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lunedì 2 luglio 2018

Il Tiki-taka di Tchaikovskij





La sconfitta della Spagna da parte della Russia ai Campionati del mondo negli ottavi è un'altra grande sorpresa di questi mondiali 2018.
Sono già cadute molte delle "grandi": la Germania, campione del mondo in carica, l'Argentina, il Portogallo e ieri sera la Spagna con i padroni di casa. L'Italia di Ventura era caduta ancor prima di arrivare in Russia.

Sorprende non poco la sconfitta della Spagna, che era forse la favorita, per i suoi grandi campioni ancora in forze (Iniesta, Isco, Sergio Ramos, Piqué, ecc.), ma soprattutto per il suo gioco inarrivabile, quel Tiki-taka che non lascia spazio agli avversari.

Questa volta il Tiki-taka è stato un  lunghissimo Tic-toc improduttivo (120 minuti), deciso ai calci di rigore, con il portiere russo Akinfeev, famoso per le papere e le farfalle, ma ieri sera autentica saracinesca ai rigori: ne ha parati due ai (finora) infallibili cecchini spagnoli, e subito eletto eroe nazionale di tutte le Russie.

Mi pare perciò logico dedicare un brano di musica alla straordinaria impresa russa: la "Danza Spagnola", tratta dal "Lago dei Cigni". La Danza è come il Tiki-taka della squadra del povero Hierro, ma l'autore è Tchaikovskij, come ben noto.

Gli spagnoli danzano, ma chi li fa ballare è il grande musicista russo.


lunedì 29 ottobre 2012

Un lago pieno di bellezza




Solo un mondo che aspira alla bellezza suprema può produrre una musica di una bellezza suprema.
Il Lago dei Cigni (1877) di Pyotr Tchaikovskij è un esempio di questa bellezza suprema.
Trattandosi di un balletto, e per di più con il riferimento ai cigni,  si potrebbe pensare a prima vista a qualcosa di leggiadro, di incantevole, e di leggero.
In realtà si tratta di una suite molto più densa; è l'eterna lotta tra il bene e il male, tra l’amore e l’odio, tra la purezza di cuore e la malizia diabolica.
Ma alla fine il male sarà vinto dall’amore totale di Siegfried per Odette, e i cigni del lago torneranno ad essere le bellissime fanciulle che un incantesimo del malvagio Rothbart teneva imprigionate.
Il cosiddetto “tema del Fato”, con la sua fascinosa melodia in Si minore, attraversa come un vero leitmotiv tutta l'opera; ma nella scena finale si trasforma, modulandosi, in un  luminoso Si maggiore.
Il fato è vinto. La bellezza e l’amore hanno ancora una volta trionfato.
È noto che il finale del balletto ha avuto numerose varianti. Quella offerta nel video è un vero e proprio "happy end". In realtà le altre varianti parlano della morte dei due innamorati.
Ma si tratta sempre di vittoria. Con la morte di Siegfried infatti viene rotto l’incantesimo di Rothbart.
L’amore dei due giovani trova la sua realizzazione in una realtà trasfigurata.
Era questo il messaggio che il grande musicista russo voleva donarci.
Solo l'amore, quello vero, salverà il lago del mondo dai suoi tristi incantesimi.
 
Presentiamo il video della scena finale dell'opera, con il tema del Fato.

Coreografie di Ivanov, Petipa e Gorskij, Balletto dell'Opera di Kiev. Teatro Carlo Felice (Genova).  Marzo 2011.

 

martedì 1 marzo 2011

Il volo del cigno



Le notizie che arrivano sulla eroica morte di Yara, martire innocente della barbarie umana, mi fanno pensare a lei con tenerezza infinita.

Solo cose belle mi vengono in mente, legate in particolare alla sua figura di ginnasta.

Le parole non possono esprimere appieno i sentimenti. Meglio lo fa la musica, quall vera, quella eccelsa.

Il Lago dei cigni” di Tchaikovskij (1877) mi pare appropriato per ricordarla in maniera degna.

Si tratta di danza classica, non di ginnastica ritmica. Ma il brano che propongo avvicina molto le due discipline.

È la "Danza dei piccoli cigni”, dal II Atto del balletto. Una musica perfetta per la ginnastica ritmica.

Dal lago inquinato, un piccolo cigno è volato via...

Appena ha imparato a volare.

domenica 14 novembre 2010

Un'orchestra con i cannoni: "Ouverture 1812"



Una delle composizioni più spettacolari e affascinanti della musica classica moderna è certamente l’Ouverture 1812 di Piotr Ili'ic Tchaikovskij, eseguita la prima volta nella Cattedrale di Mosca nel 1882.

Per quanto riguarda la spettacolarità basterà dire che nell’orchestra è prevista anche una batteria di cannoni, sì di cannoni, che sparano -a salve ovviamente!- nonché di campane e di un organo a canne.

Il fascino di questa Ouverture consiste nel fatto che Tchaikovskij riesce in una quindicina di minuti a riassumere musicalmente uno dei fatti più grandiosi e tragici della storia moderna, e cioè l’invasione napoleonica della Russia del 1812 (da cui il titolo), dal trionfale inizio per i francesi, fino alla disastrosa e tragica conclusione.

In pratica, siamo davanti a “Guerra e Pace” di Tolstoj (1865-69) in versione orchestrale.

Anche Tchaikovskij, come Tolstoj, apre la sua composizione con la solenne invocazione a Dio, da parte della Chiesa ortodossa, perché siano sconfitti coloro che hanno osato invadere contro ogni diritto internazionale il sacro e inviolabile suolo della Santa Russia.
L’orchestra infatti inizia con una melodia della tradizione ortodossa, un bellissimo corale.

