martedì 16 giugno 2009

Musica umana... troppo umana!



Il festival dell’Isola di Wight, che vide la partecipazione di oltre mezzo milione di giovani nell’isoletta inglese del Canale della Manica, avvenne come ben noto nell’agosto del 1970.

Vi parteciparono cantanti e complessi noti e meno noti; c’erano tra gli altri Jimi Hendrix, Joan Baez, Donovan, The Who, The Doors con Jim Morrison.

Fu un avvenimento che segnò un’epoca, con i suoi sogni e le sue delusioni, insieme al precedente festival di Woodstock negli Usa, del 1969. Il mondo hippy e i “figli dei fiori” celebrarono i loro riti.

Dopo questi eventi il mondo giovanile, che già stava rapidamente cambiando, non fu più lo stesso, nei comportamenti e nei gusti musicali.

Una notissima canzone dei Dick Dick, del 1970, ricorda il festival dell’Isola di Wight.

È però una cover di successo di un’altra canzone, del semisconosciuto francese Michel Delpech, scritta nel 1969. Infatti nell’Isola di Wight non ci fu solo il grande festival del 1970, ma ce ne furono in precedenza altri due, nel 1968 e nel 1969.

Proprio a quello del 1969 Delpech dedicò la sua canzone Wight is Wight ( si trova anche Wight is White, come nel video di You tube). Un concerto molto partecipato, con la presenza tra gli altri di Bob Dylan, Joe Cocker, The Who, The Moody Blues.

Per ricordare il festival di Woodstock e quelli di Wight del 1969-70 pubblichiamo la canzone originale francese di Michel Delpech, a 40 anni di distanza.

Una canzone piacevole all’ascolto, che fa ricordare un periodo di cambiamenti epocali: "come un sole nel grigio del cielo, come un ciclone inatteso, come un fiore prima della sua stagione, come una pioggia di farfalle. Ciascuno conduce la vita come vuole".

Più chiari di così...


Wight is Wight

Wight is Wight

Dylan is Dylan

Wight is Wight

Viva Donovan

C'est comme un soleil

Dans le gris du ciel

Wight is White

Hippie, hippie, ...pie

Hippie hippie

Hippie hippie


Ils sont arrivés dans l'île nue

Sans un bagages et les pieds nus

Comme un cyclone inattendu

Comme une fleur avant la saison

Comme une pluie de papillons

A la quelle on a jamais cru


Wight is Wight
...

Toi qui a voulu t'emprisonner
As tu le droit de condamner

Celui qui cherche à s'évader

Chacun mène sa vie comme il veut

Tu ne peux plus baisser les yeux

Car aussi vrai que tu es né


Wight is Wight
...


lunedì 15 giugno 2009

Musica divina: la Messa in Si minore di Bach



Forse nessun musicista ha innalzato a Dio una lode così solenne e grandiosa come ha fatto Johann Sebastian Bach con la Missa in Si minore.

Un’impresa titanica, che solo un genio ispirato e aiutato dall’onnipotenza divina poteva concepire. In questa Missa si riassume e viene superata ogni altra opera di Bach. Il lavoro lo impegnò una ventina di anni e le ultime note furono scritte con grafia incerta nel 1749, pochi mesi prima della morte, avvenuta nel 1750.

L’opera procede come un fiume gigantesco, che in prossimità della foce si dirama poi in una moltitudine di corsi d’acqua, per trovare finalmente sbocco nell’immensità del mare.

A me piace anche paragonarla ai capolavori di Michelangelo, in particolare alla Cupola di S. Pietro, la cui struttura magnifica e imponente rappresenta il più grande tentativo fatto dall’uomo per raffigurare nello spazio l’immensità e la bellezza del mondo divino.

Non ho citato a caso la Cupola di S. Pietro, il simbolo della cattolicità. Bach era protestante, fedele luterano. Ma ha voluto comporre il suo capolavoro con il testo liturgico cattolico per antonomasia: la Messa, in latino (e in greco, il Kyrie è greco).

Abbiamo perciò il Kyrie, il Gloria, il Credo, il Sanctus e l’Agnus Dei, per quasi due ore di musica.

Una partitura “cattolica” scritta dal genio luterano. L’arte non ha confini, così come la fede. E in un’epoca in cui ci si scannava volentieri tra confessioni diverse, Bach dà un esempio di grandezza anche in questo: nel nome di Dio si può solo pregare.

Ho scelto la parte finale del Kyrie come piccolo saggio di questa opera monumentale (il Kyrie intero dura una ventina di minuti).

La parte finale del Kyrie è un tema trattato in forma di fuga, di cui Bach è maestro indiscusso. Iniziano i bassi, seguono i tenori, quindi i contralti e i soprani, in un moto ascensionale e sempre più trascinante.

Dopo Bach, chiunque abbia affrontato una Messa (esempi celebri sono Mozart e Verdi) ha sentito la necessità di comporre il finale del Kyrie in forma fugata.

Un doveroso omaggio al maestro, o forse il desiderio di misurarsi con lui.

domenica 14 giugno 2009

La gioia del Corpus Domini: non bastano le parole…



Nel giorno del Corpus Domini la grande gioia dell’incontro con Gesù, vivo e vero, nel sacramento dell’Eucarestia non si può esprimere adeguatamente con le sole parole.

Occorre la musica, e in modo particolare il canto: la voce umana è lo strumento musicale più bello.

Occorre dunque un grande polifonista, il più grande di tutti, il principe della musica: Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594).

La polifonia di Palestrina è una musica casta, senza intemperanze espressive, ma ugualmente piena di pathos; e perfetta nella tessitura armonica, come un ricamo a mano.

Il mottetto a tre voci Iesu Rex admirabilis, pur nella sua brevità, ne è uno splendido esempio.

Buona l’esecuzione del Monteverdi Choir di Londra, diretto da John Eliot Gardiner, il quale ha adottato una soluzione insolita per la polifonia classica: la prima strofa del mottetto è fatta eseguire dalla sezione femminile del coro; la seconda strofa dalla sezione maschile.

Una licenza poetica, con risultato interessante.

Buon ascolto!



Iesu, Rex admirabilis

Iesu, Rex admirabilis
Et triumphator nobilis
Dulcedo ineffabilis
Totus desiderabilis

Mane nobiscum Domine
Et nos illustra lumine
Pulsa mentis caligine
Mundum reple dulcedine.


Gesù, Re ammirabile,
nobile trionfatore,
ineffabile dolcezza,
tutto da amare.

Resta con noi Signore
e illuminaci,
libera le menti dall'oscurità
e riempi il mondo di dolcezza.

sabato 13 giugno 2009

Per il Corpus Domini una musica sublime: Dulcis Christe



Domenica 14 giugno è la festa del Corpus Domini. In quella occasione moltissimi ragazzi e ragazze faranno la Prima Comunione.

Riceveranno Gesù, vero Dio e vero Uomo, nel sacramento dell’Eucarestia.

Questa immensa gioia viene espressa nella stupenda liturgia del Corpus Domini.

Moltissimi brani di essa sono stati scritti dal genio di S. Tommaso d’Aquino (1264) e sono stati musicati da artisti di ogni epoca: Ave verum, Verbum supernum prodiens (O Salutaris Hostia), Pange lingua (Tantum ergo), Adoro Te devote, Lauda Sion…

Noi presentiamo un canto poco conosciuto, ma straordinariamente bello: Dulcis Christe, musicato da Michelangelo Grancini (1605-1669).

Si tratta di un brano a due voci femminili (soprano, contralto) ed è caratterizzato da una dolcissima linea melodica e da un mirabile intreccio delle due parti.

In questa esecuzione, dell’Associazione Comunità Shalom di Riva del Garda, interviene anche una terza voce, sulle tracce del basso continuo.   Si tratta di una pregevole rielaborazione di Mariarita Cazzaniga, che nulla toglie alla purezza originaria del mottetto.


Di questo brano c’è anche una bellissima interpretazione di Mina, che con un missaggio perfetto, esegue ambedue le voci del canto.
http://www.youtube.com/watch?v=9sROLu6Fw7M



Dulcis Christe

Dulcis Christe, o bone Deus,
o amor meus, o vita mea,
o salus mea, o gloria mea.

Tu es creator, tu es salvator mundi,
Te volo, Te quaero, Te adoro,
o dulcis amor.
Te adoro, o care Jesu.



