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sabato 19 luglio 2014

Hanno assolto Berlusconi (era ora!)






    Hanno assolto Berlusconi:
    niente sesso o concussioni;
    nell’appello il Cavaliere
    ha salvato il suo sedere.

   Hanno fatto a pezzettini
   la signora Boccassini;
   sarà ancora più bruttina
   versus Ruby marocchina.

   Ora è tempo che il diritto
   torni ad esser come è scritto.
   I teoremi, a casa mia,
   me li studio a geometria.





   Amicusplato





martedì 4 febbraio 2014

"Fare l'indiano". Ora finalmente ho capito...





















Finora pensavo che la giustizia italiana fosse la peggiore possibile immaginabile.

Finché non ho visto quella indiana.

Mi riferisco al processo (quale?!) dei due marò italiani, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone (nella foto), detenuti da due anni in India senza sapere ancora con quale imputazione.

Addirittura si discetta perfino se siano o no passibili di pena di morte...

Avevo una grande stima dell’India: il sanscrito (padre/madre delle lingue indo-europee), i numeri indiani (detti poi arabici), Tagore, il Mahatma Gandhi, il balzo economico gigantesco della nazione negli ultimi anni, e via dicendo.

Ora il surreale comportamento della “giustizia” indiana nei confronti dei nostri due connazionali, non accusati di nulla, ma passibili di tutto, mi fa pensare solo al “Processo” di Kafka. Sì, quel tale che, nonostante tutte le assicurazioni, viene processato, condannato e ucciso senza sapere il perché.

Ho anche capito cosa significhi “fare l’indiano”.  Il detto è riferito agli “indiani” d'America, quelli che con le braccia conserte, la bocca chiusa e la faccia di bronzo non lasciavano trapelare il loro pensiero davanti all’ “uomo bianco”.

Ora sarà bene riferirlo agli indiani dell’India, quelli che non ci hanno fatto capire in due anni cosa vogliono fare dei nostri due italiani: ammazzarli, incarcerarli, liberarli; oppure chiedere un riscatto...

Eh, sì. Ho proprio la triste impressione che questa farsa grottesca sia nata dalla volontà di ottenere un ricco riscatto dall’ “uomo bianco”.

Ma ora al governo non c’è più Berlusconi (che pagava); ora ci sono dei “poveracci” che prenderebbero.

E così l’indiano d’India "fa l’indiano" e aspetta: braccia conserte, bocca chiusa, faccia di bronzo.

Cioè, faccia da stronzo. 



giovedì 28 novembre 2013

Er ladro e li ladroni (pasquinata)






Hanno sfrattato jeri Bberlusconi,
l’hanno cacciato via da ‘r Parlamento;
j’ han dato quattro calci ne cojoni
e l’han mannato a Arcore ‘n convento.

Han detto ch’era ladro e ‘ngannatore;
e chi l’ha detto? anvedi che campioni:
un giudice buggiardo e mmentitore, 
e, li mortacci, un branco de ladroni.





Amicusplato 

domenica 27 ottobre 2013

Popolo, sei 'na monnezza! Bononia docet




“Bononia docet”, dicevano una volta: “Bologna insegna”.

Il detto latino si riferiva alla celebre università, la prima nel mondo, fondata nel sec. XI, sull’esempio della quale sono nate tutte le altre.

Celebre in particolare la facoltà di giurisprudenza, che ha avuto tra i suoi illustri docenti il grande Irnerio, “fiaccola del diritto”.

Oggi i tempi sono un po’ cambiati. Non siamo più nel "buio Medioevo". Siamo nell’epoca della luce elettrica: “Post tenebras, lux”: dopo le tenebre, la luce.

E Bologna continua a insegnare. Specialmente, a quanto pare, il suo consiglio regionale.
Può insegnare ad esempio come ottenere rimborsi spese a norma di diritto...

Siamo venuti a sapere dai giornali che i consiglieri di quell'esimio parlamento regionale si sono fatti rimborsare regalie varie, come gioielli, cibarie, salami prosciutti mortadelle (siamo a Bologna, no?), frutta e perfino i 50 centesimi dell’uso del gabinetto pubblico.

Insomma, anche la merda.

