
Ho visto che nessun argomento, nemmeno Berlusconi, riesce a far discutere tanto, quanto gli argomenti religiosi. In questi giorni nel web ho avuto di nuovo kilometriche diatribe con persone non credenti.
Quando dico non credenti non è solo un modo di dire; ci sono persone che negano proprio tutto: non esiste Dio, non è esistito Gesù, la Chiesa esiste ma è stata inventata dagli uomini.
Questo rifiuto totale viene però accompagnato da una tale carenza di argomentazioni, che mi lascia stupefatto.
Proverò pertanto a riportare sul solido terreno della ricerca razionale e documentaria la questione religiosa. In questo post parlerò degli aspetti razionali del sentimento religioso; nel prossimo, della storicità di Gesù; e se la cosa interesserà, aggiungerò un post sulla Chiesa.
Cercherò di essere breve, sia perché molti di questi argomenti li ho già trattati, sia perché la brevità permette meglio di “ruminare” gli argomenti proposti.
L’esistenza di Dio
L'esistenza di Dio non è solo un fatto di fede. È anzitutto un’esigenza della ragione. Si arriva a Dio perché bisogna spiegare questo nostro mondo in divenire. Il mondo che vediamo è giunto a noi da una lunga evoluzione precedente. Quanto lunga?
Se la risposta è: da un numero finito di miliardi di anni (quindici, di più) è necessario concludere che qualcuno abbia dato inizio al tutto, con il big bang; un essere che non appartiene ovviamente a questo mondo a cui ha dato inizio; ma totalmente diverso, trascendente, assoluto, cioè Dio.
Se la risposta è: da un numero infinito di anni, il problema si sposta all’indietro, fino all’infinito, ma non si risolve mai, perché il mondo avrà sempre bisogno di una causa precedente, e dunque non può iniziare. Ma siccome il mondo esiste e nella sua catena di esseri è giunto fino a noi, deve avere avuto un inizio.
In ogni caso perciò occorre ammettere un Essere eternamente presente, assoluto, cioè ontologicamente diverso e distinto dal creato, che ha dato inizio ed esistenza a questo mondo in divenire, sia che si parta da 15 miliardi di anni fa, sia che si parta da un tempo infinito.
L’esistenza di Dio è dunque un’esigenza della nostra ragione e del nostro cuore inquieto.
Come conclusione riporto una serie di affermazioni su Dio di famosi pensatori e scienziati.
Aristotele: “Nel divenire dei motori mossi, occorre giungere a un primo motore immobile. Bisogna fermarsi” (Metafisica, XII).
Agostino: “O Signore, ci hai creati per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Confessioni, inizio).
Tommaso: “Gli esseri del mondo hanno l’esistenza. Dio è l’esistenza stessa” (De ente et essentia).
Cartesio: “Datemi materia e movimento e vi costruirò il mondo” (Meditazioni metafisiche).
Galileo: "La natura è come un libro il cui autore è Dio" (Lettera a P. Benedetto Castelli).
Newton: “Questa elegantissima compagine del sole, dei pianeti e delle comete non poté nascere senza il disegno e la potenza di un essere intelligente e potente. Egli regge tutte le cose non come anima del mondo, ma come signore dell'universo. E a causa del suo dominio suole essere chiamato Signore-Dio, pantokrator” (Principi matematici di filosofia naturale).
Voltaire: “Non è più agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato” (Trattato sulla tolleranza, preghiera finale).
Rousseau: “Tutto è buono ciò che esce dalle mani dell’Autore della natura, tutto si corrompe nelle mani dell’uomo” (Emilio, incipit).
Kant: “Due cose mi riempiono di stupore: il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” (Critica della ragion pratica, explicit).
Maxwell: Il libro della natura si mostra agli occhi dello scienziato come ordinato e armonioso, rivelando l'infinita potenza e saggezza di Dio nella sua irraggiungibile ed eterna verità.
Einstein: “Dio non gioca a dadi con il mondo”.
Dostoewskij: “Se Dio non esiste, tutto è permesso” (I fratelli Karamazov).
