domenica 17 maggio 2015

Ascensione. In alto i cuori!




Oggi è la solennità dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Infinite sono le composizioni musicali che ci possono aiutare a salire un po’ in alto, almeno con il cuore.
Penso ad esempio alla musica del Credo, in particolare al versetto che dice: “Et ascendit in caelum, sedet ad dexteram Patris”. Vengono subito in mente i mirabili Credo di Vivaldi, Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Rossini, et alii. È un’occasione per riascoltarne qualcuno.

Se pensiamo invece ai mottetti (il mottetto è un canto corale di breve durata di carattere religioso), i musicisti hanno attinto alle parti mobili della Messa di questo festa, in particolare all’Introito (“Viri Galilaei”), al Graduale e all’Offertorio (“Ascendit Deus”).

I più grandi polifonisti di ogni epoca ci hanno fornito bellissimi mottetti al riguardo.
Ma in assoluto il più bello è, secondo me,  quello scritto da Jacob Handl, musicista sloveno conosciuto col nome latinizzato di Gallus (1550-1591), uno dei massimi polifonisti rinascimentali. Il suo “Ascendit Deus”, a cinque voci miste a cappella, rimane un capolavoro ineguagliato (1577).

Ad esempio, l’espressione “in voce tubae” (al suono di tromba), che compare nel brano, ripetuta dalle varie sezioni del coro  in un alternarsi continuo, è come un risuonar di  trombe che festeggiano l’ingresso di Gesù Cristo nella gloria del Regno dei Cieli.

Purtroppo il web non offre esecuzioni adeguate di questo breve capolavoro. La polifonia non è il massimo interesse per gli internauti, a quanto pare.

Nonostante ciò, la bellezza del mottetto di Gallus emerge lo stesso. È troppo bello!

Buona Festa dell’Ascensione a tutti!



Ascendit Deus in iubilatione, alleluia, et Dominus in voce tubae, alleluia.

Dio ascende nell’esultanza, alleluia! e il Signore al suono di tromba, alleluia!




sabato 16 maggio 2015

Un pugno nella schiena (e un calcio nel sedere)






















"L’islam è una religione di guerra". Così parlò il califfo Al Baghdadi, ieri.

Ed è in effetti la verità, non solo un estemporaneo attacco di fanatismo acuto del capo dell’Isis.
Il Corano vuole l’eliminazione degli infedeli, e comunque la loro sottomissione.
Il concetto di rispetto per le altre religioni, di reciprocità, e perfino di tolleranza, è estraneo al libro di Maometto.

La storia lo dimostra ampiamente e la realtà è davanti agli occhi di tutti. Eliminazione sistematica delle minoranze, specialmente cristiane, impedimento a qualsiasi forma di manifestazione pubblica di fede diversa dall’islam, leggi orrende contro la libertà di pensiero e di espressione, disprezzo della dignità della donna, e via dicendo.

Il bello (cioè il brutto) è che ora anche in casa nostra, in Italia, cominciano ad evidenziarsi inquietanti segni di intolleranza islamica.

Sono rimasto esterrefatto alla notizia che all'uscita da una scuola media di Terni un ragazzino senegalese di 12 anni, musulmano, ha sferrato un violento pugno alle spalle di una compagna di classe, mandandola a terra, e poi all'ospedale (prognosi 20 giorni), perché questa portava al collo una catenina col crocifisso. Il jihadista in erba è stato fermato subito dalla madre della ragazza, che l'accompagnava. Se no, poteva accadere di peggio.

Il ragazzo è da poco tempo in Italia, ma ha già capito (a differenza di ciò che qualcuno vorrebbe farci credere) come funzionano le cose da noi: se sei musulmano puoi fare ciò che ti pare.

Madama la Boldrini, e assimilati, non hanno niente da dire sugli africani che vengono pietosamente accolti in Italia e che insegnano ai propri figli a trattare le donne cristiane come si deve, cioè a pugni nella schiena?

Un bel calcio nel sedere, da parte degli elettori, non solo non sarebbe punibile.

Sarebbe meritorio.



mercoledì 13 maggio 2015

13 Maggio. Fatima e Roma



Non è certo dal calendario di Google che ci aspettiamo di vedere festeggiata, il 13 Maggio, la Madonna di Fatima.

No problem. È utile sapere anche che in questo giorno nel 1888 nacque la geofisica danese Inge Lehmann, colei che fece rilevanti studi riguardo al nucleo terrestre, ipotizzando che fosse composto da due parti distinte.

A me, come a infiniti altri, il 13 Maggio fa venire in mente la Madonna di Fatima, nonché l’attentato di Alì Agca a Papa Giovanni Paolo II in Piazza S. Pietro, nel 1981. Un giorno indimenticabile per la storia umana; e forse anche Google prima o poi lo ricorderà, si spera.

Quella pallottola che sfiorò l’aorta addominale di S. Giovanni Paolo II il Grande è stata incastonata nella corona della statua della Madonna di Fatima. Il Santo Pontefice infatti attribuì la sua salvezza fisica proprio alla mano protettrice di Maria Santissima.

Il mio personale doodle (il villancico animato di Youtube) è dedicato perciò alla Madonna di Fatima e ai tre veggenti, Giacinta, Francesco e Lucia, ai quali in questo giorno, nel 1917, apparve la “Bella Signora” che poi rivelò essere la Madonna.

Uno dei fatti più straordinari del XX secolo, che fa sentire la sua misteriosa ed efficace presenza anche oggi.

Ave Maria!



domenica 10 maggio 2015

Per la festa della mamma

Nella festa della mamma, un pensiero a mia madre. 

                              

                                             Foto di mamma


                              Ho visto una tua foto nel cassetto,
                              in bianco e nero come usava allora,
                              un po' ingiallita, dentro ad un quadretto,
                              il tempo passa e tutto trascolora.