Nel nome del popolo italiano, ovviamente.

Nel video un' indimenticabile scena del film "Nell'Anno del Signore" (1969) di Luigi Magni, che proprio oggi ci ha lasciati.







martedì 25 giugno 2013

Nel dubbio, un anno in più




Non bastava la disoccupazione, la crisi economica devastante, il governo di larghe intese tenuto insieme con il bostik, la Merkel, la Deutsche Bank,  lo spread...
Ci volevano anche i giudici di Milano. Anzi, le giudichesse.
Vorrei domandare alle tre parche, che ieri hanno tessuto e tagliato il filo di Berlusconi, come fanno a sapere che il Cavaliere è stato a letto con Ruby, se ambedue gli imputati negano; in particolare (non è cosa di poco conto) lo nega proprio la bella marocchina. Le hanno messo una microspia tra le mutande?
Vorrei sapere come fa il Cavaliere ad essere un concussore, se le persone che dovrebbero essere concusse lo negano. I tre funzionari di polizia coinvolti, Ostuni, Morelli e Iafrate, parti offese del reato di concussione, non si sono costituiti parte civile e in aula hanno detto di aver agito normalmente «nell'interesse della minore», come ha sottolineato il commissario Iafrate.
Vorrei sapere come si fa a ipotizzare la falsa testimonianza per tutti coloro che in tribunale hanno preso le difese di Berlusconi (sono più di 30 persone!), mentre avrebbe valore solo chi sostiene l' accusa.
Bisogna avere un odio viscerale per l’imputato, per condannare in queste condizioni. Perfino l’antico diritto romano esigeva l’assoluzione nei casi dubbi: in dubio pro reo.
Ma le tre parche non hanno avuto dubbi: l’imputato era certamente Silvio Berlusconi; ergo, il massimo della pena, perfino oltre le richieste dell’accusa: un anno in più.
Non ho simpatie politiche per Berlusconi, e per la verità non ho simpatie politiche; la politica è sempre più una cloaca maxima. E la gente l’ha capito.
Ma voler eliminare una persona per vie giudiziarie, dal momento che non si riesce a farla fuori con il voto democratico, questo fa pensare ai tribunali speciali dei regimi rossi e neri.
I tribunali sovietici al tempo di Solgenitzin dicevano: “Dateci l’uomo, l’accusa la troviamo noi” (Arcipelago Gulag).
Sono vent’anni che processano l’uomo di Arcore, da quando “scese in campo” contro Occhetto e la sua “gioiosa macchina da guerra”, che finì tristemente.
Altrove i processi languiscono o non si fanno. Solo il tribunale speciale di Milano è a pieni regimi.
Anzi, a pieno “regime”.



Sarà meglio ascoltare Lucio Battisti, in Fiori rosa, fiori di pesco (1970). Un anno di più...





domenica 21 aprile 2013

Il Presidente Giorgio II




















Hanno ri-fatto Presidente Giorgio Napolitano.
Avanti Savoia! Del resto c’è chi vede qualche somiglianza fisica tra il “Re di Maggio” (Umberto II, l’ultimo dei Savoia) e Giorgio 2°...
 
Pierluigi Bersani è riuscito in un’impresa storica alla rovescia, che ricorda Comunardo Niccolai (quello dei famosi autogol in una sola partita; anche il nome sembra appropriato al segretario PD).
Bersani è riuscito a licenziare in tronco Marini, ad affettare Prodi, infine a far crollare la sua stessa casa con lui dentro e tutti i filistei (i suoi compagni di partito, composto solo di franchi tiratori, a quanto pare).
 
La Rosy Bindi si è dimessa. Non tutto il male vien per nuocere.
 
Grillo è tornato alle comiche. Dopo aver predicato “cieli nuovi e terre nuove”, ha presentato fino allo sfinimento la candidatura dell’80enne Stefano Rodotà, messo tre anni fa nella black list dei pensionati d’oro (8.455 euro mensili, magari assommati ad altri vitalizi) e bollato con epiteti grillini.  A quanto pare, ora per il comico genovese quel personaggio rappresenta bene esodati e pensionati.
 
