Ieri, nella festa di Cristo Re, il Papa ha salutato il Benin tra una folla incalcolabile di persone.
I laicisti non sanno darsi pace.
Ma come! Il Papa che è contro il preservativo, si dichiara vicino ai malati di Aids.
Il Papa, che quei signori vorrebbero mandare alla corte dell’Aia per crimini contro l’umanità (e magari fucilarlo), circondato proprio da quell’umanità povera per la quale quegli stessi signori vorrebbero fucilarlo.
Il Papa che parla ancora di Cristo, morto e seppellito, riesce a mobilitare nel Suo Nome una marea di persone festanti e in preghiera.
I laicisti non capiscono. Eppure ormai la lezione dovrebbero averla imparata.
Sulla sessualità il papa insegna una verità semplicissima e fondamentale: l’Aids si vince primaditutto educando alla fedeltà coniugale e alla responsabilità prematrimoniale. È quello che la Chiesa ha sempre insegnato. Con ottimi risultati anche per la salute fisica.
Il sesso ridotto a mero gioco erotico, banalizzato e indiscriminato, favorisce fatalmente la diffusione dell’Aids e di altre Malattie sessualmente trasmissibili, anche con vagonate di preservativi.
E qualcuno dice mai che il cosiddetto “preservativo” preserva solo per l’80/85 per cento dei casi? E quel 15/20 per cento di persone che prima o poi si becca una Mst, non conta? Ogni due ore in Italia una persona viene contagiata da Hiv.
E qualcuno dice mai che il cosiddetto “preservativo” preserva solo per l’80/85 per cento dei casi? E quel 15/20 per cento di persone che prima o poi si becca una Mst, non conta? Ogni due ore in Italia una persona viene contagiata da Hiv.
Solo con una seria educazione all’affettività si può giungere alla riduzione e alla sconfitta di un male che in Africa è originato oltre che da disordine sessuale, anche dalla miseria materiale, causa di tante altre malattie, per le quali non ci sono nemmeno i farmaci più comuni.
Ma ci si vorrebbe sgravare la coscienza inviando dosi massicce di... condom.
La nazione che ha il più basso numero di casi di Aids nel mondo è le Filippine, dove finora si è seguito proprio la lezione del papa, cioè l’educazione alla responsabilità (ma ora arrivano i turisti sessuali anche lì...). In Africa il paese che sta vincendo la sfida con l’Aids è l’Uganda, che segue la stessa lezione. Il preservativo è l’aspetto meno rilevante di questo piano di difesa.
“Il problema è capire se la vita ha un senso. Solo così posso volere bene a me e a chi ho davanti. E’ allora che lo proteggo, che faccio di tutto perché non si ammali”. “Il problema è se la vita ha un valore, un significato, altrimenti non c’è preservativo che tenga”. “Qua tutti sanno che Benedetto XVI ci vuole bene, non abbiamo dubbi. I dubbi piuttosto ce li abbiamo su chi ci manda i preservativi invece dell’aspirina. Su chi riconosce che siamo esseri umani non abbiamo dubbi”. Così si esprime un’infermiera dell’Uganda, Rose Busingye.
Alla corte dell’Aia bisognerebbe spedire chi non informa che il preservativo non preserva sufficientemente.
Alla corte dell’Aia bisognerebbe mandare chi sfascia le famiglie, distrugge la vita umana e con essa i valori morali, con l’idea che tutto è lecito ciò che piace; per cui ci ritroviamo una gioventù che a dodici-tredici anni vende il proprio corpo per una ricarica di telefonino.
Il papa non è una minaccia per l’Africa, è il suo futuro. I signori che non lo capiscono fanno parte di un mondo vecchio, decrepito, destinato a scomparire per mancanza di eredi.
Il condom qualche effetto lo produce.










