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giovedì 18 novembre 2010

Un canto di amore per Asia Bibi



La condanna a morte di Asia Bibi per aver fatto professione di fede cristiana nel Pakistan musulmano ci fa orrore e ci indigna.

L’islam continua a mostrare il suo volto impresentabile di fronte all’umanità, e se non cambia registro non sarà Asia Bibi a morire, ma ogni parvenza di dignità dei seguaci di Maometto.

Il governo pakistano e i suoi tribunali lascino immediatamente libera la donna, di 37 anni, madre di quattro figli, e si affrettino a cancellare dalla legislazione il reato di blasfemia, che impedisce alle persone di manifestare la propria fede, qualunque essa sia.

È il minimo che si possa chiedere a chi dice di essere seguace di Allah, il “misericordioso”.
Ad Asia Bibi, coraggiosa testimone di Cristo, voglio offrire uno dei canti di amore più belli della moderna letteratura musicale:
“Salut d’amour” (1888) di Edward Elgar.

Al violino una ancora ragazzina Sarah Chang.