Dolce Cristo

Dolce Cristo, o Dio buono,
o mio amore, o vita mia,
mia salvezza, mia gloria.

Tu sei il creatore, tu sei il salvatore del mondo,
Ti voglio, Ti cerco, Ti adoro,
o dolce amore.
Ti adoro, o caro Gesù.

venerdì 12 giugno 2009

Occorre un po' di estro armonico (Vivaldi)



Occorre un po’ di musica. Occorre Vivaldi. La sua musica ha il potere di rasserenare gli animi e di ridare vivacità e colore alla vita.

Tutti conoscono le Quattro Stagioni, pochi l’Estro Armonico.

Si tratta di una raccolta di dodici concerti, per violini e orchestra d’archi, pubblicata nel 1711; così bella e importante che Bach trascrisse addirittura cinque concerti: due per clavicembalo (n. 9 e n. 12), due per organo (n. 8 e n. 11) e uno per quattro clavicembali ed archi (n. 10).

Ho già postato il Concerto n. 8, in La minore, per due violini e orchestra.

http://semperamicus.blogspot.com/2009/02/buon-fine-carnevale-con-vivaldi.html

Ora è la volta del Concerto n. 6, anch’esso in La minore, per violino solo e orchestra.

È il primo movimento: Allegro.

Sia per i delusi dall'esito elettorale, che per i soddisfatti, è proprio quello che ci vuole…

Buon ascolto!

lunedì 8 giugno 2009

Vincitori e vinti, ovvero Carneade








Il Pdl di Berlusconi ha vinto, con il 35 per cento di voti, ma non ha raggiunto l’atteso 40, e quindi ha anche perso.

Il Pd di Franceschini ha perso, con il 26 per cento di voti, ma non è franato, e quindi ha anche vinto.

La Lega Nord ha vinto, ma non ha sorpassato nel Veneto il Pdl, e quindi ha anche perso.

L’Idv ha avuto un ottimo risultato, e quindi ha vinto; ma ha tolto i voti soprattutto al suo alleato Pd, quindi ha reso più frammentaria l’opposizione; perciò ha perso anche lui.

L’Udc ha avuto un buon risultato, ma non sembra trovare uno schieramento adeguato con cui allearsi; per cui in certo senso perde di incisività.

I due partiti della sinistra non hanno mandato nessun rappresentante al parlamento europeo, quindi hanno perso; ma sono arrivati vicini al 4 per cento, e sommati assieme hanno superato ampiamente il quorum; quindi in certo senso hanno vinto.

I radicali hanno perso anch’essi i loro rappresentanti; ma hanno ricostituito il proprio partito, e quindi hanno avuto la loro vittoria morale…



Questi sono discorsi che ho sentito in questi due giorni nei commenti post-elettorali, e mi hanno fatto pensare a Carneade; sì, quello del Manzoni: chi era costui?

Carneade nel 155 avanti Cristo fu mandato dagli Ateniesi a Roma per trattare le migliori condizioni di resa, dopo una sconfitta.

In un discorso, tenuto al mattino e che lasciò tutti sconcertati, dimostrò che i vincitori Romani, per la legge del più forte, dovevano essere inflessibili e duri con i popoli vinti, e quindi anche con gli Ateniesi.

Al pomeriggio invece, in un altro discorso, dimostrò con argomenti altrettanto convincenti, che non era giusto che i Romani si comportassero da oppressori, ma dovevano rispettare i diritti dei popoli vinti.

In Italia si imparò così per la prima volta cosa significa fare politica…

domenica 7 giugno 2009

Dio esiste. Ecco la prova!



Nel giorno che i cattolici dedicano alla riflessione su Dio, ecco una delle prove più belle della sua esistenza: la musica “divina” di J. S. Bach.

Uno dei vertici di questa musica è la Toccata e Fuga in Re minore, composta tra il 1703 e il 1707.

Nella esecuzione che presentiamo tutto è eccezionale:

la musica, ovviamente, e non solo la notissima Toccata, ma anche la Fuga, nel suo procedere rigoroso e fantasioso al tempo stesso, fino allo straordinario finale, con i suoi maestosi accordi;

l’esecutore Karl Richter (1926-1981), direttore di orchestra e organista, tanto misurato quanto perfetto nel rispettare la partitura bachiana;

l’organo a quattro tastiere, con pedaliera alla francese, dell’Abbazia di Ottobeuren (Baviera), realizzato da Karl Joseph Riepp tra il 1756 e il 1766.

Una simpatica coincidenza: il monumentale organo porta il nome della Santissima Trinità, la festa di oggi.

sabato 6 giugno 2009

Il nome è un programma!


Paul Klee,
Insula Dulcamara (1938)

(Fondazione Klee, Berna)



Gli antichi dicevano Nomen omen, il nome è un augurio; oppure, Nomina sunt substantia rerum, i nomi sono la sostanza delle cose.

Se applichiamo queste massime ai nomi (nick) di Oknotizie viene fuori un quadro abbastanza eloquente.

* In politica c’è un “amore” sviscerato per Berlusconi. Ecco alcuni nick:

AntiSilvio, Kaimano, Berlusconi_Fuoridaimaroni, Silvioberlusconi_tessera_P2_n1816, NanoBurningRome, Volainsardegnaconpapi, NoPapiDai, il classicheggiante Silvio_ybris, e più direttamente Odioilnano.

Come risposta troviamo l’onnicomprensivo Antikom_News e l’esplicito EvvivaSilvio.

* La cultura, dalla filosofia alle arti in genere, si difende. Troviamo infatti accorati appelli alla riflessione: Pensarefabeneallasalute, Pensierocreatore, Il Pensatore, Socrathe, Seneca… Non manca un tocco musicale con Prokofiev, un po' di letteratura con Ilpoeta, e la classica bellezza della Nike_di_Samotracia, quella che ha perso la testa per qualcuno...

Non so se collocare in questa sezione anche il quasi cartesiano CogitoErgoVomito.

* C’è infine un ultimo gruppo, che potremmo chiamare di “varia umanità”: qui abbiamo Stronzo, Skizzato, Makecazzo, nonché il ben noto Carlo_favagrossa.
A questi rispondono Tette_Giganti, Markettara e la new entry Bellapatatona.

Quest’ultima però non ha messo l’avatar. Chissà perché.

Per fortuna c'è un nick che rimette le cose a posto: Oh_my_God...

venerdì 5 giugno 2009

Rêverie: un sogno in una notte di primavera (Debussy)




In una notte come questa, con un suggestivo chiaro di luna, mentre le poche nubi nel cielo sembrano arabeschi disegnati dal vento di primavera, sorge spontaneo un sogno di dolcezza.

La musica di Debussy è l’ideale per esprimere queste impressioni: Claire de lune, Arabesque, Rêverie…

Non potendo postare tutte queste composizioni, lasciamo vagare i nostri sogni con le note di Rêverie. Un “sogno” scritto nel 1890.

Che continua a farci sognare...

giovedì 4 giugno 2009

Racconto surreale: La scomparsa di Oknotizie! (dedicato a Vipom)










Oggi, 4 giugno 2209, l’utente Mstatus, karma 2 milioni e 4 stelle, ha postato nel social network OKNOnews un lungo articolo di Vipom, karma 900 mila, 1 stella e due asteroidi, che cerca di spiegare il motivo per cui un vecchio social network chiamato OKnotizie, attivo ancora nel 2009, scomparve improvvisamente dal cyberspazio senza dare più notizie di sé.

Dei suoi trentamila utenti se ne salvarono solo una venticinquina, quelli che stavano sempre attaccati alla Home. Gli altri sparirono insieme alle 287 pagine del sito, come foglie al vento, al pari di un post di Saamaya...

Secondo Vipom la scomparsa è dovuta a degli utenti alieni, che hanno sabotato il cosiddetto algoritmo, centro direzionale dell’aggregatore. Infatti Vipom ha individuato i seguenti nick sospetti: Straniero_del_mondo, Cladestino_della_vita, Solo_ipocrisia, Silvecolpisce, Wilma_dammi_la_clava, Plutone, Saturninox, Guerriglia_radio e Fiammifero. Certamente dei sabotatori alieni.

Tuttavia, come è sua abitudine, insieme alla prima ipotesi, egli ne ha formulate altre tre, tutte plausibili, per cui non rimane che l'imbarazzo della scelta.