                                            Com'eri bella, mamma, in gioventù;
                                            con i capelli neri ed intrecciati,
                                            con il vestito lungo fino giù,
                                            i bordi finemente ricamati.

                              Quant'anni avevi, sedici? diciotto?
                              volto sereno, un po’ pensoso già;
                              forse pensavi già a quel giovanotto,
                              che poi è diventato mio papà…  
                             
                                            Ripongo la tua foto nel suo posto
                                            dove tu la mettesti di nascosto,
                                            per non mostrare ad altri tua bellezza,
                                            o forse per un poco di tristezza.

                              Sei sempre stata bella come allora,
                              quando anche il  viso un po’ si era increspato
                              e quando il tempo anche i capelli indora;
                              perché il tuo amore non è mai invecchiato.





sabato 9 maggio 2015

L'Europa non festeggia. Io sì




L’Europa non festeggia i 70 anni della fine della II Guerra mondiale e del nazismo.

Gran parte della vittoria finale fu merito dell’Unione Sovietica, con un’epica lotta contro l’esercito tedesco  e il sacrificio di oltre 20 milioni di soldati. 

Alla grandiosa parata di oggi nella Piazza Rossa di Mosca non c’era nessun capo di stato e di governo dell' Unione Europea. Solo due ministri degli esteri, quello francese e il nostro Gentiloni.

Una vergogna.

Si crede così di punire la Russia di Putin per la situazione in Ucraina e ci si dimentica - ad esempio- che gli Stati Uniti e la Nato (per non parlare di singoli stati europei) in questi ultimi 20 anni sono riusciti a destabilizzare con guerre e interventi militari assurdi l’intero pianeta.

Volenti o nolenti, senza l’apporto dei sovietici il nazismo difficilmente sarebbe stato sloggiato dall’Europa, e la Germania (con la cancelliera Merkel, ex comunista della Germania Est in primis) ne dovrebbe sapere qualcosa.

Un’Europa senza memoria storica, che faccio sempre più fatica a capire. 

Il mio omaggio al popolo russo con una celebre canzone tutt’altro che bellicista, ma adatta all’ora notturna del post: “Mezzanotte a Mosca” (1955), di Vasily Soloviov-Sedoy, su testo di Mikhail Matusovsky.

Se poi a cantarla è la Netrebko (e Hvorostovsky) allora il boicottaggio non ha proprio senso.



Un altro indimenticabile duello musicale. Casablanca





Stasera alla TV ho rivisto per l’ennesima volta il film “Casablanca” (1942) di Michael Curtiz, con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman protagonisti.

Inutile fare dei commenti su questo capolavoro assoluto.  Dirò solo che quando, nel fare zapping tra i vari canali televisivi, mi ci imbatto, depongo il telecomando, distendo comodamente le gambe sul tavolino e sono “costretto” a vedere tutta la pellicola fino alla battuta finale di Bogart (Rick): 
“Louis, penso che questo sia l’inizio di una bella amicizia!” (Louis, I think this is the beginning of a beautiful friendship).

Non parlerò neppure della fantastica colonna sonora,  con la canzone As Time Goes By (Mentre il tempo passa), e quella frase “Suonala ancora, Sam” (Play it again, Sam) pronunciata da una leggendaria Ingrid Bergman (Ilsa), frase resa celebre anche dal titolo di una commedia di Woody Allen e dal film omonimo con Allen protagonista.

Mi soffermerò invece sulla scena di un altro duello musicale e virtuale, questa volta canoro, che avviene nel locale di Rick (tutto il film in pratica è in questo interno), tra militari tedeschi e avventori francesi e filofrancesi. Siamo nel pieno della II Guerra mondiale. La guerra si combatte anche con i canti patriottici.

Ai nazisti, padroni della Francia, che iniziano a cantare “Die Wacht am Rhein” (La Guardia al Reno) rispondono con uno scatto di orgoglio nazionalistico  i loro oppositori con la Marsigliese.

Una scena madre. Di quelle che hanno fatto la storia del cinema.

E la storia umana.



lunedì 4 maggio 2015

Benvenuto pianoforte!





Google celebra con un bel doodle il 360° anniversario della nascita di Bartolomeo Cristofori, il geniale inventore del pianoforte, o per essere più precisi, del “gravicembalo con il piano e il forte”.

Iniziò così alla fine del 1600 a Firenze alla corte dei Medici l’avventura di quello che diverrà il re degli strumenti (violino permettendo), con la sua straordinaria carica espressiva.

Senza pianoforte non sarebbe immaginabile la musica di Mozart, Beethoven, Chopin, Schubert, Schumann, Liszt e via dicendo.

Lo strumento ha dato occasione per celebri duelli virtuosistici: Clementi-Mozart, Beethoven-Steibelt, Liszt-Thalberg...

Ma anche a un indimenticabile duello “virtuale” tra Jelly Roll Morton e Lemon Novecento nel film di Giuseppe Tornatore “La leggenda del pianista sull’oceano” (1998).

Jelly Roll Morton è stato realmente un famoso pianista (sedicente inventore del jazz), mentre Danny Boodman T.D. Lemon Novecento è frutto della fantasia di Alessandro Baricco, a cui si è ispirato Tornatore per il suo film.

La sfida tra i due pianisti è immaginata nel transatlantico Virginian, e i brani che Jelly Roll Morton esegue sono sue reali e famose composizioni: Big Fat Ham, The Crave, Fingerbreaker

Il brano Enduring Movement invece, con cui “Novecento” si aggiudica il match, è di uno straordinario Ennio Morricone in versione virtuosistica, che ha preso spunto dal Volo del Calabrone di Rimskij-Korsakov.

