Visualizzazione post con etichetta Händel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Händel. Mostra tutti i post

giovedì 23 marzo 2017

Per le vittime dell'attentato di Londra





L’ orrendo attentato islamista di ieri a Londra ha causato la morte di 3 persone (oltre all'attentatore) e il ferimento di altre 20, tra cui due italiane.

A un anno esatto dall’attentato di Bruxelles, dobbiamo ancora registrare un ennesimo atto di barbarie.

Voglio onorare le vittime innocenti con le note del più grande musicista inglese, se pur tedesco di nascita, Giorgio Federico Händel.

La solenne "Sarabanda" (dalla Suite n. 4 in Re minore HWV 437, anno 1733) è la degna risposta ad un atto vile e barbarico, che ha insanguinato una città e una nazione che sono il simbolo stesso della democrazia.




lunedì 20 febbraio 2017

Una graditissima sorpresa musicale (Händel)





L'amica Annamaria, nel suo pregevole blog "Gioire in Musica" (https://annaclassica.blogspot.it/) ha postato il secondo movimento, Andante larghetto e staccato (Basso ostinato), del Concerto in Sol minore per organo e orchestra, op. 7 n. 5 (HWV 310) di G. F.  Händel, del 1750. 
Un brano, e relativo post di commento, che consiglio vivamente di non perdere, perché si tratta di una pagina molto bella.

Mentre ascoltavo l'esecuzione organistica della partitura da parte di Karl Richter, mi è improvvisamente tornato alla mente un fatto legato ai miei trascorsi musicali.
Ho avuto la fortuna di essere stato  allievo di Fosco Corti, uno dei più bravi direttori di coro della II metà del secolo scorso, e valente organista. 
Spesse volte alla fine dei suoi concerti eseguiva all'organo un "Allegro"in Sol minore di  Händel, dal primo volume del Liber Organi di Sandro Dalla Libera. Una musica brillante e festosa, davanti alla quale rimanevo estasiato, e che anch'io nel mio piccolo poi ho imparato a eseguire.
In fondo al brano il curatore annota così: "È il finale del Concerto in sol min. scritto in tempo di Gavotta".

Molte volte ho cercato in YouTube questa originaria "Gavotta" di  Händel, senza mai trovarla, o meglio, trovando solo la Gavotta in Sol maggiore.
Il post di Annamaria, che ha riportato il II movimento del V Concerto in Sol minore, mi ha fatto scattare una molla: "Stai a vedere che la Gavotta che cercavo è il movimento finale di questo Concerto!"
Sono andato così ad ascoltare in YouTube il  finale di quel concerto, e cosa ti trovo nell'ultimo movimento? L'Allegro che cercavo da tanto tempo, che mi entusiasmava quando Fosco Corti si metteva alla tastiera e lo eseguiva splendidamente, dal suo Liber Organi che poi mi ha lasciato, e che conservo come una reliquia.

Ma le sorprese non sono finite. Quest'ultimo movimento non è altro che una rielaborazione  dell' Allegro finale (Gavotta) del III Concerto in Sol minore, op. 4 di   Händel (HWV 291), del 1735. In effetti il brano da me ascoltato in gioventù era proprio questo del 3° Concerto.

Ora finalmente sono soddisfatto. Mi sarebbe dispiaciuto lasciare in sospeso un filo pendente della mia curiosità e del mio passato.

Grazie, carissima Annamaria, per aver sollecitato i miei neuroni e avermi fatto ritrovare il tempo perduto!

Poiché è proprio l'Allegro finale del 3° Concerto in Sol minore per organo e orchestra quello che più si avvicina alla trascrizione di Sandro Dalla Libera, preferisco postare questo brano, anziché quello successivo del 1750.
E ne ho trovato uno (in formato MIDI) che riproduce esattamente la parte organistica. 
Non è il massimo della perfezione. Ma è sufficiente per avere un'idea dello splendore e della genialità del brano.

Chi vuole ascoltare l'originale (e sarebbe auspicabile!) può cercare il finale dei due concerti ricordati, e magari mettere a confronto le due versioni. 

Buon ascolto!




giovedì 2 febbraio 2017

La Candelora (con Händel)





Uno dei punti di riferimento della storia della musica è l’oratorio “Il Messia” di G. F. Händel, composto nel 1741.
Un’opera mirabile, una musica “divina”, che lascia ogni volta stupefatti per la freschezza e la magnificenza del suo impianto e delle singole parti.
Dalle antiche profezie, fino alla venuta del Messia, alla sua passione, morte e risurrezione, è un susseguirsi di brani orchestrati, cantati in coro o da solisti, con lo splendore di una musica che supera il tempo e lo spazio.

