Consoliamoci
per la sconfitta cocente (mai aggettivo fu più appropriato di questi tempi...) della nostra
nazionale con la Spagna ai Campionati Europei di Calcio a Kiev, e rendiamo i
meritati onori alle Furie Rosse, ascoltando la “Danza Española n. 1” di Manuel de Falla (1876-1946), tratta dall’opera “La Vida Breve” (1905).
Per me è un
brano consolatorio. La freschezza inventiva, il ritmo incalzante, i momenti di intenso
pathos che inframezzano quelli più lirici e suadenti, fanno
di questo flamenco un vero godimento dello spirito, oltre che autentica opera d’arte.
Per altri questa
danza incalzante in 3/8 farà venire in mente quella imbastita da Iniesta, Xavi,
Fabregas e soci. E quegli scoppiettanti colpi di nacchere, anzi castañuelas, così abilmente ottenuti
da Lucero Tena, forse faranno pensare alla sonante gragnola di
reti subite.
Il nostro
sogno finale è durato 14 minuti, fino alla rete di Silva. Una vita proprio
breve...
Meglio
ascoltare De Falla.