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martedì 30 settembre 2014

Una notte di settembre me ne andai...





Anche settembre se ne va...

Come i pastori d’Abruzzo, come quelli del Casentino. Come il vagabondo dei Nomadi.

In realtà, siamo tutti dei nomadi, dei viandanti.

Voglio lasciare questo mese di settembre con la più bella canzone dei Nomadi, "Io vagabondo" (1972), cantata da Augusto Daolio, e che non è solo una delle più belle canzoni mai scritte.

È anche una delle più belle metafore della nostra esistenza.




...


Poi, una notte di settembre 
me ne andai...


Io, vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro;
soldi in tasca non ne ho,
ma lassù mi è rimasto Dio.





domenica 28 settembre 2014

Il mio omaggio ai nonni




Nella “giornata dei nonni”, voluta oggi da Papa Francesco, anticipando la festa del prossimo 2 ottobre (gli Angeli Custodi), mi unisco alle emozionanti e sapienti parole del Papa, il quale di fronte alla folla di nonni che gremiva Piazza S. Pietro, ha ricordato che senza gli anziani non esiste memoria, e senza memoria non esiste futuro.

Impressionante poi l’espressione usata dal Papa: l’abbandono e la ghettizzazione degli anziani in questa società dello scarto è una “eutanasia mascherata”.

Ma soprattutto ha colpito tutti la dolcezza dei riferimenti al rapporto tra nonni e nipoti, per quella “complicità” che è come la chiusura di un cerchio: il nonno sa capire il bambino, perché è egli stesso un bambino di ritorno dal viaggio della vita.

Grandissimo Papa Francesco, e grandissimo Benedetto XVI, che come amorevole nonno ha lasciato spazio al figlio maggiore nella guida della Chiesa, ma standogli vicino e sapendo di essere amato e ascoltato.

Mi unisco, come detto, a questa bellissima festa con una bellissima canzone dei miei anni di gioventù: “Il vecchio e il bambino”, di Francesco Guccini, del 1972. La canzone fa parte dell’album dal significativo titolo “Radici”, e la propongo nella versione dei Nomadi.

Canta il grande Augusto Daolio, l’indimenticabile “voce” dei Nomadi, che si è spenta troppo presto.


....

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste;
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"




mercoledì 11 dicembre 2013

11. 12. 13. Un terno secolare





È la curiosa data di oggi. Tre numeri di fila secondo la serie naturale.

Una serie in ordine crescente.

Non so se indichi anche una ripresina delle speranze italiche.

Qualcosa in effetti sembra muoversi nell’inquieto panorama socio-politico nostrale.

Intanto accontentiamoci di vedere questa bella terna numerica crescente.

Per averne un’altra simile (ma non così bella), dovranno aspettare il prossimo secolo 
(1. 2. 3; 1 febbraio 2103).

Noi non ci saremo... 



venerdì 28 gennaio 2011

I Nomadi che non ti aspetti...



Con un singolo del 1997 il gruppo musicale dei Nomadi ha voluto lodare Dio con una delle preghiere più care al popolo cristiano, il Tantum ergo.

Si tratta dell’inno eucaristico per eccellenza, scritto da S. Tommaso d’Aquino di cui oggi ricorre la festa. Per la precisione, il Tantum ergo è la parte finale del Pange lingua, e viene cantato davanti al Santissimo Sacramento, esposto solennemente all’adorazione.

Il canto dei Nomadi, nella rielaborazione pop di Beppe Carletti, riprende l’antica melodia gregoriana, subito seguita da un’altra melodia, anch’essa molto nota, attribuita ad Haydn. Si ritorna infine alla melodia gregoriana.

I Nomadi hanno nel loro repertorio alcune canzoni con forti richiami religiosi, e fin dagli inizi della loro attività. Tutti abbiamo in mente “Dio è morto”, del 1967.

Con questa ultima “coraggiosa” canzone vogliamo rendere omaggio a questo straordinario complesso e a S. Tommaso d’Aquino, in qualità di “paroliere”.


Tantum ergo sacramentum
veneremur cernui,
et antiquum documentum
novo cedat ritui;
præstet fides supplementum
sensuum defectui.

Genitori Genitoque
laus et iubilatio,
salus, honor, virtus quoque
sit et benedictio;
Procedenti ab utroque
compar sit laudatio. 
Amen.


Adoriamo, dunque, prostrati
un sì gran sacramento;
l'antica legge
ceda alla nuova,
e la fede supplisca
al difetto dei nostri sensi.

Gloria e lode,
salute, onore,
potenza e benedizione
al Padre e al Figlio;
pari lode sia allo Spirito Santo,
che procede da entrambi.
Amen.