Per questo, nel giorno della Presentazione di Gesù al Tempio e della Purificazione di Maria Santissima, festa conosciuta popolarmente col nome di Candelora, mi pare opportuno postare dal “Messia” un piccolo brano corale (soprani-contralti-tenori-bassi) con orchestra.
Piccolo per modo di dire. È un travolgente fiume di note, che parte dall’assolo del soprano come da una sorgente, per poi arricchirsi dagli infiniti apporti delle altre sezioni, fino a placarsi nel grandioso finale.
Musica che supera ogni spazio. Ho preferito scegliere a questo riguardo l’esecuzione di un coro coreano di Seul, anziché quella di qualche coro occidentale, magari più perfetta, meno solfeggiata e con più sfumature.
Ma è evidente, nella performance coreana, l’impegno e la passione per la mirabile partitura.

“And He shall purify the sons of Levi,
that they may offer unto the Lord
an offering in righteouness”.

Ed Egli purificherà i figli di Levi,
perché essi potranno offrire al Signore
un’offerta secondo giustizia.

Parole prese dal profeta Malachia (3, 3).

Buona festa!



mercoledì 23 dicembre 2015

Aspettando il Messia





Siamo ormai all'antivigilia di Natale, e occorre prepararsi in modo adeguato per festeggiare la venuta di Gesù.

No, non parlo della cornice di auguri, spese e regali, che quest'anno sembrano in crescita; almeno così mi è parso, facendo la fila per mezz'ora alla cassa dell'affollatissimo supermercato...

Parlo della preparazione interiore, mentale, spirituale. E la liturgia odierna offre uno spunto magnifico: il brano del profeta Malachia, che ci ricorda come la venuta del Messia sarà come un fuoco purificatore e come la lisciva del lavandaio.

"Ed Egli purificherà i figli di Levi, affinché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia" (Malachia 3, 3).

Ah! Mi è subito venuto in mente il "Messiah" di G. F. Händel, nel quale queste parole sono magnificamente messe in musica, in un brano per coro a quattro voci miste (SCTB) e orchestra che ha del sublime.

Giudicate voi.

Buona preparazione al Natale!


And He shall purify the sons of Levi, 
that they may offer unto the Lord an offering in righteousness (Malachi 3, 3).


Vedi anche http://semperamicus.blogspot.it/2008/12/avvento-il-tempo-dellattesa.html


martedì 10 novembre 2015

Un saluto (musicale) a Papa Francesco in Toscana




In occasione della visita odierna di Papa Francesco a Prato e a Firenze voglio festeggiare anch’io, da casa mia, questo straordinario evento. Ovviamente con un brano musicale e possibilmente di un compositore di queste due città.

Perciò, mirando ai più grandi, ho pensato a Domenico Zipoli (1688-1726) di Prato e a Luigi Cherubini di Firenze.

Ho preferito Zipoli, per vari motivi.

Anzitutto per la sua importanza nella storia della musica. Senza nulla togliere al valore di Cherubini (artista oggi un po’ dimenticato, ma considerato sommo da Beethoven, tanto per gradire), le "Sonate d’Intavolatura per Organo e Cimbalo" del 1716 del grande pratese fecero scuola (furono “copiate” da Händel, Haydn e altri maestri ancora) e mantengono intatto il loro straordinario fascino. 
L’Adagio che presento ne è una riprova (Ennio Morricone lo conosceva di certo quando ha composto il “Gabriel’s Oboe” per il film “Mission”...).

Inoltre, la vita di Domenico Zipoli è una straordinaria partitura essa stessa, e ha rilevanti punti di contatto con quella di Papa Francesco. Giunto al successo Zipoli lasciò tutto, si fece gesuita e partì missionario per l’America Latina. Visse a Buenos Aires e a Cordoba, e finiti gli studi teologici divenne maestro di musica degli Indios del Paraguay (e qui torna in mente di nuovo il film Mission). Un grande che si fa piccolo con gli ultimi, nelle periferie del mondo, e che muore a poco più di 37 anni...