Quelle rapidissime mani che nel film si moltiplicano e scorrono sulla tastiera per suonare l’impossibile brano di Morricone sono della pianista Gilda Buttà, di Patti (1959).

Davvero brava! 

E benvenuto pianoforte!



venerdì 1 maggio 2015

Expo 2015 e Primo Maggio. Auguri!





C’è qualcosa di profondo che unisce l’Expo 2015 di Milano, che oggi apre i battenti, e la Festa del  1° Maggio.

Ovviamente non è solo la coincidenza delle date.

Un aspetto essenziale accomuna i due eventi. “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il filo conduttore della Expo internazionale milanese, alla quale partecipano ben 139 nazioni. 
E il lavoro è ciò che permette agli esseri umani la sopravvivenza nel pianeta.

La mancanza di cibo e di lavoro sono purtroppo realtà drammatiche anche in questa nostra epoca ipertecnologica.

C’è chi muore di fame e chi di malattie legate alla sovralimentazione. 
C’è chi manca di tutto e chi vive nello spreco quotidiano.

I grandi padiglioni della Expo porteranno a conoscere in maniera diretta l'eccellenza e i problemi delle singole nazioni.

Il 1° Maggio sarà un’occasione per riflettere sul modello di sviluppo di questa nostra società sperequata e carente nel settore occupazionale. E un mondo in crisi di lavoro è un mondo senza futuro.

Ma io ritengo che non basti soltanto la buona volontà dei Governi per ottenere un’equa ripartizione dei beni, uno sviluppo sostenibile, un incremento dell’occupazione. Buona volontà necessaria, certo, ma non sufficiente.

Bisogna avere il coraggio di riconoscere che il mondo e quanto esso contiene appartiene a Dio, e solo facendo riferimento a Lui potremo riconoscere l’unità del genere umano, considerare gli altri come fratelli, e la terra come un un bene che ci è dato in custodia.

Altrimenti, passato il 1° Maggio e chiusa al 31 ottobre l’Expo, tutto rimarrà come prima e l’uomo continuerà nell’egoistica ricerca del proprio interesse.

Per questo voglio festeggiare facendo riferimento anzitutto a Colui che “ci dà il pane quotidiano”, anche se pensiamo che tutto venga da madre natura e dalle nostre forze.

Ascoltiamo perciò il mirabile “Padre Nostro” musicato da Arvo Pärt.

Buon 1° Maggio ed eccellente riuscita della Expo Milano 2015!




martedì 28 aprile 2015

25 aprile. Tanta retorica e un tragico terremoto






Il 25 aprile scorso, mentre una stucchevole retorica celebrava in Italia i partigiani (?), un tremendo terremoto ha scosso e fatto crollare “il tetto del mondo”, in particolare il Nepal.

In poco più di un minuto si sono avute migliaia di vittime; la tragica conta è giunta a 4.000, ma il numero è destinato purtroppo a salire. Sono state distrutte città e luoghi mitici, patrimonio dell’umanità, come Kathmandu e Pokhara.

In luoghi che nell’immaginario collettivo sono il simbolo stesso della pace e della serenità dello spirito, si è scatenato un vero e proprio inferno. Dall’Everest si è staccata una valanga che ha seppellito decine di alpinisti e ha fatto centinaia di feriti.

Nel disastro totale sono morti anche 4 italiani, e 40 risultano ancora dispersi.

La situazione si aggrava di giorno in giorno, per la mancanza di qualsiasi genere di  necessità, compresa (sembra incredibile) anche l’acqua. Un milione di bambini sono a rischio di morte per malattie e denutrizione.

Un ennesimo trionfo della morte, in questa nostra epoca che sembra diventata davvero, per dirla con Neruda, “l’età della cenere” e pare di udire “le ruote dell’Apocalisse”.

La vita e la morte, nel loro ennesimo scontro.

Voglio postare Der Erlkönig, una drammatica romanza di Goethe con la musica sublime di Schubert (1815). È la storia di un fanciullo che il padre cerca di strappare inutilmente alla morte, rappresentata dalla voce del re degli Elfi. 

Un appello perché in Nepal invece la morte non vinca, ma prevalga la forza del bene, espressa nell’aiuto ai sopravvissuti, specialmente ai più piccoli.

E un omaggio alle vittime con una musica di altissimo valore, degna del “tetto del mondo”.

Anche la splendida interpretazione di Anne Sofie von Otter e la direzione di Claudio Abbado impreziosiscono questo capolavoro musicale di Schubert.


venerdì 24 aprile 2015

L'imbarazzo della scelta





Ne accadono tante in questi giorni, che non sappiamo da dove cominciare e dove finire.

Anzitutto l’Europa e i clandestini. La montagna europea ha partorito il topolino: qualche milione di euro in più di elemosina all’Italia, ma i clandestini se li tenga tutti il Bel Paese. E Renzi (con Mogherini e Gentiloni) che cosa ha detto? “L’Europa finalmente ha capito il problema”. Lei infatti l’ha capito benissimo. Chi non l’ha capito è proprio “sapientino”.

Soluzioni proposte: sparare sui barconi prima dell’imbarco. Non sia mai! Come si fa a distinguere i barconi giusti da quelli sbagliati? (e capirai!).   Mandare la flotta e l’esercito; ma figuriamoci! il governo libico non vuole (governo libico?!). Usare droni. Ma i nostri droni non sono attrezzati (quando mai?), e poi ora c’è anche il “mea culpa” di Obama proprio sui droni. E così il problema rimane in alto mare, anzi, nelle nostre spiagge.