Ecco dunque le altre ipotesi.

1) Fu una manovra del centro destra di Berlusconi: avrebbe fatto così sparire l’ultima roccaforte del comunismo italico. Niente più comunisti: né nel mondo reale, né in quello virtuale.

2) Fu una manovra del centro sinistra di Franceschini: eliminare un gruppo di estremisti, per obbligarli al voto utile nelle elezioni europee di quel giugno 2009. Tutti sappiamo come andò a finire, per cui non c’è bisogno di dirlo.

3) Fu un sabotaggio da parte degli stessi utenti di Oknotizie. In pratica un suicidio collettivo.
Il sistema sembra (ma non è del tutto sicuro) fosse governato dal già detto algoritmo, una serie di meccanismi automatici che regolavano flussi e deflussi delle notizie.
Poiché le notizie erano migliaia, ma, chissà perché, riuscivano a passare quasi sempre le medesime utenze, allora i peones, i proletari, i cosiddetti karma zero, o anche un paio di zeri, si sarebbero ribellati in massa e avrebbero cominciato a votare No a raffica a tutte le notizie, mandando in confusione il cervello dell’aggregatore.

Questa potrebbe essere un’ipotesi molto verosimile. Infatti, un attimo prima che Oknotizie sparisse come una meteora dal web, si sarebbero visti in Home Page notizie di Carlo_favagrossa, Buzzino, Ricchiuti, Dimmi_ di_ no, e perfino di Pupazza_bannata, quella che non posta mai.

mercoledì 3 giugno 2009

Per gli inguaribili romantici del web: Chanson triste (Tchaikovskij)



La Chanson Triste, in sol minore, di Tchaikovskij è il secondo dei dodici brani per pianoforte dell’opera 40, pubblicata nel 1878.

È un piccolo brano, ma splendido come un brillante solitario.

La Chanson Triste esprime tutto l’animo poetico e raffinato di questo grande musicista russo, che ci ha lasciato pagine indimenticabili.

E anche questa non è da meno. L'esecuzione è quella che passa il convento di you tube...

La dedico agli inguaribili romantici del web. Spero che il cyberspazio non abbia distrutto completamente i sentimenti…

Piccola curiosità. Il movimento segnato da Tchaikovskij per questa “canzone triste” è “Allegretto”.


martedì 2 giugno 2009

La Maddalena, Piero e l'Italia










La Maddalena di Piero della Francesca. Uno dei capolavori assoluti del pittore biturgense, un manifesto dell'arte rinascimentale.

È un affresco del 1460 e si trova nella Cattedrale di Arezzo.

Perché riportare questa immagine nella festa della Repubblica Italiana?

Nessun legame ovviamente; tranne uno, del tutto esteriore, ma significativo: i colori usati da Piero per questa maestosa figura sono il verde, il bianco e il rosso, i colori della bandiera italiana.

È ovvio che il pittore ha distribuito i suoi colori con altri intenti.

Ma quando ci fermiamo ad ammirare questo capolavoro, non possiamo non pensare anche alla nostra cara Italia.

domenica 31 maggio 2009

Pentecoste. Cum Sancto Spiritu (Vivaldi)



La Pentecoste è la celebrazione dello Spirito Santo, che discende sugli Apostoli, nel cinquantesimo giorno (pentekostè) dopo la Pasqua.

Spirito Santo è gioia, esultanza, splendore, bellezza.

Vogliamo celebrare questa solennità con le note gioiose del Gloria di Antonio Vivaldi, una delle musiche più belle del “prete rosso”.

Come noto, il Gloria in excelsis si conclude proprio con la lode allo Spirito Santo.

Cum Sancto Spiritu in gloria Dei Patris. Amen.

Racconto surreale: Donella e Fiorella


Ogni riferimento a persone o fatti reali è del tutto casuale




Non lo nego. La domenica vado a Messa. Appena sento suonare le campane, mi alzo da letto, come per riflesso condizionato pavloviano, e comincio a sistemarmi per le feste.

Quando la moglie, dopo avermi squadrato da capo a piedi, mi dà il nulla osta per uscire, mi incammino verso la Chiesa, ed entro quando il prete inizia la celebrazione; come entra lui, entro in contemporanea anch'io; è una coincidenza che non saprei spiegare...

Mi metto di solito nell’ultima panca; preferisco stare in fondo, forse perché mi considero un pubblicano, o forse per guadagnare prima l’uscita…

Tre quarti d’ora passano in fretta, tra canti e preghiere, e qualche occhiata meno devota qua e là. Più di tre quarti d’ora né io né il parroco potremmo resistere; si entrerebbe in crisi di astinenza, da caffè.

Il momento più noioso è quando fa la predica, e così in quella decina di minuti ne approfitto per smaltire l’ultimo residuo di sonno che mi sono portato da casa.

Ma quella mattina il prete aveva un tono di voce ancor più soporifero e già cominciavo ad appisolarmi. All’improvviso una voce femminile, che copriva quella del predicatore, mi ha svegliato dal sonno dogmatico, quasi come Kant dopo la lettura di Hume.

Ho alzato la testa sorpreso e ho visto una donna in piedi che dalla sua panca si rivolgeva al sacerdote: “Io non sono d’accordo con quello che lei sta dicendo! Sì, pace e fratellanza; ma tutto questo buonismo non mi pare evangelico. Bisogna anche lottare e non aver paura dei contrasti!”

La donna che le stava accanto la tirava per la manica del vestito, dicendole di stare zitta: “Per favore, Donella, basta!” Ma visto che non riusciva a farla smettere, anche lei ha cominciato a controbattere: “Va bene opporsi al male; ma sempre con amore e rispetto”. “Sì, tu sei sempre per l’amore e il rispetto… ma occorre anche la lotta, cara Fiorella!”

Il sacerdote, dall’alto del suo ambone, era rimasto senza parole e faceva cenno con le mani alle due donne di tacere. Ma neppure S. Paolo ci sarebbe riuscito, ormai.

Ed ecco che da un’altra parte della Chiesa si alza un giovanotto: “E lo Spirito Santo? ce ne siamo dimenticati? È Lui che ispira momento per momento ciò che dobbiamo fare”.
“Ma stai zitto, tu” - interviene subito un altro- “ragioni come un protestante. Lo Spirito Santo va bene. Ma è il papa che lo interpreta in modo infallibile!”

La cosa cominciava a interessarmi talmente che avrei voluto parlare anch’io. Anzi, chissà come, le mie parole erano già partite senza darmi alcun preavviso:

“Io dico che tutti abbiamo diritto ad esprimere la nostra idea; ma una guida ci vuole. Se no, succede come in famiglia, dove ognuno fa quel che gli pare, e alla fine diventa un manicomio!”

Veramente, a casa mia c’era chi comandava… ma io, preso dalla foga del discorso, me n'ero dimenticato.

Mi son guadagnato la solidarietà di tutti, compresa quella del parroco, che ne ha approfittato subito per riportare la calma in Chiesa e finire rapidamente il suo discorso.

Da quella domenica, alla predica, non dormo più, in attesa che Donella o Fiorella alzi la mano per dire ancora una volta la sua.



sabato 30 maggio 2009

Come far soffrire un uomo... Girl (Beatles)



Girl è una delle più celebri e belle canzoni dei Beatles.

A mio parere, insieme a Yesterday e Michelle, tutte del 1965, costituisce il vertice musicale degli “scarafaggi” di Liverpool.

Due sono le caratteristiche principali di questa canzone.

La ragazza non è cantata in una romantica astrazione, ma nella concretezza del reale: un tipo molto sicuro di sé, ideale per far soffrire un uomo.

Il lungo respiro, che viene volutamente marcato nel canto, più che accennare al profumo di donna, sembra ammiccare alla tirata di uno spinello… Siamo negli anni 60: la trasgressione iniziava a farsi sentire, anche se in modo ancora velato (ma non troppo).

La musica di John Lennon, perché la composizione è prevalentemente sua, risulta veramente raffinata. Da qui la sua bellezza.


Ragazza

C'è qualcuno che vuole ascoltare la mia storia,
tutto sulla ragazza con cui mi sono messo?
E' il tipo di ragazza che vuoi così tanto
da soffrirne,
eppure non ti penti di un solo giorno.
Ah, ragazza, ragazza!