Il marchese del Grillo ha poi superato sé stesso quando ieri ha invitato le sue truppe a marciare su Roma. Lui intanto se ne stava nel suo camper in Friuli a gettare il dado nella minestra per la cena: “Alea iacta est”.
 
E di Berlusconi che cosa si deve dire? Più cercano di affondarlo, più ritorna a galla. Il diavoletto di Cartesio.
 
Cosa ci riserverà il prossimo futuro? Sarà meglio rivolgersi al Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
 
Di questi tempi...

mercoledì 27 marzo 2013

La primavera stenta. Il governo pure...




La primavera stenta a nascere.
 
Il governo pure.
 
I nostri due marò sono stati rispediti in India, con un biglietto di accompagnamento: “Si prega di non fucilarli”.
 
In compenso gli americani si terranno stretta Amanda Knox: “Noi siamo gli Usa e voi non siete un cazzo”.
 
Battiato dimentica di essere un musicista e si improvvisa maestro di pensiero debole, “versus” le donne.
 
Non parliamo di economia italiana, ché altrimenti la depressione contagia anche quel po’ che è rimasto del nostro buon umore.
 
Per fortuna (ma meglio sarebbe dire, per grazia divina) c’è Papa Francesco, che ogni giorno ci dà una lezione di vita.
 
Tornerà la primaverà.
 
E domenica è Pasqua!
 
Oltre all’aiuto divino, ci vuole però anche molta bravura da parte di tutti.
 
Quella bravura che Marc-André Hamelin dimostra nel suonare il “Prestissimo” dei “Trois Etudes de Bravoure” di Charles Valentin Alkan (1813-1888), un autore quasi “impossibile” da eseguire.
 
Ma a quanto pare qualcuno ci riesce...


 
 
 

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni 2013. Il diavoletto di Cartesio

 
 
 
Mai visto un partito vincitore, il PD, uscire così depresso dal campo di battaglia elettorale. Bersani mi fa pensare a Pirro, ma più ancora al supplizio di Tantalo: quello che aveva acqua e cibo davanti a sé, ma se cercava di servirsene, questi gli si allontanavano. Il rottamatore di Renzi ha la maggioranza, sia alla Camera che al Senato; ma se cerca di afferrarla, questa si dilegua.
 
Mai visto un partito sconfitto, il PDL, uscire così soddisfatto dalla competizione. Berlusconi mi fa venire in mente "il diavoletto di Cartesio": quando pensi di averlo affondato, eccolo ritornare a galla. Più gli augurano la morte (politica e non solo), più il Cavaliere ritorna in sella.
 
Mai visto un partito che raggiunge il primato per numero di voti, il partito di Grillo, non emettere nemmeno un grido di esultanza; neppure un... cri-cri. E almeno una bottiglia di spumante, o almeno di spuma, il capitano genovese poteva stapparla.
 
Mai visto un premier uscente, il prof. Monti, più uscente di così. A lui è toccata la sorte del “nemo propheta in patria”. Ha avuto l’appoggio di tutta l’Europa, tranne che dell’Italia, dove si votava.
 
Mai visti tanti trombati eccellenti. Soprattutto Fini e Di Pietro.
Fini aveva già incautamente preannunciato la sua dipartita con la fatidica frase: “Che fai (elettore), mi cacci?”.  Del dottor Di Pietro non udiremo più il forbito eloquio, frutto di lunghi studi all’estero e forse di qualche master alla Giannino. Del “laureato” di Montenero di Bisaccia potremo ora gustare “the sound of silence”, il suono del silenzio.
 
Per chi ho votato io? Mai visto in Italia qualcuno che ti dica veramente per chi vota.
 
Queste elezioni non ne sono una prova lampante?
 
 
 
 
 

venerdì 18 gennaio 2013

Pasquino non basta...













Diceva Goethe: “Da quando ho letto nell’Encyclopédie [quella di Diderot e D’Alembert] la voce ‘vestito’ e la fatica che occorre per confezionarlo, mi viene voglia di gettare via quello che indosso”.

Si deve ricordare come venivano allora confezionati i vestiti: in insalubri opifici, con orari massacranti e, ultimo tocco di bellezza, con coloranti tossici.

