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domenica 15 novembre 2015

Omaggio alle vittime francesi





Mi unisco all’immenso dolore della Francia per l’orrendo massacro perpetrato nella sua Capitale da terroristi islamici che definire belve mi pare troppo generoso.

Non sarà certo questo ennesimo e vile massacro di persone innocenti e inermi a piegare la nazione francese, baluardo di democrazia e faro di civiltà.

Per le 129 e più vittime di ieri notte, 13 novembre, il mio omaggio con le sublimi note del "Requiem" di Gabriel Fauré: “Libera me Domine de morte aeterna”.

Un canto di grande dolore ma anche di ferma speranza nella misericordia di Dio, che i terroristi hanno bestemmiato nella loro belluina ferocia.

E una mirabile risposta della civiltà musicale francese alle tenebre della più orrenda barbarie.





Libera me Domine de morte aeterna 
in die illa tremenda 
quando coeli movendi sunt et terra
dum veneris iudicare saeculum per ignem.

Tremens factus sum ego et timeo 
dum discussio venerit atque ventura ira.

Dies illa, dies irae, calamitatis et miseriae
Dies illa, dies magna et amara valde.
Requiem aeternam dona eis Domine 
et lux perpetua luceat eis.

Libera me Domine...


Liberami, Signore, dalla morte eterna
in quel giorno tremendo,
quando i cieli e la terra saranno scossi,
mentre verrai a giudicare il mondo col fuoco.

Sono tremante e temo
quando verrà il giudizio e la tua ira.

Giorno d'ira sarà quello, di dolore e di miseria,
grande giorno sarà quello e di grande amarezza.
L'eterno riposo dona loro, Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.

Liberami, Signore, ...



giovedì 6 agosto 2015

Trasfigurazione. L'uomo al bivio





Il 6 Agosto è il giorno di Hiroshima. Quest'anno è il 70° anniversario.

Più della scoperta dell’America, più della Rivoluzione francese, più della caduta del muro di Berlino, più dell'11 Settembre, lo scoppio della prima bomba atomica ha cambiato la storia umana.

Ogni altro fatto ha cambiato qualcosa; la bomba atomica ha cambiato l’uomo. Gli ha fatto prendere coscienza che l’esistenza stessa del mondo è nelle sue mani, ed egli può perfino dichiararne la fine.

L’atomica lanciata dal bombardiere Enola Gay ha cancellato Hiroshima per anni dalla carta geografica. Il suo bagliore accecante, e l’orrenda colonna di fumo seguita subito dopo, sono il simbolo di una trasfigurazione di morte, opera dell’uomo.

Il 6 Agosto è però anche la festa della Trasfigurazione di Gesù. Il Figlio dell’Uomo si manifesta come vero Figlio di Dio in una luce splendente.

È questa la trasfigurazione che dobbiamo cercare. Fare della vita umana e del mondo una realtà divina, luminosa, per quanto è dato alle nostre forze, e alla nostra fede per chi crede.

“L’umanità è entrata in una nuova era in cui la potenza della tecnologia ci pone di fronte a un bivio”. “Mai l’umanità ha avuto tanto potere su sé stessa e niente garantisce che lo utilizzerà bene, soprattutto se si considera il modo in cui se ne sta servendo. Basta ricordare le bombe atomiche lanciate in pieno XX secolo”. “Tutto è connesso. Se l’essere umano si dichiara autonomo dalla realtà e si costituisce dominatore assoluto, la stessa base della sua esistenza si sgretola, perché invece di svolgere il suo ruolo di collaboratore di Dio nell’opera della creazione, l’uomo si sostituisce a Dio e così finisce col provocare la ribellione della natura” (Papa Francesco,Lettera Enciclica Laudato si’, nn. 102, 104, 115).

In memoriam della immane tragedia del 6 Agosto 1945, la mesta, ma non disperata, “Élégie” in Do minore per violoncello e pianoforte (1880) di Gabriel Fauré.

Al violoncello la grandissima (appena diciassettenne) Jacqueline du Pré, in una esecuzione del 1962. Al piano Gerald Moore, un vero artista nell'accompagnamento.


giovedì 8 gennaio 2015

In memoriam!





Voglio onorare l’eroica morte degli otto giornalisti francesi dello Charlie Hebdo e delle altre 4 vittime dell’orrendo attentato di ieri a Parigi, e della poliziotta parigina uccisa stamani, con il Libera me Domine della Messe de Requiem (1888) di Gabriel Fauré.

Un grande maestro francese del pentagramma per dei maestri francesi della matita satirica.

Un capolavoro musicale e una preghiera appassionata a Dio, amante della vita. Chi uccide nel nome di Dio, oltre al crimine contro l’umanità, offende orribilmente Dio.
E chi ha ucciso ieri, lo ha fatto bestemmiando il nome di Dio.