Quando penso alle volte che ho fatto di tutto per lasciarla,
si volta verso di me e comincia a piangere
e mi promette il mondo,
e io le credo
dopo tutto questo tempo, non so perché.
Ah, ragazza, ragazza!

E' il tipo di ragazza che ti butta giù
quando ci sono amici, ti senti uno stupido.
Quando dici che è bella
si comporta come fosse scontato,
è disinvolta…
Ah, ragazza, ragazza!

Le hanno detto quando era bambina che il dolore
conduce al piacere?
Lo capiva quando dicevano
che un uomo deve rompersi la schiena per guadagnarsi
il giorno di riposo?
Lo crederà ancora quando lui sarà morto?
Ah, ragazza, ragazza!


Pasquino e er papi




A sparla’ de Noemi e Berlusconi
molti qua drento ci hanno preso gusto;
e a me che so' rimasto solo un busto
son venuti anche un paio de cojoni.

Chiacchiere da comar, discorsi sciapi,
accuse senza coda e senza capa.
E io che annavo sempre contro er papa
me tocca ora a difender pure er papi.

giovedì 28 maggio 2009

Dedicata a...



Dolce e chiara è la notte, e sono intento
a scriver questo post in poesia.
Dalla finestra aperta un tenue vento
odor di rose e glicini mi invia.

Un disco di vinile, un po’ usurato,
effonde note come una carezza:
musiche di Chopin, innamorato,
che completano un quadro di bellezza.

Entra nella mia stanza, chissà come,
chissà da dove, una farfalla lieve,
è bella da vedersi, non so il nome,
si posa sul pc con volo breve.

Mi fermo anch’io, e vedo ricamate
le sue ali leggiadre e variopinte.
Noto però che sono un po’ sciupate;
forse da man impropria furon strinte.

Sembra che mi sorrida; e mi accarezza
mentre riprende il volo, e va lontano
portanto i suoi colori e sua vaghezza
ad allietar qualche altro internettiano.

Quella farfalla piena di colore,
di luce, d’arte, e di rispetto degna,
chissà perché, amico mio lettore,
mi fa pensare a Terry di Sardegna.

mercoledì 27 maggio 2009

Il compito della Chiesa






In Italia, si sa, tutto va a finire in politica.

Inizi a discutere con qualcuno sull’esistenza di Dio, e alla fine ti ritrovi a parlare invariabilmente del governo Berlusconi. In questi giorni poi, sempre associato alla signorina Noemi.

Una bella scomunica del premier, ecco quello che si chiede da una parte dell’agone politico. La colpa non è chiara; ma lui la sa. Quindi, anatema sit.

La Chiesa non ha preso ovviamente posizione al riguardo: nessuno sa di quale colpa sia accusato Berlusconi nei confronti di questa ragazza. E lui nega ogni addebito.

Qualcuno si è meravigliato che la Chiesa abbia fatto appello alla retta coscienza delle persone, per dare un proprio giudizio.

Apriti cielo! La Chiesa che parla di coscienza individuale! Una contraddizione in terminis, un ossimoro, una novità eretica, la dichiarazione di fallimento del cattolicesimo, la sua autodissoluzione… Se è vero che ognuno può giudicare con la propria coscienza, che cosa ci sta a fare la Chiesa con tutto il suo armamentario teologico e morale?

Fermiamoci un attimo. Ho l’impressione che chi dice queste cose, di catechismo ne conosca pochino.

È un dogma della fede cattolica che ogni persona, credente o non credente, sarà giudicata secondo la propria retta coscienza (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1776)

Perciò, quando saremo davanti al Padreterno (quello vero) non ci sarà il papa, o un vescovo, o l’uaar a difenderci o ad accusarci: ci sarà la nostra coscienza sincera, e Dio. Nessun altro.

Il compito della Chiesa è di formare coscienze rette, cioè informate della verità.

Un compito che non è affatto terminato.

Anzi, oggi più che mai necessario, a quanto pare.



lunedì 25 maggio 2009

Una nota infinita, quanto l'amore



Woman in love: non è solo la dichiarazione di amore di una donna; è anche una riflessione sulla vita:

“La vita è un momento nello spazio”
“Con te, mio per sempre; nell’amore non c’è alcuna misura di tempo”

Una stupenda canzone dei Bee Gees, portata al successo nel 1980 da Barbra Streisand, con la sua voce appassionata. Indimenticabile nell’ultima strofa la nota alta, tenuta per una decina di secondi, in “but I give you it all”, nell’aggettivo finale all.

Una nota che non finisce mai... come l'amore.



Woman in love

Life is a moment in space,
when the dream is gone
its a lonelier place.
I kiss the morning goodbye,
down inside you know
we never know why.
The road is narrow and long,
when eyes meet eyes
and the feeling is strong.
I turn away from the wall,
I stumble and fall,
but I give you it all.

Chorus:
I am a woman in love
and I do anything
to get you into my world
and hold you within,
its a right I defend
over and over again.
What do I do?

With you eternally mine,
in love there is
no measure of time,
we planned it all at the start
that you and I
Would live in each others hearts.
We may be oceans away
you feel my love,
I hear what you say.
No truth is ever a lie,
I stumble and fall,
but I give you it all.....

Repeat chorus

I am a woman in love
and I'm talking to you
Do you know how it feels?
What a woman can do,
its a right
that I defend over and over again.


Una Donna Innamorata

La vita è un momento nello spazio
Quando il sogno è finito
È un posto davvero solitario
Do il bacio di saluto della mattina
Ma dentro nel tuo profondo sai
Che mai sappiamo perché
La via è stretta e lunga
Quando occhi incontrano occhi
E il sentimento è forte
Mi giro dalla parete
Inciampo e cado
Ma ti do tutto ciò…

Rit:
sono una donna innamorata
e faccio qualsiasi cosa
per farti entrare nel mio mondo
e stringerti dentro
è un diritto che io difenderò
per sempre e sempre
Che cosa faccio?

Con te mio per sempre
Nell’amore non c’è alcuna misura di tempo
Abbiamo stabilito tutto ciò all’inizio
Che tu ed io avremmo vissuto l’uno nel cuore dell’altro
Oceani possono anche dividerci
Senti il mio amore
Io sento quello che tu dici
Nessuna verità è mai una bugia
Inciampo e cado
Ma ti do tutto ciò

Rit
Sono una donna innamorata
e sto parlando a te
sai come ci si sente?
Quello che una donna può fare
È un diritto che difenderò per sempre e sempre

domenica 24 maggio 2009

Cantano i cieli e le galassie...




"Cantano i cieli e le galassie la tua gloria, Signor!"

 Nella festa dell’Ascensione, che ricorda la gloria di Gesù Cristo, Signore dell’universo, propongo il Santo della Messa beat (1966), di Marcello Giombini.

Una bellissima musica, che ha segnato una svolta nel canto sacro moderno.


Buona giornata di festa!

sabato 23 maggio 2009

Tutti al mare… con Battiato, però!




Summer on a solitary beach (Estate in una spiaggia solitaria)


Non la solita canzone marinaresca sgangherata, tormentone di una estate...

Ma una raffinata e originale melodia, con parole poetiche che ricordano l’Infinito di Leopardi: “E il naufragar m’è dolce in questo mare”.

“Mare mare mare, voglio annegare; portami lontano a naufragare”…

Franco Battiato con questa canzone ha saputo creare un’atmosfera magica, incantata, che mantiene intatto il suo fascino da quando nel 1981 l'abbiamo ascoltata la prima volta.

L'ideale anche oggi per un buon fine settimana quasi estivo.

venerdì 22 maggio 2009

Pasquinata (per Metilparaben)









Pasquinata



Metil, sei diventato un disco rotto,
hai una fissa pei preti nel cervello.
Non star sempre a cantar ‘sto ritornello,
se no fai sbadigliar, de sopra e sotto.

Ti do un consiglio, gratis et amore:
cambia menu in bottega ai tuoi clienti;
se no, stufati, vanno via scontenti
per andare a magna’ da preti e suore.

giovedì 21 maggio 2009

Racconto surreale: Nemicusplato




Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. Si tratta di un racconto fantasioso.



Nel web si trova di tutto. Ma non avrei mai creduto di trovarvi il mio alter ego, e cioè un Amicusplato alla rovescia; insomma un Nemicusplato.

È il mio avversario “ad personam”, la mia inseparabile ombra, la mia nuvola fantozziana.