Facendo mie le parole del sommo poeta e scrittore tedesco, e adattandole a cose meno serie, anzi grottesche, mi viene da dire che da quando stamani ho letto quanto viene speso dal contribuente italiano per pagare il caffé ai poveri squattrinati deputati italiani [107. 600 euro nel 2012], mi viene voglia di smettere di prendere il caffé.

Il rendiconto della Camera dei Deputati del 2012  riporta anche le spese per le brioches offerte dalla vil plebe ai suoi nobili rappresentanti: 21.815 euro.

Siamo alla storia di Maria Antonietta alla rovescia. Tra l’altro poi la storia di Maria Antonietta e delle brioches è falsa; la regina di Francia  non si sognò mai di pronunziare la famigerata frase.

Invece la storia delle brioches, dei cioccolatini e dei lecca lecca leccati a sbafo dai deputati è vera e fresca di giornata.

C’è una sola voce che potrei pagare volentieri a quei nobili signori: gli 8.388 euro per le arance fresche.

Ma se sono dietro le sbarre.

lunedì 31 ottobre 2011

Zucche vuote e semi salati













Le zucche vuote di Halloween mi danno fastidio, per più motivi.

Anzitutto perché la “zucca vuota” è la metafora perfetta della persona senza idee, diciamo pure senza cervello. E queste zucche vuote che si vedono in occasione di Halloween danno la misura del livello mentale dei tempi in cui viviamo. Se poi sono le scuole stesse a prepararle, allora si raggiunge il top del ridicolo.

Sono giorni particolarmente cari alla fede cristiana e alla memoria: si ricordano i santi e i morti, cioè le persone più care della nostra vita. Mischiare il sacro con il profano, ma per essere più esatti, con il cretino, è una cosa penosa.

La riflessione sulla vita e sulla morte viene banalizzata con tutto un armamentario così orrido e volgare, nella moda e nei comportamenti, che l’autunno del Medioevo a suo confronto è stato il trionfo della luce.

Non mi dite che è solo un gioco, un giorno (una notte) di festa spensierata, un momento di fervida fantasia sul macabro.

Se fosse solo questione di un giorno, transeat.

Il problema è che quelle zucche vuote ogni anno prendono vita e contribuiscono ad accrescere quel popolo di zombi di cui il mondo è ormai pieno.

Come nel peggiore dei film horror.

Ma non sarebbe meglio tornare a mangiare i semi salati? E friggere le zucche in padella?

Non sono niente male.

mercoledì 15 dicembre 2010

Sfida all'OK Corral, nel parlamento e fuori



Sfida all’OK Corral (Gunfight at the O.K. Corral, 1957) è un film western di John Sturges che è rimasto memorabile, sia per la presenza di attori famosi come Kirk Douglas e Burt Lancaster, sia per la bella colonna sonora, sia per l'avvincente narrazione.

Da ragazzi, appassionati com’eravamo di western, con un biglietto da 50 lire si passava una serata indimenticabile. L’atteso duello all’ultimo sangue concludeva la vicenda, con l’immancabile trionfo della giustizia.

All’uscita dalla sala si fischiettava il tema della colonna sonora; le parole no, perché erano in inglese...

Oggi in parlamento abbiamo assistito a una Sfida all’OK Corral. Non c’erano Kirk Douglas e Burt Lancaster, non c’era una decente colonna sonora, ma urla e parolacce irriferibili, e non fischiettabili.

C’è stato però il duello all’ultimo sangue, pardon, voto…

Visto che è mancata del tutto la colonna sonora, ce la metto io, quella vera, quella di Dimitri Tiomkin, cantata da Frankie Laine.

Non parliamo dell’altra sfida, sanguinosa, fuori del parlamento, per le vie e nelle piazze di Roma, portata da alcune centinaia di delinquenti di professione.

Per quelli l’unica colonna sonora adatta è la sirena della polizia.



Gunfight at the OK Corral


OK Corral, OK Corral,
there the outlaw band make their final stand,
OK Corral.
Oh my dearest, one must die.
Lay down my gun or take the chance of losing you forever.
Duty calls.
My backs against the wall.
Have you no kind word to say
before I ride away, away.