Obama ha chiesto pubbliche scuse per l’uccisione del volontario italiano Giovanni Lo Porto, prigioniero di Al Kaeda in Pakistan. È la prima volta che un presidente americano riconosce un errore. Da parte sua il governo italiano ha detto di aver fatto di tutto per il generoso cooperante; di tutto. Ipse dixit. Lo dimostra anche il fatto che ad ascoltare la relazione del ministro Gentiloni in Parlamento sull’accaduto non c’era praticamente nessuno: aula pressoché deserta, anche nei banchi del governo. Tutti a casa. Domani (e domani l'altro) è festa...

Oggi è il giorno della memoria del genocidio armeno: "Metz Yeghern" (Il Grande Male).
100 anni fa l’impero ottomano iniziò il 24 aprile l’eliminazione sistematica degli Armeni in Turchia per il solo fatto che erano cristiani. È stato il primo genocidio del XX secolo. Un fatto atroce; oltre un milione e mezzo di vittime, quasi un intero popolo spazzato via dalla faccia della terra. I turchi dissero: "Lasceremo soltanto un armeno, un buon esemplare per un museo". 

Ma anche su questo, ecco il teatro dell’assurdo. Papa Francesco, che non ha peli sulla lingua, ha ricordato il genocidio. Erdogan, presidente turco, che ha i peli anche sullo stomaco, ha addirittura minacciato il Papa. Ban Ki-Mun, presidente dell’Onu, l’ente più inutile e costoso dell’orbe terracqueo, si è messo a disquisire sui termini, dicendo che non è stato un genocidio ma “solo un massacro” (?). Il presidente americano Obama (la Turchia val bene una distinzione lessicale!) lo ha seguito in questa incredibile disquisizione da accademico della Crusca.  Per fortuna che il Parlamento Europeo ha parlato con chiarezza di genocidio e ha elogiato il Papa per il suo intervento.

In Europa tuttavia si è distinto il nipotino di Machiavelli, Matteo Renzi, che non ha speso una parola per questo sterminio e non ha partecipato, né di persona, né con rappresentanti del suo governo, alla cerimonia odierna di Yerevan, capitale dell’Armenia, alla quale invece erano presenti molti capi di Stato, tra cui Putin e Hollande, e membri del governo di Stati Uniti, Germania e Israele.

Ciò che conta per lui è l’Italicum. Se approvato col voto segreto o palese, se con la fiducia o senza la fiducia. That is the question. Per qualche voto (e dollaro) in più.

Il resto è silenzio, o per usare ancora il testo dell’Amleto, the rest is silence.






lunedì 20 aprile 2015

Tragedia in mare, di notte. L'Europa dorme












Doveroso un gran lutto, per la morte di centinaia di naufraghi nel Mediterraneo, sabato notte.

Insieme al pianto, l’indignazione nei confronti dell’Unione Europea che sta lasciando sola l’Italia  a gestire un’impressionante migrazione di popoli nel suo ormai saturo territorio.

Questo continuo flusso umano nel Canale di Sicilia deve essere comunque fermato, sia per l’impossibilità di ospitare tutti gli esuli dell’Africa e dell’Asia, sia per stroncare il traffico di esseri umani dei nuovi schiavisti e dei loro associati (anche italiani, a quanto pare!) che lucrano sulla pelle degli esuli, sia per evitare pericoli di vario genere, non ultimo il terrorismo e l’estremismo islamico; non dimentichiamo che quattro giorni fa 12 cristiani sono stati gettati  in mare per motivi religiosi ad opera dei loro “compagni di viaggio” musulmani...

Ma come fermare questo flusso? Ovviamente, prima della partenza dalla Libia e dalle coste africane, (ci sono varie proposte al riguardo), e comunque con il pattugliamento dei porti da dove si muovono i barconi, come suggerisce anche l’ONU, e come estrema ratio con i respingimenti.

Ora è il momento del dolore. Ma con gli occhi lucidi di pianto dobbiamo pure guardare verso il futuro.

Che non può essere l’invasione dell’Italia.

Ma il governo pensa alle poltrone (vedi legge elettorale), la Boldrini alla sua personale riforma della grammatica e della storia dell’arte, e l’Unione Europea, contraria ai respingimenti, respinge alle sue varie frontiere i profughi provenienti dall’Italia.

E qualcuno si meraviglia se gli italiani, brava gente, stanno perdendo la pazienza...



domenica 19 aprile 2015

La Boldrini ci riprova



















Dopo la riforma grammaticale, il presidente della Camera Laura Boldrini (pardon, la presidente) tenta ora la riforma storico-artistica dell’Italia.

Anzitutto, eliminazione dall’obelisco del Foro Italico - di epoca fascista - della scritta  che lo caratterizza: “Mussolini Dux” (tra l’altro, l’unica opera rimasta in Italia con questo nome).

Ohibò! Siamo vicini al 25 aprile 2015 e ancora, dopo 70 anni, non è stata cancellata una simile provocazione?!

Al solito, la sortita storico-artistica boldriniana ha fatto ridere quasi tutti, perfino i più sinistri.

Forse la Boldrini-iconoclasta è stata contagiata dal virus dell’Isis, quello che distrugge statue e città, retaggio di popoli “infedeli”. 
Oppure la Boldrini non sa che Via della Conciliazione, l’Eur, intere città (Latina, Sabaudia, Carbonia, ecc), stadi, stazioni, palazzi pubblici, ecc. ecc. ecc., sono opere di epoca fascista, tra l’altro oggi assai rivalutate dagli studiosi d’arte ("razionalismo italiano").

Madama la Boldrini ovviamente non lo sa. Lei sa una sola cosa: di credersi intelligente, da quando le hanno messo un’ importante, quanto inaspettata, poltrona sotto il sedere.

Da qui, le sue stronzate.



giovedì 16 aprile 2015

Auguri, Papa emerito Benedetto!