A qualunque ora io posti o commenti, egli è lì, pronto al suo no e alla sua raffica di commenti negativi.

È un mistero come possa essere sempre in presa diretta, in tempo reale, live.

Mi alzo nel cuore della notte per un' inderogabile scadenza corporea e colgo l’occasione per fare un commentino a un post; ma ecco che subito sono commentato a mia volta da desso lui, più solerte di un metronotte o di una ronda padana.

È l’alba, tutto tace, ancora la città non ha iniziato la sua giornata; mi sono svegliato anzitempo, mi va di fare un post, mentre sorseggio il mio primo caffè. Altrettanto espresso arriva il suo no con commento, senza zucchero ovviamente.

Giunge l’ora in cui i comuni mortali vanno a pranzo. Decido perciò di postare in questo spazio di materialismo godereccio. Ma quando mai? Lui è lì, pronto: con una mano condisce di aceto la sua insalata, e con l’altra condisce di aceto il mio post.

Penso che alla fine Nemicusplato si materializzerà davanti a me e spunterà fuori come un folletto dallo schermo del pc o dalla tastiera, e potrà finalmente capire chi sono, cosa faccio, di dove vengo, dove vado, perché scrivo, se sono un prete, un frate, una suora, un laico dell’Opus Dei, un’eminenza vaticana, il papa stesso; oppure un membro dell'Uaar in incognito…

O forse un giorno qualcuno suonerà alla mia porta e io, aprendo, mi troverò davanti un distinto signore che mi domanderà: "Scusi, abita qui Amicusplato?"

"Sì; Amicusplato sono io. Ma lei chi è, scusi?"

Lo sconosciuto, sorridendo maliziosamente e dandomi la mano, dirà: "Piacere, Nemicus!"

Per ritrovare la serenità. L’ho perduta… (Mozart)



Quando si perde la pazienza, o qualche altra cosa, per ritrovare la serenità bastano due minuti: il tempo di ascoltare il lamento di Barbarina che ha perduto una spilla compromettente, nelle Nozze di Figaro, di Mozart (1786).

La "cavatina" è così graziosa che il risultato è certamente assicurato.



BARBARINA

L’ho perduta

L'ho perduta... me meschina...
ah, chi sa dove sarà?
Non la trovo...
E mia cugina...
e il padron ... cosa dirà?

(Lorenzo da Ponte)

domenica 17 maggio 2009

Racconto surreale: Il signor Algoritmo








Sono il signor Algoritmo. Sì, il famigerato Algoritmo, l’essere più misterioso e vituperato di un social network.

Tutti gli utenti hanno sempre qualcosa da ridire nei miei riguardi. Ora voglio dire anch’io le mie ragioni.

Tanto per cominciare, il mio nome mette subito a disagio le persone.

Mio padre, Al-Khwarizmi, fedele muslim, quando mi fece circoncidere e mi mise il suo stesso nome, non sapeva che sarei finito in mezzo a tutti questi infedeli, che non conoscono nemmeno la lingua del Profeta, e non riescono neppure a pronunziare il mio nome: Algoritmo, figuriamoci!
Ma per chi mi hanno preso? per un cantante rock? o per il figlio di Al Gore?

Non mi piace neppure il mestiere che faccio.

Anzitutto per l’orario; un orario continuato, 24 ore su 24, per tutto l’anno. Niente feste, niente venerdì, niente ramadan, niente donne… Solo numeri, che per fortuna, sono arabi. Ma questa mi pare una magra consolazione.

Non mi piacciono nemmeno i clienti che devo servire.

È vero che io sono di origini levantine e - quando posso - qualche trucco cerco di inventarlo, a mio vantaggio naturalmente. Ma qua la clientela è incontentabile! Qualunque cosa io faccia, qualcuno ha sempre da ridire.

Se con un colpo di scimitarra cerco di tagliare una cordata, subito si alza il coro degli alpini con un canto di protesta. Se vedo salire qualcuno in solitario, ma è vestito da crociato, non me lo lascio sfuggire di certo, e lo faccio secco con due o tre dardi anonimi. Qualcun altro si lamenta che faccio sparire le notizie, che favorisco questo o quello, che a volte vado fuori di testa…

Ma cari incirconcisi (tranne Prepuzio, penso). Solo Allah, grande e misericordioso, ha una mente perfetta e infallibile.

Io sono Al-Khwarizmi, il vostro Algoritmo, un umile servitore dell’Altissimo… e di altre persone che non dico, i cui nomi però sono meno misteriosi.

venerdì 15 maggio 2009

Racconto surreale: Il bounty killer


Si tratta di un racconto fantasioso. Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.



Mi piacciono i film western, sono i miei preferiti. Mi affascina soprattutto la figura del bounty killer, cavaliere con qualche macchia ma senza paura, che combatte i criminali più pericolosi, per qualche dollaro in più (si fa quel che si può...).

Ma questo coraggioso e astuto combattente non è finito con il mitico West. L’ho trovato per mia fortuna anche nel mitico Web.

Si tratta di un bounty killer un po’ speciale, dai gusti precisi; va in caccia solo di una categoria di delinquenti: i preti.

Come vede una chiesa, istintivamente mette mano alla sua colt virtuale e comincia a perlustrare con fare minaccioso panche, confessionali, sacrestie e oratori in cerca della preda, dead or alive; e si meraviglia di quanti bambini, ragazzi e adolescenti frequentino ancora questi luoghi malfamati.

Porta sempre in tasca la lista dei preti pedofili; e in questi tempi di vacche magre, in cui essi cominciano a scarseggiare, si consola tirandola fuori e pubblicandola periodicamente.

Ma è un po’ depresso. E così, mentre dà la caccia all’ultimo dei mohicani, non si accorge che sotto il suo naso sta sfilando il corteo dell’orgoglio pedofilo; non vede le bandiere dei partiti politici che lottano per la legalizzazione della pedofilia; non sente rombare sopra il suo capo gli aerei carichi di turisti sessuali pedofili verso il Brasile, la Tailandia, Cuba… E mentre posta per l’ennesima volta la sua lista di preti nel web, si imbatte in centinaia di siti pedopornografici.

Con la sua colt appoggiata accanto alla tastiera, cerca nei giornali on line qualcosa di pedoclericale; e così vede scorrere davanti ai suoi occhi, senza farvi troppa attenzione, violenze pedofile ovunque: genitori snaturati, compagni che violentano i figli delle compagne, e viceversa, parenti pedofili, amici pedofili, vicini di casa pedofili, estranei pedofili, insegnanti pedofili, allenatori pedofili...

Sconfortato perché la caccia non è stata fruttuosa, decide un’ultima e disperata mossa: chiedere qualche notizia nuova al più famoso bounty killer del Web, Don Fortunato Di Noto.

È un prete, però. Pazienza! cosa non si farebbe, per qualche prete in meno...


mercoledì 13 maggio 2009

Racconto surreale: Cecchino e Gentiluomo





Si tratta di un racconto di fantasia.
Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.






Mi hanno sempre insegnato, fin dalle scuole elementari, che l’Impero asburgico ebbe termine con la prima guerra mondale, la grande guerra del 15-18.

Ero perciò convinto che l’esercito austro-ungarico fosse stato ricacciato oltre i sacri confini della patria, il Brennero e il Tarvisio, e di Kaiser Franz Joseph fosse rimasto solo un misero nomignolo: Cecco Beppe.

Ma, come si sa, il web è pieno di sorprese e vi si fanno gli incontri più impensati.

Così ho scoperto che in una delle abbandonate e ormai seminascoste trincee del Carso c’è ancora un cecchino; sì, un soldato scelto dell’esercito di Cecco (Beppe), dalla mira infallibile e dalla fede incrollabile nel biondo imperatore e nella bella e sfortunata imperatrice Sissi.

Per la verità il nostro cecchino si è misteriosamente aggiornato, nel frattempo. Invece del moschetto e della mitraglia egli usa ora un sofisticato armamentario informatico e spara dal suo sito fortificato una serie virtuale di colpi a raffica in direzione Italia.

La mattina, quando è più riposato, usa i suoi post come strumenti di seduzione, e dialoga soprattutto con le femmine. I suoi lanci a lunga gittata arrivano anche in terra ciociara e passano il Tirreno fino alla Sardegna.