Your love, your love,
I need your love,
keep the flame, let it burn
until I return from the gunfight at OK Corral.
If the Lord is my friend
we'll meet at the end
of the gunfight at OK Corral,
Gunfight at OK Corral


Boot Hill, Boot Hill,
so cold, so still,
there they lay side by side
the killers that died
in the gunfight at OK Corral.
OK Corral.
Gunfight at OK Corral.



Scontro a fuoco all’ OK Corral


OK Corral, OK Corral,
lì la banda di fuorilegge fa la sua postazione finale,
OK Corral.
Oh mio cara, si deve morire,
Depongo la mia pistola o corro il rischio di perderti per sempre.
Il dovere chiama.
Le mie spalle contro il muro.
Avete nessuna parola gentile da dire,
prima che io vada via, via?


Il tuo amore, il tuo amore,
ho bisogno del tuo amore.
Prendi la fiamma, lasciala bruciare
fino al mio ritorno dallo scontro a fuoco all’ OK Corral.
Se il Signore è mio amico
ci incontreremo alla fine
dello scontro a fuoco all’ OK Corral,
scontro a fuoco all’ OK Corral.


Collina degli Stivali, Collina degli Stivali,
così fredda, così tranquilla,
lì giacciono fianco a fianco
gli assassini che sono morti
nello scontro a fuoco all’ OK Corral.
Ok Corral.
Scontro a fuoco all' OK Corral.





martedì 30 marzo 2010

Correva da sola. È arrivata seconda



A proposito di elezioni regionali, appena concluse.

Non ho mai condiviso nulla delle idee di Emma Bonino.

Anzi, per essere più preciso, le sue idee sono diametralmente opposte alle mie.

C’era però una dote che le riconoscevo: il coraggio nel sostenere le proprie opinioni, sfidando anche le leggi dello stato, i magistrati e la galera.

In queste elezioni regionali ho visto invece una povera persona che ha cercato soltanto di vincere, anche a costo di “eliminare” l’avversaria con cavilli da Azzeccagarbugli.

La signora Azzeccagarbugli ha cercare solo di vincere, anziché convincere.

Così è riuscita nell’impossibile impresa di giungere seconda, correndo da sola.

mercoledì 14 gennaio 2009

Dio non esiste: parola di tram!




Mi immagino chi sale in quel tram dove è scritto che Dio non esiste e tutti vissero felici e contenti.

La vecchietta che porta il rosario nella borsa. Nonnina, metti via la corona. Senza Dio la vecchiaia si affronta meglio, liberi da sogni di Paradiso, e magari in compagnia di Alzheimer.

L’operaio che apprende la buona novella di godersi la vita, perché senza Dio la sera si è meno stanchi e si ha qualche soldo di più in tasca.

Lo studente che, senza Dio a rompergli le palle, va a studiare più volentieri e magari fa forca ancor più volentieri. Visto che deve godersi la vita.

Il ragazzino, che libero finalmente dal catechismo e dai dieci comandamenti, manderà più volentieri affan*ulo tutti quelli che gli ricorderanno di fare il bravo, senza capire perché.

L’extracomunitario che, senza più l’esistenza di Dio, non avrà più bisogno della mensa della Caritas e di altre simili stronzate, ma andrà dallo sponsor che gli spiegherà come godersi la vita da libero e squattrinato pensatore.

Non ci salirà invece chi la vita se la gode di già. Quello non viaggia nei mezzi pubblici.


Diceva Dostoevskij: Se anche per assurdo Cristo avesse detto il falso, e dovessi scegliere tra Cristo e la verità, sceglierei di stare con Cristo.

domenica 28 dicembre 2008

Rottamazioni di fine anno




Anno nuovo, vita nuova! Perciò è di moda alla fine dell’anno buttar via, o come si dice ormai comunemente, rottamare tutto ciò che sa di logoro e di vecchio.

La cosa ha molti vantaggi: fa girare l’economia, rinnova l’arredo della casa, porta una ventata di novità e di speranza, che fa sempre bene alla salute.

Qualcuno veramente si spinge un po’ oltre, almeno con la fantasia, e nella rottamazione metterebbe volentieri anche le persone.