Benedetto XVI, Papa emerito, compie oggi 88 anni.

Non intendo ricordare quanto questo pontefice, straordinario come uomo, come studioso e come pastore supremo, abbia contribuito alla chiarificazione del pensiero teologico e morale e alla purificazione della Chiesa, in un mondo segnato dal relativismo, dal pensiero debole (anzi, debolissimo) e da comportamenti aberranti.

Non ce n’è bisogno di fargli il panegirico. Ogni persona che abbia un minimo di onestà intellettuale non può che ammettere la sua grandezza e la sua umiltà. Lo testimoniano se non altro le sue storiche “dimissioni”, l’11 febbraio 2013.

Voglio festeggiare il compleanno con un brano di W. A. Mozart, autore che Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, ama particolarmente.

È la Sonata K 448 in Re maggiore, per due pianoforti. Mi immagino al secondo pianoforte il fratello del papa emerito, il Rev. Georg Ratzinger, esperto musicista.

Nella clip abbiamo invece Radu Lupu e Murray Perahia. Mi pare giusto aver invitato questi due grandi pianisti per la fausta ricorrenza...

Oltretutto, si dice che ascoltare la Sonata K 448 di Mozart migliori il quoziente intellettivo. La ricerca è stata pubblicata addirittura da Nature nel 1993, con successive conferme.

Magari non sarà vero, ma nel dubbio sarà meglio prestare orecchio a questa celebre e bellissima sonata.

Auguri, Papa emerito Benedetto XVI!






Mamma, li turchi!

















Mentre un ragazzo cristiano di 14 anni, Nauman Masih, per la sua fede viene cosparso di benzina e dato alle fiamme da musulmani a Laore in Pakistan, il presidente della Turchia Erdogan minaccia addirittura Papa Francesco per aver ricordato il genocidio degli Armeni (cristiani) agli inizi della I Guerra mondiale.

“Non faccia più l’errore di offendere i Turchi, altrimenti...!” Che fa il novello sultano? Manda un altro Alì Agca?

Permalosi ‘sti turchi! Hanno sterminato quasi un intero popolo (un milione e mezzo di persone!) per la loro fede cristiana, ma si offendono se glielo ricordi e se definisci questo sterminio un genocidio.

Per fortuna che questa volta l’Europa si è fatta sentire: il Parlamento europeo ha definito esattamente genocidio lo sterminio del popolo armeno da parte dei turchi, ha elogiato l’intervento del Papa, ha reso onore alle vittime, e ha stabilito di dedicare un “giorno della memoria” per questo primo genocidio del XX secolo.

Erdogan, che evidentemente si sente erede dei sultani ottomani che volevano conquistare il mondo con la scimitarra, e per i quali gli “orrori turchi” erano fatti di ordinaria amministrazione, ha risposto che le parole del Parlamento europeo gli entrano da un orecchio e gli escono dall’altro.

Certo, con la testa vuota di cervello che si ritrova, la cosa non mi meraviglia.

Per di più ha aggiunto che potrebbe cacciare dalla Turchia i centomila armeni che vi si trovano, perché non sono turchi.

Non si accorge nemmeno di confermare, con questa tragicomica minaccia, la verità del genocidio perpetrato dai suoi predecessori: “far fuori” in qualsiasi modo gli Armeni, che sono cristiani.

Il mondo musulmano mostra sempre più la sua faccia impresentabile e feroce. 

E la Turchia dice di essere "laica" e vorrebbe entrare a far parte dell'Europa...

Mamma, li turchi!

Imperterrito e sereno, Papa Francesco ha detto che bisogna avere il coraggio di dire sempre la verità (questo per Erdogan), e ha ricevuto in udienza il padre e la madre di Asia Bibi, la pakistana innocente accusata di blasfemia, ancora incarcerata in Pakistan e che rischia la pena morte.

Questo è l'islam. E il Papa da qualche tempo ce lo ricorda sempre più spesso.

E se lo dice lui...





lunedì 13 aprile 2015

In memoriam sororis meae




Venerdì scorso mia sorella, quella che abitava con me da tanti anni, è deceduta e ieri è stata sepolta.

Per cercare di colmare un po’ il vuoto che ha lasciato nella mia vita, la voglio ricordare con una canzone di Lucio Dalla che amava particolarmente: Caruso (1986).

Amava questa canzone sia per la bellezza del canto in sé stesso, ed anche perché, come cassiera in una stazione di servizio dell’Autosole tra Firenze e Roma, aveva avuto occasione di conoscere Lucio Dalla, così come tanti altri personaggi celebri: Liz Taylor, Richard Burton, Enrico Berlinguer (in genere sempre serioso), da cui ricevette invece apprezzati complimenti,  Pertini (che perfino le baciò la mano), Maradona con 50 pullman di tifosi al seguito,  e così via.

Di Liz Taylor ricordava i famosi occhi viola, e il fatto che impegnò il personale femminile dell’Autogrill (allora Mottagrill) in un lungo lavoro di toilette, ricompensato alla fine con una lauta mancia.

Di Lucio Dalla invece la colpì il grande affetto per la madre, che viaggiava con lui. E il pranzo, a base di fagioli all’uccelletto.

Mia sorella era particolarmente bella, e non aveva nulla da invidiare a Liz Taylor (che tra l’altro – mi diceva - era piuttosto piccola di statura). Ma la grande star possedeva  in effetti un fascino straordinario.

Tuttavia, tra i moltissimi personaggi che si erano fermati in quella stazione autostradale, Lucio Dalla era quello che più le era rimasto impresso. Per quei fagioli all’uccelletto, e soprattutto per il tenero affetto che dimostrava verso sua madre.