Il giorno, prima dei pasti, diventa più aggressivo e spara ad alzo Vaticano; ma si accontenta anche di altri edifici religiosi, meno protetti e più facili da colpire, specie se hanno campanili svettanti.

La sera si fa misterioso, come si conviene al buio del cielo e della trincea, e passa in rassegna i casi irrisolti della storia umana. Praticamente, il pozzo di S. Patrizio...

La notte, prima di andare a dormire, ritorna galante gentiluomo e intrattiene le signore con walzer viennesi, o in alternativa (quando la moglie argentina lo bacchetta sulle dita) in danze latino-americane.

Un vero gentiluomo; anzi, un cavaliere. Dicono infatti di averlo visto talvolta uscire dalla sua trincea con il cavallo di Napoleone e fare una girata di perlustrazione in terra furlana; da non confondere con quella di Monfalcone…

Non basta, cari miei, dire “Mandi” per essere furlans. Bisogna essere nati nei "paesini" sopra Udine.

E il nostro cecchino-gentiluomo lo nacque.

domenica 10 maggio 2009

Le tre madri

Senza dare giudizi, voglio ricordare che esistono madri assai particolari.
Questa mia poesia è loro dedicata, e ai loro figli.




Le tre madri


Due cose ho udito e tre ho sentito dire:
vagire un bimbo
dentro un cassonetto
di un marciapiede,
un altro aprirsi al caldo della vita
nel gelo
di una provetta,
un altro
nascere da estraneo grembo
quasi perla in un’ostrica racchiusa.

Vorrei parlarti, madre,
ma non conosco
il tuo volto
disperato,
alle tue viscere
di amore
voglio accendere
la mia esistenza,
non vedo nei tuoi occhi
il riflesso dei miei
ma il tuo limpido sguardo
mi seduce.

giovedì 7 maggio 2009

Voglio bene a Benedetto XVI













Molti nei blog fanno dichiarazione di odio nei confronti del papa.

Permettete che io faccia la mia dichiarazione di affetto.

Voglio bene a Papa Benedetto perché

• In un mondo che vorrebbe ridurre tutto al relativo, lui continua ad affermare che esiste la verità assoluta.

• In un mondo dove tutto si può vendere e comprare, lui ci ricorda che esistono dei valori non negoziabili.

• In un mondo che sta perdendo la speranza nell’uomo, lui ci fa presente che esiste un Uomo nel quale si può riporre una speranza affidabile.

• In un mondo che vuol salvarsi da malattie e miserie morali indossando solo una foglia di fico come protezione, lui fa presente che senza validi anticorpi non c’è foglia che tenga.

• E a quelli che hanno da ridire anche sul suo cappello a tese larghe, risponde che gli è utile per evitare i colpi di sole e ne consiglia perciò l’uso anche a loro.


Benedetto XVI, sei grande!

lunedì 4 maggio 2009

El señor Juan Sebastiàn (dedicato a Mstatus)




Non amo le questioni irrisolte. Quando si presenta un problema, non sono contento finché non trovo la soluzione.

Il carissimo amico Mstatus ha postato in questi giorni un brano musicale argentino, che mi ha lasciato di stucco per la sua genialità.

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=21b5189188c92916

Si tratta della canzone El señor Juan Sebastiàn, scritta e musicata da Maria Elena Walsh, con un pregevole arrangiamento a cappella del Cuarteto Zupay (1981).

Il titolo sembra popolaresco; ma appena si sente la canzone, ci si accorge subito che si tratta di un intelligente omaggio al signor Juan Sebastiàn Bach. Infatti nel bel mezzo del canto compare il motivo finale della Passione secondo Matteo di Bach.

Del resto, le parole della canzone non lasciano dubbi: si parla del signor Giovanni Sebastiano, tedesco, vissuto in una famiglia di musicisti e che ha scritto una musica divina.

Ciò che mi ha lasciato perplesso è stato l'inizio della canzone. Nella testa mi ronzava un altro motivo bachiano, ma non sapevo individuarlo, nascosto nel tessuto parodico dell'arrangiamento vocale.

Mi sono messo perciò a pensare a quale opera la Walsh si sia ispirata. Ho ripassato mentalmente le composizioni di Bach più conosciute: i corali e le cantate, i minuetti del Quaderno di Anna Magdalena, le Invenzioni, le Suites inglesi e francesi... Perché certamente, per un omaggio a Bach, l'autrice non poteva avere scelto una musica di poco conto.

Dopo una lunga ricerca nei meandri della memoria, è spuntato fuori il ricercato.

A mio parere la canzone inizia con il primo movimento del 5 Concerto Brandeburghese, che del resto è forse il più bello di tutti e 6.

Pertanto, quello che potrebbe sembrare uno scherzo folkloristico vocale, è in realtà una pregevolissima canzone in stile barocco formata da due brani di Bach: l'inizio del 5 Concerto Brandeburghese e la fine della Passione secondo Matteo; due dei massimi capolavori del señor Juan Sebastiàn Bach.

Per essere precisi, le prime due strofe sono il tema iniziale del 5 Concerto Brandeburghese. La terza strofa è il coro finale della Passione secondo Matteo. Seguono poi altre due strofe identiche musicalmente alle prime; nell'ultima strofa ritorna la Passione secondo Matteo, con solenne cadenza finale, come si addice ad un canto barocco.

Devo confessare che sono soddisfatto della ricerca. E come riprova metto i due link: il 5 Concerto Brandeburghese e la Passione secondo Matteo.

Naturalmente si tratta di due brevi spunti, abilmente trasformati in modo "parodico" vocale. Ma mi sembrano proprio quelli.

Giudicate comunque voi.

http://www.youtube.com/watch?v=67b8-WatCN0

http://www.youtube.com/watch?v=OCOW9ZckXfM


El señor Juan Sebastiàn

No son los ángeles que cantan,
no son los pájaros ni el mar,
es un señor lleno de cielo:
el señor Juan Sebastián.

Hace muchísimos inviernos
que, lloriqueando en alemán,
nació entre fusas y corcheas
el señor Juan Sebastián.

Era chiquito y las canciones
que le enseñaba su papá
las repetía para siempre
el señor Juan Sebastián.

Era gordito y con peluca,
indispensable como el pan
y cascarrabias a menudo,
el señor Juan Sebastián.

Soñando en órgano y en clave,
a su país angelical
llevaba a príncipes y a pobres
el señor Juan Sebastián.

Está contándonos un cuento
que no terminará jamás.
Dios le dictaba el argumento
al señor Juan Sebastián.

domenica 3 maggio 2009

Offerta musicale a Maria: la Vergine degli Angeli




Il mese di maggio è il mese dedicato alla Madonna.

Artisti di ogni genere e di ogni epoca hanno onorato la Madre di Dio con le loro opere: grandi poeti e umili rimatori, pittori famosi e anonimi “madonnari”, scultori raffinati e modesti artigiani.

Anche il mondo della musica non è stato da meno.

Giuseppe Verdi ha fatto risuonare più volte la sua musa in onore di Maria, e sempre con felice ispirazione. La Vergine degli Angeli, da La Forza del destino (1862), ne è un mirabile esempio.

Qui l’ascoltiamo nella suggestiva interpretazione del soprano Rebecca Evans.


La Vergine degli Angeli

La Vergine degli Angeli
mi copra del suo manto
e me protegga vigile
di Dio l'Angelo Santo

La Vergine degli Angeli

e me protegga, me protegga
l'Angiol di Dio

E me protegga

l'Angiol di Dio
e me protegga
e me protegga

(Francesco Maria Piave)

venerdì 1 maggio 2009

We can work... We can!




We Can Work It Out

Questa famosa canzone dei Beatles del 1965 con la festa dei lavoratori non c’entra nulla.

Mi piace però postarla perché, se isoliamo le prime parole, diventa un augurio: We can work, possiamo lavorare…

Del resto il presidende americano Obama ha accorciato ancora: We can.

E allora, buona ripresa per il mondo del lavoro!


We Can Work It Out

Try to see it my way Do I have to keep on talking till I can't go on?
While you see it your way Run the risk of knowing that our love may soon be gone
We can work it out We can work it out

Think of what you're saying You can get it wrong and still you think that it's alright
Think of what I'm saying We can work it out and get it straight, or say good night
We can work it out We can work it out

Life is very short, and there's no time For fussing and fighting, my friend
I have always thought that it's a crime So I will ask you once again

Try to see it my way Only time will tell if I am right or I am wrong
While you see it your way There's a chance that we may fall apart before too long
We can work it out We can work it out

Life is very short, and there's no time...