Non posso poi tralasciare il fatto che la limpida scrittura musicale di Zipoli è uno dei cavalli di battaglia di tutti i dilettanti organisti (mi ci metto anch’io fra questi). Tra le sue “Sonate d’Intavolatura”, la Canzona in Re minore, quella in Sol minore, la Partita in La minore, i Versi, il Largo (Sarabanda), la Giga, e la festosa Pastorale natalizia (cito solo alcuni brani noti a tutti), sono abitualmente suonati ancor oggi in ogni chiesa. Una buona parte del primo e secondo volume del “Liber Organi” di Sandro Dalla Libera è costituito dalla musica di Zipoli.

Voglio infine far presente che Papa Francesco fa la sua prima breve tappa in mattinata a Prato perché è vescovo di quella diocesi Mons. Franco Agostinelli, aretino. Mons. Agostinelli è a sua volta amico fraterno del dott. Domenico Giani, aretino, Capo della gendarmeria vaticana, e bodyguard del Papa.

Come postare un musicista fiorentino, con queste premesse, io che sono aretino?


Buona giornata in Toscana, Papa Francesco!




venerdì 31 luglio 2015

Finire luglio in bellezza




Per ristorarci dal caldo micidiale di questo luglio che volge al termine, e per dimenticare le miserie dei tempi presenti, ascoltiamo uno degli strumenti più adatti a riposare mente ed orecchie: il clavicembalo.

Il suo suono garbato, mai eccessivo, sempre spassionato per costituzione, fa singolare contrasto con i toni accesi, esasperati, talora nauseanti della società attuale nei suoi principali esponenti.

Ne abbiamo già ampiamente parlato negli ultimi post. Et de hoc, satis.

Ora è il momento di rilassarsi un po', al suono del clavicembalo, e con l'aiuto di due mostri sacri della musica barocca: Domenico Scarlatti e Giorgio Federico Händel.

Assisteremo alla sfida (storica) tra i due coetanei (ambedue nati nel 1685, come Bach), che si svolse a Roma nel 1709 nel Palazzo del Card. Pietro Ottoboni che possedeva una bella serie di clavicembali (sedici!) e un organo da camera.

L'idea della pubblica sfida venne al principe Francesco Maria Ruspoli, ammiratore di Händel che in quel periodo soggiornava presso di lui.

Come riportano i cronisti, al clavicembalo piacque di più Scarlatti, per il suo tocco elegante e leggero, mentre all'organo vinse nettamente Händel , come riconobbe "sportivamente" lo stesso Scarlatti.

Nel film che narra la vita del genio anglo-tedesco, e che riportiamo, Händel afferma di essere stato lui il vincitore assoluto.

In realtà non fu così; come sicuramente non fu suonata nel certame la "Passacaglia in Sol minore" dello stesso Händel, composta successivamente nel 1720 (è l'ultimo movimento della Suite VII in Sol minore, HWV 432).

Ma il celebre brano si presta bene per ragioni sceniche al confronto tra i due; infatti ogni variazione (la passacaglia è un tema con variazioni) è ripetuta obbligatoriamente in ritornello. Così  il raffronto è facile: ognuno dei due suona in successione lo stesso episodio.

Si può anche notare come nel film Scarlatti sembri più anziano del rivale. In realtà era un po' più giovane e non aveva ancora compiuto 24 anni. 

Buon fine luglio e inizio di agosto!


La clip è tratta dal film inglese "God rot Tunbridge Wells!", del 1985, nel 300° anniversario della nascita di Händel. Il titolo ("Dio faccia marcire Tunbridge Wells") si riferisce a una frase che talvolta il musicista diceva negli ultimi suoi anni, per un'operazione alla vista andata male nella località di Tunbridge Wells (e nel film, per una orrenda esecuzione del "Messia" dai coristi e orchestrali di quella cittadina del Kent).





sabato 3 gennaio 2015

Ci vorrebbe un eroe. Anche due o tre...




Come aprire il nuovo anno 2015?

È quasi d’obbligo un brano musicale, possibilmente gioioso. Almeno all’inizio di un’impresa, grande o piccola che sia, non può mancare la fiducia nella buona riuscita; altrimenti perché iniziare?

Se si parla di  musica gioiosa, e magari anche solenne, come si conviene per l’apertura dell’Anno Domini  MMXV, viene subito in mente la musica barocca, e in particolare Giorgio Federico Händel.

Il coro  See, the Conqu’ring Hero Comes! (Ecco, viene l’eroe conquistatore!) tratto dall’Oratorio Judas Maccabaeus (1747-1751) mi pare quanto mai opportuno.

Anzitutto perché c’è bisogno di qualcuno che risollevi le sorti anche dell’Italia, come fece Giuda Maccabeo con il popolo d’Israele in un momento di disastro generale.