E così mia sorella, ogni volta che sentiva cantare “Caruso”, mi guardava sorridendo e anche lei “ricomincia(va) il canto”.

Con una voce bellissima, come il suo volto. E soprattutto, come la sua anima.




martedì 7 aprile 2015

La misericordia di Dio




Abbiamo contemplato la Passione e Morte di Gesù con gli occhi della Madre, nello Stabat Mater di Vivaldi.

Vogliamo esprimere ora la gioia della Risurrezione del Cristo con le parole di Maria Santissima, quelle del Magnificat.

La musica è di John Rutter, composta nel 1990.

Proponiamo un solo versetto, sufficiente a farci apprezzare la bellezza della composizione, per Solo (Soprano), Coro misto (SCTB) e Orchestra.

“Et misercordia eius a progenie in progenies timentibus eum”.
La sua misericordia, di generazione in generazione, per quelli che lo temono.

Il famoso compositore inglese costruisce tutto il brano sulla ripetizione della parola "misericordia", che in effetti è quella da sottolineare. 
Davvero geniale!

Buona settimana di Pasqua!



venerdì 3 aprile 2015

La morte di Dio. Venerdì Santo





Venerdì Santo. La morte di Dio.

Ma il mondo sembra quasi non accorgersene. In realtà molti lo hanno già fatto fuori dalla loro vita.

Eppure senza di Lui non è possibile vivere. Non ha senso la nostra esistenza.

Tutto si riduce ad una ripetizione meccanica di gesti, oppure ad una affannosa ricerca di felicità che ci sfugge tra le dita come granelli di sabbia.
O peggio, alla perdita di ogni valore, al vuoto esistenziale, ai gesti più insensati, fino all’autodistruzione.

La morte di Dio sulla Croce, paradossalmente, è l’inizio della nostra speranza. 
Quella morte dà un significato nuovo alla nostra vita, alle sue sconfitte, alle sue fragilità, alla sua disperazione.
La morte di Dio non è la fine di tutto, ma il principio di una vita nuova. La vita del Risorto.
La Croce di Cristo apre il passaggio alla Risurrezione, alla Pasqua.

L’esistenza umana non è un “essere per la morte” come diceva Heidegger, ma una vita da risorti.
Dio è morto, ma non come pensava Nietzsche, nel suo nichilismo.
Dio è morto. Ma il terzo giorno risorge!

La contemplazione del mistero doloroso di Cristo morente diventa più intensa e commovente se  vista con gli occhi della Madre, Maria Santissima.

Lo Stabat Mater è un mirabile componimento di Jacopone da Todi,  di poesia e di fede.

I grandi musicisti lo hanno poi arricchito con le loro note. Su tutti Giovanni Battista Pergolesi (1736). In epoca moderna, Zoltan Kodaly.

Ma oggi desidero ascoltare lo Stabat Mater di Antonio Vivaldi (1712). La sua musica geniale, anche se affronta temi drammatici, non è mai “deprimente”.
Nella passione di Cristo e nel dolore della Madre egli non perde di vista il valore di tanta sofferenza: per la nostra salvezza tutto questo è accaduto. 

Propongo perciò le strofe centrali.

Pro peccatis suae gentis
vidit Jesum in tormentis,
et flagellis subditum.

Vidit suum dulcem Natum
moriendo desolatum,
dum emisit spiritum.

Eja, Mater, fons amoris
me sentire vim doloris
fac, ut tecum lugeam.

Per i peccati della sua gente
vide Gesù nei tormenti
e sottoposto ai flagelli

Vide il suo dolce Figlio
morire desolato
mentre emise lo spirito.

Orsù, Madre, fonte di amore,
fammi provare la forza del dolore
affinché possa piangere con te.


giovedì 26 marzo 2015

Per le vittime della sciagura aerea in Provenza





Sgomento, angoscia, dolore  straziante di fronte all'immane sciagura aerea di due giorni fa, che è costata la vita a 150 persone.

Non sappiamo ancora nulla delle cause del terribile schianto dell'Airbus A 320 della Germanwings nelle montagne della Provenza, durante il volo Barcellona-Dusseldorf, che non ha lasciato scampo a nessuno dei viaggiatori, tra cui un neonato e una scolaresca di 16 ragazzi.

Voglio onorare le vittime ed essere vicino al dolore immenso dei familiari con uno dei corali più belli della Passione Secondo Matteo, di J. S. Bach: "O Haupt voll blut und wunden" 

O capo insanguinato...

È la passione di Cristo che continua nella storia umana.
Speriamo che questa volta sia solo una tragica fatalità e non ci sia invece anche qui la mano assassina dell'uomo.


giovedì 19 marzo 2015

La strage di Tunisi. Talebani musulmani e nostrani













Mentre alcuni talebani laicisti italiani, per “rispetto delle minoranze religiose (musulmane)”, prendono in ostaggio la stragrande maggioranza dei cattolici, impedendo in varie scuole di ricevere in questi giorni la Benedizione di Pasqua, da secoli presente nella nostra tradizione e nella nostra cultura, in Tunisia i musulmani sparano e ammazzano 4 italiani, oltre a 13 feriti, per rendere onore ad allah il misericordioso, tollerante e rispettoso delle minoranze.

Piango ovviamente per le vittime, non solo italiane, dell'orrendo attentato musulmano a Tunisi: 22 morti e almeno 44 feriti, di varie nazionalità europee.

Ma manderei volentieri i nostri talebani laicisti nel Califfato dell’Isis, in Pakistan, in Arabia, in Iraq,  a parlare di rispetto delle minoranze cristiane, naturalmente vestiti da cristiani, con croci, stendardi e panini al prosciutto. 

E acqua santa.

Che dite? il TAR della Mecca darà loro ragione?

