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lunedì 18 aprile 2016

Una toccata geniale. Bach, ovviamente




Le 6 Partite per Clavicembalo di J. S. Bach, pubblicate nel 1731, rappresentano il vertice di quel tipo di composizione detta più comunemente “suite”.

La suite è una composizione tipicamente barocca che si articola in vari movimenti: inizia con un preludio e termina comunemente con una giga. Non mancano quasi mai l’allemanda, la corrente, la sarabanda, con alternanza di tempi binari e ternari, lenti e veloci.

Bach aveva già composto le sei Suites inglesi e le sei Suites francesi. 
Le sei Partite del 1731 rappresentano il punto di arrivo e la summa artistica di questo genere musicale.

La 6 Partita in Mi minore, BWV 830, si apre con una geniale "Toccata", quella che presento. Non c'è bisogno di sottolineare l'originalità della composizione.

Perfetta (ovviamente) l’esecuzione di Glenn Gould, il più grande interprete di Bach al pianoforte.


Buon ascolto e buona settimana!



giovedì 3 luglio 2014

In attesa di sorprese sportive, una musica sorprendente





In attesa della parte finale dei Mondiali di Calcio 2014 (domani iniziano i quarti), mi pare opportuno limitare il commento scritto e affidarsi piuttosto a quello musicale.

È stato un Campionato per molti aspetti sorprendente e spettacolare. 

Per questo è un Campionato che non ha ancora trovato la squadra regina, come invece è quasi sempre accaduto in questa parte terminale della competizione. 

Non lo è il Brasile, che pur gioca in casa, e neppure l'Argentina. Non basta Neymar al Brasile per fare una squadra, né all'Argentina Messi.

Germania, Olanda, Francia e Belgio (nell'ordine) sono forse più squadre, ma se guardiamo quanta fatica hanno fatto per passare l'ultimo turno, vengono dubbi amletici.

Colombia e Costa Rica costituiscono le sorprese più clamorose. Vedremo cosa combineranno però domani la Colombia contro il Brasile e postdomani la Costa Rica (che ci ha battuti) contro l'Olanda.

Un vero peccato lo scontro fratricida (domani) tra Germania e Francia. Ma meglio in un campo di calcio che sulle Ardenne.

Incertezza, sorprese e gioco spettacolare: il Mondiale brasiliano 2014 è stato finora tutto questo.

Mi pare opportuno perciò ascoltare una musica sorprendente e spettacolare nella sua "incertezza" armonica: il Preludio  (e Fuga) XX in La minore del Clavicembalo Ben Temperato (II volume) di J. S. Bach (1744). 

Così commenta Alfredo Casella, che ha curato un'importante edizione dei due volumi: 

[In questo Preludio] "la dodecafonia bussa alla porta, tanta è l'imprecisione tonale e la nebulosità sonora raggiunta da codesta musica che già profetizza le 'dissociazioni atomiche' della futura arte schönberghiana".  [Il brano è di] "un'attualità miracolosa, attualità che va intesa nel senso di 'modernità' assoluta".

La Fuga non è pari al Preludio. Rientra negli schemi tonali della musica classica. 

Così potrebbe accadere anche nel Mondiale. Magari vince la Germania: pochi fuoriclasse, ma la solita "Panzer-Division".

Ascoltiamo perciò sia il prodigioso Preludio XX, sia la bella Fuga che segue. 

Al pianoforte c'è Glenn Gould. What else?


martedì 30 marzo 2010

Bach-Gould. Un binomio perfetto 3



La perfezione non è di questo mondo.

Ma con le sue esecuzioni di Bach, Glenn Gould c’è andato davvero vicino.

Ecco ad esempio un’esecuzione umanamente perfetta, il Preludio in Re minore n. 6, dal Clavicembalo ben temperato II, BWV 875, del 1744.

Il "Clavicembalo ben temperato" di Bach è uno dei punti di riferimento fondamentali della cultura umana e uno dei vertici dell'arte di ogni tempo.
Nella musica segna lo spartiacque definitivo tra musica antica e musica moderna, tra musica modale e musica tonale.