Foto in alto: "L'albero della vita" (1950), H. Matisse (Cappella del Rosario di Vence, Nizza)
Quando dico non credenti non è solo un modo di dire; ci sono persone che negano proprio tutto: non esiste Dio, non è esistito Gesù, la Chiesa esiste ma è stata inventata dagli uomini.
Questo rifiuto totale viene però accompagnato da una tale carenza di argomentazioni, che mi lascia stupefatto.
Proverò pertanto a riportare sul solido terreno della ricerca razionale e documentaria la questione religiosa. In questo post parlerò degli aspetti razionali del sentimento religioso; nel prossimo, della storicità di Gesù; e se la cosa interesserà, aggiungerò un post sulla Chiesa.
Cercherò di essere breve, sia perché molti di questi argomenti li ho già trattati, sia perché la brevità permette meglio di “ruminare” gli argomenti proposti.
L’esistenza di Dio
L'esistenza di Dio non è solo un fatto di fede. È anzitutto un’esigenza della ragione. Si arriva a Dio perché bisogna spiegare questo nostro mondo in divenire. Il mondo che vediamo è giunto a noi da una lunga evoluzione precedente. Quanto lunga?
Se la risposta è: da un numero finito di miliardi di anni (quindici, di più) è necessario concludere che qualcuno abbia dato inizio al tutto, con il big bang; un essere che non appartiene ovviamente a questo mondo a cui ha dato inizio; ma totalmente diverso, trascendente, assoluto, cioè Dio.
Se la risposta è: da un numero infinito di anni, il problema si sposta all’indietro, fino all’infinito, ma non si risolve mai, perché il mondo avrà sempre bisogno di una causa precedente, e dunque non può iniziare. Ma siccome il mondo esiste e nella sua catena di esseri è giunto fino a noi, deve avere avuto un inizio.
In ogni caso perciò occorre ammettere un Essere eternamente presente, assoluto, cioè ontologicamente diverso e distinto dal creato, che ha dato inizio ed esistenza a questo mondo in divenire, sia che si parta da 15 miliardi di anni fa, sia che si parta da un tempo infinito.
L’esistenza di Dio è dunque un’esigenza della nostra ragione e del nostro cuore inquieto.
Come conclusione riporto una serie di affermazioni su Dio di famosi pensatori e scienziati.
Aristotele: “Nel divenire dei motori mossi, occorre giungere a un primo motore immobile. Bisogna fermarsi” (Metafisica, XII).
Agostino: “O Signore, ci hai creati per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Confessioni, inizio).
Tommaso: “Gli esseri del mondo hanno l’esistenza. Dio è l’esistenza stessa” (De ente et essentia).
Cartesio: “Datemi materia e movimento e vi costruirò il mondo” (Meditazioni metafisiche).
Galileo: "La natura è come un libro il cui autore è Dio" (Lettera a P. Benedetto Castelli).
Newton: “Questa elegantissima compagine del sole, dei pianeti e delle comete non poté nascere senza il disegno e la potenza di un essere intelligente e potente. Egli regge tutte le cose non come anima del mondo, ma come signore dell'universo. E a causa del suo dominio suole essere chiamato Signore-Dio, pantokrator” (Principi matematici di filosofia naturale).
Voltaire: “Non è più agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato” (Trattato sulla tolleranza, preghiera finale).
Rousseau: “Tutto è buono ciò che esce dalle mani dell’Autore della natura, tutto si corrompe nelle mani dell’uomo” (Emilio, incipit).
Kant: “Due cose mi riempiono di stupore: il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” (Critica della ragion pratica, explicit).
Maxwell: Il libro della natura si mostra agli occhi dello scienziato come ordinato e armonioso, rivelando l'infinita potenza e saggezza di Dio nella sua irraggiungibile ed eterna verità.
Einstein: “Dio non gioca a dadi con il mondo”.
Dostoewskij: “Se Dio non esiste, tutto è permesso” (I fratelli Karamazov).
Foto in alto: "L'albero della vita" (1950), H. Matisse (Cappella del Rosario di Vence, Nizza)