Try to see it my way...


Possiamo Risolverlo


Prova a vederlo secondo il mio punto di vista Devo continuare a parlare fino a quando non ce la farò più?
Finchè lo vedrai a modo tuo Corri il rischio di pensare che il nostro amore possa presto finire
Noi possiamo risolverlo Noi possiamo risolverlo

Pensa a quello che stai dicendo Potresti sbagliare ma continuare a credere di aver ragione
Pensa a quello che sto dicendo io Possiamo risolverlo e tirare dritto, oppure dirci buonanotte
Noi possiamo risolverlo Noi possiamo risolverlo

La vita è troppo breve e non abbiamo tempo per agitazioni e litigi, amica mia
Ho sempre pensato che sia un crimine.. Perciò te lo chiederò ancora una volta:

Prova a vederlo dal mio punto di vista Solo il tempo mi dirà se ho torto o ragione
Finchè la penserai a modo tuo C'è la possibilità che potremmo separarci tra non molto
Noi possiamo risolverlo Noi possiamo risolverlo.

giovedì 30 aprile 2009

Più notturno di questo, non si può…





Il più bel Notturno di Chopin, in Do diesis minore, Opus 27 n. 2, del 1830. L’unico aggettivo che può definirlo è “struggente”, o se volete, “stupendo”.

Venne pubblicato dopo la morte del compositore; infatti Chopin lo considerava imperfetto…

I grandi pianisti non lo hanno mai messo nel loro repertorio. Fino al film Il Pianista, di Roman Polanski (2002), che lo ha reso celebre.

Non sempre l’autore di un'opera è il miglior critico di sé stesso.

Buon ascolto, notturni navigatori e navigatrici del web!



mercoledì 29 aprile 2009

Per i sonnambuli del web, la più bella Sonnambula




C’è nel web un popolo di sonnambuli, tra i quali anch’io. Mi piace postare di notte, quasi clandestinamente. Forse sarà il fascino del silenzio; o più prosaicamente un po’ d’insonnia.

Mi pare doveroso dedicare a tutti i sonnambuli la più bella aria della Sonnambula (1831), di Vincenzo Bellini: "Ah, non credea mirarti".

È cantata dal più bel soprano in circolazione, la russa Anna Netrebko, che unisce alla straordinaria bellezza una stupenda vocalità.

Le parole dell’aria parlano di un amore che finisce, come un fiore che muore rapidamente.

Il primo verso (“Ah, non credea mirarti, sì presto estinto, o fiore”) è stato scolpito nella tomba del “Cigno di Catania”, morto all’età di neppure 34 anni (1801-1835).

L’aria è anche un omaggio alla Sicilia, perché Bellini fa risuonare, dopo la prima strofa, con la voce dell’oboe, un’antica melodia popolare isolana: Fenesta che lucive.



(Amina, soprano)

Ah, non credea mirarti
sì presto estinto, o fiore;
passasti al par d'amore,
che un giorno sol durò.

Potria novel vigore
il pianto mio recarti,
ma ravvivar l'amore
il pianto mio, ah no, non può.

Ah, non credea...

sabato 25 aprile 2009

Non dimentichiamo la festa di S. Marco!











La festa della Liberazione in Italia non deve far dimenticare la festa di S. Marco, che si celebra proprio il 25 aprile.

S. Marco è l’autore del secondo Vangelo, il più breve di tutti (16 capitoli).

Ma il Vangelo secondo Marco ha un’importanza del tutto particolare.

• È stato il primo in ordine di tempo, scritto intorno all’anno 70, all’epoca della distruzione del tempio di Gerusalemme. Marco ha avuto la geniale idea di lasciare la testimonianza scritta della vita di Gesù, punto di riferimento di tutta la storia umana:"Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio" (Mc 1, 1).

• È stato il Vangelo a cui si sono ispirati anche Matteo e Luca, che hanno scritto poco dopo. Questi tre Vangeli sono perciò detti "sinottici" (cioè, "confrontabili con un'occhiata"). Il Vangelo di Giovanni è l’ultimo, scritto intorno all’anno 100.

Marco era discepolo di S. Pietro, come ricorda Pietro stesso nella sua prima Lettera (1 Pt. 5, 13), e mise per scritto a Roma le parole del capo degli apostoli riguardanti Gesù.

Marco scriveva per i pagani, soprattutto romani e romanizzati, gente pratica e sbrigativa. Il suo vangelo è perciò breve ed efficace. Egli mette in risalto i miracoli di Gesù, per mostrare la divinità del Cristo, il Figlio di Dio.

Il leone è il simbolo di questo evangelista, forse per ricordare che il suo vangelo inizia con la descrizione del deserto della Giudea, luogo di animali selvatici, in cui predicava Giovanni Battista.

S. Marco è anche il patrono di innumerevoli comunità.
Prima di tutte Venezia, l’antica e gloriosa Repubblica di S. Marco, che fece trafugare le sue reliquie da Alessandria d’Egitto, nascoste in una nave carica di carne suina (salami e prosciutti). Così la nave passò indenne dai controlli musulmani; nessuno osò mettere il naso dentro le stive. Era l’anno 828.
In onore di S. Marco fu poi costruita la celebre Basilica, con la Pala d’oro.

Anche la piccola, ma stupenda, città di Cortona ha come patrono S. Marco. E un grande artista cortonese, Gino Severini, uno dei fondatori del Futurismo, ha voluto onorare la sua città con una grande opera musiva che lo rappresenta, quella che vediamo nella foto in alto.

Il mosaico, del 1951, è posto nella parte absidale esterna della Chiesa di S. Marco.

venerdì 24 aprile 2009

Musica per la festa della Liberazione



Per la festa della Liberazione occore una musica gioiosa e che ci ricordi la bellezza della libertà.

Ho scelto l’Ouverture dell’opera Guglielmo Tell, di Gioacchino Rossini (1828).

Un brano esaltante, quasi dionisiaco, che celebra un eroe che ha combattuto la tirannide, scritto da un musicista noto per le sue idee libertarie.

Mi pare dunque una musica appropriata.

Buon ascolto!



domenica 19 aprile 2009

Auguri a Papa Benedetto XVI





Voglio fare gli auguri a Papa Benedetto XVI nel IV anniversario della sua elezione al sommo pontificato rispondendo ad una domanda: perché il papa dà tanto fastidio?

C’è chi si scandalizza delle ricchezze del Vaticano (che sono un patrimonio per l’Italia e per il mondo, e non sono certo di Papa Benedetto); c’è chi fa ironia sulla sua pronunzia della nostra lingua (che conosce perfettamente); c’è chi ha da ridire perfino sul suo modo di vestire e sulle sue ciabatte…

Tutto fumo negli occhi per coprire ben altro.

In realtà Benedetto XVI dà fastidio perché parla chiaro e politicamente scorretto.

Ad esempio non dice: “Fate ciò che vi pare, ma fatelo col preservativo”. No, lui osa dire che la migliore prevenzione contro l’AIDS è l’educazione affettiva dei giovani e la fedeltà al coniuge; che infatti è una cura gratuita e infallibile al 100x100.

Non dice “gay è bello”. Dice invece che l’omosessualità non corrisponde al modello di coppia e di famiglia voluto dal Signore.

È contro il divorzio, l’aborto, l’eutanasia, e non vede i grandi progressi civili e morali che tutto questo comporta: famiglie allargate e disgregate; figli dati in gestione al 50 per cento, o ad altre percentuali variabili; donne che possono abortire dieci, venti, trenta e perfino quaranta volte nella vita; malati “non degni di vivere” e ai quali si potrebbe procurare una rapida fine indolore, che invece chissà perché egli si ostina a considerare persone.

Crede che la fede possa andare d’accordo con la scienza, e che Cristo sia esistito e addirittura risuscitato, e osa proclamarlo Figlio di Dio.

Ma che cosa dobbiamo fare di questo pericoloso sovversivo della moderna e "laica" civiltà?

I sommi sacerdoti del laicismo si stracciarono le vesti e dissero: “È reo di morte!” “Sia crocifisso!”