In questa esecuzione di Gould, non sappiamo se ammirare di più la limpidezza del suono, la leggerezza del tocco, la fluidità del movimento, i sapienti chiaroscuri, il dialogo tra le parti, la strabiliante esattezza tecnica, la passione vibrante in una formale perfezione tecnica, o altro ancora.

Diceva Nietzsche che, quando nel V secolo a. C. in Grecia il vitalismo dionisiaco ha incontrato la perfezione apollinea delle forme, da quel mirabile equilibrio è nato il prodigio della tragedia attica.

Con la musica di Bach è accaduto lo stesso prodigio: nella perfezione formale del contrappunto si racchiude l’infinita ricchezza dell’animo umano.

E Glenn Gould questo prodigio ce lo ha fatto rivivere con le sue esecuzioni inimitabili.

Non è un caso che l'incisione in disco da parte di Glenn Gould del Preludio e Fuga n. 1, in Do maggiore, del Clavicembalo ben temperato I, sia stata collocata nel 1977 sulla navicella Voyager 1 - che sta procedendo nello spazio interstellare alla ricerca di altre forme di vita intelligente - come una delle manifestazioni più alte dello spirito umano.

Bach-Gould. Un binomio perfetto 2




Il binomio Bach-Gould appare un "unicum" nel pur variegato mondo della musica del XX secolo.

Glenn Gould, con il suo eccezionale talento e con la sua straordinaria vitalità, riesce a far emergere dalle partiture di Bach tutta la carica dirompente di una musica apparentemente misurata.

Ne fa gustare ogni aspetto, sia pur minimo, con un puntuale studio applicativo, come si può vedere anche nel video.

E alla partitura egli aggiunge immancabilmente la sua voce, "cantando" il brano...

In questo caso, Gould esegue, o meglio studia, la stupenda Partita per Clavicembalo n. 2, in Do minore, BWV 826, pubblicata nel 1727.

Si può dire che dopo Mendelssohn, al quale si deve nel 1829 la riscoperta di Bach, con la memorabile esecuzione della Passione secondo Matteo, la "Bach renaissance" ha avuto in Gould un secondo determinante protagonista.


domenica 28 marzo 2010

Bach-Gould: un binomio perfetto!




In questi giorni la musica perfetta di J. S. Bach mi sembra l’unica adatta ad esprimere la grandezza degli avvenimenti che la storia ricorda: i giorni della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo.

E forse nessuno è riuscito a far rivivere la musica del Cantore di Lipsia come Glenn Gould (1932-1982).

Vederlo suonare è già uno spettacolo a sé; e come spesso accadeva, Gould mentre suonava anche “cantava” la musica che eseguiva, tanta era la passione che gli suscitava nell’intimo.

Come è stato detto, Gould non suonava Bach; Gould era Bach…

Ascoltiamolo nel I Movimento (“Allegro”) del Concerto per Clavicembalo e Orchestra n. 7, in Sol minore, BWV 1058.
È una rielaborazione del Concerto per Violino, in La minore, BWV 1041.

Siamo a Lipsia, intorno al 1738.



martedì 3 marzo 2009

Una tempesta rasserenatrice




Tra le 32 Sonate per pianoforte di Beethoven alcune sono celeberrime, con titoli rimasti famosi: Al chiaro di luna, Patetica, Appassionata, Addii…

Tra le più belle è la Sonata 17 in Re minore (Opera 31, n. 2), conosciuta col nome di Tempesta (Sturme), del 1802.

Il titolo, romantico per eccellenza, deriva in particolare dal III movimento, Allegretto, che conclude la composizione e che presentiamo.

È un movimento trascinante, ma al tempo stesso profondamente liberatorio; con il suo ritmo ostinato e un tema suadente, riesce a operare una catarsi progressiva del nostro mondo interiore.

L’esecuzione “dionisiaca” di Glenn Gould è uno spettacolo a parte, anche se io personalmente preferisco l'interpretazione più “apollinea" e distensiva di Kempff.

http://www.youtube.com/watch?v=LfjD-DQ5REk

Buon ascolto!