradisca.

Mattarella?... Qui non è il caso di fare riferimenti al detto latino.



domenica 11 marzo 2018

Non ci sono più i comunisti di una volta…




Il mondo è proprio cambiato. Altro che! Nella mia sezione, da sempre rossa, il PD è arrivato al terzo posto, dopo M5stelle e Lega.

Il primo pensiero è stato quello di avere un’allucinazione.

Poi ho “realizzato”.

Non ci sono più le stagioni di una volta, non ci sono più i democristiani di una volta, e ora non ci sono più i comunisti di una volta.

Non so cosa accadrà, in questo nuovo scenario politico.

Di certo mancherà la presidenta Boldrini, a mala pena ripescata da qualche ong.  Non sentiremo più le sue lezioni grammaticali.

In compenso ci sorbiremo i non-congiuntivi di Di Maio...



venerdì 27 gennaio 2017

Il "latinorum" dei politici




























Per descrivere la situazione politica italiana è ormai abitudine ricorrere al latinorum, come Don
Abbondio davanti al povero Renzo, per non far capire niente alla “vil plebe”, già confusa di suo:

Porcellum, Italicum, Legalicum, Mattarellum, Consultellum…

Ma si potrebbe anche aggiungere:

*Bastardellum (un incrocio tra i sopraddetti sistemi)
*Somarellum (da solo il Parlamento non riesce a trovare un sistema di voto)
*Culatellum (prendere per il culus le persone, rinviando le elezioni)
*Mirabellum! (le elezioni dopo settembre, quando i parlamentari potranno finalmente mantenere poltrone, stipendi e vitalizi).

La “vil plebe” potrebbe rispondere così:

*Votandum
*Non votandum 
*Disertandum
*Annullandum
*Perculandum
*Ribellandum.

Ma io penso che, nonostante il latino, tutto si risolverà all’italiana, cioè becchi e bastonati, cornuti e mazziati, con le perenni accise da pagare sulla benzina per la guerra di Etiopia (1935).




sabato 13 luglio 2013

Estate, la ragione in vacanza. Per fortuna che c'è Francesco (e Bach)





L'estate è per eccellenza il periodo di relax. 

Ma se vado per le strade, il traffico è caotico come in autunno; tutti i negozi sono aperti, saldi o non saldi, e quelli chiusi lo sono per motivi tristemente noti. I politici sembrano scatenati, e pur di dimostrare di fare qualcosa, ogni giorno si accapigliano con avversari ed amici, senza distinzione. 

Perfino i tribunali, famosi per i tempi biblici dei loro processi, si son messi a lavorare anche in ferie.

Un mondo che annaspa e non sa che pesci prendere. Se vogliamo usare un'immagine di stagione, sembra un bagnante poco esperto che si è spinto in acqua alta e cerca affannosamente con le mani di toccare con i piedi.

Papa Francesco ha pubblicato in questi giorni la sua prima enciclica, opera in gran parte di Benedetto XVI (le citazioni di Nietzsche, Wittgenstein, Guardini ed altri autori di lingua tedesca ne sono testimonianza). È intitolata "Lumen fidei", la luce della fede.

In essa si fa notare come, proprio nel secolo della scienza e della tecnica, la ragione umana stia smarrendo i punti di riferimento per l'umana convivenza.

È il paradosso della fede, che non solo illumina i misteri dell'aldilà, ma aiuta l'uomo a non perdersi nell'aldiquà e a ritrovare il lume della ragione.

Ascoltiamo il 1° Canone a due voci dell' Offerta Musicale di J. S. Bach, del 1747. 

L'Offerta Musicale è una delle massime espressioni del genio di Bach. Vi domina l'arte del contrappunto, che è al tempo stesso perfetta razionalità e potenza della fantasia. 

Questo breve Canone ne è un esempio mirabile. Non è la classica ripetizione di un tema, come è ogni canone, ma una ripetizione retrograda; cioè, la seconda voce è costituita dalla ripetizione del tema a partire dalla fine.

Le 18 battute del brano diventano così un'affascinante armonia, prodotta dai due temi che si incrociano e si allontanano, come correndo in quel tipo di nastro o anello, che sarà detto di Möbius.

Non è un caso che la musica contemporanea, ad esempio quella dodecafonica, riprenderà questi ed altri spunti dell'arte di Bach.

Ottima l'illustrazione grafica del brano in un anello di Möbius.