C’è chi butterebbe nel secchione l’intera classe politica, senza raccolta differenziata.
Qualcuno vorrebbe che si affacciasse dalla finestra del Vaticano Giovanni Paolo III, magari nero come Obama, o almeno più abbronzato di Benedetto.
Qualcun altro rottamerebbe perfino la moglie, o il marito (ma attenti ai riciclaggi!)

Per quanto mi riguarda, mi accontento quest’anno di buttar via la tastiera con cui scrivo.

Me ne combina ormai di ogni colore. I tasti si inceppano, non obbediscono più ai comandi e vivono di vita propria. Se premo una lettera, viene un segno d’interpunzione; se voglio una virgola, il tasto mi risponde con la mutina; se faccio un numero qualunque, mi dà una chat line con tanto di video…

A questo punto mi viene da pensare che, come me, anche altri avrebbero bisogno di una tastiera nuova. Altrimenti non si spiegano tutte le corbellerie di ogni genere che si leggono in giro.

Non penso che sia questione di digitazione; si tratta il più delle volte di tastiere obsolete...

Rottamare, prego!

lunedì 27 ottobre 2008

Come suona la campana di Gauss?



La curva di Gauss è un grafico a forma di campana e viene spesso usata per esprimere il modo in cui si distribuiscono molti fenomeni, sia nel campo delle scienze naturali che di quelle umane.
La curva di Gauss è di facile lettura ed ha anche, esteticamente, una sua bellezza intrinseca: è infatti perfettamente simmetrica rispetto all’asse centrale, al pari della siluette di una campana.

Secondo le mie osservazioni, anche la distribuzione delle idee politiche e religiose di quelli che postano negli aggregatori è rappresentata da una curva gaussiana.

Partiamo dalla politica.

Esiste un gruppo di persone che difende strenuamente l’operato del governo. Sembra la Guardia di Napoleone a Waterloo, quella che muore ma non s’arrende. È un gruppo nettamente minoritario e costituisce il primo piede della campana.
La grande massa, che determina tutta l’ampiezza della curva, è formata da persone che vanno da una critica argomentata ad un’opposizione sempre più netta e viscerale; fino a piegare nel drappello di avanguardia, per il quale Berlusconi e soci non ne fan bene una, a prescindere. Quest’ultimo è il piede basso opposto, simmetrico al primo.

Significativo è anche il modo di esprimersi al riguardo.
Per il primo gruppo il capo del governo è chiamato col suo cognome, Berlusconi; nella massa centrale diventa l’innominato, con epiteti sempre più coloriti: l’uomo di Arcore, il piduista, il mafioso, il diversamente alto, lo psiconano; finché si torna al cognome di partenza, preceduto però questa volta dal nome Benito, oltre al quale non ci può essere di peggio.
Come si vede una curva simmetrica perfetta.

Per quanto riguarda la religione, la distribuzione delle idee è analoga, anche se le persone non sono sovrapponibili alle precedenti; all’interno dei gruppi ci sono infatti scambi significativi, che per brevità non starò ad analizzare.

Una piccola minoranza difende la chiesa e il papa; mi sembrano un po’ come gli antichi cristiani. Stanno spesso nascosti nelle catacombe dei loro account e dei loro blog, e quando vengono fuori, finiscono spesso in pasto “ai leoni” del web.
Poi c’è tutto il gruppone centrale, che va da alcune critiche argomentate a posizioni sempre più radicali, secondo cui il papa sbaglia sempre (e pensare che i cattolici dicono che è infallibile…). Infine si arriva al gruppo di punta, tipo UAAR, che predica lo sbattezzo.

Anche qui la terminologia usata è illuminante.
Si passa da Papa Benedetto XVI, a Papa Ratzinger, Pastore tedesco, Papa Ratzi, Natzi, B 16.
Una curva simmetrica perfetta, come appunto la campana di Gauss.

E pensare che la campana è uno dei segni più tipici del cristianesimo: campana e relativo campanile.

A quanto pare la campana del web suona così.

Ma come spesso accade, la realtà supera la fantasia e il mondo virtuale.

Nella realtà sembrano suonare altri tipi di campane di Gauss, secondo le quali le parti sembrano esattamente rovesciate.

È lecito perciò domandarci, prendendo lo spunto da Hemingway: come suona la campana?