O li vestirà d'arancione?


venerdì 13 marzo 2015

Due anni con Papa Francesco





Due anni con Papa Francesco. 

Tutto è iniziato con quel “Cari amici, buonasera”, il giorno dell’elezione, 13 marzo 2013, che ha meravigliato e poi conquistato tutti i cuori, o almeno, quasi tutti.

Voglio festeggiare il lieto anniversario non con delle parole, ma con un canto. Il più antico canto in onore di S. Francesco, tratto dal Laudario Cortonese.

Siamo nel XIII secolo, il secolo stesso di S. Francesco. Il Poverello di Assisi è già venerato dal popolo di Dio come santo. I più grandi artisti di allora e del secolo successivo gli erigono una Basilica che non ha eguali: Frate Elia, Cimabue, Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti...

Anche la musica fa la sua bella parte. Nascono i primi canti in suo onore. Il primo in assoluto è quello che riportiamo, dal Laudario di Cortona: “Sia laudato San Francesco”.

Come si può notare, è un canto sempre attuale; con qualche aggiustamento (“Fratello sole, sorella luna”) viene cantato anche oggi.
Non è di Riz Ortolani o di Claudio Baglioni. È un canto del 1200.

Così come Francesco. Non è un personaggio del 1200. È sempre con noi.

Oggi per esempio si chiama Jorge Mario Bergoglio.

Auguri, Papa Francesco!



giovedì 12 marzo 2015

Le motivazioni della sentenza (in versi)















Hanno di nuovo assolto Berlusconi.
Dopo anni di sentenze e di processi,
dopo migliaia d’intercettazioni,
microspie nelle camere e nei cessi,

il Cavaliere ha vinto la sua guerra.
Chi ha perso è stata Ilda Boccassini,
rossa di pel e tessera, la sgherra.
Ci ha fottuto  milioni di quattrini

per dimostrar che Silvio copulava
con Ruby, marocchina giovincella.  
La storia è un’altra: a Ilda non andava
che Ruby fosse sì formosa e bella,

mentre lei sembra il cul della padella.



sabato 7 marzo 2015

La riforma della Boldrini (Boldrini chi?)




















Mentre un milione (!) di immigrati dall’Africa sta per invadere l’Italia, mentre l’Isis – oltre alle solite orrende nefandezze - sta distruggendo immensi patrimoni storici e artistici dell’umanità come Ninive e Nimrod (la città della Torre di Babele), mentre l’Italia è alle prese con una criminalità sempre più spudorata, e mentre il mondo politico e amministrativo sta affogando nell' indecenza di sprechi, mazzette, privilegi e vergognosi emolumenti, il Presidente della Camera Laura Boldrini ha emanato un provvedimento d’urgenza atteso da tutto il popolo italiano, ignorante e ciuco.

Da ora in poi non dovremo più dire Il Presidente della Camera, ma La Presidente della Camera; addirittura, spiega la Boldrini, “a tutela della dignità della persona, in conformità a quanto previsto dagli articoli 2 e 3 della Costituzione”.

Nientemeno! Ci voleva una riforma grammaticale (sgrammaticata) per riformare l’Italia, per dare dignità alle donne, per portare finalmente la giustizia nel nostro scandaloso Parlamento.

Così non dovremo più dire Il Ministro, ma La Ministra, e via dicendo, ove si tratti di una donna: chissà perché questo termine al femminile mi fa pensare alla cucina, e al brodo Star.

Non conosco gli studi fatti dal Presidente della Camera Boldrini; ma si dà il caso che in italiano non tutto può essere femminilizzato con un articolo o con una desinenza –a. Ci sono ad esempio delle parole che hanno il femminile diverso dal maschile, per cui al termine Presidente (usato comunemente anche per il femminile, ovviamente) corrisponde il termine Presidentessa, come al termine Professore quello di Professoressa. È così, se la Presidentessa Boldrini vuole rispettare la grammatica, oltre che la Costituzione (che ha ben altro per la testa con gli articoli 2 e 3).

Vedi ad esempio, il Vocabolario Zingarelli, voci Presidente e Presidentessa.

Sul termine “ministro” bisogna che si metta l’anima in pace: il femminile "ministra" è cacofonico e fa pensare alle pentole che bollono in cucina (non si vorrà riportare le donne “emancipate” del parlamento al ruolo di casalinghe...). La Boldrini potrà imporre con la sua ordinanza che negli atti parlamentari si scriva: "la ministra tal dei tali...", ma sarà a ridicola memoria di questa donna vanitosa e insipida.

E il termine "sindaco", al femminile, come dovrà essere declinato? E quello di "governatore"? governatrice? governante? 

Inoltre la neo-riformatrice della grammatica italiana dovrebbe sapere che ci sono dei termini maschili ormai entrati in uso per il genere femminile: quali “soprano”, “mezzosoprano”, “contralto”; la Callas era un soprano  e non si offendeva; la Podles e la Garança non si offendono se sono considerate magnifici contralti e mezzosoprani. Si sentirebbero prese in giro se fossero dette soprane e contralte.

Capisco che per lo stipendio che prende, per la vanità che la distingue, per la nullità di cui è la quintessenza, il Presidente della Camera qualcosa deve fare e qualcosa deve dire.
Ma la grammatica è più complessa di un regolamento parlamentare.

E mi sembra che il Presidente non sappia cavarsela né con l’una né con l’altro.

Mi consola il pensiero che oggi è la festa (con il 28 gennaio) di S. Tommaso d’Aquino. Un pensatore sommo: acutezza di pensiero, chiarezza di esposizione, umiltà assoluta.

Il contrario della Boldrini, insomma.





mercoledì 25 febbraio 2015

Auguri, Gianna!


