La barbarie degli islamisti contro l’equilibrio, l’armonia e la bellezza della musica di Fauré, e la caustica penna dei vignettisti dello Charlie Hebdo.

La penna dell'intelligenza contro la brutalità degli imbecilli.

È questa la parola che il direttore del settimanale, Stéphane Charbonnier,  aveva scritto nei confronti degli islamisti che lo minacciavano di morte: "Banda di imbecilli!"




“Liberami, Signore, dalla morte eterna, in quel giorno tremendo, quando il cielo e la terra saranno sconvolti, quando verrai a giudicare il mondo con il fuoco.
Sono tremante e pieno di timore, mentre sta per venire il giudizio e la collera. 
Quel giorno sarà un giorno d’ ira, di calamità e di miseria, un giorno molto amaro. L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. 
Liberami Signore, dalla morte eterna, in quel giorno tremendo, quando il cielo e la terra saranno sconvolti, quando verrai a giudicare il mondo con il fuoco.
Liberami, Signore, dalla morte eterna. Liberami, Signore!”


giovedì 25 settembre 2014

Not in my name! L'Islam si muove





Un’altra persona innocente, un esperto alpinista di 55 anni, un francese innamorato delle montagne dell’Algeria, Hervé Gourdel,  è stato decapitato con il macabro rito della esecuzione pubblica, attraverso le immagini nel web, dalla ferocia islamista dell’Isis.

Ciò che aggiunge una luce ancor più sinistra sui carnefici è proprio il genere delle persone martirizzate o in procinto di esserlo: vengono scelte tra le più innocue, tra le più corrette, e tra le più indifese, come giornalisti, volontari che sono andati a portare aiuto alle popolazioni, missionari...

È proprio delle persone vili prendersela con i più indifesi. I jihadisti, oltre che ripugnanti assassini, sono anche dei miserabili vigliacchi. Per questo saranno spazzati via, come rifiuti della storia umana.

Già il web, a cui queste menti criminali si rivolgono per i loro raccapriccianti "spettacoli", ha dato una prima risposta: “Not in my name” dice il cartello che i musulmani di tutta Europa hanno esposto e messo on line contro il califfato dell’Isis e le sue atrocità.
In Italia la manifestazione è avvenuta a Milano domenica scorsa, 21 settembre.

Il martirio dell’alpinista francese Hervé Gourdel va onorato come si deve. Non voglio però postare un brano funebre, ma piuttosto un brano di serena compostezza, che ben si addice a questi eroi di pace.

Per Hervé Gourdel mi piace proporre la “Pavane” di Gabriel Fauré (1887), in Fa diesis minore per coro ed orchestra, op. 50.
   
Di fronte all’orrore della barbarie, la bellezza della grande musica.

D’obbligo, in questo caso, quella francese.


mercoledì 6 giugno 2012

Dalla Sicilia con amore



Siamo ancora profondamente scossi dal sisma che ha devastato vaste zone dell’Emilia.
Il terremoto ha fatto 26 vittime, l'ultima ieri, Liviana Latini di Cavezzo, ricoverata nell’ospedale di  Baggiovara di Modena.
Incalcolabili i danni collaterali.
Eppure la vita deve riprendere; e gli emiliani ce la mettono tutta, come è nel loro carattere di gente operosa.

Istituzioni pubbliche e privati cittadini devono far sentire la loro presenza solidale.

È il momento della generosità, che per ora non manca.
Non deve mancare nemmeno in futuro, finché quella terra non torni fiorente come prima.

Il momento più difficile è sempre l’inizio. Poi, superati questi giorni di smarrimento, il cammino si farà più agevole e i primi risultati daranno maggiore coraggio e desiderio di riuscita.
Un po’ come una danza classica chiamata Siciliana, che ha un andamento quasi claudicante, con delle note puntate che sembrano inceppare il ritmo.

In realtà il cammino si snoda irresistibile, con una passione che supera ogni ostacolo e che caratterizza questo genere di musica.

Ascoltiamo perciò la “Sicilienne” (1893) in Sol minore, op. 78, di Gabriel Fauré, come augurio di ripresa per il popolo emiliano.
È scritta originariamente per violoncello e pianoforte, ma è stata trascritta per molti altri strumenti, tra cui il flauto.

Allo strumento solista il celebre Patrick Gallois.



domenica 25 gennaio 2009

Tempo di danza: la pavana





Pavane (1887) è una celebre composizione del grande musicista francese Gabriel Fauré (1845-1924).

La pavana, nel linguaggio musicale, è un passo di danza binario con andamento moderato, che compare agli inizi del 1500 e prende il nome dalla città dove è nata, Padova: padovana >padvana>pavana.

Esistono pavane celebri: molto belle quelle di William Byrd (XVI secolo), e quella moderna di Maurice Ravel, che fu discepolo di Fauré.

Ma la pavana di Fauré le ha oscurate tutte.