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mercoledì 6 aprile 2016

Un canto di gioia e di speranza!





Con le parole del Samo 117/118 (vv. 6-7) Dietrich Buxtehude ci offre la  stupenda Cantata “Der Herr ist mit mir (Il Signore è con me). Una cantata gioiosa, adatta in modo particolare a questo tempo di Pasqua, in cui celebriamo la Risurrezione di Cristo.

La Cantata si conclude con un Alleluia così geniale da apparire una musica moderna.

Buxtehude fu un vero rinnovatore dell'arte musicale. Non per niente il giovane J. S. Bach nel 1703 fece 400 km a piedi per andare a Lubecca ad ascoltare per quattro mesi le composizioni di Buxtehude, considerato in quel momento il più grande musicista tedesco.

E Bach tornò da quella “trasferta” trasformato nello stile compositivo. 

Buon ascolto di tutta la Cantata, con l'Alleluia finale!


Der Herr ist mit mir,
darum fürchte ich mich nicht,
was können mir Menschen tun?
Der Herr ist mit mir,
mir zu helfen,
und ich will meine Lust sehen an meinen Feinden.
Alleluia!

Il Signore è con me, 
non ho timore,
che cosa può farmi l'uomo?
Il Signore è con me, 
è mio aiuto,
sfiderò i miei nemici (Salmo 117-118, vv 6-7).
Alleluia!



domenica 20 aprile 2014

È Pasqua. Alleluia!




L'esultanza della Pasqua è espressa in modo esemplare con il canto dell'Alleluia.

Nei quaranta giorni che precedono la Risurrezione di Gesù, cioè durante la Quaresima, il canto dell'Alleluia nella liturgia cattolica viene sospeso, proprio per evidenziare la gioia piena del giorno di Pasqua.

La Risurrezione di Gesù è l'evento straordinario che suscita ammirato stupore e incontenibile gioia, e niente meglio dell'Alleluia può esprimere tutto questo.

Riascoltiamo perciò in questo giorno di Pasqua un bellissimo "Alleluia" di una Cantata di Dietrich Buxtehude (1637-1707).

Per ascoltare questo autore, considerato il più grande musicista tedesco della sua epoca, il giovane J. S. Bach nel 1705 fece 400 km a piedi, da Arnstadt fino a Lubecca.

Noi possiamo ascoltarlo comodamente seduti senza muoverci da casa.

Buona Pasqua a tutti!





mercoledì 25 dicembre 2013

Natale. Nasce una nuova umanità




Nel Natale del Signore non ci sono da fare tante considerazioni astratte o retoriche: c’è solo da contemplare e interiorizzare.

Nella capanna di Betlem Dio si è fatto uno di noi, ciascuno di noi.

Dio in noi è la realtà che dà significato pieno alla nostra vita.

Voglio esprimere la gioia del Natale con un Alleluia di Dietrich Buxtehude,
uno dei maestri “virtuali” di J. S. Bach.

La breve Cantata da cui è tratto è  “Der Herr ist mit mir”: Il Signore è con me.


Buon Natale a tutti!



venerdì 14 giugno 2013

400 Km geniali!





Nel tempo degli esami e delle pagelle viene da pensare a studenti e insegnanti (soprattutto agli studenti...).

Nessuno nasce docente, tutti dobbiamo imparare.

C’è chi apprende più rapidamente, perché madre natura lo ha fornito di doti particolari, e c’è chi invece ha bisogno di un maggior tirocinio.

Ciò che conta è il punto di arrivo e il cammino da fare.

Nella musica, si può dire che Mozart non abbia avuto maestri, dal momento che già a quattro anni suonava discretamente il piano e a cinque anni componeva. Un enfant prodige, il cui genio rimane un mistero inesplicabile per la nostra mente.

Diverso è stato il cammino di Johann Sebastian Bach, che ha raggiunto il vertice dell'arte anche attraverso uno studio assiduo e  uno straordinario impegno.

J. S. Bach ha avuto molti grandi maestri, prima di diventare il “principe della musica”.

Sono ben note le sue trascrizioni dei concerti di Vivaldi, così come lo studio delle opere di Pachelbel. Questi era stato maestro di Johann Cristoph Bach, fratello maggiore di J. Sebastian, che presso di lui visse alcuni anni.

Ma ciò che lascia stupefatti, e ci fa capire come il genio si sposi spesso con la forza di volontà, è il viaggio che il ventenne J. S. Bach fece da Arnstadt a Lubecca per ascoltare i concerti del più famoso musicista tedesco di allora, Dietrich Buxtehude.

Nell’epoca in cui non esistevano le registrazioni o You Tube, Bach fece un memorabile viaggio di quattrocento km a piedi (quattrocento!), e per alcuni mesi rimase nella città anseatica per ascoltare ed apprendere dalla navata della Marienkirche (la Chiesa dove operava Buxtehude) i segreti della sua innovativa arte compositoria.

Bach tornò da quell’esperienza trasformato. La sua musica divenne più ricca, più fantasiosa, più elaborata, tanto che lasciò stupefatti i suoi abituali ascoltatori di Arnstadt.

Da quel 1705 in poi uno dei membri della famiglia Bach, tutti bravi musicisti, e cioè Johann Sebastian divenne quello che tutti conoscono: semplicemente Bach.

Di Buxtehude ascoltiamo, come avrà fatto Bach nella Marienkirche, il festoso “Alleluja”, parte finale della breve Cantata “Der Herr ist mit mir” (Il Signore è con me).

Quattrocento km a piedi, ma ne valsero la pena!