Alla preghiera della Chiesa segue, introdotto dal suono del corno, un tema più marziale, che diventa una vera e propria marcia militare: è l’esercito russo che va incontro agli invasori.

Il suono della Marsigliese, prima appena accennato, e poi sempre più insistente, fa capire che l’invasione ha successo, fino all’occupazione di Mosca.

Ma improvvisamente le note della Marsigliese vengono coperte da un crescendo di squilli di trombe, che culmina con gli spari dei cannoni dell’esercito di Kutuzov, i quali soffocano e mettono definitivamente a tacere l’inno francese.

La disastrosa ritirata dell’esercito napoleonico è ironicamente descritta con una interminabile ripetizione di una cadenza, alla fine della quale spunta trionfale il canto sacro dell'inizio e l’inno della Russia zarista, tra  squilli di trombe, suoni di campane e di organo, grida di popolo in festa e una lunga serie di spari di cannone.

Un brano memorabile.
Si pensi che in una esecuzione in Brasile, al rumore delle cannonate la gente uscì fuori dal teatro pensando a un golpe militare…

Ognuno può gustarlo nella sua integrezza, nell’ottima versione diretta da Mark Elder: 
Io preferisco mostrarlo però in una singolare e formidabile interpretazione vocalistica dei Swingle Singers. Devo ringraziare l’amica blogger Annamaria che mi ha fatto ricordare questo straordinario gruppo francese in una interpretazione di una fuga di Bach.


Nell’Ouverture 1812 i Swingle Singers riescono in maniera straordinaria e con surreale ironia a ricostruire vocalmente i punti salienti del brano orchestrale e i vari suoni degli strumenti (anche dei piatti, delle campane e dei cannoni!)
Fortissima la scena della interminabile cadenza, simbolo della ritirata francese, eseguita con forte carica umoristica (con tanto di sguardo agli orologi).
Perfetto il finale, con le cannonate che arrivano da ogni parte...

Forse può sembrare (ed è) irriverente l'ironia del bravissimo gruppo vocale francese nei confronti di questa musica  celebrativa di Tchaikovskij (per i francesi Napoleone è come Garibaldi, non si tocca...).
Ma è anche un modo per farci apprezzare l'Ouverture stessa, attraverso  una  brillantissima interpretazione,  che ci stimola irresistibilmente ad ascoltare il concerto originale.
 





martedì 19 ottobre 2010

Bello, con sentimento



I drammatici fatti di cronaca di questi ultimi giorni ci impongono una seria riflessione.

Stiamo regredendo a grandi passi verso la barbarie.

La vita umana conta sempre di meno e perfino gli affetti familiari vengono profanati.

In stretta interdipendenza con questa realtà sociale, il brutto spesso domina incontrastato nel mondo della cultura e dell’arte.

Non bisogna cedere di fronte a questo “deserto dei tartari”, ma opporre una ferma difesa di tutti quei valori che unicamente permettono la civile convivenza e l’esistenza stessa dell’essere umano.

Bisogna anche indicare a coloro che hanno avuto solo esperienza del culturalmente brutto, ciò che invece vale la pena di conoscere e apprezzare.

Bellissimo è ad esempio il Concerto per Violino e Orchestra, in Re maggiore, op. 35, di Piotr Ilic Tchaikovskj, del 1878.
Bellissimo, con sentimento.

Nel video (non altrettanto perfetto...), il I Movimento: Allegro Moderato, I parte.
II parte: http://www.youtube.com/watch?v=UKfdMR1WfNY&feature=player_embedded#!

Al violino, il grande Itzhak Perlman, diretto da un altro grande, Eugene Ormandy, con la Philadelphia Orchestra.

La partitura per violino di questo celebre concerto è considerata una tra le più difficili, quasi ineseguibile.

Per questo appare ancor più straordinaria l'esecuzione di Perlman, qui molto giovane, con il suo Stradivari.


Non si può infine non ricordare che questo concerto dà significato e titolo al  bellissimo film "Il Concerto"  (2009) del regista Radu Mihaileanu

venerdì 7 maggio 2010

Omaggio a Tchaikovskij. Il valzer dei fiori



Il logo di Google ci ha ricordato oggi il 170° anniversario della nascita di Pietr Ilic Tchaikovskij (7 maggio 1840).

Non si può lasciar passare questa giornata senza ricordarlo con una delle sue  stupende musiche, che hanno addolcito la nostra esistenza.

Vorrei ricordarlo con “La morte del cigno”, a mio parere la musica più bella che abbia scritto.

Ma oggi è il giorno della sua nascita...

Preferisco perciò postare il brano più celebre dello “Schiaccianoci”, il Valzer dei Fiori, del 1892.

Non nella versione originaria, per balletto e orchestra. Ma in una trascrizione per doppio pianoforte.

Un modo anche questo di ballare il valzer, senza muovere i piedi, ma solo le mani sopra la tastiera.


mercoledì 3 giugno 2009

Per gli inguaribili romantici del web: Chanson triste (Tchaikovskij)



La Chanson Triste, in sol minore, di Tchaikovskij è il secondo dei dodici brani per pianoforte dell’opera 40, pubblicata nel 1878.

È un piccolo brano, ma splendido come un brillante solitario.

La Chanson Triste esprime tutto l’animo poetico e raffinato di questo grande musicista russo, che ci ha lasciato pagine indimenticabili.

E anche questa non è da meno. L'esecuzione è quella che passa il convento di you tube...

La dedico agli inguaribili romantici del web. Spero che il cyberspazio non abbia distrutto completamente i sentimenti…

Piccola curiosità. Il movimento segnato da Tchaikovskij per questa “canzone triste” è “Allegretto”.