Inoltre perché non penso che questo stupendo e famosissimo brano musicale, usato in tutte le salse, anche in quelle al pomodoro, sia conosciuto nella sua vera origine.
È il grido di gioia del popolo d'Israele che finalmente ha trovato un grande condottiero, e più esattamente un eroe.

E non ditemi che non c’è bisogno di eroi, seguendo la retorica e un po' stucchevole frase di Brecht.
Gli eroi sono sempre necessari. Guai a quel popolo che non ha bisogno di eroi!

Ciò di cui non abbiamo bisogno sono invece i prepotenti e i vili.
Due (brutte) facce della stessa medaglia.




See, the conqu'ring hero comes!
Sound the trumpets! Beat the drums!
Sports prepare! The laurel bring!
Songs of triumph to him sing!

(Virgins)
See the godlike youth advance!
Breathe the flutes and lead the dance!
Myrtle wreaths and roses twine
to deck the hero's brow divine!

(Israelites)
See, the conqu'ring hero comes!
Sound the trumpets! Beat the drums!
Sports prepare! The laurel bring!
Songs of triumph to him sing!
See, the conqu'ring hero comes!
Sound the trumpets! Beat the drums!




Ecco, viene l’eroe conquistatore!
Suonate le trombe, battete i tamburi!
Preparate giochi, portate la corona di alloro,
cantategli canti di trionfo!
Coro di fanciulle
Ecco, avanza il giovane simile a un dio!
Fate risuonare i flauti e guidate la danza;
intrecciate corone di mirto e di rose
per cingere la divina fronte dell’eroe.
Coro di Israeliti
Ecco, viene l’eroe conquistatore!
Suonate le trombe, battete i tamburi!
Preparate giochi, portate la corona di alloro,
cantategli canti di trionfo!
Ecco, viene l’eroe conquistatore!
Suonate le trombe, battete i tamburi!


domenica 22 aprile 2012

Il cuculo ha cantato...




Ieri mattina, armato di ombrello, ho fatto una bella camminata in collina. Pioveva e spioveva, aprivo e chiudevo, e negli squarci  di sole la natura faceva sfoggio della sua giovanile bellezza.
La prima cosa che in questo periodo colpisce chi sale un po’ in alto (a piedi, ovviamente) non è il panorama, ma il profumo della primavera. Ti avvolge da ogni lato, ti libera le vie respiratorie  e ti inebria di dolcezza.
Un profumo che supera ogni tentativo di imitazione umana, e perfino quello sublime del caffé che viene su dalla moka.
Si tratta di una fragranza in cui sei totalmente immerso e in cui ti muovi  libero e beato.
Nel camminare in questo “spirabil aere” ho visto finalmente lo scorrere dell’acqua nei fossi, ritornati gorgoglianti e rumorosi.
Improvviso e solitario  si è alzato da qualche parte della collina boscosa il canto del cuculo.
È la prima volta quest’anno. Un canto che apre ufficialmente la stagione primaverile.
Come sempre, mi sono incantato ad ascoltare. Era un cuculo mezzosoprano, faceva la terza minore Re4-Si3.
Una terza perfetta, intonata come quella di una cantante della Scala o del Maggio Fiorentino.
Se vogliamo essere pignoli, il cuculo sapeva solo quella.
Ma non vi pare abbastanza per un pennuto autodidatta, che non ha studiato solfeggio e che si esibisce in uno sperduto angolo di mondo senza chiedere nemmeno il rimborso spese?
Ascoltato il concerto del cucco sono tornato a casa, pensando a quanti altri concerti ha ispirato.
Ad esempio, quello di Giorgio Federico Händel : "The Cuckoo and the Nightingale" (Il cuculo e l'usignolo), in Fa maggiore, HWV 295.
Qui propongo il II movimento: Allegro. 
Buon domenica, e buon ascolto con il cucco.

Che la primavera abbia inizio!

mercoledì 28 aprile 2010

Arpa in concerto



Nella vastissima produzione musicale di G. F. Händel (1685-1759) non possono certo mancare i concerti per arpa.

Benché nelle orchestre del tempo la presenza dell’arpa obbligata non fosse una cosa frequente, in terra inglese, dove Händel svolse in gran parte la sua opera, lo strumento era di casa.

Egli ebbe modo di conoscere i grandi arpisti gallesi, come Thomas Jones e William Powell, che certamente stimolarono la sua fantasia di compositore.

