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martedì 21 luglio 2015

Grazie, James Last!




È passata quasi inosservata la morte di James Last (17 aprile 1929-9 giugno 2015), il poliedrico musicista tedesco (il vero nome era Hans), famoso soprattutto per i suoi arrangiamenti orchestrali di brani classici e moderni.

Oggi il suo nome a molti forse dirà poco, ma negli anni 70-80 i suoi dischi hanno avuto un successo straordinario e ne sono sono stati venduti milioni di copie.

Per quanto mi riguarda (ma penso che così sarà accaduto a tanti altri) ho imparato a conoscere e ad apprezzare la musica classica anche attraverso i suoi arrangiamenti, sempre affascinanti.
Dotato di gusto raffinato, ha saputo offrire ad una generazione di ascoltatori “storditi” da un rock sempre più duro, un’oasi di pace e di serenità.

Una “happy music”, come talvolta è stata definita; definizione molto limitativa però, che non tiene conto della varietà degli interessi e degli ambiti di lavoro di Last.  Non si possono dimenticare infatti musiche per colonne sonore di celebri films (American Gigolo, Kill Bill) e di spettacoli televisivi, nonché brani per artisti famosi, tra cui Tom Jones e gli ABBA.

Con Richard Clayderman e Stephen Schlaks è stato un punto di riferimento per chi voleva ascoltare buona musica per rilassarsi un po’, e magari sognare...

Grazie, James Last! 


Dall'album del 1981 "Die schönsten Melodien der letzten 100 Jahre"  (Le più belle melodie degli ultimi 100 anni), questa bella musica che conclude i 28 brani dell'album:
"Santa Maria" (1980)canzone degli Oliver Onions, cioè Guido e Maurizio De Angelis, i geniali autori e interpreti delle colonne sonore di molti films di Bud Spencer e Terence Hill.

martedì 11 giugno 2013

L'estate con il flauto di Pan




Si avvicina il solstizio. Tra dieci giorni è estate.
Chi l’ha intravisto/a?  

Speriamo che i flussi di aria umida e fredda provenienti dalla Deutschland lascino il posto a correnti più calde e un po’ più gradevoli della signora Merkel.

Ma vedrete che anche questa volta il sole italiano riuscirà a evadere dalla nuvolaglia teutonica e irraggerà con tutto il suo vigore mediterraneo il bel Paese.

I signori tedeschi, se ne vorranno godere un po’, dovranno uscire dalle loro foreste e valicare Alpi (e Appennini). Senza armi, ovviamente. Solo con il portafoglio.

Oggi ho fatto una bella passeggiata in campagna. E insieme ai suoni della fiorente natura mi è sembrato di sentire anche il flauto di Pan, annunciatore dell’estate.

In realtà stavo pensando ai versi del Carducci, in “Davanti San Guido”:


E Pan l'eterno che su l'erme alture
a quell'ora e ne i pian solingo va,
il dissidio, o mortal, de le tue cure
ne la diva armonia sommergerà.


E così, per favorire l’arrivo dell’estate, posto un brano musicale, suonato dal maggior virtuoso di questo strumento, il rumeno Gheorghe Zamfir (sua l'esecuzione dell'indimenticabile Cockeye's Song in C'era una volta in America di Ennio Morricone).

Pan era il dio pastore, e il brano non può che essere “Il pastore solitario” di James Last.