Il tempo passa e non s’arresta un’ora,
ma oggi 25 di febbraio
fa un’eccezione per una signora,
e si sofferma con aspetto gaio.

C’è una gran festa nella blogosfera;
gli invitati son tanti, bella gente,
per omaggiare, ognuno a sua maniera,
Gianna che compie gli anni bellamente.

Anch’io mi fermo un po’ per festeggiarti,
carissima e diletta Amica mia,
e solo questi versi ho da donarti,
povera cosa, per la tua Maestria.

E mi siedo alla mensa già imbandita,
mangio qualche dolcetto e del salato,
brindo per augurarti lunga vita,
prendo un caffè, e ti bacio. Amicusplato.



sabato 21 febbraio 2015

Er sacco de Roma 2 (pasquinata)


 









Me credevo che a Roma l’invasori
venissero, mortacci, giù dal mare.
‘Na cifra de barconi pien de Mori
pe ddistruggere tutto e devastare.

Invece, anvedi te, sono arivati
in treno, da l’Olanda, un po' d'ariani.
Biondi, ‘mbriachi, e pure disarmati,
han fatto da padroni alli Itajani.

Hanno orinato in piazza e nella via;
monumenti distrutti, vetri rotti;
bersajato caramba e polizia;
so’ annnati poi a vedé giocare Totti.





sabato 14 febbraio 2015

Romeo, Romeo...





“Romeo, Romeo. Perché tu sei Romeo? Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome. O se tu non vuoi, legati con giuramento al mio amore. E io non sarò più una Capuleti...
Quella che noi chiamiamo rosa, anche con un altro nome avrebbe lo stesso odore soave".

Grandissimo Shakespeare!

Ma non meno grande il tema musicale con cui Nino Rota ha saputo accompagnare queste indimenticabili frasi, nel film “Romeo e Giulietta” di Franco Zeffirelli del 1968.

Nel giorno di S. Valentino ripresentiamo il bellissimo tema musicale nella versione discografica di un altro grande musicista, Henry Mancini (1969), che ottenne un successo strepitoso.

Buon San Valentino!



giovedì 12 febbraio 2015

Il silenzio delle femministe




Penso che siano molti oggi i motivi per essere "indignati" (non uso altre parole più colorite e più di moda...).

Ecco un bestiario minimale:
Le vergognose sperequazioni tra i lauti appannaggi della casta e i salari (e pensioni) da fame della vil plebe.
Le esose tasse su ogni genere, compreso ora anche “l’erbatico”, cioè la tassa sul proprio terreno. Nemmeno Quintino Sella aveva osato tanto.
Le infinite dispute parlamentari sulle riforme, che da montagne di parole, partoriscono il “ridiculus mus”, il ridicolo topo, di Fedro. Avete presente l’abolizione delle province? del senato? degli enti inutili? delle auto blu? Sono sempre lì.
Gli inverecondi traslochi di poltrone (e poltronieri occupanti) tra le varie sezioni di camera e senato, secondo il vento che tira. 
Lo stillicidio quotidiano dei furti e delle rapine a mano armata, anche con armi da guerra e con famiglia al seguito. Proibito difendersi o dare soccorso, perché il bandito può sbagliare mira, lo Stato no: lui colpisce sempre, la vittima ovviamente.

Se poi allarghiamo l’orizzonte e guardiamo fuori casa, allo sdegno si aggiunge la pelle d’oca.
La guerra civile in Ucraina (che sembra giungere a conclusione, finalmente!), le vittime del Mediterraneo in questi giorni.

E continuano a tenere banco le atrocità dell’Isis, che fanno impallidire anche la barba di Barbablù. 
Le ultime dall’inferno dei jihadisti ci mostrano il rogo medievale del pilota giordano, 21 cristiani copti decapitati ieri, 15 donne irakene sfregiate in faccia con l’acido da altre donne-poliziotto perché trovate senza velo, la ragazza americana forzata all’unione con un tagliagole e poi eliminata.

In particolare, questa violenza cieca e brutale contro le donne è ciò che più mi ripugna.
Ma non vedo intorno a me tanta indignazione nel mondo femminile. 
Dove sono finite le “femministe” che scendevano in piazza contro la società maschilista, contro la Chiesa, contro ciò che (a loro dire) impediva il libero esercizio dei loro “diritti”?

La Chiesa non faceva paura, ma l’islam sì. La Chiesa era capace di opporsi in alcune pretese considerate crimini (come l'aborto), nel rispetto della democrazia. L’islam no. Considera la donna proprietà del marito, e la mette a tacere. Con le buone e (soprattutto) con le cattive.

Non hanno niente da dire ora quelle femministe, tutte ormai ben sistemate nelle varie poltrone di comando e lautamente remunerate, contro lo scempio che viene fatto dell'universo femminile in buona parte del mondo, e soprattutto nel mondo musulmano, anche in Italia?

Silenzio di tomba. Nel senso vero del termine: gli islamisti lapidano, tagliano le gole, riducono in schiavitù, emettono sentenze di morte personali, impediscono l’istruzione femminile, insaccano le donne nel burka per tutta la vita, negano loro la patente d'auto... 

Visto che le femministe hanno perso la voce, facciamo sentire quella “indignata” di Cecilia Bartoli, che interpreta la Juditha triumphans (Giuditta trionfante) di Antonio Vivaldi (1716).

Giuditta, l'eroina biblica che tagliò la testa al generale Oloferne. 

Un pezzo di bravura della Bartoli. E un atto di ribellione femminile contro ogni forma di sopraffazione.

L'Oratorio fu composto da Vivaldi per la liberazione di Corfù dall'assedio dei Turchi. Sarà bene ricordare che la nostra civiltà è stata difesa con eroici sacrifici da valorosi combattenti.

Non esiste una civiltà senza eroi.