La condanna a morte di Asia Bibi per aver fatto professione di fede cristiana nel Pakistan musulmano ci fa orrore e ci indigna.
L’islam continua a mostrare il suo volto impresentabile di fronte all’umanità, e se non cambia registro non sarà Asia Bibi a morire, ma ogni parvenza di dignità dei seguaci di Maometto.
Il governo pakistano e i suoi tribunali lascino immediatamente libera la donna, di 37 anni, madre di quattro figli, e si affrettino a cancellare dalla legislazione il reato di blasfemia, che impedisce alle persone di manifestare la propria fede, qualunque essa sia.
È il minimo che si possa chiedere a chi dice di essere seguace di Allah, il “misericordioso”.
Ad Asia Bibi, coraggiosa testimone di Cristo, voglio offrire uno dei canti di amore più belli della moderna letteratura musicale:
“Salut d’amour” (1888) di Edward Elgar.
“Salut d’amour” (1888) di Edward Elgar.
Al violino una ancora ragazzina Sarah Chang.