Nasce così nel 1736, per onorare la patrona della musica S. Cecilia, il Concerto in Si bemolle maggiore per Arpa e Orchestra, op. 4, n. 6.

Di questo celebre Concerto presento il primo movimento, "Andante Allegro".
Una musica fresca, gioiosa, quasi sbarazzina. Un inno alla serenità.

Esegue il brano l’arpista sedicenne Elisa Netzer, che dimostra già notevoli doti.
L’Orchestra di Lugano è composta da strumenti a plettro, praticamente da mandolini.
Direttore e trascrittore del concerto Mauro Pacchin.

Complimenti!

domenica 14 marzo 2010

Quando la preghiera si fa bellezza




Uno dei vertici della musica di ogni tempo è certamente il “Messia” (1742) di G. F. Händel.

Un capolavoro che per ricchezza tematica, genialità inventiva, valore artistico ha pochi eguali.

Due ore e mezza di musica sublime, che tocca tutti i sentimenti dell’animo umano, mentre ripercorre la storia sacra: dalla trepida attesa del Messia annunciato dai profeti, al fulgore del Natale, al dramma della Passione, all’esultanza della Paqua.

La liturgia cattolica celebra oggi la IV Domenica di Quaresima, denominata “Laetare” (Jerusalem), Rallegrati, Gerusalemme!

È la domenica della gioia, anticipo della Pasqua ormai vicina.

Per vivere in tema questa domenica, prendiamo dal Messia di Händel un’aria di soprano che ci invita alla gioia: Rejoice greatly.

Rejoice greatly, o daughter of Zion, shout, o daughter of Jerusalem, behold thy King cometh unto thee.
He is the righteous Saviour, and He shall speak peace unto the heathen.


(Cfr., Zaccaria 9, 9-10)

Gioisci grandemente figlia di Sion, giubila figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo Re viene fino a te!
Egli è il retto Salvatore, e annuncerà pace alle genti.


Si noti come il canto segua in modo perfetto le parole.
La prima parte è squillante e gioiosa, e ben si addice al grido di giubilo della “figlia di Sion”, personificazione del popolo salvato.
La seconda parte, in cui si annuncia la venuta del Salvatore e il suo messaggio di pace, il canto di fa tenero e dolce, come è la vera pace; per tornare vibrante alla ripetizione del versetto iniziale.

Arte, bellezza, preghiera. E l’animo si colma di gioia.

domenica 29 novembre 2009

Avvento. Il Messia di Händel



Siamo arrivati all’Avvento, cioè al periodo di quattro settimane di preparazione al Natale.

I credenti si preparano con spirito di fede, iniziando un cammino di conversione del cuore, per essere meno indegni di accogliere Gesù nella propria vita.

Per quelli meno assidui è l’occasione propizia per un ritorno alle sorgenti della fede, un po’ indebolita dai virus della società attuale.

Per quelli che hanno perso la fede, o non l’hanno ancora trovata, è il momento per una riflessione sulla figura storica di Gesù, sul suo insegnamento e su ciò che ha significato per la storia umana.

Per tutti è un’occasione di serenità, di gioia, di amicizia fraterna.

E l’occasione anche di riscoprire valori di cultura e di arte che rendono l’uomo ancor più umano, e più simile a Dio, che è la bellezza assoluta.

Io non posso pensare al Natale senza pensare, ad esempio, al Messia di Georg Friederich Händel; e in questo periodo me lo ascolto sempre; a puntate, ovviamente.

Anche per coloro che seguono il mio blog, che ringrazio di cuore per la loro assidua e numerosa presenza, voglio presentare qualche brano di questo straordinario capolavoro musicale, scritto dal conteranneo e coetaneo di Bach nell’estate del 1741, ed eseguito per la prima volta a Dublino nel 1742.

E voglio partire proprio dal brano inziale: una “Sinfony”, nello stile di una ouverture alla francese di quel periodo. Un incipit degno del grandioso oratorio che Händel si accinge a sviluppare.

L’orchestra, composta nel video da un piccolo organico di violini primi e secondi, oboe, fagotto, due viole, due violoncelli, contrabbasso e clavicembalo, inizia con un ritmo “grave”, puntato e cadenzato, in 4/4 e in tonalità di Mi minore, che crea un’atmosfera solenne e piena di pathos.

Dopo questa parte accordale, ripetuta due volte, come un grande sipario a due parti che si apre, inizia un tema brillante (“allegro moderato”) e fugato, che passa dai primi violini e oboe alle altre sezioni, e rende bene l’idea del lieto annunzio che il Messia porterà sulla terra.