N. B. Chissà perché queste parole di condanna non mi suonano del tutto nuove…


Auguri, Papa Benedetto! Ad multos annos!

lunedì 13 aprile 2009

Chi è un angelo (dedicato all'Abruzzo)















In questo Lunedì dell’Angelo la nostra attenzione va alla terra d’Abruzzo, devastata una settimana fa da un tremendo terremoto, che oltre agli enormi danni materiali ha fatto 294 vittime.


Chi è un angelo


A parte le schiere celesti, un angelo è


• chi è volato fino a L’Aquila con tutti i suoi problemi, per caricarsi anche di quelli degli altri

• chi scava tra macerie di morte, per liberare tracce di vita

• chi manda un messaggino d’amore, del valore di un euro

• se il messaggio d’amore supera le due cifre, allora si tratta di un arcangelo

• chi riesce a fare e a mettere una protesi dentaria nuova in 24 ore e gratuitamente, anziché in un anno e con migliaia d’euro

• chi riesce a far sorridere dei bambini che hanno perso tutti i loro giocattoli

• chi tiene in braccio la sua creatura, anche dopo morte

• una schiera di 294 persone, salite dalla polvere della terra alla gloria del cielo


Diffidare di chi fa brevi apparizioni e poi se ne va...


Foto in alto: "L'Angelo Raffaele", di Autore ignoto, sec. XVII, L'Aquila (Museo Nazionale d'Abruzzo)

domenica 12 aprile 2009

Pasqua. Risurrezione!




Festeggiamo la Pasqua anche con la musica.

Scegliamo la parte finale della ouverture sinfonica La Grande Pasqua Russa, di Nicolaj Rimskij-Korsakov, composta tra l'agosto 1887 e l'aprile 1888.

Il compositore si avvale di melodie tratte dalla liturgia della Chiesa ortodossa.

Un augurio di riconciliazione tra cattolici e ortodossi.

Che la Chiesa di Cristo Risorto torni a respirare con ambedue i polmoni, come era solito dire Giovanni Paolo II.

Buona Pasqua a tutti!

sabato 11 aprile 2009

Sabato Santo. Il sepolcro




Gesù ha cambiato la vita di Maria Maddalena, e da allora l’amore di lei si esprime in gesti di straordinario affetto.

È Maria Maddalena che accompagna Gesù morto al sepolcro ed è lei che per prima si reca alla tomba, la mattina di Pasqua. E incontra non un morto, ma Gesù Risorto.

L’amore della Maddalena viene espresso con grande intensità nel musical Jesus Christ Superstar, del 1973, con il canto I don’t know how to love him (Non so come amarlo).

Da un amore puramente materiale, la Maddalena sta scoprendo un amore più puro e più profondo.

venerdì 10 aprile 2009

Venerdì Santo. Il Calvario




Nel giorno che ricorda la morte di Gesù sulla croce, viene celebrato a L’Aquila il solenne rito funebre per le vittime del terremoto.

Dedichiamo a questo avvenimento il commovente finale dello Stabat Mater di Pergolesi, cantato da Mina.

Quando corpus morietur, fac ut animae donetur Paradisi gloria.

Quando il corpo morirà, fa’ [o Signore] che all’anima sia data la gloria del Paradiso.

Per i credenti è una certezza di fede.

Per chi non crede, uno stupendo brano musicale che rende il dovuto onore alle vittime di così grande tragedia.

giovedì 9 aprile 2009

Giovedì Santo: l'amore fraterno



La straordinaria forza d’animo del popolo abruzzese in questi tremendi giorni di terremoto fa da singolare e stridente contrasto con la superficialità e perfino il cattivo gusto di vari bloggatori, che sembrano più interessati al gossip politico che ai problemi della gente.

Noi vogliamo sottolineare gli infiniti gesti di solidarietà e di amore di innumerevoli persone, che in varie maniere prestano soccorso e danno il loro aiuto per alleviare le sofferenze.

In questo Giovedì Santo esse stanno imitando il gesto di Gesù, che si piegò umilmente a lavare i piedi dei suoi discepoli.

mercoledì 8 aprile 2009

In memoriam




Voglio onorare gli oltre duecentosettanta morti del terremoto che ha devastato l’Aquila e il suo territorio proponendo l’ascolto del brano La morte di Ase, dal Peer Gynt di Edvard Grieg.

Una commovente marcia funebre eseguita da un’orchestra giovanile. Per ricordare che molte di quelle vittime erano dei giovani.

E per aprire il nostro cuore alla speranza.

martedì 7 aprile 2009

Perché l'Aquila torni a volare!




In questo momento così terribile, in cui l’Aquila è stata ferita mortalmente, vogliamo presentare la più bella immagine della sua storia: il Santuario di S. Maria di Collemaggio.


Perché l’Aquila torni a volare alta nel cielo d’Abruzzo!

lunedì 6 aprile 2009

Dedicato al popolo abruzzese




Dedico al popolo abruzzese, colpito dal tremendo terremoto di stanotte, questo brano di musica di Bach.

È il coro finale della Passione secondo Giovanni, che è il pianto per la morte e sepoltura di Gesù, ma al tempo stesso speranza di risurrezione.

"Ruht wohl, ihr heiligen Gebeine"...


domenica 5 aprile 2009

Domenica delle Palme. Inizia la Settimana Santa



Inizia la Settimana Santa con la Domenica della Palme.

Vogliamo ricordare la passione di Cristo con uno dei canti polifonici più belli che siano stati mai scritti: Popule meus, di Tommaso Ludovico da Victoria (1548-1611).

Sono gli Improperia, i rimproveri, che il Signore rivolge al suo popolo, per le sofferenze che Egli ha dovuto subire.
Il mottetto si conclude con un’invocazione a Dio, affinché perdoni.

Il testo è in latino e in greco, le due lingue della Chiesa antica: occidentale e orientale.
Giovanni Paolo II parlava di due polmoni, con i quali anche la Chiesa attuale deve riprendere a respirare, con l’auspicata riunione con la Chiesa ortodossa.

Il canto, a 4 voci miste, in polifonia a cappella, cioè a sole voci, con un andamento omoritmico, inizia verso la fine a fraseggiare e con le parole Sanctus et Immortalis prende il volo verso l’infinito.


Popule meus, quid feci tibi? Aut in quo contristavi te? Responde mihi!
Hagios o Theos – Sanctus Deus
Hagios Ischyros – Sanctus Fortis
Hagios Athanatos, eleison himas – Sanctus et Immortalis, miserere nobis!

Popolo mio, che ti ho fatto, o in che cosa ti ho rattristato? Rispondimi!
Santo Dio – Santo Dio
Santo Forte – Santo Forte
Santo Immortale, abbia pietà di noi – Santo e Immortale, abbi pietà di noi!

mercoledì 1 aprile 2009

Pesci d'aprile!

Il primo aprile senza pesce non vale. Ne voglio attaccare qualcuno sulle spalle di qualche blogger di mia conoscenza.
Senza offesa per nessuno...



A Mstatus, grande inquisitore, un forno a microonde, a misura d’uomo (e di donna).

A Webboy, che mi segue appassionatamente e ogni tanto mi perde, un cerca persone, possibilmente “made in Vaticano”.

A chi ritrova Kuros, vivo o morto, lauta mancia.

A Terry, portatrice di serenità e di pace, un pesce-arcobaleno.

A Nell, energica lottatrice, sempre bisognosa di armi, un affilato pesce-spada o almeno un pesante pesce-martello.

A Fiammifero, sempre pronta a prendere fuoco, un pesce molto in umido.

A Saamaya, figlia del vento, una giornata di calma piatta.

A Ricio78, grande esperto di calcio, un pesce-palla.

A Max75, esperto di salumi, un viaggio pagato in Arabia Saudita.

A Scheggia, ex campione di ciclismo, una scalata in bici alla Home Page.

Ad Abdita, nascosta ma sempre presente, una tuta mimetica.

Ad Alice77 e ad Antikom una vaschetta di pesci rossi.

A Blognews, poco amico del papa, un pesce San Pietro.

A Pcdazero, grande esperto del computer, un bel cavallo di Troia. Lui sa come domarlo.

A Geromarsala, che segue i miei post con interesse, una magnifica zuppa di pesce alla livornese, cioè un bel cacciucco. E dove sta lo scherzo? Caro Gero, paghi tu!


Se in mattinata me ne viene in mente qualcun altro, lo attaccherò su qualche altra schiena...