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mercoledì 23 settembre 2015

Deutschland über alles...





"Germania sopra tutto", migliore di tutti, più brava di tutti.

Sì, anche nelle furbate.

Ma c’è sempre qualcuno che è più furbo di te...

Non oso immaginare cosa avrebbero detto i "Deutschen" se a fare la mega-truffa della Volkswagen in USA fosse stata un’azienda italiana. Ci avrebbero coperti di insulti e di letame, e la Merkel avrebbe chiesto come minimo il bando di tutto ciò che d’italiano si muove sulle strade, dalle Ferrari alle biciclette.

Ma noi siamo magnanimi. Ci limitiamo al geniale sarcasmo di Totò, del film "I due Marescialli" di Sergio Corbucci (1961).

E a proposito di F1. A parte la défaillance di Singapore, dopo tutte queste vittorie della Mercedes, in luogo dei soliti ispettori si potrebbe mandare quegli sconosciuti meccanici americani che hanno scoperto il marchingegno truffaldino della VW, a dare un’occhiata anche alle vetture del fu sig. Benz?

Perché di furbate la Mercedes, in F1, ne ha fatte diverse ormai. 

Pur riconoscendone i meriti, ovviamente.





martedì 20 novembre 2012

L'abito (non) fa il monaco




Domani ricorre la festa della patrona dell’Arma dei Carabinieri.
Si può onorare la benemerita Arma ricordando i gesti valorosi ed eroici di singoli militari, come Salvo D’Acquisto e Carlo Alberto Dalla Chiesa, o famose azioni di guerra, come la Carica di Pastrengo (1848) e la battaglia di Gondar (21 novembre 1941).
Ma si può ricorrere anche all’umorismo di un regista come Sergio Corbucci e all’ inimitabile recitazione di Totò in veste di maresciallo dell’Arma.

Nel film “I due marescialli” (1961) Totò  è un ladruncolo  (Antonio Capurro) che per sfuggire alla cattura indossa abusivamente la divisa di maresciallo dei carabinieri. Ma, a differenza del famoso adagio, l’abito alla fine fa il monaco, e di fronte alla ferocia del tenente Kessler e dei nazisti, è pronto a sacrificarsi da vero carabiniere per salvare degli innocenti.

http://youtu.be/t8ksPZutmn8

Molte sono le scene cult del film, ma la più esilarante è quella della “pernacchia”. Kessler nel bel mezzo di un discorso alla piazza si becca una solenne pernacchia. Il malandrino peto vocale è opera del maresciallo Capurro. Nel tentativo di scoprire il colpevole, Kessler è indotto dallo stesso Capurro a riceverne in faccia altre tre, “autorizzate” da lui medesimo, e una quarta ancora da parte del maresciallo.
Grottesca fino al sublime (se così si può dire, parlando di una cosa tanto infima) la dissertazione di Totò sulla pernacchia: “Bisognerebbe stabilire i connotati di questa pernacchia. Ci sono pernacchie acute, roboante (sic!),  lunghe, corte, medie...”

I “connotati” della pernacchia.... Grande Totò!

Subito dopo Charlie Chaplin egli è, a mio avviso, il più grande attore comico della storia del cinema.
Non ha ricevuto Oscar per le sue interpretazioni né per la carriera.

Ma, con buona pace di Hollywood e di tutto lo “star system”, geniali si nasce e Totò lo nacque, modestamente.

Domani onoreremo, con altro post, la patrona dell'Arma, la "Virgo Fidelis".