Il brano si conclude con una cadenza, che è una breve ripresa del movimento iniziale.

Confesso che ogni volta che ascolto questo brano, mi sento fremere interiormente e mi domando come sia possibile scrivere in modo così sublime.


Ecco la prima pagina del manoscritto. È datata 22 August 1741 (in fondo alla pagina, a destra).



lunedì 7 settembre 2009

Facciamo un break!



Settembre…

In attesa di riprendere a pieno regime la nostra attività consueta, sarà bene fare una breve pausa (sempre che il ministro Brunetta non venga a saperlo…).

Un intervallo musicale, offerto dal genio di Händel con la sua Passacaglia in Sol minore, che conclude la VII Suite per clavicembalo, pubblicata nel 1720.

La passacaglia consiste in un tema con variazioni, ora nelle parti alte, ora nelle sezioni medie e basse del pentagramma. Si distingue perciò dalla Ciaccona, che consiste in una serie di variazioni sopra un tema che si mantiene costantemente nel basso.

Esiste un’altra celebre passacaglia, per organo, quella di Bach (chi, se no?) in Do minore, con 20 variazioni e una Fuga. Un’opera monumentale. Ma non è certo adatta per una pausa pranzo.

Un po’ di relax, con le suadenti variazioni di quella händeliana, eseguita da "piccole mani", ma che promettono bene.

martedì 2 dicembre 2008

Avvento. Il tempo dell’attesa




Siamo nel'Avvento, il periodo che precede il Natale. C’è chi si pensa già ai regali, o alle cose da comprare con la tredicesima, oppure a dove e come trascorrere le feste.

È per i credenti anche un tempo di purificazione interiore, per accogliere degnamente il Signore e non lasciarlo ancora una volta fuori dalle nostre case, come accadde a Betlemme.

Ci può aiutare in questa trepida attesa l’oratorio “il Messia” di G. F. Händel, un capolavoro della storia della musica (1741) e una sintesi musicale della storia sacra: dalle profezie dell’Antico Testamento, che preannunciano il Messia, alla Nascita di Gesù, fino alla sua Risurrezione.

Nel periodo dell’attesa, c’è il coro “And He shall purify”, costruito su di un versetto del profeta Malachia, 3, 3: “And He shall purify the sons of Levi, that they may offer unto the Lord an offering in righteousness”.

Egli purificherà i figli di Levi, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia.

Il brano ha un andamento “fugato” (il tema cioè “si rincorre” nelle varie parti, dal soprano, al basso, al tenore, al contralto), per trovare poi unità nella parte più propriamente corale.

Un magnifico esempio di contrappunto e armonia.

E un invito ad ascoltare tutto il resto.

sabato 22 novembre 2008

Omaggio a S. Cecilia. La sigla della Champions League



Molti non sanno che l’inno della UEFA Champions League è parte di un inno religioso, composto da G. F. Händel nel 1727. Si tratta dell’inno "Zadok the Priest", composto per l’incoronazione del Re d’Inghilterra Giorgio II e che viene eseguito per ogni incoronazione reale inglese.

Il testo, tratto dalla Bibbia (1 Re 1, 38-40), ricorda l’unzione regale di Salomone da parte del sacerdote Zadok e del profeta Natan:

Zadok the Priest and Nathan the Prophet anointed Solomon King.
And all the people rejoic'd, and said:
"God save The King, long live The King, may The King live for ever!
Amen, Hallelujah!"

L’arrangiamento della sigla ufficiale della Coppa dei Campioni è opera, non troppo felice, di Tony Britten (da non confondere con il noto compositore Benjamin Britten), ed eseguita dalla Royal Philharmonic Orchestra e dal coro di St. Martin in the Field.
Le parole sono diventate “These are the champions”, in inglese, francese e tedesco (niente italiano!)

Ce sont les meilleurs équipes,
Sie sind die allerbesten Mannschaften, the main event.
Die Meister, die Besten, les meilleurs équipes, the champions.
Une grande réunion,
Eine grosse sportliche Veranstaltung, the main event :
Ils sont les meilleurs,
Sie sind die Besten,
These are the champions!
Die Meister, die Besten, les meilleurs équipes, the champions.
Die Meister, die Besten, les meilleurs équipes, the champions.


La Coppa dei Campioni ha dunque come sigla un inno religioso.
In incognito.